Costi in crescita, margini sotto pressione, gli effetti della Brexit e le nuove abitudini dei consumatori. Tony Kersey, Membership Ambassador di GIMA, racconta il settore del giardinaggio nel Regno Unito e le opportunità per i produttori italiani, a patto di non considerare il mercato britannico una semplice estensione di quello europeo.
Da oltre 60 anni GIMA (Garden Industry Manufacturers’ Association) sostiene l’industria britannica del giardinaggio, riunendo produttori, fornitori, importatori e altre aziende che lavorano con il retail di settore.
Abbiamo parlato con Tony Kersey, Membership Ambassador dell’associazione, delle sfide che oggi affrontano i produttori britannici, di cosa è cambiato negli scambi con l’Europa a qualche anno dalla Brexit e dei fattori che peseranno di più sul settore nei prossimi cinque anni. Con uno sguardo particolare all’Italia, il cui design e la cui qualità produttiva, spiega Kersey, “possono rivelarsi vincenti sul mercato britannico del giardinaggio”.
Una comunità per il settore
Chi e GIMA e qual è il suo ruolo all’interno dell’associazione per il settore del giardinaggio nel Regno Unito?
Sono Tony Kersey, Membership Ambassador di GIMA. L’associazione è nata per sostenere l’industria britannica del giardinaggio e lo fa da oltre 60 anni. L’associazione riunisce produttori, fornitori, importatori e altre aziende che offrono prodotti e servizi al settore della vendita al dettaglio di articoli per il giardinaggio. Il ruolo di GIMA è essenzialmente quello di aiutare i propri membri a crescere e ad avere successo. Lo facciamo attraverso il networking, il supporto alle imprese, la diffusione di informazioni sul settore, l’organizzazione di eventi e attività di formazione e, aspetto fondamentale, creando occasioni di incontro tra i membri e i rivenditori per sviluppare nuove opportunità commerciali. Il mercato britannico del giardinaggio è estremamente variegato e innovativo e GIMA offre una solida comunità in cui le aziende possono condividere conoscenze, costruire relazioni e rispondere collettivamente alle sfide che il settore deve affrontare.
Costi, margini e innovazione
Quali sono le principali sfide per i produttori britannici di articoli per il giardinaggio oggi e quali sono i suoi obiettivi principali come Membership Ambassador di GIMA?
Le sfide sono molteplici e i costi rimangono una questione critica, da quelli di produzione ed energia a quelli di trasporto, manodopera e conformità normativa. Parallelamente, i consumatori sono sempre più attenti al prezzo, mentre i rivenditori subiscono la pressione di dover mantenere prezzi competitivi e margini di profitto adeguati. Vi è inoltre una costante necessità di innovazione, perché i clienti cercano prodotti che offrano qualcosa di nuovo, ma lo sviluppo e il lancio di tali prodotti richiedono investimenti e comportano dei rischi. Come Membership Ambassador, uno dei miei obiettivi principali è far comprendere alle aziende il valore dell’adesione a GIMA. Intendo favorire maggiori connessioni tra membri, rivenditori e potenziali partner, rendendo GIMA utile e accessibile per aziende di ogni dimensione. Vorrei inoltre incoraggiare un numero maggiore di aziende internazionali a interagire con il mercato britannico e con GIMA, poiché credo che la collaborazione internazionale possa portare nuove idee, prodotti e opportunità al settore.
Come stanno cambiando le relazioni tra produttori, garden center indipendenti, grandi catene di vendita al dettaglio e venditori online? La riduzione dei margini rende più difficile investire in nuovi prodotti?
Le relazioni stanno diventando più complesse. La distinzione tradizionale tra produttori, garden center, grandi rivenditori e aziende online si sta facendo meno netta, poiché molte imprese operano ormai su più canali di vendita. I garden center indipendenti rimangono estremamente importanti, in quanto offrono competenza, un servizio personalizzato e un assortimento di prodotti accuratamente selezionato. I grandi rivenditori garantiscono un ampio assortimento e capillarità distributiva, mentre i venditori online offrono comodità e la possibilità di confrontare prodotti e prezzi con estrema facilità. I margini sono certamente sotto pressione, il che può rendere più difficile investire nello sviluppo di nuovi prodotti. Tuttavia, non credo che l’innovazione si sia arrestata; al contrario, le aziende stanno diventando più selettive riguardo a dove investire. I prodotti devono risolvere un problema reale del cliente, offrire un elemento distintivo chiaro o garantire un valore superiore. Ritengo inoltre fondamentale una collaborazione più stretta tra fornitori e rivenditori. Più i produttori comprendono le esigenze dei consumatori e più i rivenditori collaborano con i fornitori su nuove idee, maggiori sono le possibilità di creare prodotti di successo.
Il dopo Brexit
A distanza di qualche anno dalla Brexit, cosa è cambiato maggiormente per il settore del giardinaggio nel Regno Unito, in particolare negli scambi commerciali con l’Europa?
La Brexit ha indubbiamente reso più complessi gli scambi commerciali tra il Regno Unito e l’Europa. Sono aumentati gli oneri amministrativi e la documentazione richiesta, e le aziende devono farsi carico di una maggiore responsabilità nel comprendere le normative doganali, l’IVA e i requisiti regolamentari. Per le aziende più piccole, in particolare, questa complessità aggiuntiva può rappresentare un peso notevole. Anche le tempistiche di consegna e i costi possono risentirne, costringendo le imprese ad acquisire una maggiore competenza nelle procedure di commercio internazionale. Allo stesso tempo, il Regno Unito e l’Europa rimangono partner commerciali reciprocamente molto importanti. La Brexit non ha modificato le opportunità commerciali di fondo. I produttori europei continuano a considerare il Regno Unito un mercato interessante e le aziende britanniche continuano ad avere bisogno di fornitori e clienti europei. La lezione fondamentale è che le aziende necessitano di una buona preparazione e di partner affidabili. Quelle che comprendono le regole e strutturano processi efficienti attorno a esse possono continuare a operare con successo.
Le opportunità per le aziende italiane
Quali opportunità offre il mercato britannico alle aziende italiane del settore giardinaggio? Quali errori dovrebbero evitare?
Credo che per le aziende italiane vi siano ottime opportunità. L’Italia gode di una solida reputazione in termini di design, qualità produttiva, creatività e innovazione, tutte caratteristiche che possono rivelarsi vincenti sul mercato britannico del giardinaggio. Esiste una domanda di prodotti distintivi, ben progettati e capaci di offrire ai consumatori qualcosa di più rispetto alla semplice convenienza economica. Le aziende italiane possono differenziarsi puntando su design, qualità, sostenibilità e innovazione di prodotto. L’errore più grande sarebbe presumere che il mercato britannico sia semplicemente un’estensione di quello italiano o europeo. I consumatori del Regno Unito hanno le loro preferenze, e il settore della vendita al dettaglio di prodotti per il giardinaggio ha una propria struttura e tradizioni specifiche. Un altro errore sarebbe sottovalutare l’importanza delle relazioni. Il settore del giardinaggio nel Regno Unito si fonda fortemente sui rapporti interpersonali. Costruire un rapporto di fiducia con distributori, garden center, rivenditori e altri partner richiede tempo. Consiglierei inoltre alle aziende italiane di comprendere i requisiti di importazione legati alla Brexit prima di entrare nel mercato, anziché considerarli un mero dettaglio amministrativo. Gestire correttamente fin dall’inizio aspetti quali logistica, etichettatura, documentazione e accordi commerciali può fare una grande differenza.
I prossimi cinque anni
Quale fattore ritiene che avrà il maggiore impatto sul settore del giardinaggio nei prossimi cinque anni? Cambiamento climatico, sostenibilità, tecnologia o le nuove abitudini dei clienti?
Non credo si possa sceglierne uno solo, poiché questi fattori sono strettamente interconnessi. Il cambiamento climatico influirà notevolmente su cosa le persone coltivano e su come si dedicano al giardinaggio. Stiamo già assistendo a un crescente interesse per piante resistenti alla siccità, la gestione delle risorse idriche, il giardinaggio rispettoso della fauna selvatica e prodotti che aiutano a coltivare in condizioni ambientali mutevoli. Anche la sostenibilità diventerà sempre più importante. Consumatori e rivenditori si aspetteranno che i produttori prestino attenzione a materiali, imballaggi, durata del prodotto, riparabilità e impatto ambientale complessivo. Anche la tecnologia svolgerà un ruolo crescente, in particolare attraverso lo “smart gardening”, l’automazione, l’e-commerce e gli strumenti digitali. In definitiva, però, credo che saranno i cambiamenti nelle abitudini dei clienti a unire tutte queste tendenze. I consumatori desiderano un’esperienza di giardinaggio più semplice, piacevole e rispettosa dell’ambiente. Le aziende capaci di comprendere queste aspettative in evoluzione saranno quelle nella posizione migliore per avere successo.
Gli obiettivi per il 2027
Quali sono i principali obiettivi di GIMA per il 2027?
Per il 2027, l’attenzione rimarrà focalizzata sul rafforzamento del ruolo di GIMA come preziosa comunità di business per il settore del giardinaggio. Ciò significa sostenere i membri attraverso attività di networking, informazione, sviluppo del business e opportunità di incontro con i rivenditori. Eventi come la GIMA Day Conference e la fiera Glee rimarranno piattaforme fondamentali affinché gli operatori del settore possano connettersi e fare affari. Vogliamo inoltre continuare a far crescere la base associativa e garantire che GIMA rifletta la struttura in evoluzione del settore del giardinaggio. Molta innovazione proviene da aziende più piccole, start-up e fornitori internazionali; vogliamo che queste realtà sentano di avere un posto all’interno della comunità GIMA. L’obiettivo più ampio è semplice, ovvero aiutare i nostri membri a costruire relazioni più solide, scoprire nuove opportunità e rimanere competitivi in un mercato in evoluzione.
Più collaborazione con l’Italia
GIMA vorrebbe collaborare più strettamente con i produttori italiani in futuro?
Assolutamente sì. Credo che vi sia una grande opportunità per una collaborazione più stretta. I produttori italiani apportano competenze preziose in termini di design, produzione, materiali e innovazione, mentre il Regno Unito offre un mercato della vendita al dettaglio di prodotti per il giardinaggio ampio e sofisticato. Esiste un’opportunità naturale di apprendimento reciproco per entrambe le parti. Vorrei in particolare vedere un maggior numero di aziende italiane interagire con GIMA, visitare le fiere di settore nel Regno Unito, incontrare garden center e rivenditori indipendenti e sviluppare relazioni con distributori e fornitori britannici. La missione di GIMA è mettere in contatto le persone, e le relazioni internazionali ne costituiscono una parte importante. Sarei molto lieto di vedere un numero crescente di aziende italiane entrare a far parte della comunità GIMA ed esplorare le opportunità offerte dal mercato britannico.
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