Il mercato dei processori ha registrato una netta accelerazione nel secondo trimestre del 2026, con le spedizioni complessive di CPU cresciute di oltre il 10% su base trimestrale. A trainare la ripresa sono stati soprattutto i processori destinati ai notebook e ai datacenter, che hanno più che compensato la marcata contrazione del comparto desktop e la debolezza delle soluzioni embedded, IoT e SoC.

Secondo l’ultima analisi di Mercury Research, a favorire il risultato ha contribuito soprattutto l’aumento delle forniture Intel, dopo diversi trimestri caratterizzati da vincoli produttivi, con un incremento particolarmente evidente nel segmento mobile. Anche AMD ha continuato ad aumentare le spedizioni, mentre le CPU Arm hanno registrato a loro volta una crescita significativa. Apple, inoltre, ha beneficiato delle vendite dei suoi MacBook Neo, contribuendo all’aumento complessivo dei volumi.











AMD Q2 2026 Intel Q2 2026
Totale x86 30,70% 69,30%
Client 30,30% 69,70%
Desktop 34,90% 65,10%
Mobile 28,90% 71,10%
Server 34,50% 65,50%
Tutte le CPU incl. IoT/SoCs 34,10% 65,90%

La crescita trimestrale non si è però tradotta in un aumento su base annua del mercato complessivo. Rispetto al secondo trimestre 2025, infatti, le unità vendute sono diminuite, principalmente a causa del forte calo delle spedizioni di prodotti IoT, embedded e SoC, oltre alla contrazione dei processori desktop. Nel frattempo, le CPU per notebook e server hanno evidenziato una dinamica positiva.

Il dato più significativo riguarda però la continua erosione della posizione di Intel nel mercato x86. Considerando PC e server e lasciando fuori i prodotti semicustom, embedded e IoT, Intel ha chiuso il secondo trimestre con una quota del 69,3%, in calo di 6,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e di poco meno di un punto rispetto al primo trimestre. Per la società si tratta del livello più basso dal 1995, quindi di un minimo nell’arco di 31 anni.

AMD ha raggiunto contemporaneamente il 30,7%, stabilendo il proprio record storicoConsiderando anche IoT, embedded e SoC, il quadro cambia parzialmente: Intel scende al 65,9%, mentre AMD raggiunge il 34,1%. In questa misurazione ha avuto un peso anche la migliore performance delle soluzioni system-on-chip di AMD destinate alle console, mentre Intel non dispone di un’attività comparabile di grandi dimensioni in questo mercato.

Il dato assume particolare rilevanza perché arriva mentre Intel sta mostrando segnali di miglioramento sul fronte delle forniture e del business dei datacenter. La divisione Data Center Group ha registrato nel secondo trimestre una crescita dei ricavi del 59% su base annua, il miglior risultato storico indicato dall’azienda, accompagnato da diversi accordi pluriennali per la fornitura di CPU, tra cui uno con Google. La maggiore disponibilità di processori, però, non è stata sufficiente a fermare la crescita di AMD.

Nel mercato server le spedizioni di CPU x86 sono aumentate di quasi il 20% su base annua, sostenute dalla domanda sia per i processori tradizionali per datacenter, come AMD EPYC e Intel Xeon, sia dalle CPU impiegate in applicazioni di networking e storage.

AMD ha portato la propria quota al 34,5%, contro il 33,2% del primo trimestre e il 27,3% di un anno prima. Intel rimane in testa con il 65,5%, ma la sua quota è scesa dal 66,8% sequenziale e dal 72,7% del secondo trimestre 2025.

Questi numeri richiedono però una precisazione legata ai criteri contabili utilizzati da Mercury Research. Intel include infatti nel proprio segmento Data Center & AI anche determinati processori destinati a networking ed edge, mentre AMD non viene trattata allo stesso modo. Escludendo questa differenza e confrontando direttamente i processori EPYC e Xeon, la quota AMD nel mercato server raggiunge il 46,4%, con una crescita di 2,9 punti sul trimestre e di 9,2 punti sull’anno. In questo perimetro il divario tra i due produttori risulta quindi molto più contenuto.

Anche il mercato dei PC client ha evidenziato una dinamica favorevole ad AMD. La società ha raggiunto il 30,3% delle spedizioni di CPU client, contro il 69,7% di Intel, migliorando dal 29,6% del primo trimestre e dal 23,9% del secondo trimestre 2025.

Il segmento desktop rappresenta però l’eccezione più evidente. Mercury Research ha ravvisato una contrazione delle spedizioni superiore al 20% su base annua, accompagnata anche da un calo sequenziale. Le cause vengono individuate nei prezzi elevati dei PC e nella disponibilità limitata delle GPU, a cui si aggiungono i costi elevati di componenti come schede madri, memoria e SSD.

La debolezza ha interessato entrambi i produttori. AMD ha visto diminuire le proprie spedizioni desktop, ma in misura inferiore rispetto a Intel, riuscendo così ad aumentare la quota dal 32,2% al 34,9% su base annua.

Intel è scesa al 65,1%, dal 66,8% del primo trimestre e dal 67,8% di un anno prima. “Entrambe AMD e Intel hanno registrato una significativa debolezza annua nelle CPU desktop, con AMD che ha evidenziato cali relativamente inferiori; su base sequenziale, però, le diminuzioni di AMD sono state molto più contenute rispetto a quelle di Intel”, ha affermato l’analista Dean McCarron.

Nel mercato notebook la situazione è stata decisamente diversa. Le spedizioni di CPU mobile sono cresciute sensibilmente rispetto al trimestre precedente e hanno registrato anche un incremento più contenuto su base annua. Intel ha aggiunto nel secondo trimestre milioni di unità alla propria capacità produttiva mobile, contribuendo a ridurre il divario tra domanda e offerta che aveva caratterizzato i trimestri precedenti.

Nonostante l’aumento della produzione Intel, AMD è riuscita a incrementare la propria quota al 28,9%, dal 28,3% del primo trimestre e dal 20,6% di un anno prima. Intel è rimasta al 71,1%, rispetto al 71,7% sequenziale e al 79,4% di dodici mesi prima. La crescita annua di AMD nel segmento mobile è quindi stata di 8,4 punti percentuali.

L’evoluzione del mercato arriva in un contesto condizionato dalla crescente domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. La priorità accordata alla produzione di componenti per datacenter ha contribuito a comprimere la disponibilità di alcuni componenti destinati ai PC e ad alimentare l’aumento dei prezzi. Il risultato è una situazione nella quale il mercato server beneficia della spesa per l’AI mentre quello desktop risente, almeno in parte, della stessa dinamica.

Intel ha riconosciuto la necessità di aumentare la capacità produttiva. Un portavoce ha dichiarato: “La nostra priorità assoluta è aumentare la capacità e migliorare la produzione delle fabbriche il più rapidamente possibile per sostenere la domanda dei clienti, mentre lavoriamo per migliorare la nostra roadmap competitiva”.

La competizione nel mercato dei processori, nel frattempo, non riguarda più soltanto Intel e AMD. Entrambe devono affrontare la crescente diffusione dell’architettura Arm nei server e nei PC. Nel settore datacenter Amazon Web Services sta sviluppando CPU proprietarie, mentre NVIDIA ha introdotto Vera. Sul fronte PC, Apple continua a utilizzare i propri processori della serie M nei Mac e Qualcomm punta sui chip Snapdragon. Anche NVIDIA si prepara a entrare nel mercato dei PC Windows con la piattaforma RTX Spark.

AMD dispone inoltre di un ulteriore motore di crescita rappresentato dalle GPU Instinct per l’intelligenza artificiale. La CEO Lisa Su ha indicato, secondo quanto emerso dalla più recente trimestrale, la possibilità che i ricavi Instinct superino i 30 miliardi di dollari nel 2027, grazie alla domanda proveniente dai grandi clienti.

Intel sta invece cercando di diversificare il proprio business attraverso Intel Foundry e le attività di progettazione e produzione di chip personalizzati. Tra i clienti acquisiti figura Fortinet, mentre il business del custom silicon sarebbe vicino a un ritmo annualizzato di circa 2 miliardi di dollari. Per Intel Foundry resta però fondamentale l’acquisizione di un grande cliente che possa rappresentare una conferma concreta della sostenibilità del progetto.

La società sta inoltre modificando la propria strategia nel settore dei chip per l’intelligenza artificiale, concentrandosi maggiormente sui carichi di lavoro di inferenza e sull’AI agentica, con un approccio che prevede l’utilizzo di GPU Intel insieme ad altre tipologie di acceleratori e processori.

Per il resto del 2026, Mercury Research prevede una domanda ancora sostenuta per i processori server, anche se eventuali vincoli di fornitura potrebbero limitare la crescita AMD nel terzo trimestre. Nel quarto trimestre, invece, le vendite di processori destinati ai datacenter dovrebbero aumentare sensibilmente rispetto sia al secondo sia al terzo trimestre.

Il secondo trimestre fotografa quindi un mercato CPU in ripresa, ma con equilibri competitivi in trasformazione. Intel ha recuperato capacità produttiva e incrementato le spedizioni, ma AMD ha continuato a crescere più rapidamente in tutti i principali segmenti.


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