Terremoto Campi Flegrei. Il vescovo di Pozzuoli: “Proteggere e stare accanto ai più deboli”


Una calda sera d’estate si è trasformata in una sera e poi in una notte di preoccupazione nei Campi Flegrei, quando alle 19,46 del 31 luglio una scossa di magnitudo 4.7 ha fatto tremare la terra. La scossa più forte registrata negli ultimi 40 anni. L’evento sismico ha provocato vari danni e portato al ferimento di una ventina di persone, di cui due ricoverate in codice rosso. Nella nottata si sono registrate altre scosse di forte magnitudo e ci sono 250 sfollati ma il numero potrebbe aumentare con il procedere delle verifiche sugli edifici.

A seguito della forte scossa di terremoto che ha colpito, ieri sera, Pozzuoli, i Campi Flegrei e l’area di Napoli, il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha contattato il vescovo di Pozzuoli e di Ischia, mons. Carlo Villano,“per esprimergli la vicinanza, la solidarietà e la preghiera dei vescovi e di tutta la Chiesa italiana nei confronti delle comunità interessate, chiamate ad affrontare ancora una volta momenti di paura e di grande apprensione”.Lo rende noto la diocesi di Pozzuoli. Anche mons. Francesco Savino, vicepresidente della Cei, “ha voluto manifestare personalmente la propria vicinanza al vescovo Carlo Villano, assicurando il ricordo nella preghiera e la piena solidarietà a tutti i cittadini di Pozzuoli, dei Campi Flegrei e di Napoli”, colpiti dal sisma.

Anche il card. Mimmo Battaglia, in questi giorni in viaggio missionario e in Togo, ha fatto sentire, a nome della Chiesa di Napoli e suo personale, “la più profonda vicinanza e solidarietà al caro fratello mons. Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli, ai sacerdoti, ai consacrati, alle comunità parrocchiali e a tutta la Chiesa puteolana e a tutta la popolazione dei Campi Flegrei”.“Il mio pensiero va a tutte le donne e gli uomini dei Comuni coinvolti, alle famiglie che stanno vivendo ore di paura e di incertezza, a quanti hanno dovuto lasciare le proprie case, a chi teme per il proprio futuro. Nessuno dovrebbe sentirsi solo quando la terra trema sotto i piedi”,prosegue il cardinale, con un invito: “In modo particolare, il nostro sguardo e la nostra cura si rivolgano alle persone più fragili: agli anziani, ai bambini, alle persone con disabilità, agli ammalati, a chi vive già situazioni di povertà, di solitudine o di precarietà. Sono loro, spesso, a portare il peso più grande delle emergenze e hanno diritto di trovare accanto una comunità capace di sostenere, ascoltare e accompagnare”. Il porporato rivolge “anche un fiducioso appello alle istituzioni, perché continuino a fare tutto ciò che è possibile, con tempestività, responsabilità e coraggio, affinché nessuno venga lasciato indietro. Ogni decisione abbia al centro la dignità delle persone, soprattutto di quelle più vulnerabili, che non possono essere dimenticate né affrontare da sole il peso di questa prova”. E invita “tutte le comunità della Chiesa di Napoli a unirsi nella preghiera e a rendersi disponibili a ogni gesto concreto di fraternità. È nei momenti della prova che siamo chiamati a riscoprirci popolo, a sostenerci gli uni gli altri, a custodire la speranza anche quando il terreno sembra vacillare”. “Ai fratelli e alle sorelle dei Campi Flegrei giunga il nostro abbraccio. La terra può tremare, ma non deve tremare la certezza che siamo una sola famiglia.

Cammineremo insieme, condividendo il peso di queste ore e alimentando, con la forza della solidarietà e della fede, la speranza di un domani più sereno”, conclude il card. Battaglia.

Con la prima scossa di terremoto che si è sentita nella giornata di ieri, alle ore 19.46, e con le successive la situazione a Pozzuoli è veramente difficile. Il primo pensiero della diocesi di Pozzuoli è alle persone, per le famiglie coinvolte nella situazione critica che si è determinata: si condivide il dolore, la fatica e ci si soccorre. Numerose le abitazioni inagibili, danni ingenti alle attività commerciali e alle chiese puteolane, sospesa la navigazione nel porto di Pozzuoli. “Esprimo la vicinanza della Chiesa – dichiara il vescovo di Pozzuoli e di Ischia, mons. Carlo Villano – alla popolazione, alle forze dell’ordine e a quanti impegnati nell’azione di protezione civile.

Rinnovo l’invito alla comunità tutta a ricompattarsi, soprattutto a proteggere e stare accanto ai soggetti più deboli, ai bambini, agli anziani, agli ammalati”.

Il presule aggiunge:“Particolarmente incisiva, per la vita economica e sociale dei Campi Flegrei e dell’isola di Ischia, la chiusura del porto di Pozzuoli, per problematiche nella banchina e nelle vie di accesso limitrofe. Faccio mio l’appello a renderne possibile la riapertura immediata, anche in considerazione del periodo estivo”.

Non molto tempo fa, nel mese di ottobre 2023, il vescovo sottolineava la piena disponibilità delle chiese ad offrire accoglienza: “Cogliamo in questi eventi la possibilità di prenderci per mano, di sostenerci, di infondere coraggio reciproco; insieme possiamo farcela, insieme possiamo affrontare al meglio questo tempo che sta segnando in profondità le nostre vite, le nostre giornate. Le porte delle nostre Chiese – aveva dichiarato Villano – sono aperte per dire a tutti che la Chiesa è casa di tutti e per tutti: ciascuno si senta accolto, ascoltato ed accompagnato”. Ebbene, al momento le poche chiese puteolane che erano ancora aperte al culto presentano ingenti danni.“In queste ore – comunica il vescovo – si sta intensificando l’azione di monitoraggio da parte dell’Ufficio diocesano per i beni culturali, ma la situazione appare molto problematica”.Il vescovo esprime ancora il proprio ringraziamento per le numerose dimostrazioni di vicinanza che stanno giungendo in queste ore. Significative le parole del presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, a cui si è unito il vice presidente della Cei, mons. Francesco Savino, che hanno assicurato sostegno e preghiera nei confronti delle comunità chiamate ad affrontare ancora una volta momenti di paura e di grande apprensione.

“Lo sciame al momento continua, c’è ancora sismicità, anche se l’energia si sta abbassando nelle ultime ore. Speriamo che vada avanti così”,dice al Sir Lucia Pappalardo, direttrice l’Osservatorio vesuviano dell’Ingv. Dalla prima forte scossa registrata ieri sera alle 19,46 di magnitudo 4.7 “se ne sono registrate più di altre 160 – ci racconta Pappalardo -. Anche se la scossa di ieri sera è stata la più forte degli ultimi 40 anni, si tratta dell’undicesimo evento di magnitudo maggiore o uguale a 4. Ciò significa che ci sono stati altri eventi di magnitudo importante, prima di questo, e anche la scossa di ieri sera rientra nel quadro dello stato del vulcano che è già noto. Solo che l’evento di ieri sera è venuto dopo un periodo di relativa tranquillità sismica, è stato di una magnitudo importante e ha creato diversi danni in questo caso, anche feriti, quindi ha suscitato molta preoccupazione”. La direttrice avverte:

“Potranno esserci altre scosse forti in futuro perché la sismicità è collegata al sollevamento del suolo che è ancora in corso”.

Di fronte a una situazione che desta ovviamente preoccupazione nella popolazione, Pappalardo suggerisce: “Occorre seguire sempre le regole di comportamento dettate dalla Protezione civile in modo da poter affrontare in sicurezza questo tipo di eventi molto importanti”.


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 Andrea Canton

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