Da cinquant’anni è la voce dell’Altopiano ed è pronta a celebrare l’importante anniversario questo sabato, 25 luglio, in piazza Carli ad Asiago, con una serata di musica e di incontro tra gli ascoltatori e tutti coloro che hanno fatto parte della sua grande famiglia: la festeggiata è Radio Asiago, l’emittente locale che ha saputo in questi decenni diventare e confermarsi un punto di riferimento per gli abitanti e i turisti della zona.
Una storia che parte nel 1976 con tre ragazzi – Vidor Corà, Silvano Vellar e Roberto Serembe – affascinati dalle radio libere, allora in larga diffusione, come molti loro coetanei, che vedevano nel microfono la possibilità di diventare protagonisti e comunicare. «Allora era tutto molto artigianale e la radio si sentiva in un raggio ristretto – ricorda Fabio Carraro, giornalista dell’attuale redazione – Con il tempo questo esperimento è cresciuto sempre di più e ha iniziato ad attrarre altri coetanei che si sono affiancati ai fondatori. La forza di Radio Asiago è quella, intanto, di essere riuscita a resistere a differenza di altre emittenti scomparse dopo un periodo di boom e poi di aver mantenuto fede alla sua missione, quella di narrare l’Altopiano dei Sette Comuni che, sebbene sia un territorio di montagna, ha molto da raccontare».
Con questo desiderio, la storia della radio si è arricchita, ha cambiato diverse sedi e numerosi speakers si sono alternati nel corso di questi decenni arrivando, oggi, a ospitare circa trenta membri nello staff. La sede è negli spazi dell’ex casello ferroviario, un luogo con vista sulla città, per Carraro molto affascinante, e che rispecchia anche la volontà espressa nello slogan della radio, di essere la voce dei Sette Comuni e di tenere insieme le persone che lo vivono.
«Come per altre realtà, anche per noi la radio è diventata qualcosa di serio, nel senso che è fatta da professionisti, oltre che da giovani che si sono avvicinati ad essa e c’è ancora chi partecipa per passione – prosegue il giornalista e conduttore della festa di sabato – Ora l’emittente ha una sua struttura, con una programmazione composta fondamentalmente di musica e informazione». In uno scenario mediatico diverso rispetto alle origini non è però mutato un aspetto: «Rispetto a quanto succede in altre radio, qui gli ascoltatori hanno ancora la possibilità di interagire con gli speakers – spiega Carraro – Se una volta si alzava il telefono per chiamare il famoso “spazio dediche” o per richiedere una canzone, ora ci si affida a WhatsApp o ai messaggi, ma Radio Asiago ha comunque mantenuto questo aspetto romantico».
Oltre a tale particolarità, un altro tassello ha contribuito al successo di questa storia: l’hockey. «Da sempre siamo la radio ufficiale della squadra di Asiago e in Speciale ghiaccio, una nostra storica trasmissione, raccontiamo tutte le partite e molti sono stati i cronisti che si sono alternati. Negli anni in cui la squadra era una delle più importanti, e quindi vi era una grande attenzione verso le sfide giocate anche all’estero, proprio la radio era l’unico metodo per restare aggiornati sui risultati e chi ci ascoltava poi continuava a seguirci. Ancora oggi trasmettiamo tutte le partite dell’Hockey Asiago».
Attraverso il microfono, dunque, si è venuto a creare un legame forte tra conduttori e pubblico, rafforzato anche dalle feste che in passato animavano i locali dell’Altopiano – occasione anche, ricorda Carraro, per gli ascoltatori di dare un volto allo speakers di cui magari si erano innamorati per la voce – e dal fatto che la radio è stata e continua a essere presente e rintracciabile ovunque, in automobile o nei vari negozi della zona che assai frequentemente si sintonizzano sulle frequenze della voce dell’Altopiano.
«A fine anni Settanta abbiamo subìto un importante furto e la radio si è spenta essendo stata privata delle attrezzature – prosegue il giornalista – Gli ascoltatori spontaneamente hanno iniziato una raccolta fondi che ha permesso di far ricominciare le trasmissioni. È stato un periodo difficile per la proprietà di allora ma, in un contesto privo dei social, grazie al passaparola tutti hanno dato un contributo sicuramente fondamentale».
Ora è giunto il momento di festeggiare questo “patto d’amore” tra il territorio e la sua emittente che, radicato nel passato, guarda con fiducia al futuro, forte anche del riconoscimento come punto di riferimento per diverse comunicazioni, pure istituzionali, o per scoprire quali eventi propone la zona a cittadini e turisti: «Più che un augurio, quello che facciamo a Radio Asiago è la consapevolezza, sebbene probabilmente cambieranno ancora i modi di comunicare, che la radio vivrà per sempre. A differenza della televisione che si è evoluta nel tempo, la radio ha mantenuto il suo fascino e noi la facciamo come una volta, ma comunque al passo con i tempi, ad esempio nella presentazione dei dischi o nelle dediche. C’è stato anche qui un ricambio generazionale, ma il romanticismo tipico della radio rimane sempre lì».
Uno staff giovane
«I ragazzi, a cui abbiamo dato la possibilità di entrare nello staff, sono molto giovani e suonano la musica che ascoltano i loro coetanei. È un aspetto che ci è piaciuto molto e ci ha affascinato l’aver rivisto in loro i noi dell’epoca – spiega Carraro – In un periodo storico dove con i social una persona può fare musica sulla sua pagina YouTube, venire in radio significa che quest’ultima esercita ancora il suo fascino. Probabilmente la radio, sebbene alcuni dicano che non funzioni più e che non sia ascoltata dai giovani, gode ancora di ottima salute ed è un investimento anche per chi fa pubblicità».
Sabato 25, festa in piazza Carli per il cinquant’anni
Appuntamento per la festa alle 21 in piazza Carli ad Asiago con la musica live di Dilly, Ceci e Marta oltre alle esibizioni di Atelier Danza Asiago, High Academy Hip Hop e Petar. Si proseguirà con il dj set fino a mezzanotte. Non mancheranno nel corso della serata anche momenti dedicati ai ricordi di questi cinquant’anni e la presenza dei rappresentanti istituzionali.
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Andrea Canton
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