Ecco quali odori i gatti odiano o amano



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In breve: come funziona davvero l’olfatto del gatto

L’olfatto è il senso chiave del gatto. Mentre gli esseri umani hanno pochi milioni di recettori olfattivi, i felini ne possiedono decine di volte di più, motivo per cui percepiscono ogni odore in maniera molto intensa.

In più hanno un sistema extra: l’organo vomeronasale (organo di Jacobson), situato sul palato. Quando il gatto rimane con la bocca semiaperta e un’espressione un po’ “strana” (la famosa smorfia Flehmen), sta convogliando le molecole odorose verso questo organo per analizzarle in profondità, soprattutto se si tratta di feromoni o sostanze chimiche importanti per la comunicazione.

Per il gatto gli odori servono a:

  • Orientarsi e mappare l’ambiente: riconosce casa, giardino, percorsi abituali.
  • Segnare il territorio con urine, graffi e sfregamenti del muso.
  • Valutare i cibi: se una cosa non ha l’odore “giusto”, spesso non la assaggia nemmeno.
  • Riconoscere individui familiari: altri gatti, persone, oggetti impregnati dell’odore del gruppo.

Un odore che per una persona è appena percettibile può quindi risultare opprimente o irritante per un gatto.


Per approfondire:
Il gatto che ti fissa mentre dormi: sta cercando di capire qualcosa di te

Odori che i gatti detestano (e come usarli senza rischi)

Non tutti i gatti reagiscono allo stesso modo, ma esistono categorie di odori che la maggior parte dei felini tende a evitare.

Agrumi: limone, arancia & co.

Gli agrumi sono tra i repellenti naturali più efficaci per i gatti. Bucce fresche di:

rilasciano oli essenziali volatili che per il gatto risultano particolarmente pungenti.

È però essenziale distinguere:

  • Bucce fresche: possono essere usate in giardino, sui vasi esterni o vicino a zone da proteggere. L’odore è sgradito ma non rappresenta un pericolo se il gatto non le ingerisce.
  • Oli essenziali concentrati di agrumi: qui il discorso cambia. Applicati sulla pelle, diffusi in grandi quantità o ingeriti, possono provocare vomito, diarrea e sovraccarico del fegato, perché l’organismo felino fatica a smaltire alcune sostanze come il limonene.

Quindi: sì alle bucce in punti strategici, no all’uso fai‑da‑te di oli essenziali di agrumi su superfici, tessuti o, peggio, sul gatto.

Aceto e altri odori acidi

L’aceto (in particolare quello bianco) ha un profumo pungente e acido che molti gatti trovano profondamente sgradevole. Per chi convive con un felino può essere utile in due modi:

  • come ingrediente di uno spray dissuasore: metà acqua e metà aceto in uno spruzzino, da usare su superfici da proteggere (provando prima su un angolo nascosto per sicurezza);
  • come pulitore per rimuovere alcuni odori, in alternativa a prodotti più aggressivi.

È importante però non esagerare: un odore di aceto troppo intenso può irritare anche le vie respiratorie del gatto. Meglio usarlo in ambienti arieggiati e mai direttamente vicino al muso.

Erbe aromatiche molto intense e spezie

Alcune piante dal profumo forte possono funzionare da barriera naturale:

Piantarle lungo il perimetro di un’aiuola o di un punto del giardino può creare una zona che molti gatti preferiranno evitare.

Più delicato il discorso spezie:

La loro presenza nel terriccio o su superfici può scoraggiare l’avvicinamento, ma hanno un rischio importante: se finiscono su naso, occhi o bocca possono provocare forti irritazioni, bruciore e lacrimazione. Per questo non andrebbero mai usate in modo “pesante” o su aree dove il gatto potrebbe strofinarsi.

Cipolla, aglio e odori sulfurei

Cipolla, aglio e affini emanano composti che disturbano l’olfatto felino e, soprattutto se ingeriti, sono tossici per il gatto (possono causare danni ai globuli rossi). Il fastidio dell’odore è quindi solo il lato più innocuo del problema. Non vanno mai offerti né lasciati a disposizione, né come cibo né come rimedio repellente.

Prodotti chimici domestici

Molti detergenti, sgrassatori, deodoranti per ambienti e soprattutto:

hanno profumi che il gatto percepisce come aggressivi e irritanti. Oltre al disagio olfattivo, esiste anche un aspetto comportamentale: l’odore dell’ammoniaca ricorda quello dei prodotti di degradazione dell’urina. Pulire una pipì con ammoniaca può spingere il gatto a marcare di nuovo esattamente lì, per coprire quell’odore.

Molto più indicati, per incidenti con urina, sono i detergenti enzimatici, che scompongono chimicamente le molecole odorose invece di coprirle con profumi intensi.

Repellenti naturali: quando usarli e come non fare danni

A volte è necessario convincere il gatto a stare lontano da una zona: un’aiuola, un mobile, un angolo dove tende a marcare. Gli odori possono aiutare, ma solo se utilizzati in modo ragionato e sicuro.

Idee pratiche (e relativamente sicure)

Per gestire lo spazio in casa e all’esterno, spesso bastano piccoli accorgimenti:

  • Spray acqua + aceto: soluzione in parti uguali in un vaporizzatore. Può essere spruzzata su battiscopa, angoli di muri, superfici lisce (testando prima) per rendere la zona meno attraente.
  • Fondi di caffè asciutti: sparsi nel terreno dei vasi esterni o nelle aiuole, concimano il suolo e diffondono un odore “tostato” che numerosi gatti trovano poco invitante.
  • Piante come ruta o Coleus canina: utili per creare “confini olfattivi” in giardino o in balcone.
  • Pepe o erbe aromatiche nel terriccio (in piccola quantità): possono dissuadere i graffi nei vasi, ma vanno usate con moderazione e mai dove il gatto può ingerirle facilmente.

Ogni gatto però è un individuo. Alcuni sembrano indifferenti a certi odori, altri li trovano insopportabili. Osservare le reazioni è fondamentale per non eccedere.

Cosa evitare assolutamente

Per non trasformare la casa in un ambiente stressante o pericoloso per il gatto, è bene evitare:

  • oli essenziali “liberi” nell’ambiente (tea tree, eucalipto, menta, agrumi, canfora, ecc.), soprattutto in diffusori intensi o a lungo termine: molti sono tossici per il gatto, anche solo per inalazione prolungata o assorbimento cutaneo;
  • spruzzare profumi, deodoranti o lacche vicino al gatto o sulla sua cuccia;
  • usare candeggina o ammoniaca come deterrenti: oltre a non funzionare come si pensa, possono irritare mucose e pelle;
  • applicare sostanze irritanti su cuscinetti, mantello o lettiera.

Se serve correggere un comportamento (graffi, marcature, bisogni fuori lettiera), il ricorso ai repellenti dovrebbe sempre essere accompagnato da una valutazione delle cause (stress, noia, problemi medici, gestione del territorio) con l’aiuto di un veterinario o di un consulente comportamentale.

Odori che piacciono ai gatti (e come usarli per il loro benessere)

Non tutto quello che profuma forte è nemico. Alcuni odori sono in grado di stimolare il gioco, ridurre la tensione o creare un senso di sicurezza.

Erba gatta, matatabi e altre “calamite olfattive”

Tra i preferiti dei felini ci sono:

  • erba gatta (catnip, Nepeta cataria): contiene una sostanza, il nepetalattone, che può scatenare rotolamenti, sfregamenti, voglia di giocare o, in alcuni soggetti, un rilassamento profondo;
  • matatabi (silver vine): pianta asiatica spesso ancora più efficace della catnip, soprattutto sui gatti che non reagiscono all’erba gatta;
  • valeriana: l’odore, poco gradevole per le persone, per molti gatti è molto interessante e stimolante.

Queste piante possono essere proposte:

  • su giochi imbottiti o tiragraffi;
  • in piccole quantità in sacchettini di stoffa;
  • in versioni essiccate, da usare sotto supervisione.

Non tutti i gatti rispondono a questi odori, e la reazione è temporanea. Per mantenere l’effetto, meglio non offrirli ogni giorno, ma proporli a rotazione come arricchimento ambientale.

Olive, odore umano e comfort emotivo

Molti proprietari notano che il gatto:

  • si strofina su una maglietta appena tolta;
  • dorme volentieri su cuscini usati;
  • mostra interesse per olive verdi o salamoia (che però non vanno offerte come alimento, per il contenuto di sale).

Questi comportamenti non sono casuali: alcuni composti presenti nelle olive e nelle foglie di olivo ricordano quelli che il gatto riconosce come segnali chimici familiari. Allo stesso modo, l’odore naturale della pelle del proprietario è un punto di riferimento rassicurante.

Lasciare al gatto una coperta o dei vestiti impregnati dell’odore familiare, soprattutto in periodi di cambiamento (traslochi, ferie, nuovi arrivi in casa), può aiutarlo a percepire l’ambiente come più sicuro.

Profumi umani e deodoranti: quanto possono dare fastidio

I prodotti profumati per persone e ambienti possono diventare un problema per un gatto per due motivi:

  • intensità: ciò che per una persona è una fragranza delicata, per un felino può essere invadente;
  • composizione: alcuni componenti chimici possono irritare le vie respiratorie o la pelle, specialmente in gatti con predisposizione ad asma o allergie.

Spray per ambienti, incensi, diffusori forti e profumi personali usati in grandi quantità possono:

  • coprire gli odori che rendono “casa” riconoscibile al gatto;
  • innescare starnuti, tosse, difficoltà respiratoria nei soggetti sensibili;
  • aumentare il livello di stress, perché il gatto fatica a orientarsi nel suo mondo olfattivo.

Segnali da non sottovalutare dopo l’uso di un prodotto profumato:

  • allontanamento improvviso dall’ambiente;
  • grattamento del muso o degli occhi;
  • respiro affannoso o tosse.

In questi casi è prudente sospendere il prodotto, aerare bene gli ambienti e, se i sintomi persistono, consultare il veterinario.

Gestire gli odori in casa con un gatto significa, in pratica, ricordare sempre una cosa: ciò che si spruzza, si sparge o si brucia nell’ambiente finisce nel suo naso estremamente sensibile, molto prima che nel proprio. Scegliere prodotti più delicati, evitare gli oli essenziali non indicati per i felini e usare solo repellenti naturali realmente sicuri è un modo concreto per prendersi cura del suo benessere ogni giorno.


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