«Mamma, ascoltami. Se non torno, non ricordarmi così. Ricordami mentre progetto, convinta che il mondo si possa fare meglio. Custodisci i miei sogni. Portali tu nel cuore per me. Vi voglio bene, grazie per tutto».
Le parole arrivano nel mezzo della notte. Gloria Trevisan le affida alla madre nella sua ultima telefonata, mentre divampa l’incendio della Grenfell Tower. Il rogo, scoppiato tra il 13 e il 14 giugno 2017 nel quartiere North Kensington a Londra, provoca 72 vittime. Tra loro anche Gloria e il compagno Marco Gottardi, 27 e 28 anni, architetti. Le inchieste evidenzieranno gravi criticità nella sicurezza del grattacielo e nella gestione dell’emergenza, oltre a una serie di fattori strutturali che contribuirono alla rapida propagazione del fuoco.
In quelle ultime ore Gloria e Marco riescono a mantenere un contatto con le famiglie. Le telefonate diventano l’ultimo collegamento con l’esterno. «Siamo insieme, non vi preoccupate» ripetono ai loro cari. Nel tempo, quelle chiamate diventeranno uno dei passaggi più documentati della vicenda e un punto centrale della memoria collettiva legata alla tragedia.
Nove anni dopo, il ricordo di Gloria si intreccia ai progetti che ha lasciato e che continuano a essere portati avanti. Una vita che, in forme diverse, rimane.
Nata e cresciuta tra Camposampiero e San Giorgio delle Pertiche, sin da bambina ha una grande passione: il disegno. Con un foglio bianco, delle matite e tanti colori riesce a dare forma a ciò che vede e immagina. «Le bastava guardare fuori dalla finestra per trasformare quello che le stava intorno in un ritratto o uno schizzo. Disegnava in continuazione. Aveva una sensibilità particolare e una curiosità innata», ricordano i genitori Emanuela Disarò e Loris Trevisan.
Il percorso scolastico segue questa inclinazione naturale. «Abbiamo sempre cercato di accompagnarla nelle sue scelte senza indirizzarla. Gloria aveva una strada dentro di sé e noi abbiamo semplicemente lasciato che la seguisse – raccontano – Vederla costruire il proprio percorso, prima nell’arte e poi nell’architettura, è stata una delle gioie più grandi della nostra vita».
Dopo il liceo artistico al Modigliani di Padova, sceglie Architettura allo Iuav di Venezia. È qui che incontra Marco Gottardi, unico figlio di Daniela Burigotto e Giannino Gottardi, di San Stino di Livenza. Il loro rapporto nasce tra lezioni, laboratori, tavole di progetto e discussioni su città e spazi urbani.
Terminati gli studi, la scelta è quella di trasferirsi a Londra. Per i due architetti significa entrare in un contesto professionale internazionale, misurarsi con esperienze diverse. Gloria si inserisce nello staff di Peregrine Bryant, uno dei principali studi londinesi attivi nella rigenerazione urbana, in particolare nel restauro, conservazione, riqualificazione e ampliamento di edifici storici, mentre Marco lavora in un altro studio. I due giovani gettano anche le fondamenta di un progetto personale comune: vivere insieme, costruire una casa, pensare a un futuro professionale condiviso, a partire da un laboratorio di progettazione tutto loro.
Per Gloria la pianificazione non è un esercizio formale, bensì un modo per leggere il rapporto tra le persone e i luoghi, tra ciò che esiste e ciò che cambia. L’attenzione alla memoria degli spazi, alla loro continuità nel tempo, è parte centrale del suo approccio. «Un edificio non è mai solo un edificio – scriveva in una presentazione – È un insieme di vite che lo attraversano, lo abitano e lo modificano nel tempo».
Nove anni dopo, nel cuore di Londra, la vita di Gloria continua a battere. E continua a raccontarci la storia di una giovane architetta che aveva scelto, attraverso la sua professione, di ridare nuovo respiro e anima ai luoghi. Una parte dei suoi lavori si lega a un grande intervento di rigenerazione sullo storico complesso ospedaliero del Royal Hospital Chelsea. Insieme alla collega Laura Morgante ne disegna il recupero attraverso un riuso originale, in particolare degli spazi comuni di aggregazione tra cui una piazzetta interna, che tiene insieme conservazione e cambiamento.
Quel progetto firmato da Gloria non si è interrotto, ma è stato portato avanti e completato tanto da diventare una delle eredità professionali più significative del suo percorso. «Lavorava con grande attenzione al contesto, senza mai forzare le trasformazioni – raccontano i colleghi tra cui lo stesso Peregrine Bryant che, in memoria dei due giovani, ha istituito una borsa di studio – Aveva una capacità rara di leggere ciò che un luogo era stato prima di immaginare ciò che poteva diventare».
Per ricordarli è nata a San Stino di Livenza la Fondazione Grenfell Love. In questi anni ha assegnato borse di studio che hanno permesso a oltre 200 giovani architetti di accedere a corsi di formazione e opportunità educative.
Nel giorno del nono anniversario della scomparsa, a Camposampiero, San Giorgio delle Pertiche e San Stino di Livenza, si sono svolte celebrazioni religiose. Nelle stesse ore a Londra l’area della Grenfell Tower, al centro di lavori di bonifica in vista della realizzazione di un memoriale, è stata tappezzata di striscioni e la torre è rimasta illuminata per tutta la notte.
Durante la commemorazione londinese, come in un dialogo che non si è mai fermato, mamma Emanuela ha voluto affidare un messaggio alla figlia. Le parole sono state lette dall’architetta Morgante, alla presenza dei colleghi di Gloria.
«Amatissima Gloria, figlia mia, ora avresti 35 anni e spesso io e papà ci ritroviamo a immaginare come sarebbe stata la vostra vita. Tu e Marco realizzati nel lavoro, una bella casa, dei figli meravigliosi, le feste da trascorrere insieme alle persone care e molto altro ancora. Ogni volta sentiamo salire in noi un sentimento di rabbia e dolore per averci tolto tanta gioia. Non riusciremo mai a perdonare coloro che per avidità, disonestà e interessi personali si sono lasciati corrompere a discapito delle vostre vite e di quelle di altre 70 persone. Come non soffrire per tutto questo? Il dolore lo capisce solo chi lo ha vissuto, non si può spiegare, né abbandonare. È parte di noi finché avremo vita, anche se il tempo ci aiuterà a renderlo più sopportabile».
«Meravigliosa figlia, anima saggia, da quando ci hai lasciato ho imparato ad apprezzare molte cose: il valore del tempo, delle persone che amo, dell’amicizia, della natura, dell’arte e in tutto questo tu sei con me, nei miei pensieri, nella mia anima e nelle mie preghiere. Grazie amore mio per tutto quello che sei stata, per le gioie, gli abbracci, le risate, per il tempo prezioso che abbiamo trascorso insieme. Questi sono i ricordi più belli, i tesori che continuerò a custodire nel mio cuore per tutta la vita. Ti aspetto nei miei sogni, continua ad amarci, a proteggerci e a starci accanto fino al giorno in cui ci riabbracceremo».
Royal hospital Chelsea
Fondato nel 1682 per volontà di Carlo II, il Royal Hospital Chelsea nacque come residenza per i veterani dell’esercito britannico. Ancora oggi ospita i Chelsea Pensioners che vivono in una comunità assistita. L’ultimo progetto di riqualificazione, firmato anche da Gloria Trevisan, ha visto il recupero di edifici storici, nuovi spazi museali e servizi per il pubblico. Un luogo attivo, abitato e in continua manutenzione che affianca alla funzione originaria di accoglienza, la conservazione dei luoghi e l’apertura ai visitatori, inclusa la Soane Stable Yard, fruibile dopo tre anni di restauro.
Indagate per il rogo 57 persone e 20 aziende
Le indagini sul rogo della Grenfell Tower, a Londra, coinvolgono finora 57 persone e 20 aziende. Sotto accusa la gestione della manutenzione e l’impiego di pannelli infiammabili a basso costo. La decisione sulle incriminazioni è attesa entro giugno 2027.
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Andrea Canton
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