oggi spende 25mila euro al mese


Ci sono storie che sembrano costruite a tavolino, e invece raccontano meglio di qualsiasi manuale come funziona il mondo delle startup. Questa parte da un prestito minuscolo, 200 dollari, e arriva a una cifra che pesa tutt’altro: 25mila al mese investiti in un progetto editoriale e digitale. In mezzo c’è un dettaglio che rende il tutto ancora più interessante: i due protagonisti, chi ricevette il prestito e chi lo concesse, facevano parte del mondo di SpaceX, la società aerospaziale fondata da Elon Musk.

Il prestito da 200 dollari che ha cambiato la prospettiva

Nel 2015 SpaceX era già un nome noto, ma lontano dall’essere il colosso che conosciamo oggi. Lavorare lì significava stipendi interessanti, ritmi estremi e, spesso, una parte della retribuzione legata a azioni e stock option. Sulla carta un grande vantaggio. Nella pratica, un problema che molti dipendenti di startup conoscono bene: possedere azioni non significa avere liquidità.

Secondo il racconto, il protagonista si trovò proprio in questa situazione. Da un lato c’era l’affitto da pagare, dall’altro le tasse legate alle azioni, dovute su un valore teorico che in banca non si poteva trasformare in contanti. Fu a quel punto che entrò in scena il coinquilino, anche lui parte dell’ecosistema SpaceX, che gli prestò 200 dollari. Non era una somma capace di cambiare una vita. Ma in quel momento era la differenza tra restare a galla e andare sott’acqua.

Per capire questa vicenda bisogna conoscere un meccanismo tipico delle società non quotate. Per anni le azioni di SpaceX non erano scambiabili liberamente in Borsa. I dipendenti potevano venderle solo in occasione di offerte periodiche riservate a dipendenti e investitori, e non sempre alle condizioni sperate.

Lo racconta bene anche la cronaca finanziaria: diversi dipendenti hanno dichiarato più volte che le azioni promesse come premio sono spesso vincolate e molto difficili da vendere. Una situazione che spiega perché un ingegnere con un pacchetto azionario potenzialmente enorme potesse ritrovarsi a chiedere 200 dollari in prestito. 

Perché le tasse sulle azioni possono diventare un problema e la svota per Space X

Quando si ricevono o si esercitano azioni, il fisco può considerare quel valore come reddito imponibile, anche se non si è venduto nulla. Il risultato è un conto da saldare senza avere in tasca il denaro per farlo. È un rischio concreto per chi lavora nelle startup in crescita, e un tema sempre più discusso anche in Europa e in Italia, dove si parla spesso di piani di stock option e della loro tassazione.

Il contesto in cui nasce questa storia è cambiato radicalmente. SpaceX non è più un’azienda privata inaccessibile: ha debuttato a Wall Street e ha fatto il suo ingresso in Borsa a 135 dollari per azione, con una valutazione di 1,77 trilioni di dollari. Per chi lavorava in azienda da anni, significa una cosa molto concreta: le azioni, prima difficili da vendere, hanno un mercato.

Il percorso del titolo non è stato lineare. Dopo un massimo storico sopra i 200 dollari poco dopo l’ingresso in Borsa, il titolo è sceso intorno ai 115 dollari, sotto il prezzo di collocamento, dopo il primo bilancio da società quotata. Questo ha un effetto importante sul comportamento di chi possiede azioni: decidere quando vendere diventa una scelta strategica.

Come ha riportato la stampa finanziaria, dirigenti, dipendenti e altri azionisti soggetti a vincoli di vendita possono finalmente cedere una parte delle proprie azioni. È qui che si apre la strada per finanziare uno stile di spesa da 25mila al mese.

Come si finanziano 25mila al mese: il meccanismo

Spendere una cifra simile ogni mese richiede una strategia di liquidità. Ecco come funziona, in una ricostruzione verosimile:

1. Vendita programmata di una piccola quota

Invece di liquidare l’intero pacchetto, chi ha una posizione importante può vendere una percentuale ridotta ogni anno. Se si ipotizza un fabbisogno di circa 300mila l’anno, al lordo delle imposte serve una cifra superiore, perché le plusvalenze vengono tassate. Per rendere l’idea, un’ipotesi prudente è vendere tra 400mila e 450mila di azioni l’anno per ottenere 300mila netti.

2. Reddito da lavoro

Un ruolo tecnico o manageriale in una grande azienda aerospaziale o tecnologica garantisce uno stipendio elevato. Questa componente copre le spese ordinarie e riduce la quota di azioni da vendere.

3. Prestiti garantiti dalle azioni

Chi ha un portafoglio consistente può ottenere finanziamenti garantiti dai titoli, senza venderli e senza generare subito una tassa sulle plusvalenze. È una pratica diffusa tra chi detiene grandi pacchetti azionari, ma ha un rischio: se il valore delle azioni scende, la banca può chiedere di rientrare.

4. Diversificazione

Chi ha imparato la lezione del 2015 non lascia tutto in un’unica azienda. Una parte dei proventi viene spostata in ETF, obbligazioni e liquidità, per non dipendere da un solo titolo.

Quanto guadagna? Una stima ragionata

Per sostenere 300mila l’anno di spesa, il reddito complessivo, tra stipendio e vendite di azioni, deve superare quella cifra di un margine che copra tasse e risparmio. Una ricostruzione plausibile:

  • Stipendio lordo: tra 200mila e 250mila l’anno.
  • Vendita di azioni: 150mila-250mila l’anno, a seconda dell’andamento del titolo.
  • Reddito totale lordo: circa 400mila-500mila l’anno.

Dopo imposte e contributi, il netto disponibile si avvicina ai 300mila necessari. Si tratta di stime illustrative: non esistono dati pubblici sui guadagni del protagonista.

Le lezioni per chi ha azioni della propria azienda

Vendere un po’ per volta riduce il rischio. Il titolo è già passato da oltre 200 a circa 115 dollari in poco tempo: chi aspetta il momento perfetto rischia di non venderlo mai.

Le tasse vanno calcolate prima. È l’errore che nel 2015 mise in difficoltà il protagonista. Oggi la pianificazione fiscale è parte integrante della strategia.

Una spesa alta richiede un patrimonio, non solo un reddito. Spendere 25mila al mese è sostenibile solo se esiste una base di capitale che continua a generare liquidità nel tempo.

Il valore delle relazioni resta. Duecento dollari prestati da un coinquilino sono diventati, nel racconto, il simbolo di quanto contino i rapporti nei momenti difficili.

Domande frequenti

Come fa a spendere 25mila al mese?

Combinando stipendio, vendite programmate di azioni SpaceX, eventuali prestiti garantiti dai titoli e una gestione prudente della liquidità.

Quanto guadagna?

Una stima plausibile è tra 400mila e 500mila l’anno lordi, ma si tratta di un’ipotesi illustrativa, non di un dato verificato.

Perché nel 2015 aveva bisogno di 200 dollari?

Perché doveva pagare affitto e tasse sulle azioni, pur avendo un patrimonio in azioni non quotate e quindi non liquide.

SpaceX è quotata oggi?

Sì, è sbarcata a Wall Street a 135 dollari per azione.

Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an…


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