In breve: le abitudini quotidiane che aumentano il rischio di infezioni urinarie
Cosa favorisce le infezioni urinarie
Le infezioni del tratto urinario (UTIs), molto comuni soprattutto tra le donne, sono spesso di natura batterica. La proliferazione dei microrganismi patogeni viene frequentemente agevolata da 5 abitudini quotidiane errate:
- Bere poca acqua: rende le urine concentrate e riduce la minzione, favorendo il ristagno dei batteri;
- Trattenere la pipì: aumenta la pressione sulla vescica e il rischio di cistite;
- Igiene intima inadeguata: l’uso di prodotti aggressivi o profumati altera il pH e la flora protettiva;
- Indumenti sintetici o stretti: creano un ambiente caldo-umido ideale per i germi;
- Pulizia scorretta: pulirsi da dietro in avanti sposta i batteri intestinali verso l’uretra.
Come prevenire il disturbo ogni giorno
Per proteggere le vie urinarie è sufficiente correggere questi comportamenti attraverso alcune buone pratiche:
- Assumere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno;
- Assecondare lo stimolo della minzione senza trattenere l’urina;
- Utilizzare detergenti delicati senza profumo (pH 4.5-5.5) e pulirsi sempre da davanti a dietro;
- Indossare biancheria in cotone 100% traspirante;
- Valutare, previo parere del medico, l’assunzione di integratori a base di cranberry, D-mannosio o fermenti lattici.
Che cos’è un’infezione urinaria e come si manifesta
Le infezioni urinarie, o UTIs (dall’inglese Urinary Tract Infections), sono disturbi molto comuni, frequenti soprattutto tra le donne. Si tratta di infezioni, nella maggior parte dei casi di natura batterica, che colpiscono le diverse parti del tratto urinario, quali uretra, vescica e, talvolta, reni.
I sintomi più comuni
Un’infezione in corso si presenta solitamente con segnali specifici, quali:
I fattori di rischio e le cause alla base della loro comparsa sono numerosi. Tuttavia, un ruolo decisivo è giocato da alcuni nostri comportamenti quotidiani che, adottati in modo più o meno consapevole, facilitano la risalita e lo sviluppo di questi batteri.
Le 5 abitudini quotidiane che aumentano il rischio di infezioni urinarie
Senza rendercene conto, alcuni piccoli gesti o dimenticanze di ogni giorno possono alterare l’equilibrio dell’apparato urinario, agevolando la proliferazione di microrganismi patogeni. Ecco quali sono gli errori più diffusi e come correggerli.
1. Bere poca acqua
La scarsa idratazione è tra i fattori principali alla base delle infezioni urinarie ricorrenti.
- Il problema: quando si beve poco, le urine diventano più concentrate e rimangono a lungo nella vescica, creando l’ambiente ideale per i batteri. La minzione meno frequente non permette di “lavare” efficacemente il tratto urinario e il pH tende ad acidificarsi, stimolando la crescita batterica.
- Cosa fare: bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, distribuendo l’assunzione durante l’intera giornata, anche se non si avverte lo stimolo della sete. Il quantitativo di acqua assunto deve comunque essere adattato alle proprie esigenze e aumentato in caso di incrementata perdita di liquidi (ad esempio, sudorazione, vomito, diarrea).
2. Trattenere la pipì troppo a lungo
Rimandare il momento di andare in bagno è un comportamento apparentemente innocuo, ma aumenta la pressione sulla vescica.
- I rischi: il ristagno dell’urina e dei residui batterici incrementa la possibilità di sviluppare una cistite o, nei casi più gravi, infezioni ai reni.
- Consiglio pratico: assecondare sempre lo stimolo e svuotare completamente la vescica, in modo particolare dopo i rapporti sessuali.
Per approfondire:
Perché trattenere la pipì fa male (anche se lo fai spesso)
3. Igiene intima inadeguata (o troppo aggressiva)
Il rischio di infezione aumenta sia in caso di scarsa cura, sia quando la pulizia è eccessiva o effettuata con prodotti non idonei che distruggono la flora protettiva.
- Gli errori comuni: utilizzare saponi profumati o con un pH non fisiologico, effettuare lavaggi troppo frequenti o con getti d’acqua interni, e trascurare l’igiene prima e dopo i rapporti sessuali.
- La corretta detersione: scegliere detergenti delicati, privi di profumo e con un pH compreso tra 4.5 e 5.5. Durante il lavaggio, compiere sempre movimenti “da davanti a dietro”.
4. Indossare indumenti sintetici o troppo aderenti
I vestiti troppo stretti e la biancheria intima in tessuto sintetico intrappolano calore e umidità nella zona vulvare e perineale.
- Cosa succede: si genera una condizione di umidità cronica; la pelle non respira, si irrita e l’ingresso e la proliferazione dei patogeni sono facilitati.
- La scelta migliore: preferire biancheria in cotone 100% traspirante ed evitare pantaloni eccessivamente aderenti, in particolare in estate o quando si pratica attività fisica.
5. Pulirsi nel modo sbagliato dopo aver usato il bagno
Un gesto quotidiano spesso sottovalutato ma decisivo. Nelle donne, pulirsi muovendosi “da dietro in avanti” rischia di trasportare i batteri intestinali (come l’Escherichia coli) dall’ano all’uretra.
- Il pericolo maggiore: contaminazione fecale diretta dell’uretra e conseguente risalita dei batteri verso la vescica.
- La regola d’oro: pulirsi sempre partendo da davanti e andando verso dietro, sia dopo la minzione sia dopo la defecazione.
Come riconoscere un’infezione urinaria: i sintomi a cui prestare attenzione
Le infezioni urinarie possono manifestarsi in modo improvviso oppure svilupparsi gradualmente. Riconoscere tempestivamente i primi segnali è fondamentale per intervenire prima che l’infezione possa complicarsi.
I sintomi più comuni legati a questo disturbo includono:
- Bruciore o dolore mentre si fa la pipì;
- Bisogno frequente e urgente di urinare;
- Urina che appare torbida o presenta un cattivo odore;
- Sensazione di peso o dolore nella parte bassa dell’addome;
- Nei casi più gravi: comparsa di febbre, nausea o presenza di sangue nelle urine.
Attenzione alle fasce fragili
Nei bambini, negli anziani o nei soggetti immunodepressi i sintomi tipici possono non essere così evidenti e presentarsi in modo più vago, ad esempio attraverso stati di agitazione, stanchezza o febbre inspiegata.
Prevenzione delle infezioni urinarie: buone pratiche e integratori utili
Oltre a correggere i 5 errori quotidiani più comuni, è possibile proteggere il tratto urinario adottando alcune sane abitudini e, se necessario, integratori specifici per prevenire la comparsa di questi disturbi.
Buone abitudini per la prevenzione quotidiana
Per ridurre il rischio di infezione, è consigliato seguire queste regole pratiche:
- Idratarsi regolarmente durante il giorno;
- Urinare dopo ogni rapporto sessuale;
- Curare la regolarità dell’intestino, poiché la stipsi (stitichezza) può aumentare il rischio di sviluppare infezioni urinarie;
- Evitare l’uso di deodoranti intimi e di detergenti aggressivi;
- Seguire una dieta che sia ricca di fibre e povera di zuccheri raffinati.
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Gli integratori utili (soprattutto in caso di recidive)
In caso di infezioni ricorrenti, esistono alcuni integratori alimentari che possono supportare la prevenzione del tratto urinario:
- Estratti di mirtillo rosso americano (cranberry): agiscono ostacolando l’adesione dei batteri alle pareti della vescica (come l’Escherichia coli, il microrganismo che causa molti casi di cistite).
- D-mannosio: uno zucchero utile per ridurre la colonizzazione delle vie urinarie da parte dei batteri.
- Fermenti lattici: aiutano a mantenere in perfetto equilibrio il microbiota intestinale e vaginale.
NOTA BENE
Anche se questi integratori si possono acquistare liberamente senza ricetta, si raccomanda di consultare sempre il proprio medico prima di iniziare ad assumerli. Questo accorgimento è ancora più importante se si è in stato di gravidanza, se si soffre di patologie pregresse e/o se si stanno seguendo terapie farmacologiche.
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