Più stabilità, nuove opportunità per la multifunzionalità, strumenti per rafforzare la competitività e risposte concrete alle esigenze delle imprese, dai costi di produzione alla fiscalità, dalla sicurezza al reperimento della manodopera. Sono i temi al centro dell’incontro sulle strategie di sviluppo per il florovivaismo pugliese, tenutosi ieri a Ruvo di Puglia, aperto dal saluto di Alessandro Pagano, patron di Florpagano; del sindaco di Ruvo di Puglia, Pasquale Chieco, con gli interventi di Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia; Giuseppe Caporale della Consulta Florovivaistica di Coldiretti Puglia; Salvatore Infantino, dirigente dell’Osservatorio Fitopatologico della Regione Puglia.
Al centro del confronto la nuova disciplina organica del settore florovivaistico, introdotta dal decreto legislativo 30 luglio 2026, n. 151, che dopo anni di attesa definisce con maggiore chiarezza il perimetro delle attività, valorizza tutte le componenti della filiera e crea le condizioni per favorire investimenti, innovazione, sostenibilità e crescita della qualificazione professionale. Un risultato importante anche perché il testo definitivo recepisce le osservazioni formulate nel corso dell’iter parlamentare, migliorando la versione approvata in via preliminare, con il contributo delle indicazioni portate da Coldiretti in sede di audizione.
Una svolta particolarmente rilevante per la Puglia, dove il comparto conta 618 imprese e 3.221 addetti, con il valore dell’export di prodotti florovivaistici e fiori recisi che ha raggiunto 58,6 milioni di euro, confermando la capacità delle imprese pugliesi di competere anche sui mercati internazionali. Terlizzi, Leverano, Taviano, Monopoli e Copertino sono alcuni dei principali poli di una filiera fortemente radicata sul territorio, con una significativa specializzazione produttiva e una capacità di generare occupazione, valore economico e presidio del territorio.
«Abbiamo voluto promuovere questo confronto direttamente con le imprese per mettere al centro le esigenze reali del florovivaismo pugliese e individuare soluzioni concrete alle criticità che ne frenano lo sviluppo. Dalla Xylella ai costi energetici, dalla TARI alla disponibilità di manodopera specializzata, le aziende hanno bisogno di risposte tempestive, di una semplificazione degli adempimenti e di strumenti capaci di sostenere gli investimenti. La nuova disciplina nazionale apre prospettive importanti, ma è necessario che sia accompagnata da un’azione concreta sul territorio, anche attraverso un confronto costante con la Regione Puglia» ha evidenziato Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
Accanto alle prospettive aperte dalla riforma, l’incontro ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sui risultati ottenuti da Coldiretti a tutela delle imprese florovivaistiche, in una fase caratterizzata da forti pressioni sui costi produttivi, dalla componente energetica ai fertilizzanti, dalle materie plastiche alla logistica. Tra le questioni affrontate, il riconoscimento delle agevolazioni sul carburante agricolo anche per il comparto, la problematica della TARI sulle superfici produttive, le emergenze fitosanitarie legate alla Xylella, l’innovazione sostenibile e la valorizzazione delle produzioni italiane.
«Sono importanti i risultati raggiunti da Coldiretti per rafforzare la tutela e la competitività delle imprese florovivaistiche italiane, a partire dal chiarimento del Ministero dell’Agricoltura che ha riconosciuto anche al nostro settore l’accesso alle agevolazioni sul carburante agricolo, fino alla nota IFEL/ANCI che ha chiarito l’esclusione dalla TARI delle superfici dove si producono rifiuti speciali smaltiti autonomamente dalle aziende, nel rispetto delle condizioni previste. Passi avanti significativi sono stati compiuti anche sul fronte della sicurezza nei lavori sugli alberi, dell’innovazione e della valorizzazione delle produzioni nazionali, con il progetto che porta il marchio Firmato Dagli Agricoltori Italiani nei centri del giardinaggio, rafforzando il legame tra produttori e mercato. A questi risultati si affiancano le iniziative per affrontare le problematiche fitosanitarie, con particolare attenzione alla Xylella e all’aggiornamento della normativa europea per tenere conto delle specificità del settore florovivaistico, per promuovere la sostenibilità delle produzioni e valorizzare, anche grazie alla collaborazione scientifica con il CNR, i benefici di piante e fiori per la qualità dell’ambiente e la salute dei cittadini. Un percorso concreto che punta a dare maggiore valore al florovivaismo italiano, sostenendo le imprese e aprendo nuove opportunità di crescita e sviluppo», ha affermato Nada Forbici, coordinatore nazionale della Consulta Florovivaismo Coldiretti.
Un altro nodo strategico per il futuro del florovivaismo riguarda il lavoro, con le imprese chiamate a confrontarsi con una crescente difficoltà nel reperimento di personale – insiste Coldiretti Puglia – la necessità di professionalità specializzate e l’esigenza di strumenti contrattuali adeguati alla stagionalità e alle caratteristiche dei cicli produttivi. Al centro dell’attenzione anche le misure per ridurre il costo del lavoro, favorire le assunzioni regolari e costruire percorsi di formazione e ingresso della manodopera straniera.
«Il florovivaismo è un comparto che presenta esigenze occupazionali molto specifiche e che oggi deve fare i conti con una crescente difficoltà nel reperimento della manodopera. Le imprese hanno bisogno di lavoratori disponibili, preparati e adeguatamente formati, ma anche di strumenti contrattuali capaci di rispondere ai tempi e alle caratteristiche delle attività produttive. Per questo abbiamo lavorato per rendere il contratto più rispondente alle necessità delle aziende e, contemporaneamente, garantire maggiori certezze ai dipendenti, introducendo anche la possibilità di stipulare contratti scritti della durata di tre anni. Un altro aspetto fondamentale riguarda la riduzione del costo del lavoro e il sostegno alle imprese che assumono regolarmente. La riduzione contributiva del 5% rappresenta un intervento importante, così come la stabilizzazione del lavoro occasionale agricolo, che offre alle aziende uno strumento utile per affrontare i picchi stagionali e rispondere alle esigenze di flessibilità del settore, nel rispetto delle tutele dei lavoratori. Stiamo inoltre lavorando per costruire canali regolari di ingresso della manodopera straniera, superando le difficoltà burocratiche che spesso impediscono alle aziende di reperire le persone necessarie nei momenti in cui servono. In questa direzione si inserisce il progetto di collaborazione con la Tunisia, che punta a preparare i lavoratori direttamente nei Paesi di origine, attraverso percorsi di conoscenza della lingua italiana, sicurezza e competenze professionali. L’obiettivo è arrivare in Italia con persone già preparate, consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri e in grado di inserirsi più facilmente nelle aziende agricole. Allo stesso modo, la sicurezza deve diventare sempre più centrale, attraverso prevenzione, investimenti e una maggiore attenzione alle condizioni in cui si svolgono le attività lavorative. Il nostro obiettivo è costruire un mercato del lavoro agricolo più efficiente, trasparente e moderno, capace di rispondere alle necessità delle imprese senza sacrificare i diritti e la dignità delle persone. Il florovivaismo, come tutto il settore agricolo, ha bisogno di manodopera, ma soprattutto di un sistema che sappia programmare gli ingressi, valorizzare le professionalità e riconoscere il giusto valore al lavoro» ha sottolineato Romano Magrini, Capo Area Lavoro e Relazioni Sindacali di Coldiretti.
La nuova normativa riconosce il florovivaismo come filiera strategica e interviene – spiega Coldiretti Puglia – su un comparto che comprende la floricoltura, il vivaismo ornamentale, olivicolo, frutticolo, viticolo, forestale e orticolo, oltre alle attività connesse di commercializzazione, valorizzazione dei prodotti e cura e manutenzione del verde pubblico e privato. Particolare rilievo assume il riconoscimento della multifunzionalità delle imprese, che apre nuove prospettive per i centri di giardinaggio e per l’offerta di beni e servizi complementari all’attività agricola.
«Con il decreto legislativo 151 del 2026 il florovivaismo italiano dispone finalmente di una disciplina organica che riconosce le peculiarità del settore e introduce nuovi strumenti per rafforzare la competitività delle imprese. La riforma valorizza le attività agricole e quelle connesse, dalla produzione alla commercializzazione fino alla cura del verde pubblico e privato, riconoscendo e rafforzando il ruolo della multifunzionalità delle imprese florovivaistiche, anche attraverso la valorizzazione dei centri di giardinaggio, la possibilità di offrire beni e servizi connessi all’attività agricola principale e la vendita di prodotti complementari. Introduce inoltre i contratti di coltivazione e apre nuove opportunità per i produttori anche nei rapporti con la pubblica amministrazione. Particolarmente importante è il Piano nazionale del florovivaismo, che prevede 8,5 milioni di euro nel triennio 2027-2029 per sostenere ricerca, innovazione e sviluppo del comparto. Si rafforzano inoltre le opportunità legate alla PAC, alla qualificazione professionale e al vivaismo forestale, con un ruolo centrale delle Regioni nella programmazione degli interventi. L’obiettivo è costruire una filiera più moderna, strutturata e competitiva, capace di valorizzare le produzioni italiane e contribuire alla qualità dell’ambiente e dei territori», ha spiegato Gianfranco Calabria, Vice Capo Area Legislativa della Coldiretti.
«Il florovivaismo rappresenta una delle eccellenze dell’agricoltura pugliese, con imprese altamente specializzate che hanno saputo conquistare importanti spazi sui mercati nazionali e internazionali, nonostante le difficoltà legate all’aumento dei costi di produzione, alla concorrenza estera e alle emergenze fitosanitarie. La nuova legge costituisce un riconoscimento importante per un settore che genera economia, occupazione e valore per i territori, ma che ha bisogno di politiche di sostegno concrete e di una programmazione capace di accompagnare gli investimenti. Occorre ora tradurre le opportunità offerte dalla riforma in interventi regionali mirati, sostenendo innovazione, formazione, ricerca e competitività, per garantire un futuro a una filiera strategica del Made in Italy pugliese»ha dichiarato Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.
La sfida ora è trasformare le novità normative e i risultati già raggiunti in opportunità concrete per le aziende pugliesi, attraverso investimenti, ricerca, formazione, innovazione e strumenti regionali mirati. Per Coldiretti Puglia, il riconoscimento legislativo rappresenta un punto di partenza sul quale costruire una politica di sostegno capace di accompagnare la crescita delle imprese e rafforzarne la capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali, valorizzando al tempo stesso il contributo del florovivaismo alla tutela dell’ambiente, alla qualità del paesaggio, alla salute dei cittadini e allo sviluppo economico e occupazionale del territorio.
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