Cosa sono le verruche?
Le verruche cutanee sono proliferazioni benigne della pelle e delle mucose che si presentano come piccole protuberanze, talvolta dolenti, dalle sfumature giallo-grigiastre.
Le verruche possono colpire qualsiasi area della pelle e delle mucose, ma tendono a presentarsi preferibilmente sul dorso delle mani, alle piante dei piedi e nel contorno ungueale.
Le verruche sono sostenute da un’infezione virale che spesso si trasmette attraverso l’uso promiscuo di ambienti pubblici, in special modo frequentando docce, piscine e campi sportivi aperti alla comunità.
Esiste anche un’altra tipologia di verruche: le verruche genitali che, naturalmente, si manifestano a livello degli organi riproduttivi. La trasmissione avviene generalmente attraverso rapporti sessuali; non a caso, esse sono considerate come vere e proprie infezioni sessualmente trasmissibili.
Tuttavia, tale argomento non sarà approfondito nel seguente articolo, nel quale invece ci occuperemo quasi esclusivamente delle verruche cutanee.
Cause
Quali sono le cause delle verruche cutanee?
Le verruche sono causate da un’infezione virale, sostenuta da papilloma virus (HPV, da Human Papilloma Virus). Attualmente, sono stati identificati più di 100 tipi di HPV: alcuni tipi tendono a infettare la pelle in particolari siti anatomici; tuttavia, le verruche di qualsiasi tipo di HPV possono verificarsi in qualsiasi sito.
Le principali manifestazioni cliniche dell’infezione da papilloma virus comprendono: verruche comuni, verruche genitali, verruche piane e verruche palmoplantari profonde. Manifestazioni meno comuni dell’infezione da HPV comprendono l’iperplasia epiteliale focale (malattia di Heck), l’epidermodisplasia verruciforme e le cisti plantari.
Le verruche vengono trasmesse per contatto diretto o indiretto e i fattori predisponenti includono l’interruzione della normale barriera epiteliale.
Verruche: fisiopatologia
Le verruche possono colpire qualsiasi area della pelle e delle mucose. Il virus HPV infetta l’epitelio e non avviene alcuna diffusione sistemica del virus. La replicazione virale avviene in cellule epiteliali differenziate nel livello superiore dell’epidermide; tuttavia, le particelle virali possono essere trovate nello strato basale.
Periodo d’incubazione
Il periodo d’incubazione del papilloma virus varia dai due ai nove mesi, durante i quali si assiste ad una lenta iperproliferazione delle cellule del derma e/o dell’epidermide.
Verruche cutanee: fattori di rischio
Fra i principali fattori di rischio che possono provocare e favorire la comparsa delle verruche, ritroviamo:
Indebolimento delle difese immunitarie (stress, cattiva alimentazione e patologie debilitanti aumentano notevolmente la suscettibilità all’infezione);
- Fattori genetici (la resistenza all’azione patogena è determinata geneticamente);
- Lesioni cutanee (sono la principale porta d’ingresso del virus; per questo motivo le verruche si localizzano più frequentemente a livello di zone soggette a traumi);
- Uso promiscuo di asciugamani, accappatoi, ciabatte (verruche plantari) e di oggetti per la cura delle unghie (verruche localizzate lungo il perimetro ungueale);
- Accumulo di umidità (utilizzo di calze o scarpe bagnate);
- Calzature e calze inadeguate (fabbricate con materiali sintetici non traspiranti);
- Camminare scalzi negli spogliatoi o nei bagni pubblici.
Infine, anche la scarsa igiene cutanea, l’eccessiva esposizione alla luce solare (comprese le lampade abbronzanti) facilitano, indirettamente, l’insorgenza delle verruche.
Come si trasmettono
Come si prendono le verruche?
La trasmissione delle verruche è interumana ed avviene per contatto diretto o tramite auto-inoculazione, cioè attraverso il passaggio dei microorganismi dalla sede di infezione ad un’altra zona corporea.
Il virus penetra attraverso abrasioni dell’epidermide anche minime. Traumi e macerazione della pelle facilitano l’inoculazione iniziale.
Condizioni favorevoli per la sopravvivenza del virus in forma attiva si creano in luoghi molto frequentati, in cui il clima è caldo e umido (es. docce, saune, palestre e piscine).
Le verruche colpiscono più spesso i bambini e gli adolescenti, mentre sono insolite negli anziani. La loro diffusione è influenzata da fattori immunologici locali e sistemici.
Tipi di verruche cutanee
Verruche cutanee: classificazione e principali caratteristiche
Tralasciando quelle che compaiono in sede ano-genitale, per le quali si rimanda all’articolo dedicato, le verruche cutanee vengono classificate in funzione delle loro caratteristiche istologiche e morfologiche e a seconda della zona in cui si manifestano.
Sulla base di questa classificazione, possiamo pertanto distinguere i seguenti tipi di verruche cutanee:
- Verruche volgari o comuni: si osservano con maggiore frequenza a livello del dorso delle mani e delle dita, alle gambe ed alla pianta dei piedi. In quest’ultima sede le verruche sono generalmente dolorose ed assumono caratteristiche particolari che le differenziano dagli altri tipi (verruche plantari). Le verruche volgari possiedono una tipica forma tondeggiante, una superficie dura e ruvida e sono di colore grigio-marroncino.
- Verruche piane: si presentano di solito al volto o al dorso delle mani, in giovani pazienti; tuttavia, possono manifestarsi anche a livello di mani, ginocchia e braccia. Generalmente, queste verruche sono piccole e dalla sommità piatta. Rispetto alle altre tipologie di verruche, queste presentano una superficie più liscia e il loro colore può variare dal rosa al giallo, fino ad arrivare al marroncino. Solitamente sono asintomatiche e difficili da riconoscere; in alcuni casi si manifestano a grappoli.
- Verruche plantari profonde: queste verruche si manifestano a livello della pianta dei piedi, ma in alcuni casi possono diffondersi anche alle caviglie. Si caratterizzano per essere particolarmente fastidiose e dolorose, a causa della continua pressione che si esercita su di esse quando si sta in piedi o quando si cammina. Proprio a causa di questa pressione, le verruche plantari tendono ad essere più piatte rispetto agli altri tipi di verruche e a svilupparsi verso l’interno anziché verso l’esterno della pianta.
- Verruche periungueali: questo tipo di verruche si manifesta intorno al letto delle unghie. Si caratterizza per un particolare aspetto che, in un certo senso, ricorda la forma di un cavolfiore.
- Verruche filiformi: come si può intuire dal loro stesso nome, queste verruche possiedono una forma allungata. Si manifestano perlopiù nelle aree intorno alla bocca, al naso e agli occhi. Oltre che per la particolare forma, le verruche filiformi si caratterizzano per il loro colore, tipicamente uguale a quello della pelle.
- Verruche a mosaico: le verruche a mosaico si manifestano generalmente sotto alle dita dei piedi, ma in alcuni casi possono diffondersi anche all’intera pianta. Si presentano come piccole croste di colore bianco che compaiono in gruppo. Rispetto alle verruche plantari tuttavia, questa tipologia non provoca dolore durante la deambulazione.
Negli anziani è più frequente la comparsa di un altro tipo di verruche, detto seborroico. Tuttavia, in questi casi, si parla più propriamente di cheratosi seborroica, poiché la causa della loro insorgenza non risiede in un’infezione virale, ma è da ricercarsi in una componente prevalentemente familiare (per informazioni maggiori: Cheratosi Seborroica).
Come riconoscere le verruche?
Conoscendo le sedi tipiche di comparsa e le caratteristiche che ciascuna tipologia di verruche possiede, è possibile riuscire a riconoscere queste lesioni. Tuttavia, è molto importante consultare il medico o il dermatologo che sapranno eseguire una corretta diagnosi al fine di prescrivere un idoneo trattamento.
Quali sono i sintomi?
Verruche sintomi: come si manifestano?
Il segno più caratteristico delle verruche è costituito dalla comparsa di protuberanze cutanee causate dall’infezione sostenuta dal papilloma virus. A seconda dei casi, tali protuberanze possono manifestarsi sotto forma di noduli o papule, il cui colore può variare dal rosa, al giallognolo, fino ad arrivare al marroncino o al grigiastro.
Alcuni tipi di verruche, inoltre, si caratterizzano per la presenza di piccoli puntini scuri al loro interno. Tali puntini rappresentano i capillari trombizzati dovuti allo stiramento delle papille.
Le verruche cutanee sono generalmente asintomatiche, ma – se localizzate in superfici esposte a pressioni o sfregamenti (come la pianta dei piedi) – possono causare dolore. In casi molto rari, inoltre, potrebbero anche sanguinare.
Diagnosi
Come vengono diagnosticate le verruche cutanee?
La diagnosi delle verruche cutanee, generalmente, si basa sulla semplice osservazione clinica: nella maggior parte dei casi, al medico è sufficiente una rapida occhiata alla zona interessata dal disturbo per capire di cosa si tratta. Al fine di eseguire un’accurata diagnosi, il medico dovrà comunque accertarsi che i segni e i sintomi che si sono manifestati sul paziente non siano riconducibili ad altri disturbi o patologie, quali, ad esempio, calli, cheratosi seborroica, lichen planus o carcinomi squamo-cellulari. Più raramente, invece, è necessario ricorrere alla biopsia. In questi casi, il medico dermatologo rimuoverà l’intera verruca per poi farla analizzare.
Come si eliminano le verruche: le opzioni terapeutiche
La scelta del trattamento per le verruche non è unica. Le opzioni terapeutiche si differenziano in base a elementi specifici: la tipologia di verruca, la sua profondità, la localizzazione e l’estensione dell’area colpita. In genere, l’orientamento clinico predilige inizialmente soluzioni semplici, non invasive e facilmente tollerate dal paziente, riservando i trattamenti più complessi alle lesioni estese o particolarmente resistenti.
Oggi l’approccio dermatologico è guidato da una logica conservativa. Tecniche aggressive un tempo diffuse, come l’asportazione chirurgica o l’elettrocoagulazione, tendono a essere evitate. A livello fisiologico, questi interventi comportano un trauma tessutale significativo e un rischio elevato di esiti cicatriziali permanenti. Inoltre, non riducono la probabilità di recidive, poiché il virus potrebbe rimanere latente nei margini della ferita.
Trattamenti topici: l’azione dell’acido salicilico
I preparati a uso locale a base di acido salicilico, spesso associato all’acido lattico, rappresentano una delle soluzioni più comuni e collaudate. Questi prodotti agiscono attraverso un meccanismo biochimico preciso: esercitano un’azione cheratolitica. Sostanzialmente, sfaldano progressivamente lo strato di cheratina che protegge la verruca, portando alla distruzione graduale delle cellule infette. Il trattamento richiede costanza, con applicazioni quotidiane che possono protrarsi per circa 12 settimane, ma offre il vantaggio di una gestione semplice e ben tollerata.
Crioterapia: il congelamento mirato
La crioterapia costituisce l’altra grande opzione terapeutica di primo livello, del tutto alternativa ed equivalente all’uso dell’acido salicilico. La scelta tra queste due metodiche dipende dalle caratteristiche della lesione e dalle preferenze cliniche, escludendo una gerarchia rigida tra i due trattamenti.
Il principio fisiologico della crioterapia si basa sullo shock termico: il repentino abbassamento della temperatura determina il congelamento dei liquidi all’interno delle cellule colpite dal papilloma virus, causandone la rottura. Successivamente, la lesione si asciuga e si distacca spontaneamente in pochi giorni, permettendo alla pelle sana di rigenerarsi.
A seconda delle necessità, la terapia si divide in due modalità:
- Crioterapia professionale: viene eseguita in ambulatorio dal medico dermatologo tramite azoto liquido a -196°C. È un trattamento rapido e profondo, che può richiedere più sedute distanziate di una o due settimane. Durante l’applicazione si avverte generalmente un lieve e temporaneo bruciore.
- Crioterapia domiciliare: è praticabile autonomamente grazie a dispositivi medici da banco. Questi sistemi non contengono azoto liquido, ma miscele di gas criogenici in bombolette aerosol che raggiungono temperature comprese tra -50°C e -60°C. Si tratta di una soluzione bilanciata, efficace sulle verruche comuni e sicura per l’autosomministrazione. Prima di procedere, resta comunque consigliabile un parere medico per confermare la natura della lesione.
Laserterapia e trattamenti specialistici per casi complessi
Quando le verruche si dimostrano resistenti ai trattamenti iniziali o si presentano in forme particolarmente estese, il dermatologo può optare per la laserterapia. Questa tecnologia agisce focalizzando un raggio di luce ad alta energia sulla lesione. Il calore generato distrugge selettivamente i vasi sanguigni che alimentano la verruca, interrompendo l’apporto di nutrimento al tessuto infetto e causandone la necrosi. Pur essendo una metodologia accurata, presenta costi superiori e un potenziale rischio di piccole cicatrici residue.
Per forme specifiche, come le verruche ano-genitali, si preferiscono invece soluzioni mirate:
- Sostanze chimiche specifiche: l’applicazione topica di principi attivi come le resine podofilliniche, che bloccano la proliferazione delle cellule colpite dal papilloma virus.
- Modulatori della risposta immunitaria: l’impiego di creme a base di imiquimod. Questo farmaco non aggredisce direttamente il virus, ma stimola le difese immunitarie locali della pelle a riconoscerlo e contrastarlo. Questo meccanismo accelera la guarigione naturale e riduce il rischio che la lesione si ripresenti, sebbene possa causare transitorie irritazioni locali.
L’importanza di una gestione tempestiva
A prescindere dal metodo scelto, le verruche presentano una spiccata tendenza alla recidiva a causa della natura del virus che le origina. Intervenire tempestivamente è utile non solo per facilitare la risoluzione del problema, ma anche per evitare che il virus si diffonda in altre zone del corpo attraverso l’autoinoculazione.
Per una corretta prevenzione e tutela della salute cutanea, è sempre opportuno consultare il medico o lo specialista dermatologo nei seguenti casi:
- Presenza di una lesione cutanea dalla natura incerta o sospetta;
- Verruche che continuano a ripresentarsi nello stesso punto nonostante le cure;
- Lesioni che aumentano significativamente di volume o risultano dolorose;
- Cambiamenti evidenti nell’aspetto della verruca o episodi di sanguinamento;
- Sviluppo di lesioni sul viso o nella zona genitale.
Prevenzione
Come prevenire le verruche cutanee?
Come in moltissime altre patologie, anche nel caso delle verruche la prevenzione riveste un ruolo fondamentale. A questo proposito, per prevenirne l’insorgenza è molto importante adottare alcuni semplici accorgimenti, quali:
- Avere un’accurata igiene personale;
- Evitare il contatto con le verruche di altre persone o con le proprie (in modo tale da evitare di trasmettere l’infezione anche in altre parti del corpo);
- Non condividere asciugamani, scarpe, ciabatte o strumenti per la cura delle unghie;
- Mantenere i piedi asciutti e cambiare spesso le calze;
- Non camminare scalzi nelle piscine, negli spogliatoi e nelle docce degli impianti sportivi o di altri luoghi comuni.
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Team MyPersonalTrainer
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