Zoom e grandi società finanziarie adottano il badge ‘Proof of Human’ di World contro frodi e deepfake


È uno dei problemi più urgenti dell’era dell’AI: come capire se la persona con cui si sta chattando su Internet è reale o un bot astuto che finge di essere umano. Negli ultimi anni, l’incapacità di distinguere i bot dagli esseri umani ha portato a miliardi di dollari di frodi, con agenti AI che ingannano le aziende per ottenere beni e servizi. Nei casi più estremi, i truffatori hanno usato deepfake di dirigenti aziendali per indurre i dipendenti a effettuare bonifici fraudolenti. Ma ora una soluzione potrebbe essere a portata di mano.

Domenica, una società chiamata World – che produce un dispositivo a forma di sfera (orb) che usa la scansione dell’iride per creare una “prova di umanità” – ha annunciato che il servizio di videoconferenza Zoom, insieme a diverse grandi società finanziarie, sta adottando la sua tecnologia per tenere fuori i bot malevoli. Lo strumento di verifica fa parte di una più ampia suite di servizi chiamata World Id.

“World Id per Zoom è progettato per proteggere le conversazioni sensibili e ad alto rischio dimostrando che è presente una persona reale e unica. L’integrazione usa la crittografia per confermare che la persona dietro lo schermo è un essere umano verificato”, ha dichiarato World, cofondata dal ceo di Openai Sam Altman, in un comunicato.

Nel caso delle chiamate su Zoom, il funzionamento è il seguente: i partecipanti alla videochiamata che hanno superato i controlli di sicurezza di World Id appariranno sullo schermo con un piccolo badge blu che indica che sono esseri umani e che sono chi dicono di essere. Le aziende possono, naturalmente, decidere quando richiedere tale prova e riservare questo livello di controllo alle chiamate sensibili.

La tecnologia alla base del sistema di verifica di World Id è controversa, ma i suoi sostenitori affermano che sia efficace sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello della privacy. È legata a un dispositivo orb che cattura l’immagine dell’iride delle persone – un identificatore biometrico distinto per ogni individuo – e crea un registro permanente e a prova di manomissione della loro identità.

Gli orb di World, grandi più o meno come un pallone da calcio, possono apparire a qualcuno come una forma di distopia da fantascienza. I dispositivi, tuttavia, si basano su un tipo di crittografia avanzata che non crea un database centrale di individui, ma cifra l’identità di chi viene scansionato in modo tale che l’azienda non possa leggerla. Quando arriva il momento di verificare la propria identità su Zoom o su un’altra piattaforma, la persona usa la fotocamera del telefono e un’app che effettua un controllo incrociato con il registro cifrato dell’orb.

Secondo il direttore dei prodotti di World, Tiago Sada, la reazione dei consumatori all’orb è stata simile a quella verificatasi con l’introduzione di precedenti misure di sicurezza biometriche, che hanno richiesto tempo per conquistare fiducia. Sada ha paragonato l’uso delle scansioni dell’iride da parte dell’orb a quando Apple introdusse per la prima volta Touch Id e poi la verifica facciale per l’iPhone. Quelle funzioni dell’iPhone offrono una forma comoda di sicurezza, ma molte persone le hanno accolte con sospetto quando sono state lanciate.

Sada ha anche sottolineato che il protocollo alla base della tecnologia di World Id è costruito su codice open source che può essere usato da chiunque, compresi i concorrenti. Questo potrebbe contribuire ad attenuare le preoccupazioni dei difensori della privacy, a disagio non solo con la tecnologia, ma anche con il fatto che sia legata al ceo di Openai Sam Altman.

“Le persone capiscono che non devi dare la tua foto a Sam né a nessuno di noi… Tutto è open source e verificabile”, ha detto Sada. Ha aggiunto che World Id usa la tecnologia blockchain per facilitare la decentralizzazione e la cifratura, osservando: “Penso che il 90% del mondo crypto sia una sciocchezza, ma il 10% è profondo”.

Un punto di svolta per gli agenti AI

Zoom non è l’unica grande azienda che si rivolge allo strumento di verifica di World per fermare i deepfake. Domenica World ha annunciato anche che una serie di grandi società finanziarie – tra cui Bain Capital e VanEck Funds – sta aggiungendo lo strumento ai propri luoghi di lavoro. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che le società finanziarie terranno dispositivi orb nei loro uffici per registrare i dipendenti che non ne hanno mai usato uno per scansionare l’iride.

Il portavoce ha anche sottolineato che non tutti i processi di verifica richiedono una scansione oculare e che World Id offre tre livelli di verifica tramite la sua app. Il più basso, noto come “Proof of Attributes“, verifica l’identità di una persona sulla base di documenti governativi scansionati, mentre il secondo livello, “Proof of Presence“, richiede un selfie. L’impostazione di sicurezza più alta, “Proof of Human“, richiede che la persona dimostri la propria identità usando l’app World e un selfie, che viene confrontato con il registro biometrico registrato con il dispositivo orb.

Questi diversi livelli di sicurezza riflettono il fatto che, in un mondo online sempre più dominato dai bot, diventerà necessario verificare di essere umani prima di svolgere un’ampia varietà di attività – dalle videochiamate alle app di incontri fino allo shopping.

Nel caso degli acquisti online, alcune grandi aziende, in particolare Amazon e Jpmorgan, hanno già iniziato a bloccare del tutto i bot. Tattiche del tipo “blocca tutti i bot” potrebbero rivelarsi un modo efficace per garantire che solo gli esseri umani possano effettuare transazioni sui loro siti, ma, secondo Sada di World, limiteranno la capacità delle aziende di competere nel mondo in rapida crescita del commercio agentico.

A tal fine, World fornisce anche strumenti che permettono agli utenti di assegnare il proprio stato verificato a un agente, secondo quello che Sada paragona a un accordo di tipo procura. Sada ha sottolineato che gli utenti di World potranno assegnare le credenziali a un solo agente fidato, che i commercianti possono trattare come il loro alter ego.

World, un tempo nota come Worldcoin, non è l’unica azienda che cerca di risolvere il problema di come fornire credenziali ad agenti fidati. In agosto, la società di sicurezza online Cloudflare ha annunciato uno strumento di identificazione degli agenti tutto suo, oltre a un portafoglio pensato per essere usato da quegli agenti. Secondo la direttrice della strategia dell’azienda, Stephanie Cohen, i nuovi prodotti coincidono con un’evoluzione del mondo digitale in cui i bot, storicamente considerati una minaccia, sono ora trattati anche come una grande opportunità commerciale.

Resta da vedere con quale rapidità strumenti come “Proof of Human” otterranno un’effettiva diffusione nel mondo reale ma, mentre i bot continuano a proliferare a un ritmo sempre più rapido, sembra che col tempo diventeranno una parte permanente dell’infrastruttura digitale.

Questo articolo è apparso originariamente su Fortune.com.


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