ITS Academy, Università e AFAM: nuovi percorsi per l’impiego consapevole dell’intelligenza artificiale


Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026, introduce nuove disposizioni per promuovere la conoscenza e l’utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale nel sistema dell’istruzione superiore, della ricerca e della formazione tecnologico-professionale.

Il provvedimento, che entrerà in vigore il 23 ottobre 2026, adegua la normativa nazionale al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) e dedica gli articoli 43, 44 e 45 alla formazione, allo sviluppo delle competenze e al trasferimento tecnologico.

Le misure coinvolgono università, enti pubblici di ricerca, istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e ITS Academy, prevedendo anche collaborazioni con pubbliche amministrazioni, ordini professionali, associazioni di categoria e imprese.

Formazione sull’IA nei corsi universitari e AFAM

L’articolo 44 stabilisce che le università e le istituzioni AFAM, nell’esercizio della propria autonomia didattica, promuovano attività formative dedicate alla comprensione tecnica dei sistemi di intelligenza artificiale, al loro impiego sicuro e all’interpretazione critica dei risultati prodotti.

I contenuti devono essere coerenti con il profilo culturale e professionale dei diversi percorsi di studio. Nei corsi scientifici, tecnologici, ingegneristici, matematici, medici e biomedici viene valorizzata l’integrazione delle competenze etiche e giuridiche. Nei percorsi economici, sociali, giuridici e umanistici, così come nelle istituzioni AFAM, assume invece rilievo l’acquisizione delle conoscenze tecniche e funzionali.

Le attività formative dovranno assicurare, in misura proporzionata alle caratteristiche dei corsi, alcuni risultati di apprendimento fondamentali:

  • comprensione dei principi di funzionamento e delle potenzialità dei sistemi di IA;
  • conoscenza dei limiti, dei rischi e delle possibili distorsioni;
  • capacità di interpretare criticamente previsioni, contenuti, raccomandazioni e decisioni generate dai sistemi;
  • consapevolezza delle implicazioni giuridiche, etiche e delle responsabilità connesse all’utilizzo;
  • comprensione del ruolo della sorveglianza umana;
  • conoscenza dei rischi di cybersicurezza.

Per raggiungere questi obiettivi, gli atenei e le istituzioni AFAM potranno utilizzare insegnamenti dedicati, moduli interdisciplinari inseriti nei corsi esistenti, laboratori, tirocini e altre attività coerenti con i rispettivi ordinamenti.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca effettuerà un monitoraggio annuale sull’attuazione delle disposizioni. Indicatori e modalità operative saranno definiti con un successivo decreto ministeriale, sentita l’ANVUR.

ITS Academy, percorsi dedicati alle tecnologie avanzate

Anche gli ITS Academy sono chiamati a rafforzare la formazione sull’intelligenza artificiale, con particolare riferimento agli istituti dell’area tecnologica «Tecnologie dell’informazione, della comunicazione e dei dati».

La disposizione riguarda anche i percorsi inseriti nella filiera formativa tecnologico-professionale e prevede lo sviluppo di moduli finalizzati alla corretta interpretazione dei risultati generati dall’IA.

L’obiettivo è rafforzare le capacità operative, critiche e valutative necessarie per utilizzare le tecnologie digitali avanzate in modo sicuro e responsabile, considerando anche gli aspetti giuridici e regolatori.

Le iniziative dovranno essere coerenti con le figure professionali nazionali di riferimento, nel rispetto delle competenze regionali sulla programmazione dell’offerta formativa e in raccordo con le politiche attive del lavoro e l’analisi dei fabbisogni professionali.

Università ed enti di ricerca a supporto dell’alfabetizzazione digitale

L’articolo 43 promuove il coinvolgimento di professori, ricercatori e tecnologi nelle attività di alfabetizzazione, formazione e divulgazione sull’intelligenza artificiale.

Attraverso accordi con pubbliche amministrazioni, imprese ed enti senza scopo di lucro, le istituzioni universitarie, gli enti pubblici di ricerca e le istituzioni AFAM potranno mettere a disposizione competenze scientifiche e didattiche per favorire una conoscenza diffusa delle tecnologie, delle loro applicazioni e dei relativi limiti.

Per i professionisti, le iniziative formative potranno essere organizzate anche da ordini professionali e associazioni di categoria, eventualmente attraverso convenzioni con le istituzioni della formazione superiore e della ricerca.

Le attività svolte da professori, ricercatori e tecnologi costituiranno inoltre un elemento di valutazione della carriera scientifica e didattica.

Ricerca e sperimentazione, più collaborazione con le imprese

L’articolo 45 introduce strumenti per valorizzare la ricerca e il trasferimento tecnologico nel settore dell’intelligenza artificiale.

Università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM potranno stipulare convenzioni con imprese e organismi privati di ricerca per utilizzare infrastrutture e competenze professionali destinate ad attività di ricerca e sperimentazione tecnologica.

Sono previste anche collaborazioni per la coprogettazione e il cofinanziamento di dottorati di ricerca sull’IA, oltre alla promozione di spin-off universitari e start-up.

Un ulteriore ambito riguarda gli spazi di sperimentazione normativa, ambienti controllati nei quali sviluppare e verificare sistemi innovativi di intelligenza artificiale nel rispetto delle disposizioni europee.

Per sostenere queste attività, le istituzioni interessate potranno stipulare accordi con le Autorità nazionali competenti e, alle condizioni previste dalla norma, assegnare temporaneamente personale per periodi complessivamente non superiori a tre anni.

Anche le fondazioni ITS Academy potranno rafforzare la collaborazione con università, enti di ricerca, istituzioni AFAM e Autorità nazionali, favorendo il trasferimento delle competenze specialistiche verso il sistema formativo e produttivo. Il Comitato nazionale ITS Academy individuerà criteri e modalità di cooperazione istituzionale.

Le disposizioni delineano così un maggiore collegamento tra formazione, ricerca e mondo del lavoro, con l’obiettivo di accompagnare la diffusione dell’intelligenza artificiale attraverso competenze tecniche, capacità critica e conoscenza delle responsabilità connesse al suo utilizzo.

 

 

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