Quella di Dimensione Sicurezza, partita da un piccolo magazzino di Codogno, è una storia di eccellenza artigiana. Un percorso costruito sul campo, tra innovazione, formazione continua e una visione chiara: fare della sicurezza una professione di alto valore
Daniele Disingrini, co-titolare di Dimensione Sicurezza, è l’emblema di una vision aziendale per cui la sicurezza non è solo un prodotto da proporre al cliente, ma un rapporto di fiducia che dura nel tempo.
Partiamo dalle origini. Come nasce Dimensione Sicurezza e qual è stato il percorso che l’ha portata a realizzare questo progetto?
«La nostra storia ha radici lontane e nasce da un mix di casualità e determinazione. Mi sono diplomato in un istituto tecnico e la mia carriera è iniziata quasi per gioco: lavoravo come barista la sera quando un cliente mi chiese se conoscessi un perito elettronico per un’azienda di sistemi d’allarme. Risposi: “Perché non io?”. Da quel momento è iniziato un percorso di crescita che mi ha visto passare dalle mansioni più manuali di installazione e tiraggio cavi in piccole realtà locali fino a ruoli di responsabilità in aziende multinazionali, sempre nel campo della sicurezza, accumulando esperienza anche su importanti cantieri all’estero.
Nel 2011 ho deciso che era il momento di mettere a frutto il mio bagaglio professionale: ho fondato Dimensione Sicurezza insieme a mio fratello e a un terzo socio, un mio ex-datore di lavoro di cui stimavo profondamente la competenza. Siamo partiti in tre, in un magazzino poco più grande di un box a Codogno. Oggi l’azienda è cresciuta: siamo in 8 dipendenti interni, con una rete di una decina di partner su tutto il territorio nazionale per garantire un’assistenza capillare e immediata».
In un mercato sempre più competitivo, quali sono le vostre specializzazioni e cosa vi distingue dalla concorrenza?
«Il nostro slogan, “Sicurezza per professione”, non è solo un marchio, ma una filosofia. Ci occupiamo di sicurezza a 360 gradi: dai sistemi antintrusione alla videosorveglianza, dal controllo accessi alla videocitofonia digitale, fino alla rilevazione incendio. Quest’ultima, in particolare, richiede certificazioni e competenze normative molto rigorose. Il nostro punto di forza è la capacità di gestire progetti complessi con la stessa cura che dedichiamo al piccolo privato. Per noi la professionalità si misura sulla precisione dell’installazione e sulla rapidità dell’assistenza post-vendita».
Chi è il vostro cliente tipo?
«Serviamo un ventaglio di utenza vastissimo. Da un lato c’è il privato, che ci sceglie ancora molto per passaparola o grazie alla nostra presenza sul web, che abbiamo curato in modo particolare negli ultimi anni per cercare di presentarci al meglio; dall’altro ci sono i grandi gruppi industriali e bancari. Per esempio, collaboriamo da oltre dieci anni con realtà del calibro di Gruppo Cremonini, seguendo le ristrutturazioni e l’apertura dei nuovi punti vendita. Tra i nostri clienti annoveriamo anche Banca Popolare di Sondrio, Banca di Piacenza, Credito Cooperativo e il Gruppo Coop Piemonte. Il segreto della fidelizzazione è la continuità: in questo settore il cliente non cerca solo un prodotto, ma un partner di cui fidarsi. Se dimostri puntualità e competenza, il rapporto diventa duraturo».
Quali sono le realizzazioni di cui andate più orgogliosi, nel rispetto della riservatezza richiesta dal settore?
«Per ovvie ragioni di sicurezza e privacy non possiamo mostrare foto reali delle centrali operative dei nostri clienti, ma abbiamo lavorato in contesti di altissimo profilo. Oltre ai grandi gruppi e alle banche, penso ai punti vendita in Stazione Centrale a Milano, in piazza di Spagna a Roma o alle installazioni presso gli aeroporti di Linate e Malpensa. Gestire la sicurezza in luoghi con flussi di persone così elevati è una sfida che ci rende particolarmente fieri».
Tecnologia e normative corrono veloci. Quanto pesano formazione e aggiornamento nella vostra attività quotidiana?
«Sono fondamentali e imprescindibili. La tecnologia avanza più velocemente del vento e noi non possiamo permetterci di restare indietro. Facciamo formazione continua ogni volta che una casa madre lancia un nuovo prodotto o quando un cliente ha un’esigenza specifica che richiede soluzioni mai adottate prima. C’è poi l’aspetto normativo: la videosorveglianza e la privacy implicano responsabilità legali pesanti. Abbiamo un ufficio dedicato che monitora costantemente le evoluzioni legislative affinché ogni impianto sia non solo efficiente, ma perfettamente a norma».
Che consigli darebbe a un giovane che vuole intraprendere questa carriera?
«Recentemente sono stato nelle scuole medie con Confartigianato per scardinare un preconcetto: quello dell’installatore non è un lavoro di “serie B”. Spesso i genitori spingono i figli verso l’università a ogni costo, ignorando che le professioni tecniche offrono soddisfazioni enormi, sia umane che economiche. A un ragazzo direi di non aver paura della gavetta. Un tecnico specializzato oggi è una figura ricercatissima, con un potere contrattuale elevato e stipendi che possono superare i 2.500 euro al mese. È un mestiere che permette di viaggiare, di vedere realtà diverse e misurarsi ogni giorno con l’innovazione tecnologica».
In conclusione, qual è la sfida più grande che il settore deve affrontare oggi?
«La carenza di personale qualificato. In Dimensione Sicurezza l’età media si aggira intorno ai 40 anni e il nostro tecnico più giovane lavora con noi da 18 anni… È difficile trovare ventenni pronti a imparare un mestiere manuale e tecnico. Tuttavia, credo che questo meccanismo sia destinato a cambiare: il mercato ha bisogno di installatori competenti, non possiamo essere tutti ingegneri. Chi saprà unire la manualità artigiana alla competenza digitale avrà un futuro brillante e sicuro, proprio come gli impianti che progettiamo ogni giorno».
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