Il casello sparisce, la sbarra pure. L’auto continua alla sua velocità e sopra la carreggiata un portale legge targa, dimensioni del veicolo ed eventuale dispositivo di telepedaggio. Qualche chilometro più avanti non arriva nessuno con il POS, ma il pedaggio resta da pagare. È il Free Flow, il sistema di riscossione senza barriere che in Italia esiste già da oltre dieci anni e nel 2026 ha conquistato una nuova tratta, il raccordo Ospitaletto-Montichiari, la cosiddetta Corda Molle nel Bresciano.
La precisazione serve perché il Free Flow non sta per sostituire improvvisamente i caselli di tutte le autostrade italiane. La prima a utilizzarlo è stata Autostrada Pedemontana Lombarda nel 2015; nel frattempo il sistema è arrivato su una parte della A33 Asti-Cuneo e, dal 1° marzo 2026, sul raccordo Ospitaletto-Montichiari gestito da Autovia Padana. Sono esperienze circoscritte, anche se la tecnologia continua a guadagnare spazio.
Come funziona davvero il Free Flow
La scena è parecchio meno complicata di quanto sembri. Al posto delle stazioni di pedaggio ci sono portali che attraversano tutta la carreggiata. Telecamere e sensori identificano il veicolo, ne leggono la targa, riconoscono la classe e registrano i punti attraversati. Il sistema centrale può così ricostruire il percorso e determinare quanto deve essere pagato. Non occorre imboccare una corsia particolare e, nei tratti progettati per il Free Flow, non bisogna rallentare per consentire la lettura.
Sulla Corda Molle, ad esempio, Autovia Padana spiega che il pedaggio viene calcolato sul tratto effettivamente percorso. Lo stesso principio è utilizzato sulle sezioni Free Flow della A33. Sulla Pedemontana Lombarda le apparecchiature possono invece riconoscere direttamente l’apparato di bordo oppure, in sua assenza, utilizzare targa e classe del veicolo.
Il vantaggio più immediato si vede prima ancora di parlare di tecnologia: spariscono le code create dalla riscossione del pedaggio. I gestori indicano tra gli effetti anche una riduzione del carburante consumato e delle emissioni associate alle soste, alle frenate e alle successive accelerazioni. È una valutazione dei concessionari, non una promessa di traffico magicamente scomparso: se davanti c’è una coda, il portale non possiede ancora il superpotere di dissolverla.
Free Flow e Telepass non sono la stessa cosa
Qui nasce buona parte della confusione. Il Free Flow è il sistema con cui l’autostrada rileva il transito e calcola il pedaggio. Telepass è uno dei servizi con cui quel pedaggio può essere pagato.
Chi possiede un dispositivo di telepedaggio compatibile passa sotto il portale e viene riconosciuto automaticamente; l’importo viene poi addebitato secondo il contratto sottoscritto con il proprio fornitore. Sulla Corda Molle e sulla A33, oltre a Telepass, sono abilitati diversi operatori di telepedaggio.
Chi invece non ha alcun dispositivo continua a viaggiare esattamente nello stesso modo. Cambia quello che deve fare dopo. Sulla Corda Molle può utilizzare l’app FreeFlow A21 o la piattaforma online, come utente occasionale oppure attraverso un Conto Targa; i transiti vengono resi disponibili entro 24 ore. Esiste anche un Info Point presso il casello di Brescia Sud.
Sulla A33 il meccanismo è molto simile: app FreeFlow A33, piattaforma online, Conto Targa o punti fisici. Sulla Pedemontana Lombarda le possibilità sono ancora più numerose e comprendono sito, app, Conto Targa, Ricaricabile Pedemontana, alcuni servizi bancari, Poste Italiane e punti di assistenza. Insomma, l’assenza del casello toglie un’operazione dalla strada e ne lascia una da ricordare una volta scesi dall’auto.
Quanto tempo c’è per pagare
Sulle principali tratte italiane oggi gestite con questo sistema torna lo stesso numero: 15 giorni dal transito. È il termine indicato da Pedemontana Lombarda, Asti-Cuneo e Autovia Padana per chi non utilizza una forma di pagamento automatico.
Ed è proprio qui che il Free Flow richiede un minimo di attenzione in più rispetto al casello tradizionale. Il portale non chiede nulla al momento del passaggio e quindi è possibile percorrere una strada a pagamento senza avere la sensazione materiale di aver lasciato qualcosa in sospeso. La targa, però, è stata letta.
Superati i 15 giorni, le procedure variano nei dettagli tra i gestori. Sulla A33 viene inviato un sollecito normalmente maggiorato degli oneri di riscossione, visura e postalizzazione e possono essere applicate le sanzioni amministrative previste dal Codice della strada. Sulla Corda Molle il concessionario indica analogamente l’invio del sollecito, gli oneri aggiuntivi e l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 176.
La multa può arrivare a 344 euro, ma non è una tariffa fissa
Quel numero che circola in questi giorni merita quindi di essere sistemato al posto giusto. Non esiste una “multa da 344 euro” che parte automaticamente allo scoccare del quindicesimo giorno. Per l’omesso pagamento del pedaggio, l’articolo 176 del Codice della strada prevede una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente. Ai soldi possono aggiungersi gli oneri legati all’accertamento e al recupero del credito.
Pedemontana Lombarda è particolarmente esplicita: trascorso il termine avvia il recupero del credito e invia al proprietario del veicolo con targa italiana un sollecito contenente pedaggio e costi amministrativi. La società precisa inoltre che il successivo pagamento del sollecito non esclude di per sé l’eventuale sanzione amministrativa.
Meglio quindi non interpretare “Free Flow” come “free”. Il flusso è libero, il pedaggio decisamente meno.
Dove ci sono già autostrade senza caselli in Italia
La veterana resta la Lombardia. Dal novembre 2015 il Free Flow è operativo sulla rete di Autostrada Pedemontana Lombarda, che comprende le tratte in esercizio della A36 e le tangenziali A59 di Como e A60 di Varese. È stata la prima infrastruttura autostradale italiana ad adottare il sistema senza barriere.
Sulla A33 Asti-Cuneo il sistema riguarda invece il secondo tronco: il gestore indica oggi come coperta dal Free Flow la tratta tra Asti-Castagnito e Bra Marene-Cherasco, mentre il primo tronco verso Cuneo mantiene modalità tradizionali di riscossione.
La novità più recente è la Corda Molle, il raccordo Ospitaletto-Montichiari: i portali sono entrati in funzione per la riscossione il 1° marzo 2026. Qui la barriera è scomparsa da pochi mesi, abbastanza per far sembrare futuristico qualcosa che sulla Pedemontana lombarda circola dal 2015.
Il cambiamento, quindi, esiste e si sta allargando, ma sulle strade italiane convivono ancora caselli, telepedaggio tradizionale e portali Free Flow. Prima di entrare in una tratta senza barriere conviene guardare bene la segnaletica. Perché attraversare il portale richiede pochi secondi. Dimenticarsi di averlo attraversato può costare caro.
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Ilaria Rosella Pagliaro
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