Antonio Caminiti, Pino Pultrone, Martino Palazzo, Fausto Apicella e Impero Prunestì. Nomi che appartengono alla memoria sportiva di Soverato e che, a distanza di sessantasei anni, sono tornati al centro di una giornata carica di emozioni. Furono loro i giovani protagonisti della staffetta olimpica del 1960: Caminiti, Pultrone, Palazzo e Apicella portarono la fiaccola nel tratto soveratese, mentre Prunestì, anch’egli soveratese, percorse una frazione in provincia di Cosenza. Alcuni dei protagonisti di quella straordinaria stagione sono ancora viventi e proprio il loro ricordo, insieme alle testimonianze di familiari e cittadini, ha rappresentato il cuore più intenso della manifestazione ospitata nella sala “Bruno Manti” del Palazzo di Città.
Soverato ha così rievocato lo storico 19 agosto 1960, giorno in cui la fiaccola delle XVII Olimpiadi di Roma attraversò la città lungo il suo viaggio verso la Capitale. Un passaggio rimasto profondamente impresso nella memoria collettiva, tanto che alla pagina olimpica venne successivamente dedicata anche Via Olimpia, ancora oggi testimonianza concreta di quel legame.
A guidare il pubblico lungo il percorso della memoria è stato il giornalista Francesco Pungitore, chiamato a introdurre e moderare l’incontro promosso dal CONI in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Soverato.
La cerimonia si è aperta sulle note dell’Inno di Mameli, che ha immediatamente conferito solennità a una manifestazione capace di tenere insieme storia, sport, istituzioni e partecipazione popolare.
Subito dopo ha preso la parola il presidente regionale del CONI Calabria, Tino Scopelliti, che ha richiamato il valore della memoria sportiva e la necessità di investire in strutture e trasmettere alle nuove generazioni i principi che accompagnano l’esperienza olimpica: impegno, rispetto, sacrificio, lealtà e capacità di superare i propri limiti.
Sono seguiti i saluti istituzionali del sindaco di Soverato Daniele Vacca e del vicesindaco Emanuele Amoruso, che hanno sottolineato l’importanza di recuperare e valorizzare una pagina così significativa della storia cittadina. A portare il proprio saluto anche il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, la cui presenza ha ulteriormente sottolineato la dimensione familiare (nel ricordo di Tonino Fiorita organizzatore instancabile e compianto uomo di cultura e memoria) e territoriale dell’appuntamento e il valore di una memoria olimpica che appartiene non soltanto a Soverato.
Il cuore storico e documentale dell’incontro è stato quindi affidato a Pino Pipicelli, delegato CONI di Catanzaro, che attraverso una relazione accompagnata da slide, fotografie e contributi video ha ricostruito il viaggio della fiaccola olimpica e, in particolare, il suo passaggio lungo la costa ionica calabrese. Dalla Grecia all’Italia, fino alla tappa soveratese del 19 agosto 1960: immagini, nomi e documenti hanno restituito al pubblico il clima di quei giorni, riportando idealmente la sala indietro di oltre mezzo secolo.
Dal passato lo sguardo si è poi spostato verso il presente e il futuro olimpico. Significativo l’intervento del vicesindaco di Taverna, Daniele Frustaci, che ha ricordato la straordinaria esperienza dell’Istituto Comprensivo del suo comune, dalla cui creatività sono nati i disegni alla base di Tina e Milo, le mascotte ufficiali delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. I due ermellini sono nati proprio dai disegni realizzati dai bambini dell’Istituto Comprensivo di Taverna, nell’ambito del progetto nazionale dedicato alle scuole. Un riconoscimento importante per una piccola comunità calabrese capace di lasciare il proprio segno nella storia olimpica contemporanea.
Grandi applausi anche per Giovanni Caserta, il nuotatore catanzarese protagonista dell’esperienza olimpica di Parigi 2024 e reduce dagli Assoluti di Roma con un oro e un argento. La sua presenza ha rappresentato il collegamento ideale tra i giovani che sessantasei anni fa correvano lungo le strade calabresi stringendo tra le mani la fiaccola e gli atleti di oggi chiamati a portare avanti gli stessi valori sui più importanti palcoscenici internazionali.
Particolarmente emozionante la fase dedicata al ricordo e alla premiazione dei tedofori e dei protagonisti di quella storica giornata del 1960. Nelle testimonianze sono riemersi episodi, volti, dettagli e frammenti di vita che hanno restituito alla manifestazione una dimensione non soltanto celebrativa, ma profondamente umana.
A rendere ancora più partecipato l’incontro sono stati gli interventi dal pubblico. Ricordi personali e testimonianze dirette hanno arricchito il racconto ufficiale, dimostrando quanto quella fiaccola, transitata per poche ore sulle strade di Soverato, sia rimasta in realtà accesa per decenni nella memoria di un’intera comunità. Il bilancio finale è quello di un evento di grande successo, per partecipazione, qualità dei contenuti e capacità di intrecciare passato e presente. Un risultato che ha premiato l’iniziativa del CONI e il lavoro di quanti hanno collaborato alla sua realizzazione.
Un plauso unanime è stato rivolto in particolare a Pino Pipicelli, autentica mente organizzativa della manifestazione, capace di recuperare materiali, testimonianze e protagonisti e di trasformare una ricorrenza storica in un momento vivo di condivisione collettiva. Già nelle comunicazioni che avevano preceduto l’evento era stato evidenziato il suo ruolo centrale nella cura dell’iniziativa. Sessantasei anni dopo, dunque, la fiaccola è tornata idealmente a passare da Soverato. Non più lungo la strada verso Roma, ma attraverso i racconti di chi c’era, gli applausi della sala e gli occhi delle nuove generazioni. Perché la memoria dello sport, quando viene custodita e condivisa, non celebra soltanto ciò che è stato: continua a indicare la strada verso ciò che verrà
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Roberto Tolomeo
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