– Advertisement –

Ci sono diversi modi per conoscere la storia dell’antico Egitto: sfogliare un libro, guardare un documentario oppure ricercare in prima persona reperti e testimonianze del passato. Quest’ultima non è sicuramente la strada più comune, ma è quella che, senza alcun dubbio, ha scelto di intraprendere Zahi Hawass, dedicando la sua vita all’archeologia.

Proprio Palermo ha avuto l’onore di ospitare il Dr. Hawass, considerato l’egittologo più famoso al mondo, per la presentazione della sua autobiografia L’uomo con il cappello, nella suggestiva cornice di Santa Maria dello Spasimo. Un dialogo culturale che ha permesso al pubblico di esplorare punti di vista nuovi e più approfonditi sulla storia dell’Egitto e su una delle civiltà che, ancora oggi, continua ad affascinare il mondo. L’archeologo ha dialogato anche con BE Sicily Mag, raccontando la sua esperienza palermitana.

“Sono davvero contento di essere tornato a Palermo, sono stato qui molte volte – ha raccontato Hawass –. Amo Palermo e sono felice che il mio libro sia stato presentato anche qui. Adoro le persone di questa città e mi piace sempre andare al Museo archeologico Salinas a vedere la Pietra di Palermo”.

Zahi Hawass dialoga con la città di Palermo

Un cappello dal forte valore simbolico, ormai sufficiente per riconoscere immediatamente chi lo indossa. Una vita trascorsa tra tombe, piramidigrandi scoperte e battaglie, ancora oggi portate avanti, per la tutela del patrimonio egiziano. La presenza di Zahi Hawass nel capoluogo è stata fortemente voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, che ha permesso al pubblico di conoscere da vicino uno dei protagonisti assoluti dell’archeologia internazionale attraverso il racconto della sua autobiografia.

“La presenza di Zahi Hawass nella nostra città conferma ancora una volta come Palermo sia un luogo d’incontro tra culture, storia e grandi personalità del panorama mondiale. Ospitare un protagonista di fama internazionale come lui – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Antonio Rini – significa valorizzare la vocazione culturale della nostra città. È un’occasione importante per avvicinare il pubblico alla storia, all’archeologia e alla conoscenza di una delle civiltà più affascinanti dell’umanità”.

Zahi Hawass a Palermo:
La presentazione del libro

Il piccolo tour siciliano proseguirà fino al 26 agosto, facendo tappa anche a Catania e Tripi-Abakainon. “Gli italiani nutrono grande affetto per quello che faccio e, per questo motivo, penso che il migliore dono per loro sia aver pubblicato questo libro anche nella loro lingua”, ha proseguito.

Adv

Dalla statua di Afrodite alle grandi scoperte

Una carriera nata quasi per caso e segnata, agli inizi, dall’incontro con una statua di Afrodite durante uno scavo. Un momento che, secondo il racconto dello stesso Hawass, contribuì a fargli comprendere che avrebbe dedicato la propria vita all’archeologia.

Tra le scoperte e le ricerche più importanti della sua carriera si ricordano gli scavi delle tombe dei costruttori delle piramidi di Giza e quelli nella Valle delle Mummie d’Oro. Proprio nello studio delle mummie Hawass ha promosso l’utilizzo di nuove tecnologie, applicate anche alle indagini su Tutankhamon e sulla sua famiglia, contribuendo a ricostruire la genealogia del faraone.

“Gli antichi egizi credevano nell’immortalità. Questo ha costruito l’Egitto. Questo ha fatto costruire piramidi e tombe, ha fatto sviluppare la tecnologia e la mummificazione. Questo è il loro segreto”.

Tra le ricerche più recenti condotte dalla sua missione archeologica figura anche quella relativa alla tomba del principe Waser-If-Re (Userferre), figlio del faraone Userkaf, a Saqqara, caratterizzata da una monumentale falsa porta in granito rosa, alta circa 4,5 metri, e dalla presenza di numerose statue.

“Anche quest’anno sono continuate le mie ricerche ed entro gennaio sveleremo dei risultati sugli studi delle piramidi”.

I miti sfatati dall’esperto

Nel corso della sua lunga attività di scavo e ricerca, Hawass ha contribuito alla scoperta delle tombe dei costruttori delle piramidi, un ritrovamento che gli ha permesso di contrastare le numerose teorie prive di fondamento sulla loro costruzione, comprese quelle che chiamano in causa gli alieni. Lo stesso vale per le tante speculazioni, alimentate anche dal cinema, attorno a leggende e presunte maledizioni.

Tutte le storie e le teorie sulle maledizioni egizie non sono vere, ma sono state create dalle persone. Quello che gli egizi scrivevano su chi avesse interrotto il sonno del faraone non era una maledizione, ma più una minaccia velata”.

Zahi Hawass a Palermo:
Zahi Hawass durante la presentazione

L’archeologo che ha raccontato l’Egitto al mondo

L’importanza dell’archeologo egiziano non è legata soltanto alle innumerevoli campagne di scavo e ricerca che hanno riportato alla luce testimonianze straordinarie della storia antica, ma anche alla sua intensa attività divulgativa, che ha contribuito a rendere accessibili al grande pubblico la storia e i misteri della civiltà egizia e dei suoi faraoni.

“Non ho mai pensato di abbandonare, anche quando diventava difficile proseguire. La passione mi ha spinto a continuare. Ho una passione per l’archeologia che dura da tutta la mia vita e mi sto preparando per tenere lezioni il prossimo anno in America e in altri Paesi del mondo”.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto anche incarichi istituzionali di primo piano, tra cui quelli di Segretario Generale del Supremo Consiglio delle Antichità e Ministro di Stato per le Antichità dell’Egitto. Passaggi fondamentali della sua vita professionale, raccontati nella sua autobiografia, dove emerge anche il lato più personale e meno conosciuto dell’uomo, al di là del personaggio pubblico diventato celebre in tutto il mondo.

Dietro L’uomo con il cappello

La passione che lo ha guidato fino a oggi, però, rimane immutata. “Ogni scoperta mi emoziona, ma la cosa più importante per me continua a essere la ricerca della tomba di Nefertiti”, ha raccontato. Tra una riflessione e l’altra, l’archeologo ha anche confidato quale personaggio dell’antico Egitto vorrebbe poter incontrare: il faraone Cheope.

“Mi piacerebbe incontrare il faraone Cheope perché ho letto molto su di lui e, se lo incontrassi, gli chiederei: dov’è la tua tomba dentro la piramide?”.

Una domanda che racchiude, in fondo, lo spirito di un’intera vita trascorsa a cercare risposte sotto le pietre dell’antico Egitto. Dopo decenni di scoperte, Hawass continua infatti a guardare alle piramidi non soltanto come monumenti da studiare, ma come luoghi ancora capaci di custodire segreti. E forse è proprio qui che si ritrova il senso del suo percorso: dietro il cappello diventato celebre in tutto il mondo rimane la curiosità dell’archeologo che non ha mai smesso di cercare.

Adv


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Mariachiara Accardi

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.