A novembre torna l’appuntamento con l’Assegno di Inclusione, ma per chi riceve il sostegno economico dall’INPS c’è una questione importante da non sottovalutare: non tutta la somma caricata sulla carta può essere prelevata in contanti. Esiste infatti un limite preciso, che cambia in base alla composizione del nucleo familiare e alla relativa scala di equivalenza. Quanti euro sarà possibile ritirare allo sportello o al bancomat per avere contanti da utilizzare liberamente? Vediamo come funziona la ricarica di novembre e quali regole bisogna rispettare per non rischiare problemi con la Carta AdI.
Assegno di Inclusione novembre 2026, le date dei pagamenti
Anche per novembre 2026, come consuetudine, il calendario dei pagamenti dell’Assegno di Inclusione prevede due appuntamenti distinti, a seconda della situazione del beneficiario.
Le date da segnare sono:
- venerdì 13 novembre: arrivano i primi pagamenti dell’Assegno di Inclusione e le eventuali mensilità arretrate;
- venerdì 27 novembre: è prevista la ricarica ordinaria per chi riceve già l’Assegno di Inclusione e attende una mensilità successiva alla prima.
Chi aspetta il primo accredito deve aver completato correttamente la procedura di domanda e sottoscritto il Patto di Attivazione Digitale (PAD). Chi invece riceve regolarmente il sostegno economico deve attendere la ricarica del 27 novembre, sempre a condizione che siano confermati i requisiti per continuare a beneficiare della misura.
Quanto si può prelevare in contanti dalla Carta AdI a novembre?
È probabilmente la domanda più importante per chi riceve l’Assegno di Inclusione: quanti soldi si possono ritirare in contanti dalla carta? La normativa stabilisce un limite mensile di prelievo pari a 100 euro moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza AdI. Questo significa che non esiste un importo uguale per tutti i beneficiari. Il limite cambia in base alla composizione del nucleo familiare e alle condizioni dei suoi componenti.
Per una famiglia con un solo componente considerato nella scala di equivalenza, il limite ordinario è di 100 euro al mese. Per i nuclei familiari più numerosi o con particolari condizioni di fragilità, invece, il parametro può aumentare e consentire un prelievo maggiore.
La scala di equivalenza parte da 1 e può arrivare a 2,2, con un ulteriore incremento fino a 2,3 in presenza di componenti con disabilità grave o non autosufficienza. Ecco alcuni esempi per capire meglio:
| Parametro della scala | Prelievo massimo mensile |
|---|---|
| 1,00 | 100 euro |
| 1,40 | 140 euro |
| 1,60 | 160 euro |
| 1,80 | 180 euro |
| 2,00 | 200 euro |
| 2,20 | 220 euro |
| 2,30 | 230 euro |
Si tratta di esempi: il parametro effettivo dipende dalla situazione familiare e deve essere verificato per il singolo nucleo.
Quindi, chi riceve per esempio 600 euro di Assegno di Inclusione non può automaticamente prelevare tutti i 600 euro. Potrà ritirare soltanto la quota consentita dalla propria scala di equivalenza, mentre il resto dovrà essere utilizzato attraverso i pagamenti elettronici previsti.
Il limite cambia se la Carta viene divisa tra più componenti della famiglia
C’è un’altra particolarità che bisogna conoscere. L’Assegno di Inclusione può essere suddiviso, su richiesta, tra i componenti maggiorenni del nucleo familiare che esercitano la responsabilità genitoriale o che rientrano nella scala di equivalenza. In questo caso, se vengono attribuite più Carte AdI individuali, il limite di prelievo in contanti è pari a 100 euro al mese per ciascuna carta (senza tenere in considerazione i parametri della scala di equivalenza).
La regola è quindi diversa rispetto a quella prevista quando il contributo viene caricato su un’unica carta familiare. Facciamo un esempio: se una famiglia riceve l’Assegno di Inclusione suddiviso su due carte individuali, ciascun titolare può prelevare fino a 100 euro al mese. Il limite complessivo diventa quindi di 200 euro.
Attenzione, però: la suddivisione non è automatica e deve essere richiesta secondo le modalità previste dall’INPS.
Come si possono utilizzare i soldi dell’Assegno di Inclusione e cosa non si può comprare
La Carta AdI non serve soltanto per ritirare contanti. La parte restante del contributo può essere utilizzata direttamente per pagare beni e servizi attraverso il circuito Mastercard, presso gli esercizi commerciali convenzionati in Italia.
In particolare, con la carta si possono acquistare beni di consumo e pagare diverse spese quotidiane, rispettando i divieti previsti dalla normativa. È possibile anche:
- Pagare le bollette di luce e gas presso gli uffici postali.
- Pagare l’affitto o il mutuo attraverso un bonifico mensile SEPA o un Postagiro all’intestatario del contratto.
- Effettuare acquisti nei negozi convenzionati utilizzando la carta.
Ci sono però alcune spese vietate. Tra queste troviamo:
- acquisto di sigarette e prodotti da fumo, comprese le sigarette elettroniche,
- bevande alcoliche,
- giochi che prevedono vincite in denaro,
- armi e materiale pornografico,
- gioielli e articoli di pellicceria,
- servizi finanziari, assicurativi e di trasferimento di denaro.
Non è inoltre possibile utilizzare la Carta AdI per acquisti online o all’estero. La regola generale, infatti, è che il contributo deve essere destinato alle necessità quotidiane del nucleo familiare e non può essere utilizzato liberamente per qualsiasi tipo di spesa.
Attenzione alle regole: cosa ricordare per non perdere l’Assegno di Inclusione
Oltre ai limiti sui prelievi e sugli acquisti, chi riceve l’Assegno di Inclusione deve rispettare alcuni obblighi per continuare a percepire il sostegno economico. In particolare, bisogna comunicare all’INPS le variazioni che possono incidere sul diritto al beneficio, come i cambiamenti nella composizione del nucleo familiare o l’avvio di determinate attività lavorative.
I beneficiari devono inoltre rispettare gli appuntamenti e gli impegni previsti dal percorso di inclusione sociale e lavorativa, quando richiesti.
Un altro aspetto da ricordare riguarda la durata della prestazione: l’Assegno di Inclusione viene riconosciuto per un massimo di 18 mensilità consecutive e può essere rinnovato per ulteriori periodi di 12 mesi, presentando una nuova domanda.
Per novembre, quindi, il calendario è già definito: venerdì 13 novembre per i primi pagamenti e gli arretrati, venerdì 27 novembre per le ricariche ordinarie. Quanto ai contanti, il limite parte da 100 euro mensili e può aumentare in base alla scala di equivalenza del nucleo familiare. Conoscere questa regola è fondamentale per organizzare le spese senza confondere l’importo complessivo dell’Assegno con la somma effettivamente prelevabile.
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