PIEMONTE – C’è un’Italia che sfugge ai grandi itinerari turistici, fatta di abbazie millenarie, antiche fortezze, ferrovie storiche, sentieri di montagna e testimonianze della civiltà contadina. È un patrimonio spesso poco conosciuto ma di straordinario valore storico, culturale e paesaggistico, che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano invita a riscoprire attraverso la tredicesima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Un’iniziativa che non è soltanto una classifica, ma un vero e proprio strumento di partecipazione civica per promuovere la tutela e la valorizzazione di quei luoghi che rappresentano l’identità delle comunità locali.
L’edizione 2026 sta già registrando una partecipazione straordinaria. A poco più di due mesi dall’avvio della raccolta sono già stati espressi 350 mila voti, oltre 62 mila dei quali arrivati attraverso i moduli cartacei. Fino al 15 dicembre cittadini, associazioni, scuole, amministrazioni comunali e comitati spontanei potranno continuare a segnalare e votare i propri luoghi del cuore sul sito www.iluoghidelcuore.it, contribuendo a sostenere progetti di recupero e valorizzazione che potranno beneficiare dei contributi economici messi a disposizione dal FAI. I luoghi che raggiungeranno almeno 3.000 voti potranno infatti partecipare al bando dedicato ai progetti di restauro, mentre i primi classificati accederanno ai finanziamenti più consistenti previsti dall’iniziativa.
In Piemonte i cinque luoghi che, almeno per ora, stanno raccogliendo il maggior consenso sono la Sacra di San Michele, il Forte Bormida di Alessandria, la ferrovia Torino-Ceres, la Strà Granda della Valle Anzasca e il Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese. Cinque realtà molto diverse tra loro ma accomunate dalla volontà delle comunità locali di preservarne la storia e trasmetterla alle future generazioni.
A guidare la classifica regionale è la Sacra di San Michele, autentico simbolo del Piemonte. Costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del Monte Pirchiriano, all’imbocco della Val di Susa, domina il territorio da oltre mille anni offrendo uno dei panorami più spettacolari della regione. L’antica abbazia, dedicata all’Arcangelo Michele, è inserita lungo la storica via di pellegrinaggio che collega Mont Saint-Michel, in Francia, con Monte Sant’Angelo, in Puglia. Da oltre un secolo e mezzo è custodita dai Padri Rosminiani e conserva autentici capolavori artistici come lo Scalone dei Morti, il Portale dello Zodiaco e la tavola quattrocentesca di Defendente Ferrari. La sua fama internazionale è cresciuta ulteriormente grazie a Umberto Eco, che proprio a questo complesso monastico si ispirò per l’ambientazione de Il nome della rosa. Ancora oggi rappresenta uno dei monumenti più visitati e amati del Piemonte.
Tra i siti che stanno rapidamente scalando la graduatoria figura anche il Forte Bormida, ad Alessandria. Costruito nell’Ottocento come parte del vasto sistema difensivo della città, aveva il compito di controllare gli accessi lungo i fiumi Tanaro e Bormida. Con il venir meno della funzione militare, la struttura ha vissuto un lungo periodo di abbandono che ne ha compromesso la conservazione. La candidatura ai “Luoghi del Cuore” nasce proprio dall’obiettivo di riportare l’attenzione su questo importante bene storico e paesaggistico, favorendone il recupero e la restituzione alla collettività grazie anche all’impegno dei volontari FAI di Alessandria.
Tra i luoghi più rappresentativi compare anche la ferrovia Torino-Ceres, una linea che ha segnato profondamente la storia economica e sociale del territorio. Inaugurata nella seconda metà dell’Ottocento per collegare Torino alle Valli di Lanzo, ha favorito per decenni gli spostamenti di lavoratori, commercianti e villeggianti, contribuendo allo sviluppo dell’intera area. Nel 1884 proprio lungo questa linea Galileo Ferraris realizzò una delle prime dimostrazioni di trasmissione dell’energia elettrica a distanza, accendendo da Torino le luci della stazione di Lanzo. Successivamente la Torino-Ceres divenne una delle prime ferrovie elettriche ad alta tensione in corrente continua al mondo, anticipando tecnologie poi adottate dalle Ferrovie dello Stato. Oggi, grazie al collegamento diretto con la rete ferroviaria nazionale e al suo inserimento nel Servizio Ferroviario Metropolitano di Torino, guarda al futuro senza dimenticare il proprio straordinario valore storico e paesaggistico.
Non meno affascinante è la Strà Granda della Valle Anzasca, l‘antica via che da Piedimulera conduce fino a Macugnaga, ai piedi del Monte Rosa, attraversando circa trenta chilometri di paesaggi alpini. Per secoli questo percorso è stato la principale arteria della valle, utilizzata da mercanti, allevatori, pellegrini e dalle popolazioni walser che si insediarono nelle quote più elevate delle Alpi. Lungo il tragitto si incontrano ponti in pietra, cappelle votive, antichi selciati e testimonianze della vita quotidiana delle comunità montane, immerse in un ambiente naturale ancora intatto. Più che un semplice sentiero, la Strà Granda rappresenta un viaggio nella storia, nella cultura e nelle tradizioni della montagna piemontese.
Chiude la graduatoria regionale il Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese, immerso nel suggestivo paesaggio del Parco del Ticino. Documentato già in età moderna e ricostruito nella configurazione attuale nel XVIII secolo, sfruttava la forza delle acque della Roggia Molinara per la macinazione dei cereali destinati alle comunità locali. Ancora oggi conserva importanti testimonianze dell’antico sistema produttivo e negli anni è diventato un luogo dedicato all’educazione ambientale e alla divulgazione della cultura contadina. Il sito necessita però di nuovi interventi di manutenzione, restauro e di un aggiornamento degli spazi espositivi per offrire una fruizione moderna e sempre più coinvolgente.
Attraverso il voto dei cittadini, questi beni e tutti gli altri candidati possono ottenere visibilità, risorse e nuove opportunità di valorizzazione, trasformando l’affetto delle comunità in interventi concreti di tutela.
(in copertina foto della Sacra di San Michele tratta dal sito dei Luoghi del Cuore del Fai)
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Tatiana Gagliano
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