Crisi olivicola: urgenti soluzioni creditizie e unione di filiera


Il FOOI – Filiera Olivicola Olearia Italiana, (l’organismo che unisce Italia Olivicola, Unapol, Aifo, Assofrantoi e Assitol) nel prendere atto dell’impegno dei Sottosegretari di Stato Patrizio La Pietra, per il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e Fausta Bergamotto, per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nonché dell’Assessore regionale all’Agricoltura della Puglia, Francesco Paolicelli, per l’importante incontro svoltosi ieri, 30 settembre, con i vertici del mondo creditizio e finanziario italiano, tra cui ABI, ISMEA e MCC auspica una immediata attuazione di quanto discusso.

Il confronto ha rappresentato un ulteriore momento per affrontare, in maniera concreta e coordinata, la situazione di estrema difficoltà che sta interessando il comparto olivicolo, uno dei settori strategici dell’agricoltura italiana e, in particolare, dell’economia pugliese.
Importante il contributo offerto dall’Assessore Paolicelli, che ha portato al tavolo una analisi puntuale dello stato di crisi del comparto olivicolo, evidenziando la necessità di intervenire non soltanto sul piano emergenziale, ma anche attraverso strumenti finanziari capaci di sostenere la liquidità delle imprese e accompagnarle nella fase di difficoltà così come già richiesto da più parti sin dal mese di maggio.

Le proposte sul credito

Tra le proposte messe sul tavolo assumono particolare rilievo:

  • cambiali agrarie fino a 300.000 euro, quale strumento finalizzato a garantire liquidità alle imprese olivicole e consentire loro di affrontare le esigenze finanziarie connesse alla gestione aziendale;
  • pegni rotativi, per valorizzare le produzioni e le scorte come strumento di garanzia a sostegno dell’accesso al credito;
  • ammasso privato, quale possibile strumento per contribuire alla gestione dell’offerta e sostenere il mercato nei momenti di maggiore pressione sui prezzi.

Un risultato particolarmente importante emerso dal confronto riguarda inoltre l’impegno dell’ABI ad avviare sin da subito incontri regionalizzati con il mondo olivicolo, a partire proprio dalla Puglia, territorio nel quale la crisi sta assumendo dimensioni particolarmente rilevanti.

Tale percorso è stato sollecitato con forza dal Sottosegretario Patrizio La Pietra e dall’Assessore Paolicelli, con l’obiettivo di portare il confronto direttamente sui territori e individuare, insieme al sistema bancario, soluzioni concrete e rapidamente accessibili alle imprese.
Per il FOOI, l’avvio di questi incontri rappresenta un ulteriore passaggio importante: dalle analisi generali alle risposte operative, mettendo in relazione le esigenze reali delle imprese olivicole con gli strumenti messi a disposizione dal sistema creditizio, ribadendo che non c’è più tempo da attendere.

Loiodice con il sottosegretario La Pietra

Nel corso dell’incontro il presidente FOOI Tommaso Loiodice facendosi anche portavoce delle risultanze di un proficuo tavolo di confronto avuto in mattinata con rappresentanze significative degli industriali aderenti ad Assitol, ha inoltre posto con forza la necessità di affrontare il tema della commercializzazione e della distribuzione del prodotto, chiedendo l’apertura di un tavolo urgente con la Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

La crisi del comparto, infatti, non può essere affrontata esclusivamente intervenendo sulla liquidità delle imprese. È necessario intervenire lungo tutta la filiera, affrontando anche le dinamiche che determinano la formazione del prezzo e la remunerazione del prodotto agricolo.
Il FOOI ritiene pertanto indispensabile mettere attorno allo stesso tavolo produttori, organizzazioni olivicole, industria, commercio e GDO, per costruire un confronto trasparente e individuare soluzioni che consentano una maggiore valorizzazione dell’olio extravergine di oliva e una più adeguata remunerazione del lavoro degli olivicoltori

Una interprofessione unica

Il FOOI ha inoltre ribadito la necessità di procedere verso la istituzionalizzazione di una interprofessione unica del comparto olivicolo, capace di rappresentare in maniera organica e coordinata i diversi soggetti della filiera.

L’obiettivo è superare la frammentazione e costruire una sede stabile di confronto nella quale affrontare in maniera condivisa le principali questioni strategiche del settore: produzione, mercato, prezzi, qualità, promozione, programmazione e valorizzazione dell’olio italiano.
«Nel prendere atto di questo ennesimo impegno del Sottosegretario La Pietra, del Sottosegretario Bergamotto e dell’Assessore Paolicelli a voler dare concretezza a un confronto che in questo momento di grave difficoltà è di vitale importanza per il mondo olivicolo  – dichiara Loiodice – si ribadisce che la crisi che sta attraversando il comparto richiede risposte immediate, ma anche una visione di medio e lungo periodo. Le proposte emerse sul fronte del credito, insieme all’impegno dell’ABI ad avviare gli incontri regionalizzati a partire dalla Puglia, rappresentano un passo importante verso risposte concrete alle imprese, ma i tempi devono essere ristrettissimi. Siamo ormai in avvio della nuova campagna di produzione e lo stato di agitazione e preoccupazione cresce di giorno in giorno. Si corre il serio rischio che l’intero sistema imploda a partire dai produttori e frantoiani».

Ma il credito da solo non basta – prosegue il FOOI –. È necessario intervenire anche sul funzionamento della filiera. Per questo abbiamo chiesto un tavolo urgente con la GDO e l’istituzionalizzazione di una interprofessione unica del comparto olivicolo. Solo attraverso un confronto stabile tra tutti gli attori della filiera sarà possibile costruire una strategia capace di dare futuro all’olivicoltura italiana.

Il FOOI auspica pertanto che il confronto avviato con ABI, ISMEA e MCC possa proseguire rapidamente, trasformando le proposte in misure effettivamente utilizzabili dalle imprese, e che parallelamente si apra un confronto strutturato con la GDO e con tutti gli operatori della filiera.  L’obiettivo deve essere chiaro: difendere la capacità produttiva delle aziende olivicole, garantire liquidità alle imprese, assicurare una più equa valorizzazione del prodotto e costruire una filiera maggiormente organizzata e competitiva.
Perché la crisi dell’olivicoltura non riguarda soltanto gli olivicoltori: riguarda un intero sistema produttivo, economico, occupazionale e territoriale che rappresenta una parte fondamentale dell’agricoltura italiana ed in particolare delle regioni del Sud.

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