Due ERC Proof of Concept alla Statale per AI Visual Literacy e adattamento ambientale
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Come orientarsi in un ecosistema visivo sempre più abitato da immagini generate artificialmente, contenuti sintetici e deepfake? Come quantificare la capacità dell’organismo umano, fondamentale per la salute, di rispondere a stimoli esterni e perturbazioni? Da queste sfide nascono i due progetti condotti da docenti dell’Università Statale di Milano che si sono aggiudicati un ERC Proof of Concept (PoC) di 150mila euro ciascuno, il massimo del finanziamento assegnato dall’European Research Council per questa tipologia di grant.
Andrea Pinotti, docente di Estetica del dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti”, ha ricevuto il finanziamento per il progetto AICONIC (Artificial Intelligence, CONstructed Images and immersive Critical Literacy); mentre Valentina Bollati, docente dei Medicina del Lavoro del dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche, ed Elia Biganzoli, docente di Statistica Medica e responsabile del gruppo di Epidemiologia e Statistica Bioinformatica del dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dello stesso Ateneo, hanno guidato il progetto vincitore del grant ReACT (Resilience Acute Challenge Test).
“Questi due ERC Proof of Concept confermano la capacità della ricerca sviluppata alla Statale di Milano di confrontarsi con alcune delle grandi sfide del nostro tempo: comprendere criticamente le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale e costruire nuovi strumenti per tutelare la salute in un ambiente sempre più complesso. È proprio in questa capacità di tradurre la conoscenza di frontiera, sia in campo scientifico che in quello umanistico, in soluzioni, competenze e benefici concreti per la società che si misura l’impatto più profondo della ricerca pubblica”, commenta la rettrice Marina Brambilla.
Il progetto AICONIC, integrando cultura visuale, realtà estesa e pedagogia innovativa, metterà a punto un percorso educativo rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per comprendere e interpretare criticamente le immagini prodotte dai sistemi di AI.
Valorizzando l’expertise sviluppata nell’ambito di AN-ICON, progetto ERC Advanced Grant dedicato alle immagini ambientali e alle tecnologie immersive, AICONIC traduce la ricerca teorica in un’innovazione educativa applicata e trasferibile. Il progetto svilupperà e testerà un modello di apprendimento ibrido, capace di integrare la mediazione in classe con una breve esperienza immersiva. Attraverso l’interazione guidata con processi generativi, studentesse e studenti potranno esplorare come le immagini sintetiche vengono prodotte, mediate e interpretate, comprendendo concetti chiave come bias, modelli probabilistici e limiti del controllo nei sistemi AI.
“La sperimentazione nelle scuole secondarie di secondo grado sarà accompagnata da una valutazione basata su metodologie miste, con particolare attenzione allo sviluppo della cosiddetta agency awareness: la capacità di riconoscere criticamente la natura costruita, mediata e non neutrale delle immagini sintetiche. Tra i risultati attesi figurano un toolkit educativo, un prototipo immersivo e dati di validazione utili a sostenere la scalabilità del modello. AICONIC intende così offrire un contributo concreto al contrasto della disinformazione e della povertà educativa digitale, rafforzando le competenze critiche necessarie per esercitare una cittadinanza attiva nell’era dell’intelligenza artificiale” spiega Andrea Pinotti.
Il percorso sarà co-progettato in collaborazione con WeSchool, realtà EdTech leader in Italia nelle tecnologie di formazione, e AnotheReality, “Virtual Worlds Company” milanese specializzata nella progettazione di realtà estese.
Valentina Bollati e Elia Biganzoli, docenti della Statale
Il progetto ReACT punta a sviluppare un nuovo approccio sperimentale, basato sull’analisi di campioni biologici e sull’integrazione di dati molecolari e modelli quantitativi avanzati, per misurare con indicatori oggettivi la capacità dell’organismo di adattarsi agli stress biologici e ambientali: una caratteristica fondamentale per la salute ma ancora difficile da valutare con gli strumenti oggi disponibili.
“Sebbene la medicina moderna sia sempre più efficace nell’identificare malattie e fattori di rischio, manca ancora un metodo standardizzato per quantificare la cosiddetta “riserva adattativa”, ovvero la capacità individuale di mantenere l’equilibrio biologico di fronte a sfide e perturbazioni. ReACT nasce proprio per colmare questa lacuna”, spiegano Valentina Bollati e Elia Biganzoli. “Il nuovo Proof of Concept rappresenta la naturale evoluzione dei risultati ottenuti nell’ambito del progetto ERC Consolidator MAMELI, che studia il ruolo dei meccanismi epigenetici nella risposta dell’organismo alle esposizioni ambientali. ReACT punta a trasformare queste conoscenze in un approccio capace di misurare la resilienza biologica individuale e di supportare lo sviluppo di strategie mirate al mantenimento della salute, alla prevenzione delle condizioni di vulnerabilità e alla promozione del benessere lungo tutto l’arco della vita”.
ReACT rappresenta un nuovo risultato della collaborazione scientifica tra Valentina Bollati ed Elia Biganzoli, che integrando competenze di epigenetica, epidemiologia e biostatistica, ha portato alla fondazione del LETE – Laboratory of Environmental and Translational Epigenetics con l’obiettivo di comprendere come il dialogo costante tra ambiente, genoma ed epigenoma sostenga i processi di resilienza biologica o, al contrario, contribuisca all’insorgenza delle malattie. Per Bollati si tratta del quinto finanziamento ERC ottenuto nel corso della carriera, mentre ReACT è il terzo progetto ERC sviluppato congiuntamente dai due ricercatori.
I bandi dello European Research Council finanziano ricercatori di eccellenza che propongono progetti innovativi e non convenzionali. In particolare, il finanziamento “ERC Proof of Concept” è destinato ai Principal Investigators che hanno già ottenuto un grant ERC e serve a verificare la fattibilità e il potenziale innovativo delle idee nate durante i loro progetti. Il programma sostiene le attività che trasformano i risultati della ricerca di frontiera in innovazioni concrete, facilitandone l’applicazione con benefici economici e sociali.
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Valentina Bollati
Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche0250320127
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Elia Biganzoli
Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche0250319652
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