cosa aspettarsi e come migliorare il benessere



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In breve: cosa aspettarsi dall’invecchiamento e come migliorare il benessere

L’invecchiamento è un processo biologico progressivo che inizia a manifestarsi in modo evidente intorno ai 30 anni. A livello cellulare, i telomeri si accorciano a ogni divisione fino a condurre le cellule alla senescenza e alla morte. Questo fenomeno riduce il numero di cellule negli organi; tuttavia, l’organismo riesce a compensare il declino grazie alla sua riserva funzionale, mantenendo le attività del corpo adeguate alle necessità quotidiane. La vera conseguenza di questo processo è una minore capacità di gestire gli stress ambientali, fisici e le malattie.

I principali cambiamenti fisiologici e cognitivi

Con il passare degli anni, i vari sistemi corporei vanno incontro a modificazioni naturali quali:

  • Cuore e vasi sanguigni: le arterie si irrigidiscono e le pareti del cuore si ispessiscono, rendendo il pompaggio meno efficiente e aumentando il rischio di ipertensione.
  • Cervello e cognizione: il volume cerebrale si riduce, comportando dopo i 70 anni lievi dimenticanze o cali di attenzione. Le conoscenze generali e il vocabolario rimangono invece stabili.
  • Apparato muscolo-scheletrico: diminuiscono la densità ossea (osteopenia o osteoporosi) e la massa muscolare (sarcopenia). I dischi intervertebrali si assottigliano determinando una riduzione dell’altezza, mentre i tendini perdono elasticità causando rigidità.
  • Apparato digerente: il metabolismo rallenta, lo stomaco si svuota più lentamente e il transito intestinale rallenta nel colon, provocando stitichezza in quasi la metà degli anziani.
  • Apparato genitourinario: i reni filtrano meno i rifiuti e la vescica perde elasticità. Le donne affrontano l’atrofia vulvovaginale dovuta al calo di estrogeni in menopausa, mentre negli uomini la prostata tende a ingrossarsi.
  • Organi di senso e bocca: si verificano alterazioni della vista (presbiopia, ridotta percezione dei contrasti) e dell’udito (presbiacusia). Diminuiscono gusto e olfatto, le gengive si ritirano e si riduce la salivazione.
  • Pelle e sistema immunitario: la cute diventa secca, sottile e fragile. Le difese immunitarie rallentano (immunosenescenza), elevando la vulnerabilità alle infezioni.

Strategie pratiche per promuovere il benessere

È possibile contrastare gli effetti dell’invecchiamento e mantenere l’autonomia adottando abitudini mirate:

Introduzione

I segni più evidenti dello scorrere del tempo sono noti a tutti: la comparsa delle rughe, i capelli che imbiancano, una postura leggermente incurvata o qualche piccolo episodio di dimenticanza passeggera. Ma perché si verificano queste trasformazioni e che cos’è, nel profondo, l’invecchiamento?

Ogni essere umano è composto da un mosaico biologico straordinario di circa 13 mila miliardi di cellule. I nostri tessuti e i nostri organi non sono altro che insiemi di queste unità, tenute insieme da materiali naturali prodotti dalle cellule stesse. Fin dal momento del concepimento, ogni cellula inizia un progressivo processo di invecchiamento. Nelle prime fasi della vita questo fenomeno è mascherato dalla crescita e dall’aumento del numero di cellule: il corpo si sviluppa e i cambiamenti non sono visibili esternamente. Tuttavia, attorno ai 30 anni, i segnali iniziano a manifestarsi in modo evidente, coinvolgendo i parametri vitali, la pelle, le ossa, le articolazioni e tutti i principali apparati.

Alcuni mutamenti iniziano molto precocemente, come il metabolismo che avvia un graduale declino già a partire dai 20 anni, mentre altri, come le modifiche dell’udito, non si presentano solitamente prima dei 50 anni.

Sebbene non esista una “fontana della giovinezza”, comprendere cosa accade al corpo permette di compiere scelte consapevoli per restare attivi e in salute. Vediamo quindi quali sono i principali cambiamenti cui il nostro organismo va incontro con il trascorrere del tempo e quali strategie possiamo mettere in pratica per aumentare benessere e longevità.

La biologia dell’invecchiamento: cellule e organi

Il processo di invecchiamento corporeo è legato al modo in cui cambiano le singole cellule e gli organi nel loro complesso.

Cosa succede a livello cellulare

Con il passare degli anni, le cellule perdono gradualmente la capacità di dividersi. All’interno di ciascuna cellula, le estremità dei cromosomi – chiamate telomeri – si accorciano progressivamente a ogni divisione. Quando diventano troppo corti, la cellula non può più dividersi ed entra in una fase chiamata senescenza, per poi andare incontro alla morte. La morte cellulare programmata, o apoptosi, è una sorta di suicidio cellulare regolato dai geni, necessario per fare spazio a nuove unità. Le cellule possono subire danni anche a causa di sostanze nocive esterne (come radiazioni o luce solare) o a causa dei radicali liberi, sottoprodotti naturali derivanti dalla produzione di energia cellulare. Con il tempo, nei tessuti si accumulano scorie e il tessuto connettivo tra le cellule diventa più rigido.

La risposta degli organi e la riserva funzionale

La funzionalità di un organo dipende strettamente da quella delle sue cellule. In organi come testicoli, ovaie, fegato e reni, il numero di cellule diminuisce vistosamente con l’età. Il cervello dei soggetti sani, al contrario, non subisce perdite massicce di neuroni; riduzioni significative si riscontrano principalmente in presenza di ictus o di disturbi neurodegenerativi come l’Alzheimer o il Parkinson.

Quasi tutte le funzioni corporee raggiungono il picco massimo prima dei 30 anni, per poi avviare un declino continuo. Nonostante ciò, le funzioni rimangono adeguate grazie alla riserva funzionale: gli organi possiedono una capacità iniziale di gran lunga superiore alle reali necessità del corpo (se metà del fegato viene distrutta, il tessuto rimanente è sufficiente a svolgere le normali attività). Per questa ragione, la perdita grave di funzionalità in età avanzata è da attribuire alle malattie piuttosto che al normale invecchiamento. La vera conseguenza del calo della riserva funzionale è la minore capacità di gestire gli stress, come l’attività fisica intensa, le variazioni estreme di temperatura ambientale e le malattie, oltre a una maggiore suscettibilità agli effetti collaterali dei farmaci.

Vediamo ora nel dettaglio cosa succede nei vari apparati, organi e tessuti man mano che gli anni passano e come intervenire.

Cuore e vasi sanguigni

Con il tempo, le arterie tendono a diventare più spesse, rigide e meno flessibili. Questo costringe il muscolo cardiaco a lavorare di più per pompare il sangue, portando a un ispessimento delle pareti del cuore, che diventa meno efficiente. La frequenza cardiaca a riposo rimane pressoché invariata, ma non riesce più a salire sotto sforzo come un tempo. Intorno ai 60 anni si verifica una drastica riduzione delle cellule “pacemaker” che regolano i segnali elettrici del battito: l’alterazione può causare bradicardia (battito lento) e aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e aterosclerosi.

Cosa fare per migliorare il benessere

Cervello e abilità cognitive

Il cervello inizia a ridursi di volume già a 30-40 anni, con un’accelerazione intorno ai 60 anni. Si verifica una riduzione del flusso sanguigno e un rallentamento delle connessioni nervose. Dopo i 70 anni possono emergere lievi difficoltà nel ricordare informazioni, una riduzione dei tempi di attenzione o il fenomeno della “parola sulla punta della lingua”. Diventa inoltre più complesso apprendere concetti totalmente nuovi. Tuttavia, le aree cerebrali deputate al vocabolario e alle conoscenze generali rimangono stabili o migliorano, e il cervello è in grado di compensare la perdita cellulare creando nuove connessioni, un meccanismo associato allo sviluppo della saggezza.

NOTA BENE

Una leggera e occasionale dimenticanza è comune, ma il delirio, la demenza e la grave perdita di memoria non fanno parte del normale invecchiamento.

Cosa fare per migliorare il benessere

Mantenere la mente attiva leggendo, facendo cruciverba, suonando uno strumento o frequentando corsi. Coltivare una solida rete sociale previene la depressione e lo stress, fattori che influenzano negativamente la memoria.


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Ossa, articolazioni e muscoli

A partire dai 30 anni la massa ossea tende a ridursi in dimensioni e densità, specialmente nelle donne dopo la menopausa a causa del calo degli estrogeni, ormoni che proteggono il tessuto osseo. Una perdita moderata prende il nome di osteopenia, mentre una perdita severa è definita osteoporosi. Le vertebre della colonna diventano meno dense e i dischi intervertebrali perdono fluidi assottigliandosi, provocando una riduzione dell’altezza e una postura incurvata. Quando le vertebre superiori si modificano, la testa può inclinarsi in avanti comprimendo la gola, rendendo la deglutizione più difficile e aumentando il rischio di soffocamento. La cartilagine articolare si assottiglia a causa dell’usura, i legamenti e i tendini diventano meno elastici e più soggetti a lacerazioni, riducendo la flessibilità corporea e provocando rigidità o artrosi.

Anche la massa e la forza muscolare calano progressivamente (dal 10% al 15% nel corso della vita), accelerando dopo i 60 anni, soprattutto a causa della perdita delle fibre muscolari a contrazione rapida. Una perdita muscolare patologica e severa è definita sarcopenia ed è causata da estrema inattività o malattie. Inoltre, entro i 75 anni, la percentuale di grasso corporeo può raddoppiare rispetto alla giovinezza, accumulandosi specialmente nella zona addominale e aumentando il rischio di diabete e infarto.

Cosa fare per migliorare il benessere

  • Garantire l’apporto di calcio e vitamina D.
  • Svolgere esercizi contro resistenza (pesi, elastici, flessioni) 2 o 3 volte a settimana per stimolare i muscoli e rallentare la perdita ossea.
  • Evitare l’alcol eccessivo: riduce la massa ossea e altera l’equilibrio, aumentando il rischio di cadute gravi.

Apparato digerente

Con l’età il metabolismo rallenta e lo stomaco tende a svuotarsi più lentamente provocando un senso di sazietà precoce. I muscoli della parte inferiore della gola possono indebolirsi e la valvola gastrica può aprirsi più facilmente favorendo il reflusso. Si riduce inoltre la produzione di succhi gastrici ed enzimi digestivi come la lattasi, aumentando l’intolleranza al lattosio.

Il transito intestinale nel colon rallenta, causando stitichezza in quasi la metà degli anziani, complici anche la disidratazione, la carenza di fibre e l’uso di farmaci (diuretici, antidepressivi, integratori di ferro). Il fegato si rimpicciolisce, riceve meno sangue e i suoi enzimi elaborano i farmaci con meno efficienza, prolungandone gli effetti nel corpo.

Cosa fare per migliorare il benessere

Apparato genitourinario

I reni diminuiscono di volume e riducono la loro capacità di filtrare il sangue a partire dai 30 anni, metabolizzando meno i rifiuti e aumentando il rischio di disidratazione per un’eccessiva escrezione di acqua. La vescica perde elasticità e capienza, portando a minzioni più frequenti; i muscoli vescicali e del pavimento pelvico si indeboliscono, causando uno svuotamento incompleto (con rischio di infezioni urinarie) o incontinenza.

  • Nelle donne la menopausa riduce drasticamente gli estrogeni, causando atrofia vulvovaginale (tessuti più sottili, asciutti e meno elastici), che può provocare prurito, dolore durante i rapporti e urgenza urinaria. L’uretra si accorcia e si assottiglia, facilitando l’incontinenza da stress (perdite di urina a seguito di colpi di tosse o starnuti).
  • Negli uomini il testosterone cala gradualmente e la prostata tende a ingrossarsi (iperplasia prostatica benigna), ostruendo il passaggio dell’urina e causando un getto debole o minzioni notturne frequenti. Attenzione però: l’impossibilità totale di urinare rappresenta un’emergenza medica da pronto soccorso.

Cosa fare per migliorare il benessere

Eseguire gli esercizi di Kegel per rinforzare il pavimento pelvico (contrarre i muscoli usati per bloccare i gas per 3 secondi, rilassare per 3 secondi, ripetendo 10-15 volte per 3 volte al giorno). Svuotare la vescica a intervalli regolari e limitare gli irritanti come caffeina, alcol, cibi acidi e bevande gassate.

Sessualità nell’età matura

Il passare degli anni influisce anche sulla sfera intima, modificando le necessità sessuali e le prestazioni fisiche. Spesso, inoltre, la capacità di godere appieno della sessualità può essere condizionata dalla presenza di malattie o dall’assunzione di specifiche terapie farmacologiche.

I cambiamenti nell’apparato femminile

Con l’avvento della menopausa si verifica una drastica riduzione dei livelli di estrogeni, che determina la fine permanente delle mestruazioni e della possibilità di avviare una gravidanza. Questo calo ormonale comporta il rimpicciolimento dell’utero e delle ovaie, mentre il seno tende a perdere compattezza, diventando più fibroso e rilassato (condizione che può rendere più difficile l’individuazione di eventuali noduli al tatto). A livello genitale, i tessuti della vagina vanno incontro a un progressivo assottigliamento, perdita di elasticità e disidratazione (atrofia vulvovaginale), provocando prurito, bruciore, sanguinamenti o dolore durante i rapporti. Nonostante ciò, per la maggior parte delle donne l’invecchiamento non compromette il livello di soddisfazione sessuale e la libertà dal timore di gravidanze indesiderate può persino accrescere il piacere.

I cambiamenti nell’apparato maschile

Negli uomini il calo dell’ormone testosterone è decisamente più graduale e comporta una progressiva diminuzione della produzione di spermatozoi e del desiderio sessuale (libido). Anche il flusso sanguigno verso il pene diminuisce naturalmente: sebbene la capacità di raggiungere l’orgasmo e l’erezione possa essere mantenuta per tutta la vita, le erezioni potrebbero richiedere più tempo e una maggiore stimolazione per essere raggiunte, risultando talvolta meno rigide o meno durature rispetto al passato. Inoltre, il tempo necessario per ottenere una seconda erezione tende ad allungarsi.

NOTA BENE

La disfunzione erettile (impotenza) non deve essere considerata una conseguenza naturale o inevitabile dell’invecchiamento. Spesso, infatti, questo disturbo è il segnale spia di una patologia sottostante, in genere una malattia legata ai vasi sanguigni (patologia vascolare) o il diabete.

Cosa fare per migliorare il benessere

  • Dialogo e complicità di coppia: condividere apertamente le proprie preoccupazioni e i propri bisogni con il partner.
  • Praticare esercizio fisico regolare: lo sport stimola il rilascio degli ormoni sessuali, migliora la salute del cuore e dei vasi sanguigni, aumenta la flessibilità corporea, sostiene l’umore e favorisce una migliore immagine di sé, oltre ad aiutare a smaltire il peso in eccesso.
  • Consultare il proprio medico: non bisogna avere timore di esporre questi problemi al proprio medico. Esistono soluzioni terapeutiche specifiche ed efficaci, come l’uso di creme a base di estrogeni per contrastare l’atrofia e la secchezza vaginale, idratanti o lubrificanti vaginali a lunga durata, oppure farmaci appositi per la gestione della disfunzione erettile.

Pelle e apparato tegumentario

Superati i 60 anni la cute diventa più sottile, fragile, meno elastica e secca a causa della ridotta produzione delle sostanze che la mantengono idratata, elastica e compatta e del deterioramento chimico di collagene ed elastina (componenti indispensabili che compongono la struttura che sostiene e sorregge la nostra pelle). Il tessuto adiposo sottocutaneo si riduce, esponendo maggiormente ai lividi e riducendo la tolleranza al freddo. Il numero di ghiandole sudoripare diminuisce, limitando la capacità di dissipare il calore e aumentando il rischio di colpi di calore. La riduzione dei melanociti espone la pelle ai danni dei raggi UV, favorendo la comparsa di macchie senili e di piccoli filamenti cutanei. Le unghie crescono più lentamente.

Cosa fare per migliorare il benessere

  • Assicurarsi una corretta e delicata igiene quotidiana con l’uso di prodotti delicati per la detersione di ogni giorno.
  • Prestare attenzione alla corretta idratazione della pelle assicurandosi di utilizzare prodotti di qualità e adatti alle proprie esigenze.
  • Utilizzare sempre la protezione solare con elevato indice di protezione (SPF) e indossare anche indumenti protettivi.
  • Evitare o smettere di fumare.

Midollo osseo e difese immunitarie

Il midollo osseo attivo diminuisce, riducendo la produzione complessiva di cellule del sangue. In condizioni normali la quota è sufficiente, ma il corpo fatica a rispondere prontamente in caso di anemia, infezioni o emorragie.

Il sistema immunitario rallenta la sua attività (fenomeno noto come immunosenescenza), aumentando la vulnerabilità alle infezioni (influenza e polmonite sono più gravi), alle malattie infiammatorie e alle neoplasie maligne.

I vaccini mostrano un’efficacia attenuata negli over 65. Nonostante il calo delle cellule immunitarie che riconoscono i nuovi patogeni, l’organismo conserva un buon quantitativo di cellule T della memoria per combattere i virus già affrontati in passato. Per via di questo rallentamento generale, i sintomi delle allergie possono attenuarsi e le malattie autoimmuni tendono a diventare meno comuni.

Cosa fare per migliorare il benessere

  • Seguire uno stile di vita sano caratterizzato da una dieta varia ed equilibrata e da una regolare attività fisica.
  • Sottoporsi a check-up e visite di controllo regolari.
  • Pianificare regolari controlli dallo specialista di riferimento in caso di patologie croniche.
  • Effettuare i vaccini consigliati.

I cambiamenti degli organi di senso

I cinque sensi subiscono una graduale alterazione che influisce sulla percezione del mondo esterno.

Vista

A partire dai 40 anni il cristallino si irrigidisce, rendendo difficile la messa a fuoco degli oggetti vicini entro i 50-60 cm, condizione che richiede l’uso di occhiali da lettura. Con il tempo il cristallino diventa più denso e meno trasparente, riducendo la luce che raggiunge la retina: a 60 anni è necessaria una quantità di luce tre volte superiore rispetto ai 20 anni per poter leggere. Il cristallino tende inoltre a ingiallire, alterando la percezione dei colori (i blu appaiono grigiastri) e riducendo il contrasto. Le pupille reagiscono più lentamente ai cambi di luce, esponendo a un temporaneo accecamento nel passaggio da ambienti bui a luminosi e viceversa. Possono comparire miodesopsie o corpi mobili, macchie nella sclera (la parte bianca dell’occhio che può ingiallire per l’esposizione a polvere e UV) e l’arcus senilis (un anello grigio-bianco di sali di calcio e colesterolo che non danneggia la vista). L’indebolimento dei muscoli palpebrali può far pendere la palpebra inferiore verso l’esterno (ectropion), seccando l’occhio.


Per approfondire:
Età e occhi: come l’invecchiamento modifica la tua vista

Udito

La perdita progressiva dell’udito legata all’età è chiamata presbiacusia e interessa circa la metà degli individui sopra i 75 anni, colpendo entrambe le orecchie in modo simmetrico. Questa condizione rende difficile percepire i suoni ad alta frequenza. Poiché la maggior parte delle consonanti è ad alta frequenza ed è fondamentale per identificare le parole, gli anziani faticano a comprendere i discorsi, avendo l’impressione che gli altri mormorino (specie in presenza di rumori di fondo o con voci acute di donne e bambini). Diventa essenziale che gli interlocutori articolino chiaramente le consonanti piuttosto che alzare semplicemente la voce. Altre cause frequenti sono l’accumulo di cerume, l’ispessimento del timpano e l’assottigliamento del condotto uditivo.

Gusto, olfatto e tatto

Intorno ai 50 anni le papille gustative diminuiscono la loro sensibilità andando a compromettere la percezione di alcuni sapori. La mucosa nasale si assottiglia e si disidrata, riducendo l’olfatto, necessario per identificare i sapori complessi. Di conseguenza, i cibi possono apparire blandi o amari. La pelle presenta una quantità inferiore di terminazioni nervose, riducendo la sensibilità al dolore, alla temperatura e alla pressione. Questo innalza il rischio di lesioni accidentali o ustioni.

Attenzione!

Stati di intorpidimento o perdita completa della sensibilità tattile non sono normali e possono derivare da patologie come diabete, artrite, micro-ictus o Parkinson. Qualora dovessero manifestarsi simili sintomi, è necessario rivolgersi immediatamente al medico.

Bocca, denti e salute orale

Con l’avanzare dell’età, la bocca e i denti vanno incontro a specifiche modificazioni fisiologiche che richiedono una maggiore attenzione quotidiana. Uno dei cambiamenti più comuni riguarda le gengive, che tendono a ritirarsi (recessione gengivale) lasciando esposta la parte inferiore dei denti. Al contempo, lo smalto dentale può iniziare a usurarsi e i denti possono diventare gradualmente più sensibili.

Un altro fenomeno tipico dell’invecchiamento è la riduzione della naturale produzione di saliva, che si traduce in una costante sensazione di bocca secca. Questa condizione può essere ulteriormente esacerbata dall’assunzione di farmaci di uso comune, come quelli impiegati per il trattamento di allergie, asma, ipertensione e colesterolo alto. La carenza di saliva compromette anche la capacità di percepire appieno i sapori, rendendo alcuni cibi blandi o amari. La concomitanza di questi fattori – gengive ritirate, smalto usurato e secchezza orale – rende i denti e le gengive decisamente più vulnerabili all’azione dei batteri, aumentando il rischio di sviluppare infezioni, carie e, nei casi più gravi, la perdita dei denti.

Cosa fare per migliorare il benessere

  • Igiene orale quotidiana meticolosa: è fondamentale spazzolare i denti due volte al giorno e pulire gli spazi interdentali una volta al giorno utilizzando regolarmente il filo interdentale o un apposito pulitore interdentale (scovolino).
  • Pianificare controlli periodici: sottoporsi a regolari visite di controllo dal proprio dentista o dall’igienista dentale per un’igiene orale professionale e per prevenire e trattare tempestivamente eventuali lesioni o infiammazioni.

Quando consultare il medico

È essenziale rivolgersi al medico ogniqualvolta si riscontrino cambiamenti repentini o anomalie che esulano dal normale invecchiamento. Devono essere tempestivamente segnalati: stati di delirio, demenza, gravi lacune di memoria, intorpidimento degli arti, improvvisi cali o perdite della vista, ferite cutanee che non rimarginano, neoformazioni scure o in crescita e nei che sanguinano. L’invecchiamento è un percorso inevitabile e progressivo, ma adottare abitudini sane consente di preservare l’autonomia e godere appieno della qualità della vita.


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