ALESSANDRIA – “Un quadro autorizzativo significativamente più restrittivo rispetto al precedente”. Così la Provincia e il Comune di Alessandria, insieme ad Arpa e Asl hanno definito il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale conferito allo stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo, al termine della seconda e ultima seduta della Conferenza dei Servizi decisoria avviata lo scorso 22 luglio scorso e conclusa questo mercoledì. “Un quadro prescrittivo condiviso, frutto di un’approfondita istruttoria tecnica e del confronto sviluppato nel corso di tutto il procedimento”.
Gli enti hanno evidenziato l’introduzione di “prescrizioni innovative nel panorama nazionale per gli aspetti relativi ai valori limite di emissione in atmosfera dei PFAS, che rafforzano la tutela dell’ambiente e della salute pubblica attraverso un percorso di progressiva riduzione delle emissioni e di miglioramento degli impianti e dei sistemi di controllo”.
Tra gli aspetti di maggiore rilievo la definitiva cessazione della produzione del cC6O4. A decorrere dal 1° gennaio 2027, nello stabilimento di Spinetta Marengo non sarà più autorizzata
la produzione di questa sostanza e il relativo utilizzo sarà limitato esclusivamente alle quantità ancora presenti nel sito, destinate alla realizzazione di due soli prodotti per i quali non esiste ad oggi una soluzione tecnologica alternativa e che complessivamente rappresentano circa l’1% dei volumi totali di prodotto finito dello stabilimento. A regime, anche tali produzioni dovranno essere realizzate esclusivamente mediante tecnologia NFS (Non-Fluoro-Surfactant).
Un altro risultato definito “particolarmente significativo” riguarda le emissioni in atmosfera. Per la prima volta sono stati individuati valori limite specifici per la sommatoria dei PFAS, nonché limiti dedicati per PFOA e PFOS, applicati fin dal rilascio del provvedimento autorizzativo a tutti i camini dello stabilimento asserviti agli impianti che utilizzano e/o hanno utilizzato tensioattivi PFAS. Il nuovo quadro prescrittivo definisce “un percorso di progressiva riduzione” delle emissioni di PFAS. Per tutti i camini interessati dalla presenza di PFAS è stato introdotto sin da subito, per il parametro “somma di PFAS” (tra cui sono ricompresi anche il cC6O4, l’ADV, il PFOA e il PFOS), un limite pari a 10 microgrammi per metro cubo, destinato a essere dimezzato a 5 microgrammi per metro cubo dal 1° luglio 2027.
Per i camini non più interessati dall’utilizzo del cC6O4 il limite per il parametro “somma di PFAS” viene ridotto a 1 microgrammi per metro cubo dal 1° luglio 2028 e a 0,5 microgrammi per metro cubo dal 1° luglio 2029, fino al raggiungimento, entro il 1° luglio 2030, di un valore limite pari a 0,1 µg/Nmc (microgrammi per metro cubo) per la quasi totalità dei
camini dello stabilimento.
Per i pochi punti emissivi interessati dalla fase transitoria di utilizzo del cC6O4 ancora presente in sito, il limite per il parametro “somma di PFAS” viene ridotto a 2,5 microgrammi per metro cubo dal 1° luglio 2028 ed portato a 1 microgrammi per metro cubo dal 1° luglio 2029, per poi raggiungere il valore di 0,1 microgrammi per metro cubo al termine dell’utilizzo del composto citato.
Per quanto riguarda i parametri PFOA (non più in utilizzo da molti anni all’interno dello stabilimento) e PFOS (mai utilizzato all’interno dello stabilimento), il provvedimento introduce fin
da subito “specifici limiti estremamente restrittivi”, espressi nell’ordine dei nanogrammi per metro cubo, prevedendo un’ulteriore riduzione di un ordine di grandezza a decorrere dal 1°
luglio 2029. Si tratta di valori definiti in coerenza con gli Initial Threshold Screening Level with 24-hour averaging time, valori soglia di esposizione della popolazione su un periodo di 24 ore definiti dal Michigan Department of Environment, Great Lakes, and Energy e caratterizzati da un approccio particolarmente cautelativo.
Provincia, Comune di Alessandria, Arpa e Asl hanno anche definito “particolarmente significativo” anche il rafforzamento dell’applicazione delle cosiddette “Migliori Tecniche Disponibili” di settore. Il nuovo provvedimento prescrive, per la totalità dei punti emissivi dello stabilimento, il raggiungimento del valore minimo previsto dalle Migliori Tecniche Disponibili per i composti fluorurati cancerogeni – 1 milligrammi per metro cubo – livello normalmente richiesti per gli impianti di nuova realizzazione. Sono stati ridotti i valori limite per i composti fluorurati totali per la quasi totalità dei camini, richiedendo per gli altri la presentazione di un piano di fattibilità per l’ulteriore miglioramento. L’attuazione di tale prescrizione consentirà una riduzione significativa delle emissioni di composti fluorurati rispetto alla configurazione attuale.
Sul fronte della tutela delle acque, il nuovo provvedimento prevede da parte del gestore la presentazione di un piano pluriennale per la gestione e riqualificazione delle reti idriche interrate, al fine di incrementare la sicurezza degli impianti, agevolare le attività di controllo e ispezione e garantire la piena accessibilità ai sistemi di monitoraggio. Il provvedimento introduce inoltre valori obiettivo più restrittivi per il fiume Bormida relativamente ai parametri MFS/ADV e cC6O4 (rispettivamente per il cC6O4 0,1 microgrammi per litro e per l’MFS/ADV 0.05 microgrammi per litro, rafforzando il livello di tutela del corpo idrico rispetto agli standard precedentemente vigenti.
Il quadro delle prescrizioni ambientali si completa con specifiche disposizioni finalizzate al rafforzamento della tutela della salute pubblica. In particolare, il provvedimento prescrive l’elaborazione della Valutazione di Impatto Sanitario e disciplina le modalità di attuazione del monitoraggio ambientale esterno, con particolare riferimento alla qualità dell’aria per i composti PFAS e per i composti clorurati e fluorurati. A tal fine è stata individuata Arpa Piemonte quale soggetto incaricato dell’esecuzione delle attività di monitoraggio definendo gli obblighi posti a carico del gestore.
Queste disposizioni, hanno rimarcato gli enti, “rafforzano il sistema di verifica degli impatti ambientali e sanitari connessi alle attività dello stabilimento”, integrando la tutela dell’ambiente con quella della salute della collettività e del territorio. Le prescrizioni introdotte delineano un quadro autorizzativo “profondamente rinnovato rispetto al passato”. Il provvedimento sancisce la cessazione della produzione del cC6O4, rafforza la tutela dell’aria, delle acque e della salute pubblica, definendo un percorso di riduzione degli impatti ambientali fondato sui principi di prevenzione, precauzione e miglioramento continuo che caratterizzano la disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
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Francesco Conti
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