Start-up Elevate selezionerà cinque giovani imprese: per ciascuna 50.000 franchi di sviluppo tecnologico mirato verso l’industrializzazione
Per una start-up deep tech, raccogliere capitale non basta se il prototipo continua a fermarsi davanti a un problema di integrazione, una prestazione ancora insufficiente o una prova tecnica che richiede apparecchiature e competenze non disponibili internamente. È su questo passaggio, meno visibile di un round finanziario ma spesso decisivo per arrivare sul mercato, che il CSEM ha costruito Start-up Elevate, un nuovo programma rivolto alle giovani imprese tecnologiche svizzere.
La prima edizione selezionerà cinque start-up, idealmente nella fase precedente alla Serie A, e assegnerà a ciascuna un cosiddetto Technical Lift: non 50.000 franchi versati come finanziamento libero, ma servizi di sviluppo tecnologico del valore di 50.000 franchi realizzati insieme agli specialisti del centro. Il progetto potrà servire a valutare la fattibilità di un approccio, migliorare un componente o un processo, perfezionare un prototipo, progettare test, validare prestazioni o produrre le evidenze necessarie per una successiva decisione ingegneristica o industriale.
Il programma interviene quindi in una zona intermedia fra ricerca e sviluppo, finanziamento e industrializzazione. Per tecnologie basate su nuovi materiali, microelettronica, fotonica, sistemi biomedicali, intelligenza artificiale applicata all’hardware, sensori o processi produttivi avanzati, il valore di un progetto non dipende soltanto dall’idea o dalla proprietà intellettuale. Conta la capacità di dimostrare che una soluzione funzioni in condizioni rilevanti, sia riproducibile e possa essere trasferita verso un prodotto, un impianto o una produzione industriale.
Il capitale deep tech cresce, ma resta il divario dell’ingegneria
Il punto di partenza è un ecosistema particolarmente ricco di capitale. Il Swiss Deep Tech Report 2026 citato dal CSEM attribuisce alle imprese deep tech il 63 per cento del venture capital investito in Svizzera, indicandolo come il valore più elevato riportato a livello mondiale. Nel 2025 gli investimenti nella deep tech elvetica avrebbero inoltre raggiunto il record di 2,6 miliardi di dollari. In parallelo, l’EY Startup Barometer Switzerland 2026 quantifica in 3,3 miliardi di franchi gli investimenti complessivi nelle start-up svizzere durante lo stesso anno.
I numeri descrivono una disponibilità finanziaria consistente, ma non eliminano quello che il CSEM definisce un engineering gap. Dopo avere dimostrato che un principio tecnico funziona, una giovane impresa deve spesso affrontare problemi molto diversi rispetto a quelli della fase di ricerca: stabilità delle prestazioni, progettazione dei componenti, affidabilità, integrazione fra sottosistemi, ripetibilità dei processi, test in condizioni realistiche e preparazione alla produzione.
È una fase costosa perché richiede personale specializzato e infrastrutture che difficilmente una società ancora piccola può mantenere in organico. Un laboratorio per la microfabbricazione, apparecchiature avanzate di caratterizzazione o una squadra multidisciplinare di ingegneri possono essere indispensabili per pochi mesi e per un singolo problema, senza giustificare ancora un investimento strutturale da parte della start-up.
“La Svizzera ha creato un ambiente molto favorevole all’imprenditorialità deep tech, sostenuto da investitori, acceleratori, programmi pubblici e altri partner. Investimenti e mentoring sono componenti essenziali di questo ecosistema, ma molte sfide richiedono competenze ingegneristiche concrete e operative”,
ha affermato Bahaa Roustom, Chief Marketing and Business Development Officer del CSEM.
“Spesso ciò di cui una start-up ha bisogno è l’accesso diretto agli ingegneri giusti, alle infrastrutture e alle competenze necessarie per risolvere un problema specifico. Start-up Elevate è stato progettato per offrire questo supporto mirato, consentendo al tempo stesso alle aziende partecipanti di rimanere pienamente indipendenti”.
È precisamente questa logica a distinguere Elevate da un acceleratore tradizionale. Il programma non offre principalmente mentoring sul modello di business, spazi di lavoro o capitale. Il contributo consiste nel mettere una capacità tecnica già esistente al servizio di un ostacolo definito e misurabile, con un obiettivo concordato fra il CSEM e l’impresa selezionata.
Ogni start-up dovrà portare un problema tecnico concreto
Il meccanismo del Technical Lift limita volutamente il campo d’intervento. Il progetto dovrà concentrarsi su un’incertezza tecnica, un gap prestazionale o una difficoltà di sviluppo che impedisce all’impresa di raggiungere il passaggio successivo. Fra gli esempi indicati dal CSEM figurano la verifica della fattibilità di un approccio, il miglioramento delle prestazioni di un componente, lo sviluppo o il perfezionamento di un prototipo, la progettazione di prove sperimentali e la validazione in condizioni rilevanti.
La selezione non riguarda quindi semplicemente le idee ritenute più promettenti. Il CSEM valuterà la compatibilità con le proprie competenze, la natura effettivamente tecnica del problema, la chiarezza del traguardo proposto, la fattibilità del progetto, il potenziale di scala e l’impatto atteso. La start-up dovrà a sua volta fornire gli input tecnici necessari, assumere un ruolo attivo nella gestione del lavoro e mettere a disposizione risorse interne sufficienti.
Questo approccio sposta l’attenzione dalla descrizione generale della tecnologia verso una domanda più operativa: quale evidenza manca per poter procedere? Per un’impresa può essere la dimostrazione che un sensore mantenga precisione in un ambiente industriale; per un’altra l’ottimizzazione termica di un componente, la caratterizzazione di un materiale, la riduzione dei consumi di un sistema embedded o la compatibilità fra un prototipo e un processo produttivo.
Il risultato non deve necessariamente coincidere con un prodotto finito. Può invece diventare il dato tecnico che consente di convincere un cliente industriale, impostare correttamente il successivo sviluppo, preparare una fase di industrializzazione oppure ridurre l’incertezza prima di un nuovo round di investimento. Nella deep tech, dove i tempi di maturazione possono essere lunghi e le decisioni dipendono spesso da dimostrazioni sperimentali, ridurre il rischio tecnologico può avere un effetto economico altrettanto rilevante dell’apporto di nuovo capitale.
Candidature entro novembre e primi progetti da gennaio 2027
Elevate è aperto a start-up con sede in Svizzera già legalmente costituite, impegnate nello sviluppo di un prodotto o di una tecnologia deep tech e preferibilmente nella fase pre-Serie A. La società deve presentare una tecnologia con potenziale di scala, un problema tecnico identificabile e almeno un collegamento con i settori di competenza del CSEM. Non sono invece ammessi singoli fondatori privi di una società costituita, progetti esclusivamente accademici, richieste di semplice business coaching o iniziative prive di una componente tecnologica definita.
La candidatura deve essere redatta in inglese e in un massimo di tre pagine. Dovrà descrivere l’impresa e la fase di sviluppo, la tecnologia, il problema industriale o di mercato affrontato, l’ostacolo tecnico, la ragione per cui le competenze del CSEM siano pertinenti, il traguardo proposto, il contributo del team, il potenziale di scala, l’impatto atteso e ciò che il raggiungimento dell’obiettivo renderebbe possibile.
Le domande resteranno aperte fino al 30 novembre 2026. A dicembre è prevista la valutazione della giuria e la scelta delle cinque società, mentre i primi Technical Lift dovrebbero partire nel gennaio 2027. Il sostegno non comporta l’ingresso del CSEM nel capitale: le imprese rimangono indipendenti e il programma non richiede la cessione di quote societarie. Le questioni relative alla proprietà intellettuale vengono gestite secondo la politica del centro per Background IP e Foreground IP.
È una distinzione significativa rispetto a molti strumenti di finanziamento dell’innovazione. I 50.000 franchi non aumentano direttamente la liquidità della società, ma acquistano implicitamente tempo di laboratorio, infrastrutture e competenze. Il valore effettivo dipenderà quindi dalla capacità di identificare un problema sufficientemente circoscritto da poter essere affrontato entro un singolo progetto e abbastanza importante da modificare il percorso tecnologico dell’impresa.
TechBridge separa tre diversi bisogni diversi dell’innovazione
Start-up Elevate entra nella piattaforma CSEM TechBridge, attraverso la quale il centro distingue strumenti rivolti a differenti fasi della crescita tecnologica. Il nuovo programma riguarda imprese deep tech già esistenti; lo Spin-off Program è invece destinato alla creazione di nuove società a partire da tecnologie, competenze o know-how del CSEM, mentre il Digital Journey Award sostiene la trasformazione digitale di PMI svizzere già operative.
Nel caso del Digital Journey Award, per esempio, una PMI selezionata può ricevere fino a 100.000 franchi di sviluppo e trasferimento tecnologico per affrontare un problema digitale concreto. Lo Spin-off Program segue invece aspiranti imprenditori interessati a costruire una società attorno a tecnologie del centro, prevedendo un percorso che può durare fino a due anni. Elevate occupa lo spazio intermedio: la società esiste già, conserva la propria autonomia, ma necessita di competenze specialistiche per superare un nodo tecnico.
La scelta riflette una caratteristica della Svizzera: università, centri di ricerca, investitori, acceleratori e programmi pubblici hanno costruito una filiera capace di generare un numero elevato di iniziative tecnologiche, ma la continuità fra laboratorio e industria richiede strumenti differenti a seconda dello stadio raggiunto. Un progetto scientificamente valido può avere bisogno di capitale; una società finanziata può avere bisogno di clienti; un’altra può invece essere bloccata da una sola prestazione tecnica che non ha ancora raggiunto il livello richiesto.
Con Elevate, il CSEM di Neuchâtel sceglie di intervenire soprattutto sull’ultimo caso. La prima coorte permetterà di verificare quanto un progetto tecnico del valore di 50.000 franchi possa incidere sul percorso di cinque imprese, trasformando un problema di ingegneria in una prova utilizzabile per il passaggio successivo. Il criterio concreto arriverà dal lavoro che inizierà nel gennaio 2027: non dal numero di start-up create o finanziate, ma da quante riusciranno a utilizzare quella evidenza tecnica per avvicinarsi all’industrializzazione.
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