Come cambiano le unghie con l’età? Sintomi, cause e rimedi efficaci



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In breve: come cambiano le unghie con l’età e come curarle

I principali cambiamenti fisiologici

Con l’invecchiamento, l’apparato ungueale va incontro a modificazioni naturali dovute alla riduzione della circolazione periferica e del turn-over cellulare:

  • Crescita rallentata: la velocità di allungamento si riduce di circa lo 0,5% all’anno a partire dai 20-25 anni.
  • Fragilità e striature: le unghie perdono flessibilità e ferro, diventando friabili e mostrando solchi longitudinali o sfaldamenti.
  • Forma e colore: aumenta la curvatura trasversale (fino a casi di unghie a pinza) e la lamina appare più opaca, pallida, grigia o ingiallita.

Patologie ungueali frequenti negli anziani

L’età avanzata, spesso associata a politerapie e calo delle difese, aumenta l’incidenza di disordini dolorosi o infettivi:

  • Onicomicosi: infezioni fungine responsabili della metà dei disturbi ungueali, che causano ispessimento, alterazione del colore e distacco della lamina.
  • Onicogrifosi e unghia incarnita: ispessimenti severi della lamina o penetrazione dell’unghia nei tessuti laterali, con conseguente forte dolore e problemi di deambulazione.
  • Traumi e tumori: comparsa di calli subungueali (onicoclavo), ematomi o strisce scure longitudinali (melanonicchia) che richiedono indagini per escludere il melanoma dell’apparato ungueale.

Cura, prevenzione e segnali d’allarme

La gestione delle unghie senili si basa sulla protezione della lamina e sul tempestivo consulto medico:

  • Trattamenti e igiene: è fondamentale garantire un’idratazione costante, evitare detergenti aggressivi, indossare scarpe comode ed eventualmente assumere biotina per la fragilità (su indicazione del medico).
  • Approccio specialistico: trattare le micosi con antimicotici (valutando le interazioni farmacologiche) e gestire le lamine ipertrofiche tramite debridement periodico o piccoli interventi chirurgici per le unghie incarnite.
  • Quando rivolgersi al medico: una visita dermatologica è necessaria se si notano bande scure asimmetriche, alterazioni riconducibili a psoriasi o modifiche drastiche della forma, potenziale spia di malattie sistemiche.

Introduzione

L’allungamento della vita media e il progressivo invecchiamento della popolazione pongono l’accento su aspetti della cura geriatrica spesso trascurati, tra cui la salute e il benessere delle unghie. Con l’avanzare dell’età, l’apparato ungueale va incontro a una serie di modificazioni strutturali, morfologiche e biochimiche. Molti di questi cambiamenti rientrano in un processo fisiologico del tutto normale, ma in altri casi possono nascondere vere e proprie patologie o manifestazioni di malattie sistemiche.

Riconoscere la differenza tra un’unghia che invecchia in modo sano e una che richiede un intervento medico è fondamentale per preservare la qualità della vita.

I cambiamenti fisiologici dell’unghia legati all’invecchiamento

L’invecchiamento biologico influisce direttamente sulla matrice ungueale, sul letto ungueale e sulle strutture circostanti. I meccanismi precisi alla base di queste alterazioni non sono ancora del tutto chiari, ma si ritiene siano collegati a una ridotta circolazione sanguigna a livello delle estremità distali o agli effetti cumulativi delle radiazioni ultraviolette. A livello istologico, si osserva che i cheratinociti diventano più grandi e aumenta la presenza di residui di nuclei cellulari, mentre il derma del letto ungueale mostra un ispessimento dei vasi sanguigni e la degenerazione del tessuto elastico.

Rallentamento della velocità di crescita

In condizioni normali, le unghie delle mani crescono in media di 3,0 mm al mese (con un intervallo considerato normale tra 1,8 e 4,5 mm), mentre quelle dei piedi crescono da un terzo a metà più lentamente, assestandosi su circa 1,0 mm al mese. A partire dai 20-25 anni, la velocità di crescita lineare inizia a ridursi progressivamente di circa lo 0,5% ogni anno. Ad esempio, la crescita dell’unghia del pollice subisce una riduzione del 38% tra il terzo e il nono decennio di vita. In generale, gli uomini presentano una crescita più rapida rispetto alle donne fino alla sesta decade, dopodiché, entro l’ottava decade, il tasso di crescita diventa maggiore nelle donne.

Alterazioni della consistenza e della texture

Con l’età, le unghie perdono la loro naturale flessibilità a causa di un aumento del calcio e di una contestuale diminuzione del ferro all’interno della loro composizione chimica, oltre che per via di un maggiore legame crociato del collagene. La superficie ungueale, tipicamente liscia, tende a diventare più friabile, fragile e soggetta a fessurazioni, sfaldamenti e striature longitudinali. Queste linee possono essere superficiali (onicoressi) o più profonde. L’onicoressi è legata in particolare a una riduzione del tasso di turn-over cellulare della matrice ungueale. Questo quadro di fragilità è frequentemente aggravato da fattori esterni ripetuti, come i cicli continui di bagnatura e asciugatura delle mani, i traumi o l’esposizione a sostanze chimiche aggressive contenute in detergenti e cosmetici (compresi i solventi per cuticole e smalti).

Variazioni di spessore

Lo spessore della lamina ungueale nell’anziano è estremamente variabile: le unghie possono ispessirsi, assottigliarsi o rimanere invariate. Di base, gli uomini hanno unghie più spesse rispetto alle donne: lo spessore medio normale delle unghie delle mani è di 0,5 mm nelle donne e 0,6 mm negli uomini, mentre per i piedi si attesta rispettivamente a 1,38 mm e 1,65 mm.

Modificazioni del contorno e della forma

L’invecchiamento modifica la curvatura dell’unghia, determinando una riduzione della convessità longitudinale e un incremento della curvatura trasversale. Si possono verificare anche appiattimenti della lamina, unghie a cucchiaio (coilonichia) o unghie a pinza, in cui la curvatura trasversale aumenta al punto che i margini laterali penetrano nel derma periungueale.

Modificazioni del colore

Le unghie senili tendono a perdere la loro originaria trasparenza, apparendo opache, spente, pallide o con alterazioni cromatiche che virano verso il giallo o il grigio.

Le principali distrofie e patologie ungueali nell’anziano

Accanto alle modificazioni puramente fisiologiche, l’avanzare dell’età aumenta l’incidenza di disordini e patologie ungueali. La sovrapposizione di comorbidità, l’uso di terapie farmacologiche multiple (politerapia), le interazioni tra farmaci e le limitazioni fisiche o mentali rendono la gestione di queste condizioni particolarmente complessa.

Sindrome delle unghie fragili

Colpisce con maggiore frequenza la popolazione femminile e si manifesta principalmente attraverso due modalità cliniche:

  • Onicoschizia: sfaldamento trasversale e lamellare del margine libero e della porzione distale della lamina ungueale.
  • Onicorressi: fessurazione o striatura longitudinale, associata alla formazione di frammenti triangolari sul margine libero e a un ispessimento in senso longitudinale.

Onicauxis e onicogrifosi

L’onicauxis consiste in un’ipertrofia localizzata della lamina ungueale, accompagnata da ipercheratosi, alterazione del colore, perdita di traslucenza e potenziale accumulo di detriti subungueali. Quando questa ipertrofia progredisce notevolmente, assume la forma di onicogrifosi, nota anche come “unghia a corno di montone” o “a ostrica”. Questa condizione colpisce soprattutto le unghie dei pollici dei piedi, mostra striature trasversali e un colore marrone opaco; è spesso scatenata da traumi, interventi chirurgici pregressi, alluce valgo o incongruenza tra la calzatura e il piede.

Onicomicosi

Le infezioni fungine rappresentano circa la metà di tutti i disturbi ungueali e sono estremamente comuni tra gli anziani. I patogeni responsabili possono essere dermatofiti, lieviti o muffe non dermatofitiche. I piedi sono i più colpiti perché le scarpe creano un ambiente caldo e umido che favorisce la proliferazione fungina. I fattori che predispongono all’infezione includono il sesso maschile, il fumo e malattie sistemiche come il diabete o stati di immunodeficienza.

Paronichia

Si tratta di un’infezione delle pieghe ungueali. Nella sua forma acuta, è causata solitamente da Staphylococcus aureus e si presenta con un rigonfiamento eritematoso, dolente e con localizzata formazione di pus su un’unica unghia. Nella forma cronica, è causata spesso da specie di Candida o batteri Gram-negativi, le pieghe appaiono rosse, gonfie e si assiste alla perdita della cuticola con conseguenti modificazioni secondarie della lamina.

Unghia incarnita

L’unghia incarnita si associa a infiammazione della piega laterale associata a tessuto di granulazione e possibile infezione secondaria. Nell’anziano provoca forte dolore a riposo, durante la deambulazione o alla pressione, limitando fortemente il movimento. Può essere causata da un taglio errato dell’unghia, pieghe ungueali prominenti, alterazioni del peso, obesità, iperidrosi, onicotillomania, anomalie ossee, alluce valgo, onicomicosi o calzature inadeguate.

Altre lesioni traumatiche e ipercheratosiche

  • Onicofosi: caratterizzata dalla formazione di calli o ipercheratosi sotto il bordo dell’unghia o nei solchi laterali della stessa. Colpisce maggiormente il primo e il quinto dito del piede a causa dei microtraumi continui.
  • Onicoclavo: si tratta di un callo subungueale che si sviluppa sul letto ungueale, prevalentemente sulla porzione distale del pollice del piede, presentandosi come un’area scura e tenera. È spesso legato a traumi cronici minori o anomalie ossee.
  • Ematomi subungueali e emorragie a scheggia: scolorimenti dolorosi dal rosso al bluastro/nero dovuti a traumi, che migrano distalmente con la crescita dell’unghia. Le emorragie a scheggia nell’anziano derivano solitamente da piccoli traumi autolimitanti, ma possono essere anche un segno di psoriasi ungueale.

Linee di Beau, onicomadesi e retronichia

Le linee di Beau sono solchi trasversali causati da una temporanea riduzione dell’attività mitotica dei cheratinociti della matrice. L’onicomadesi consiste nella completa separazione e caduta della lamina a seguito di un evento traumatico. La retronichia è il disallineamento della lamina che porta l’unghia a crescere all’indietro, verso la piega ungueale.

Tumori e lesioni neoplastiche

La comparsa di una striscia scura o marrone longitudinale lungo l’unghia prende il nome di melanonicchia longitudinale. Sebbene nelle persone con pelle più scura possa trattarsi di un fenomeno benigno dovuto alla melanina che aumenta con l’età, in altri casi può indicare un melanoma dell’apparato ungueale. I segni di allarme includono bande superiori a 3 mm di larghezza, allargamento della striscia, eterogeneità del colore, sanguinamento, spaccature dell’unghia e il segno di Hutchinson (pigmentazione periungueale che coinvolge le pieghe o l’iponichio). Questa neoplasia si manifesta in genere su un solo dito, solitamente il pollice del piede, della mano o l’indice.


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Cura delle unghie in età avanzata: trattamenti e prevenzione

La gestione delle unghie senili richiede un approccio mirato a correggere i fattori scatenanti e a proteggere la struttura dell’unghia.

Quando rivolgersi al medico

Molti dei cambiamenti ungueali legati all’età sono di lieve entità, ma alterazioni significative della texture, della forma o del colore richiedono sempre una valutazione professionale da parte del medico di medicina generale o del dermatologo.

Oltre a escludere neoplasie come il melanoma, l’esame obiettivo delle unghie può rivelare la presenza di importanti patologie sistemiche non ancora diagnosticate. Ad esempio, la psoriasi può manifestarsi a livello della matrice o del letto ungueale. Inoltre, cambiamenti drammatici nella curvatura dell’unghia come l’ippocratismo digitale (unghie molto arrotondate e bombate, specchio di una privazione cronica di ossigeno) possono segnalare la presenza di malattie cardiache, polmonari, disturbi endocrini, epatici o renali. Anche alterazioni della consistenza e della struttura possono derivare da anemia, aterosclerosi (indurimento delle arterie) o problemi ormonali. Un controllo medico tempestivo, supportato da esami di conferma, evita trattamenti inappropriati o pericolosi ritardi terapeutici.


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