Dal Municipio al Campanile. Montagnana


Una storia che guarda al futuro. Il sindaco: «Attenzione particolare all’ambito sociale, a infanzia e anziani, ma anche al dialogo con la comunità musulmana e al turismo come leva di coesione sociale»

Terra delle splendide mura medievali, del palio, dell’ottimo prosciutto di origine protetta, Montagnana è a circa cinquanta chilometri da Padova ed è tra le città più estese della provincia con i suoi quarantacinque chilometri quadrati in cui vivono oltre novemila abitanti. Fiori all’occhiello della cittadina sono gli scorci del centro storico, le tante manifestazioni culturali, l’accoglienza dei turisti. Ma Montagnana è anche altro, come racconta il sindaco, Gian Paolo Lovato, medico in carica da cinque anni.
«Ci tengo a sottolineare l’attenzione che la città riserva all’ambito sociale, a bambini e anziani in particolare. Come amministrazione abbiamo puntato, per esempio, sulla realizzazione di un moderno asilo nido, una struttura tecnologica con cinquantadue posti che abbiamo appena inaugurato, situata all’interno di un grande parco. Realizzato grazie a fondi Pnrr, è un complesso di cui siamo davvero orgogliosi. Nella frazione di Borgo San Zeno, invece, abbiamo aperto pochi mesi fa la nuova mensa scolastica della scuola primaria, uno spazio polivalente realizzato con tecnologie a basso impatto energetico. Investire nell’infanzia significa investire nel futuro di Montagnana e questi due progetti ne sono la dimostrazione più bella».
È di pochi giorni fa anche l’inaugurazione del centro ricreativo “Anni d’argento”, realizzato negli spazi dell’ex asilo nido, luogo accogliente e funzionale, immerso nel verde. «L’obiettivo è che sia uno spazio dove gli anziani possano stare bene, muoversi liberamente e condividere momenti di svago e socialità – prosegue il primo cittadino, elogiando l’impegno dell’assessore al sociale per questo progetto – È nostro interesse che gli over 65 siano parte attiva della comunità, per questo collaboriamo con Auser e con la fondazione Franchin Simon per persone con disabilità; puntiamo inoltre sulla loro partecipazione a eventi e manifestazioni, sull’unione tra contrade e su tutto ciò che permette di tramandare i racconti e la storia del paese».
La collaborazione con la parrocchia è su più fronti, sottolinea Lovato che ha un passato all’interno di Azione cattolica: dall’utilizzo della sala cinema-teatro, alla gestione di grest e campi scuola estivi, alla condivisione di volontari che dedicano tempo ed entusiasmo per l’organizzazione di feste ed eventi. «Dialoghiamo anche con la comunità musulmana presente, che ha aperto un centro culturale e messo a disposizione una figura religiosa che accompagna le persone presenti nell’hospice, situato nella sede dell’ex ospedale. Ci siamo impegnati reciprocamente per il rispetto e la pacifica convivenza, credo che Montagnana rappresenti un buon esempio di integrazione, confermata anche da bassi livelli di criminalità».
Fra le prossime iniziative “Calici sotto le mura”, tra fine luglio e inizio agosto, la sagra dell’Assunta e il palio nel primo fine settimana di settembre. L’investimento è anche su un turismo sostenibile: il paese è stato recentemente selezionato per far parte del programma, “Best tourism villages” promosso dall’Organizzazione mondiale del turismo, riconoscimento che valorizza le comunità rurali e semi-rurali situate al di fuori dei grandi centri urbani, ma che possiedono risorse culturali e naturali autentiche, preservano tradizioni locali e vogliono sviluppare il turismo come leva di coesione sociale, sviluppo economico e sostenibilità ambientale.

Il parroco: «La presenza delle suore clarisse nel nostro territorio è un grande dono.
Nel centro parrocchiale si svolge una intensa attività di catechesi, formativa e sportiva»

Arte, fede e giovani in cammino

La comunità religiosa di Montagnana si identifica con il bel Duomo cinquecentesco di Santa Maria Assunta che spicca sulla grande piazza Vittorio Emanuele II, nota come Listón. All’interno della chiesa sono custodite importanti opere d’arte tra cui una Madonna in trono con il bambino realizzata dal pittore vicentino Giovanni Bonconsiglio detto il Marescalco, e la Trasfigurazione di Cristo di Paolo Veronese, entrambe oggetto di restauro.
Da una decina d’anni la parrocchia è retta da mons. Lucio Monetti. Con lui operano il cappellano, don Luca Susana, che si occupa principalmente di pastorale giovanile, don Gabriele Falcone, dedito alle persone più anziane, il penitenziere don Silvio Lazzari; e, ancora, Ferdinando Menegazzo, diacono permanente, e il seminarista Matteo Melchiotti. La parrocchia, con la presenza dei sacerdoti, è vicina anche ai 150 ospiti della casa di riposo. Nell’ambito della collaborazione pastorale Sculdascia, che riunisce una ventina di comunità, il dialogo tra sacerdoti è positivo e sincero, con incontri di confronto periodici.
«Un grande dono nel nostro territorio è anche la presenza delle suore clarisse, una quindicina, che risiedono nel convento accanto alla chiesa di San Francesco – racconta don Lucio Monetti, originario di San Pietro di Stra, nella Riviera del Brenta – Sono davvero disponibili e accoglienti, molti fedeli provengono dalle parrocchie limitrofe sapendo di trovare sempre le porte aperte; le suore sono attive anche in parrocchia nell’ambito della catechesi. Per il resto, operano anche qui i vari gruppi dediti alla pastorale e, ogni primo venerdì del mese, c’è chi si ritrova per l’adorazione eucaristica. Il centro parrocchiale si chiama “Villaggio della gioventù” e vi si svolge un’intensa attività, di catechesi prima di tutto, formativa (soprattutto nei tempi “forti” dell’anno liturgico con il percorso biblico) ma anche sportiva: sono presenti il campo da calcio, di tennis, di beach volley».
Un vero fiore all’occhiello della comunità è rappresentato dal cinema teatro Bellini, in via Berghetta 3, moderna struttura a servizio della città, oggetto in passato di importanti interventi di ristrutturazione e rinnovamento tecnologico da parte del Comune, interni ed esterni. Nata negli anni Cinquanta come sala parrocchiale, è gestita oggi da un gruppo di appassionati volontari e, oltre alla programmazione cinematografica settimanale, ospita rassegne di teatro di prosa e per ragazzi, cineforum, conferenze, spettacoli musicali, cinema all’aperto. «La sala cinema viene utilizzata anche dal Comune per alcuni eventi, è uno degli aspetti in cui parrocchia e amministrazione collaborano fattivamente – afferma il parroco – Ma ci sono altre iniziative, culturali e sociali, in cui lavoriamo assieme, come durante la festa dell’Assunta quando volontari e pro loco si adoperano per una buona riuscita, grest e campi scuola. Anche la collaborazione con gli istituti scolastici è proficua, a Montagnana c’è una presenza significativa di scuole superiori e in diverse occasioni o inaugurazioni noi sacerdoti e parrocchiani abbiamo partecipato, entrando nelle strutture scolastiche. L’unica scuola ancora parrocchiale è invece la materna che si trova nella parrocchia di Borgo San Zeno, frazione di Montagnana».
La parrocchia di Montagnana è impegnata, come tutte nella nostra Diocesi, nel percorso post sinodale e ha scelto i due anni per la riflessione sui ministeri battesimali, cammino che riprenderà dopo il periodo estivo.

Bandiera arancione per siti storici e prodotti tipici

Il nome deriva dal toponimo Motta Aeniana: in latino medievale “motta” indicava una piccola altura, mentre “aeniana” una mansio, una stazione di posta. La città fu conquistata da Ezzelino III da Romano nel 1242 che iniziò i lavori di fortificazione.


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 Andrea Canton

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