rischi più globali e volatili Assinews.it


In un contesto segnato da cambiamento climatico, tensioni geopolitiche e rapida evoluzione tecnologica, la riassicurazione assume un ruolo sempre più centrale per la stabilità economica e l’assicurabilità dei rischi. È il messaggio lanciato da Munich Re al Rendez-Vous di Monte Carlo 2026: un settore riassicurativo solido è chiamato ad assorbire esposizioni sempre più complesse, globali e interconnesse, offrendo capacità, competenze e soluzioni innovative. Il gruppo riassicurativo descrive la riassicurazione come una sorta di “sistema immunitario” della società, capace di ripartire gli effetti finanziari degli eventi estremi e di contribuire alla resilienza di imprese, assicuratori, infrastrutture e comunità. Ma avverte che la volatilità non è più un fenomeno transitorio: la crescente frequenza e interconnessione dei rischi richiede capacità tecniche e finanziarie permanenti, non semplici risposte contingenti alle crisi.

Il riassicuratore tedesco richiama anzitutto l’evoluzione delle perdite da catastrofi naturali. Nel 2025, per la prima volta, i danni assicurativi attribuiti ai cosiddetti rischi non di punta hanno superato i 100 miliardi di dollari. Rientrano in questa categoria gli incendi boschivi, le alluvioni e le tempeste convettive severe, ossia eventi spesso più diffusi e ricorrenti rispetto ai grandi uragani, terremoti o cicloni tropicali, tradizionalmente considerati rischi di punta.

Il superamento della soglia dei 100 miliardi conferma la crescente rilevanza economica di fenomeni meteorologici e climatici che, pur non presentando necessariamente l’intensità di un singolo evento estremo, possono generare perdite cumulative molto rilevanti. Nel 2025, inoltre, le perdite assicurate globali da disastri naturali hanno superato i 100 miliardi di dollari per il sesto anno consecutivo.

La tendenza modifica la modalità con cui assicuratori e riassicuratori devono valutare i portafogli. Non è più sufficiente concentrare l’attenzione sui rischi tradizionalmente considerati catastrofali: incendi, alluvioni, grandinate, tempeste convettive e ondate di calore possono produrre effetti estesi su proprietà, infrastrutture, attività economiche, catene di fornitura e sistemi sanitari.

Tra i pericoli emergenti, Munich Re pone l’accento sulle alte temperature e sulle ondate di calore, definito un rischio più insidioso rispetto ad altri eventi naturali. Il calore estremo può provocare un crescente numero di vittime, ma produrre anche conseguenze economiche indirette e di più difficile quantificazione.

Temperature eccezionalmente elevate, alluvioni e altri fenomeni non di punta incidono infatti sulle infrastrutture e, di conseguenza, sulle catene di approvvigionamento. Possono danneggiare agricoltura, edifici, installazioni tecniche e sistemi sanitari, oltre a ridurre la produttività del lavoro e aumentare il rischio di interruzioni operative.

Secondo il riassicuratore, gli eventi naturali si stanno trasformando sempre più da rischi prevalentemente ecologici a rischi economici. Il passaggio non è sempre semplice da rilevare nei termini assicurativi, perché nel caso dei danni collegati al calore può risultare difficile dimostrare un nesso causale diretto tra l’evento e la perdita economica o materiale.

Questo rende più complessa sia la definizione delle coperture sia la stima della frequenza e della severità dei sinistri. Per il mercato, il tema riguarda non soltanto la protezione contro il danno fisico, ma anche business interrupt, agricoltura, salute, responsabilità, infrastrutture e supply chain.

Un esempio rilevante è rappresentato dagli incendi che hanno colpito la California nel gennaio 2025. Secondo Munich Re, l’evento ha prodotto la più elevata perdita economica mai registrata per il rischio incendio boschivo, pari a 54 miliardi di dollari.

Il dato evidenzia la rapidità con cui gli incendi possono trasformarsi in eventi sistemici. L’aumento dell’esposizione in aree vulnerabili, il valore crescente degli immobili e delle infrastrutture, le condizioni climatiche estreme e la difficoltà di prevenire o controllare eventi di grande ampiezza amplificano il costo economico e assicurativo del fenomeno.

Anche l’Europa è stata colpita in misura significativa dagli incendi. Per Munich Re, ciò conferma che il rischio incendi non può essere considerato un’esposizione limitata a pochi mercati, ma deve essere analizzato in una prospettiva globale e tenendo conto delle diverse vulnerabilità territoriali.

Prevenzione, resilienza e assicurabilità

Nel nuovo scenario, i riassicuratori svolgono una funzione che va oltre il trasferimento finanziario del rischio. Munich Re sottolinea il ruolo della riassicurazione nel comprendere e valutare le misure in evoluzione, sostenendo di prevenzione e resilienza e attenuando l’impatto dei sinistri sui bilanci degli assicuratori diretti.

La disponibilità di capacità riassicurativa consente alle compagnie di mantenere l’offerta di copertura anche in presenza di rischi ad alta volatilità o di grande severità potenziale. Attraverso la diversificazione internazionale dei portafogli e la ripartizione del rischio su più bilanci, il riassicuratore contribuisce a evitare che gli effetti di singoli eventi estremi restino concentrati in uno specifico territorio, settore o assicuratore.

Il contributo alla stabilità si manifesta in almeno quattro direzioni:

  • Migliore comprensione e modellazione dei rischi in trasformazione.
  • Sostegno alla prevenzione e alle iniziative di adattamento.
  • Assorbimento delle perdite gravi o aggregato attraverso capacità specializzata.
  • Salvaguardia dell’assicurabilità dei rischi nuovi e di quelli già presenti nei portafogli.

La capacità riassicurativa, secondo Munich Re, facilita inoltre gli investimenti e sostiene la fase di recupero successiva a grandi eventi sinistrosi. Per questo, la disponibilità di capitale, competenza tecnica e soluzioni innovative diventa un fattore essenziale per la resilienza economica di lungo periodo.

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