Per l’AI europea servono capacità di calcolo, accesso ai dati, competenze e condivisione della sicurezza


La valorizzazione delle capacità europee per diventare un AI Continent, la nuova normativa e i nuovi incentivi, come far decollare gli investimenti privati per superare in Europa le barriere strutturali allo sviluppo dell’AI e come costruire il mercato dell’intelligenza artificiale (AI), sono alcuni dei temi che sono stati al centro del panel dal titolo “Le AI italiane ed europee e le AI per l’Europa”, moderato e condotto da Nicola Porro, conduttore, “Quarta Repubblica” e “10 minuti”, alla 4^ edizione di Digital Innovation Forum – la Cernobbio del Digitale – in corso a Villa Erba, sul lago di Como, dal 14 al 16 ottobre su iniziativa della Fondazione Innovazione Digitale ETS ed organizzata da NOW Italia e da Triumph Group.

“Il calcolo è la materia prima dell’intelligenza artificiale e chi non ne dispone rischia di restare dipendente e semplice utilizzatore di tecnologie sviluppate altrove. Draghi ha proposto di destinare almeno cento miliardi di euro del prossimo bilancio europeo per ridurre i rischi degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, così da mobilitare capitali privati su larga scala. È una prospettiva che invita a concentrarci sulle condizioni necessarie per competere: infrastrutture adeguate, investimenti e capacità di fare sistema.  
Da queste condizioni dipende la possibilità, per i nostri ricercatori e le nostre imprese, di sviluppare in Europa un’intelligenza artificiale competitiva. Dobbiamo mettere i nostri talenti nelle condizioni di innovare. Servono potenza di calcolo, accesso ai dati e competenze specialistiche: risorse che devono essere disponibili anche alle imprese più piccole. È questo l’obiettivo della rete delle 19 AI Factories “Fabbriche per l’Intelligenza Artificiale”, che la Commissione sta realizzando attraverso l’impresa comune europea EuroHPC
”, ha dichiarato Lucilla Sioli, Responsabile AI Office della Commissione europea, in video-intervento.

Lucia Sioli

“Le AI Factories sono poli di innovazione che riuniscono supercomputer, dati e servizi di supporto. In esse, ricercatori, start-up e imprese potranno a sviluppare, addestrare e sperimentare modelli di intelligenza artificiale.  L’Italia partecipa a questa rete con il Supercomputer Leonardo del CINECA basato sulle infrastrutture del Tecnopolo di Bologna che supporta servizi in settori strategici, dall’agroalimentare alla manifattura, dalle scienze della Terra alla cybersicurezza.
La Commissione, insieme agli Stati Membri
– ha proseguito Sioli – ha deciso di fare un ulteriore upgrade aggiungendo a questa rete le Gigafactories, sette grandi infrastrutture dedicate allo sviluppo dei modelli più avanzati ed alla costruzione di LLM. Vorrei sottolineare la candidatura dell’Italia ad ospitare una Gigafactory con una proposta che riunisce grandi imprese industriali, energetiche e delle telecomunicazioni in un consorzio che prevede importanti investimenti.
Il fondo Scaleup Europe da 5 miliardi di euro, insieme a strumenti già esistenti come la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP), rappresenta un primo passo importante in questa direzione
”.

Dobbiamo, però, fare un passo ulteriore, ha precisato Sioli nel suo intervento, un passaggio chiave della strategia europea “che abbiamo chiamato Apply AI“: “L’Europa parte da basi solide: un’eccellente ricerca scientifica, industrie di livello mondiale, dati di alta qualità. La Sicurezza dell’AI deve accompagnare ogni fase del suo sviluppo: attraverso valutazioni rigorose, verifiche prima dell’introduzione sul mercato e un monitoraggio continuo durante l’utilizzo.  Affrontare i rischi significa creare le condizioni perché l’innovazione generi fiducia e possa esprimere tutto il suo potenziale. L’Italia ha molto da offrire a questo impegno comune: costruire un’Europa dell’intelligenza artificiale e del digitale che sia competitiva, affidabile e centrata sulle persone”.

Uljan Sharka

Uljan Sharka, Founder e CEO di Domyn, ha ricordato le AI Factory in Italia e altri asset strategici, come il Tecnopolo di Bologna e il supercomputer Leonardo: “Senza queste infrastrutture non possiamo sviluppare sistemi di intelligenza artificiale. Servono sia per produrre sia per utilizzare i modelli, che sono indispensabili per offrire servizi nel mondo reale. L’infrastruttura, però, è solo una parte: servono anche il software e i modelli. Su questo l’Europa deve colmare un divario, perché la gran parte dei large language model, o LLM, oggi disponibili è stata sviluppata negli Stati Uniti o in Cina. In Italia, Domyn ha sviluppato negli anni modelli competitivi, soprattutto per settori critici e regolamentati, come la finanza, le infrastrutture, la pubblica amministrazione e la difesa. Sono modelli verticali, con un limite: possono essere applicati soltanto in ambiti specifici”.

“Avere modelli di frontiera significa sviluppare un’intelligenza più ampia e generale, capace di competere con quella statunitense e cinese e di offrire un’alternativa europea. Il consorzio Europa punta proprio a colmare questo divario, mettendo in rete i centri di supercalcolo già esistenti e quelli che saranno acquisiti nei prossimi mesi. L’obiettivo – ha aggiunto Sharka – è federare le risorse di Italia, Germania, Spagna e altri Paesi europei per addestrare un modello di frontiera europeo, che chiameremo Europa. Stiamo lavorando con i 27 Stati membri per utilizzare i centri di calcolo disponibili e accedere a dati che rappresentino in modo significativo tutte le lingue e le culture europee. Questo è un altro aspetto fondamentale: sviluppare un’intelligenza artificiale europea che rispecchi meglio le nostre lingue e culture.
Dobbiamo quindi colmare il divario nei modelli di frontiera, così da avere sistemi più potenti, utilizzabili come alternativa o come riferimento principale nelle AI Factory europee. Allo stesso tempo, dobbiamo fare in modo che rappresentino meglio le lingue e le culture del continente. Abbiamo di fronte a noi altri 10 mesi di lavoro
”.

La sovranità è tema legato al “controllo delle infrastrutture”, ha aggiunto il CEO di Domyn, “nel 2024 la capacità di calcolo UE era bassissima. Oggi i chip che compriamo sono di ultima generazione, consumano 25 volte meno e supportano una potenza di calcolo 30 volte superiore. Entro due anni l’Europa recupererà il divario nelle infrastrutture digitali strategiche e potrà rincorrere modelli di business più avanzati”.

Valeria Sandei

“Parliamo spesso di AI e ancor più spesso lo facciamo in modo astratto. Questa tecnologia credo debba invece essere analizzata per il reale valore che può creare quando si traduce in soluzioni concrete, con risultati misurabili, capaci cioè di portare più competitività alle imprese, efficienza e qualità alle amministrazioni, migliorando la vita delle persone. Il potenziale della AI si esprime pienamente solo se viene governata, sulla base di regole chiare e obiettivi definiti, e se ben progettata per rispondere a bisogni specifici. La vera sfida non è sviluppare LLM sempre più grandi e potenti, ma creare applicazioni utili agli scopi delle diverse organizzazioni, con un valore reale”, ha affermato Valeria Sandei, Chief Global AI Officer di Almaviva Group e President&CEO di Almawave Labs.

“Solo il 5% di progetti di AI hanno realizzato una redditività superiore al 10%. C’è molto da fare ancora. L’80% dei task possono essere ben eseguiti da modelli più piccoli e questo apre spazio a progetti a costi contenuti. Abbiamo imparato che un LLM è una tecnologia molto complessa – ha affermato Sandei – e per arrivare a qualcosa di tangibile serve una visione applicativa. Se parliamo di AI e non abbiamo idea di cosa sia una cartella clinica e come funziona una rete ferroviaria, o una procedura di un appalto, serve maggiore formazione e competenza per lo sviluppo di applicazioni efficaci. Servono competenze multiple per ben progettare modelli di AI poi da applicare bene nei processi, anche in termini di conoscenze die consumi e delle sue potenzialità. Dobbiamo considerare l’AI come tutte le altre tecnologie, cioè opportunità per un salto di qualità nei servizi. Non dobbiamo pensare che un solo LLM sia una soluzione per tutti i problemi. Nella PA la domanda presuppone una risposta certa, un cittadino non può essere lasciato in balia di un’allucinazione. Per questo serve governo delle tecnologie e visione del processo. L’uso improvvido di tecnologie potenti può rappresentare un problema e una minaccia. Dietro ogni tecnologia c’è sempre l’uomo che rappresenta un valore dietro ad ogni innovazione. Quando progetti l’AI i dati che inserisci sono la base dell’output. Il tema del dato, di come lo preserviamo, è inerente a come progettiamo i modelli AI”.

Roberto Loro

“La sovranità europea nell’AI non è autosufficienza: è federare le nostre eccellenze, governare le dipendenze tecnologiche e garantire la libertà di scegliere. Richiedono competenza di contesto per installare specificità nei modelli dei problemi che si vogliono risolvere e non servono grandi modelli. Gli analisti ci dicono che gran parte dell’elaborazione si sposterà in prossimità che serve per alcuni servizi a latenza zero, che richiedono la massima vicinanza. L’infrastruttura è data center, calcolo, dati, modelli e framework, è un insieme che poi vede verticalizzazione nei servizi e nelle filiere”, ha sostenuto Roberto Loro, Chief Technology Officer di Dedagroup.

“I data center sotto le mele della Val di Non è un progetto a maggioranza privata che coinvolge quattro aziende e l’Università di Trento. Nella catena del valore dell’intelligenza artificiale la componente infrastrutturale è fondamentale, ma lo sarà ancora di più in futuro. Per questo – ha proseguito Loro – è importante affiancare alle infrastrutture il mondo della ricerca e lavorare insieme per spingere più avanti le frontiere dell’innovazione. È così che si realizza il trasferimento tecnologico necessario ad accelerare lo sviluppo. Vedo un futuro in cui questi mondi saranno molto più vicini, proprio per favorire l’innovazione e il trasferimento delle conoscenze”.

Claudio Bassoli

“È assolutamente necessario giocare la partita e dotarci di infrastrutture in Italia e in Europa. Nel digitale e nelle tecnologie è sempre stato così: per competere nell’economia mondiale dobbiamo investire nelle infrastrutture. Abbiamo bisogno di avere i data center, ne abbiamo un certo numero ma è limitato. Molti investimenti vanno a finanziare data center in altre parti del mondo, la politica italiana mira a migliorare la situazione. Il Supercomputer cha abbiamo qui in Italia è stato realizzato in Europa. Ricordiamoci che è uno dei supercomputer più potenti al mondo: sesto in assoluto e primo tra quelli privati. Le sue componenti, naturalmente, sono prodotte in diverse parti del mondo. Anche in questo campo l’Europa e l’Italia possono giocare una partita importante: oltre all’infrastruttura servono applicazioni, dati e capacità di gestione. Sono sistemi complessi e la gestione è fondamentale. Sviluppare queste competenze in Europa e in Italia ci garantisce una maggiore autonomia decisionale”, ha dichiarato Claudio Bassoli, Presidente e Amministratore Delegato di HPE Italia.

“Parlando di date center, la tecnologia ha contribuito a creare il problema dei consumi energetici e del raffreddamento, ma sta anche aiutando a risolverlo. Nei data center, per esempio – ha precisato Bassoli – quelli di Meta e di Eni, si usa il raffreddamento a liquido, che può ridurre del 90% i consumi energetici destinati al raffreddamento. Questa soluzione affronta anche il problema dell’acqua: i circuiti sono chiusi e utilizzano acqua filtrata, quindi non ne consumano.
Quanto all’energia, la potenza dei server di ultima generazione cresce di anno in anno: se ne installassimo in qualunque azienda, avremmo a disposizione una capacità molto maggiore. Per questo, direi che è meglio installarli prima sulla Terra, in Europa e in Italia; allo spazio penseremo in seguito. Una strategia comune per data center europei sostenibili deve puntare a renderli custodi del patrimonio digitale dell’Unione e leva di crescita per le imprese
”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม