Decidere di vendere un orologio importante sembra, a prima vista, abbastanza semplice. Si recupera la scatola, si fanno alcune fotografie, si controllano online i prezzi di modelli apparentemente simili e si prova a capire quale cifra chiedere. È proprio in questa fase, però, che nascono molti degli errori più comuni.
Il mercato degli orologi di lusso usati non valuta soltanto il nome riportato sul quadrante. Referenza, anno, configurazione, stato della cassa, documentazione, interventi effettuati e domanda del momento possono creare differenze notevoli anche tra due esemplari che, osservati velocemente, sembrano identici.
C’è poi un elemento meno intuitivo. Nel tentativo di presentare meglio l’orologio, il proprietario può decidere di farlo lucidare, sostituire alcune parti segnate o intervenire sul quadrante. Operazioni perfettamente comprensibili dal punto di vista estetico, ma non sempre utili quando l’interlocutore è un collezionista interessato soprattutto all’originalità.
Prima di fare qualsiasi cosa, quindi, conviene conoscere bene ciò che si possiede.
Lucidare l’orologio prima della vendita può essere un errore
La prima tentazione è spesso quella di rendere l’orologio il più vicino possibile alle condizioni del nuovo.
Un bracciale con piccoli graffi viene lucidato. La cassa torna brillante. I segni lasciati da anni di utilizzo scompaiono e l’esemplare sembra immediatamente più presentabile.
Dal punto di vista estetico il risultato può essere ottimo. Sul piano collezionistico, invece, la questione è meno lineare.
Una cassa non eccessivamente lucidata può mantenere meglio spigoli, proporzioni e geometrie originarie. Ogni intervento sul metallo, anche quando eseguito bene, rimuove una quantità minima di materiale. Se nel corso di trent’anni l’operazione viene ripetuta numerose volte, la forma può progressivamente cambiare.
Il fenomeno si nota soprattutto su determinati modelli vintage. Una superficie con qualche segno coerente con l’età può essere preferita a una cassa molto brillante ma con profili addolciti.
È uno dei casi in cui il difetto percepito dal proprietario non coincide necessariamente con ciò che vede chi compra.
Lo stesso vale per piccoli segni sul bracciale. Un graffio superficiale può essere considerato normale usura e risultare facilmente gestibile in un secondo momento. Prima di rimuoverlo, quindi, sarebbe più prudente capire se l’intervento sia realmente necessario.
Anche sostituire parti esclusivamente per motivi estetici merita attenzione. Una lunetta, un quadrante o delle lancette molto segnate possono sembrare elementi da cambiare immediatamente. Se appartengono alla configurazione originaria dell’orologio, però, il loro interesse può superare quello di componenti nuovi e perfettamente compatibili.
Il principio è semplice: ciò che viene tolto non sempre può essere recuperato.
Scatola, garanzia e vecchie ricevute non sono dettagli trascurabili
Il secondo errore consiste nel presentare soltanto l’orologio senza cercare tutto ciò che lo accompagnava.
La scatola originale può essere rimasta in soffitta. La garanzia magari è finita in una cartella insieme a documenti vecchi. Le maglie del bracciale tolte dopo l’acquisto potrebbero essere conservate in un piccolo sacchetto che nessuno apre da anni.
Vale la pena cercarle.
Nel mercato di secondo polso il corredo aiuta a ricostruire la storia dell’esemplare e può renderlo più completo. Non significa che un orologio privo di scatola o documenti perda automaticamente gran parte del proprio valore, ma tra due pezzi comparabili la completezza può diventare un elemento distintivo.
Le maglie aggiuntive del bracciale hanno anche una funzione pratica. Un proprietario con un polso più grande potrebbe averne bisogno e trovare un bracciale incompleto può significare dover cercare successivamente i componenti mancanti.
Le ricevute di manutenzione raccontano invece gli interventi eseguiti.
Una revisione documentata permette di conoscere almeno una parte della storia meccanica dell’orologio. Se durante il service sono stati sostituiti alcuni elementi, avere la relativa documentazione aiuta a capire quando e perché sia avvenuto.
Per questo, prima di vendere rolex usato, può essere utile ricostruire con calma tutto ciò che si possiede: scatola, garanzia, libretti, ricevute, maglie e qualsiasi parte eventualmente restituita dopo una revisione.
Anche un componente sostituito e conservato nel cassetto può avere un interesse che il proprietario non aveva considerato.
Buttare qualcosa perché appare vecchio o rovinato è una decisione molto più semplice da prendere che da annullare.
Confrontare annunci diversi porta facilmente a una quotazione sbagliata
Internet permette di trovare in pochi secondi decine di orologi apparentemente identici. Ed è proprio qui che comincia uno degli errori più frequenti.
Si cerca il nome del modello, si osservano alcuni prezzi e si sceglie una cifra che sembra ragionevole.
Il problema è che il prezzo di un Rolex usato dipende dalla referenza esatta e dalle caratteristiche del singolo esemplare.
Due versioni appartenenti alla stessa famiglia possono essere state prodotte in periodi diversi, utilizzare movimenti differenti o avere configurazioni di quadrante e bracciale non equivalenti. Anche pochi anni possono separare generazioni che sul mercato hanno un comportamento differente.
Poi bisogna confrontare le condizioni.
Un orologio full set, poco utilizzato e con una cassa ben conservata non dovrebbe essere preso come riferimento automatico per un esemplare privo di documenti e con numerosi interventi alle spalle. Il contrario vale allo stesso modo.
C’è inoltre una distinzione importante tra prezzo richiesto e prezzo di vendita.
Un annuncio mostra quanto il venditore vorrebbe ottenere. Non dimostra che qualcuno pagherà quella cifra. Alcuni orologi possono restare pubblicati per mesi proprio perché le aspettative sono superiori a ciò che il mercato considera realistico.
Prendere come riferimento soltanto le inserzioni più alte porta facilmente a costruire aspettative difficili da soddisfare.
Anche i prezzi molto bassi vanno interpretati. Potrebbero riguardare condizioni peggiori, assenza di corredo o vendite effettuate con particolare urgenza.
Il confronto utile richiede quindi esemplari veramente simili, non soltanto nomi simili.
Prezzo pagato e valore attuale possono prendere strade completamente diverse
L’ultimo errore è probabilmente quello più umano: partire dalla cifra spesa anni prima.
«L’ho pagato diecimila euro, quindi oggi non può valerne meno» è un ragionamento comprensibile. Il mercato, però, non conosce il legame emotivo tra proprietario e oggetto.
Alcuni orologi di lusso possono rivalutarsi. Altri mantengono una buona parte del prezzo iniziale, mentre altri ancora perdono valore. Dipende dalla domanda, dalla disponibilità e dall’interesse che quella particolare referenza mantiene nel tempo.
Anche la fine della produzione può produrre effetti differenti.
Un modello fuori catalogo non diventa automaticamente raro. Se ne sono stati prodotti moltissimi esemplari, può continuare a essere facilmente disponibile per anni. Al contrario, una versione rimasta in produzione per poco tempo e molto ricercata può trovarsi in una situazione differente.
Le preferenze dei collezionisti cambiano inoltre in modo difficile da prevedere.
Un determinato diametro può tornare di moda. Una configurazione di quadrante poco apprezzata all’epoca dell’uscita può essere riscoperta. Una referenza trascurata per anni può acquisire attenzione perché rappresenta l’ultima generazione con una determinata caratteristica tecnica.
Per questo il valore di mercato appartiene sempre a un momento preciso.
Anche l’affetto rischia di alterare la percezione. Un orologio regalato per una laurea o appartenuto a un familiare può avere un enorme valore personale. Chi lo acquista, però, lo valuta attraverso caratteristiche più fredde: referenza, condizioni, originalità, corredo e domanda.
Sono due valori diversi e non sempre possono coincidere.
Prima della vendita conviene quindi fare qualcosa di molto meno spettacolare di una lucidatura completa o di un servizio fotografico professionale: aprire i cassetti, recuperare i documenti, identificare correttamente la referenza e lasciare l’orologio esattamente com’è finché non si è capito cosa si ha davanti.
Un graffio può essere eliminato anche in seguito. Una scatola ritrovata può essere aggiunta al corredo. Una parte originale sostituita e buttata, invece, non torna più.
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