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L’estate mette a dura prova i capelli. La causa? Un insieme di fattori, ma in particolare numerosi studi scientifici hanno messo in luce che il sole e, quindi, l’esposizione cronica alle radiazioni ultraviolette determina fotodegradazione della cheratina e alterazioni pigmentarie attraverso processi ossidativi che compromettono lìintegrità strutturale del fusto capillare. Come proteggere la chioma durante i mesi estivi?
Ne ho parlato con il dottor Cristiano Guerra, medico estetico e trichiatra.
I danni estivi sui capelli
Nei mesi più caldi e soleggiati i capelli possono subire danni significativi, che si manifestano con la fine dell’estate e l’autunno. A differenza della pelle, il capello possiede una capacità molto limitata di riparare i danni accumulati. Di conseguenza, l’esposizione alle radiazioni ultraviolette determina una progressiva degradazione della cheratina e della melanina, rendendo il fusto più fragile, secco, opaco e predisposto alla rottura. il fotodanneggiamento del capello è un fenomeno multifattoriale che coinvolge l’ossidazione della cheratina, la degradazione della melanina, le alterazioni della cuticola e la modifica delle proprietà meccaniche del fusto. Gli UVB sono principalmente responsabili del danno alle proteine del capello, mentre gli UVA contribuiscono soprattutto alle alterazioni del colore e allo stress ossidativo più profondo.
Fortunatamente, esistono alcune semplici strategie che permettono di limitarne gli effetti.
10 abitudini corrette da seguire
1. Indossare sempre un cappello a falda larga
Proteggere il capo con un cappello è una delle misure più efficaci durante il periodo estivo e in tutte le situazioni di esposizione prolungata al sole. Anche una semplice passeggiata o una partita di calcio o tennis nelle ore più calde possono esporre cuoio capelluto e capelli ai danni delle radiazioni UV se non si adottano adeguate precauzioni. Prediligere tessuti naturali che permettono alla cute di respirare.
2. Foulard e bandane
In alternativa al cappello è possibile optare per bandane o foulard in tessuti leggeri, anche di lino o cotone, per proteggere la chioma.
3. Utilizzare prodotti fotoprotettivi per capelli
Non solo sulla pelle. Anche i capelli vanno protetti dai raggi UV. Quando non è possibile indossare un cappello, è consigliabile applicare uno spray specifico per capelli contenente filtri UV, in grado di ridurre il fotodanneggiamento del fusto.
4. Evitare le ore centrali della giornata
Vale anche per i capelli il consiglio di evitare le ore più assolate per esporsi al sole. L’intensità delle radiazioni ultraviolette raggiunge i valori massimi nelle ore centrali della giornata. Quando possibile, è opportuno limitare l’esposizione tra le 11:00 e le 17:00, privilegiando zone d’ombra.
5. Risciacquare i capelli dopo mare e piscina
Mai lasciare i capelli asciugare dopo il bagno al mare o in piscina. La salsedine e il cloro favoriscono la disidratazione del fusto e alterano il film idrolipidico che contribuisce a proteggerne la superficie. Per questo motivo è importante risciacquare accuratamente i capelli dopo ogni bagno.
6. Bagnare i capelli prima di entrare in acqua
Un “trucchetto” utile per proteggere i capelli dal sale e dal cloro. Inumidire la chioma con acqua dolce prima di entrare in mare o in piscina può ridurre l’assorbimento di acqua salata o clorata, poiché il fusto risulta già parzialmente saturo d’acqua.
7. Utilizzare balsami e maschere nutrienti
L’applicazione di un balsamo dopo ogni shampoo e di una maschera nutriente una o due volte alla settimana può contribuire a mantenere il capello idratato e maggiormente resistente alle aggressioni ambientali.
8. Limitare l’uso di strumenti ad alta temperatura
L’utilizzo frequente di piastre, ferri arricciacapelli e altri strumenti ad alte temperature dovrebbe essere limitato durante tutto l’anno. In particolare, sui capelli già stressati da sole, mare e vento, queste procedure possono aggravare ulteriormente il danno del fusto.
9. Hair-care routine
Così come accade per la pelle, ci sono regole per la cura dei capelli, che fanno la differenza. La costanza premia sempre. (I consigli sono nel paragrafo a seguire).
10. Evitare elastici troppo stretti
Gli elastici troppo stretti o realizzati con materiali rigidi possono esercitare una trazione eccessiva sul fusto favorendo la rottura del capello. Non solo: è preferibile evitare code di cavallo o chignon che richiedano una trazione eccessivamente forte e prolungata.
La corretta haircare routine estiva
Una corretta routine tricologica durante il periodo estivo dovrebbe prevedere:
1. Detersione con shampoo delicati adatti all’uso frequente.
2. Utilizzo regolare di un balsamo condizionante.
3. Applicazione di una maschera nutriente una o due volte alla settimana.
4. Eventuale utilizzo di prodotti termoprotettori durante lo styling.
5. Asciugatura con phon a temperatura moderata, mantenendolo a circa 15 cm di distanza dai capelli
e dal cuoio capelluto, evitando di lasciare i capelli umidi per tempi prolungati.
La caduta stagionale dopo l’estate
Il danno accumulato durante i mesi estivi può contribuire alla comparsa di un aumento della caduta dei capelli tra la fine di settembre e il mese di ottobre. Questo fenomeno prende il nome di Telogen Effluvium Stagionale. Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione autolimitante che non determina un vero e proprio diradamento del cuoio capelluto e tende a risolversi spontaneamente nel giro di alcuni mesi.
Tuttavia, quando la perdita appare particolarmente intensa, persistente o associata a un evidente diradamento, può essere opportuno sottoporsi a una visita trichiatrica.
I segnali da non sottovalutare
È invece consigliabile sottoporsi a una visita tricologica qualora la caduta risulti particolarmente intensa o sia accompagnata da sintomi anomali, quali bruciore, dolore, arrossamento del cuoio capelluto, diradamento localizzato oppure un peggioramento di una problematica tricologica già preesistente. In questi casi, la valutazione da parte di un medico trichiatra può consentire di identificare precocemente eventuali condizioni patologiche e impostare la terapia più appropriata.
Un ulteriore aspetto spesso sottovalutato riguarda l’effetto cumulativo dell’esposizione solare. I danni provocati dai raggi UV non si manifestano sempre immediatamente, ma tendono ad accumularsi nel tempo, soprattutto nei soggetti che trascorrono molte ore all’aperto per lavoro, attività sportive o abitudini quotidiane. Con il passare degli anni, questa esposizione cronica può
determinare una progressiva perdita di elasticità e resistenza del fusto, favorendo la comparsa di doppie punte, maggiore fragilità e alterazioni dell’aspetto cosmetico della chioma. Per questo motivo la fotoprotezione dei capelli dovrebbe essere considerata una buona pratica non solo durante le vacanze al mare, ma in tutte le situazioni caratterizzate da un’esposizione
prolungata alla luce solare.
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Team MyPersonalTrainer
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