Trenta aziende italiane compaiono nella classifica 2026 World’s Best Companies, pubblicata da TIME insieme a Statista. Quattro sono entrate nelle prime cento posizioni mondiali: Generali è 18ª, Leonardo 25ª, Intesa Sanpaolo 61ª e Prada 99ª. L’Italia è così presente nel ranking globale con un gruppo articolato, nel quale la finanza rappresenta il comparto più numeroso. Nel conteggio rientrano almeno sei società tra banche, assicurazioni, gestione del risparmio e finanza pubblica.
La graduatoria misura anche la redditività, ma non coincide con l’elenco delle imprese più grandi per ricavi o capitalizzazione. TIME e Statista costruiscono il punteggio su tre dimensioni con lo stesso peso: soddisfazione dei dipendenti, crescita dei ricavi e trasparenza delle politiche di sostenibilità. Il risultato finale, espresso in centesimi, mette insieme la percezione dei lavoratori, l’andamento economico e la qualità delle informazioni ambientali e sociali rese disponibili dalle aziende.
Come viene costruita la classifica TIME 2026
Per essere considerate, le imprese dovevano avere almeno 100 milioni di dollari di ricavi nel 2024 o nel 2025 e mostrare una dinamica positiva nel periodo preso in esame. Sul fronte della soddisfazione dei lavoratori sono state raccolte le risposte di oltre 200 mila persone in tutto il mondo.
La crescita dei ricavi è stata calcolata sugli ultimi tre anni disponibili per l’edizione. La sostenibilità, invece, comprende indicatori ESG relativi alle emissioni, alla presenza femminile nei consigli di amministrazione, ai diritti umani, alla documentazione sulla responsabilità sociale e alle misure contro la corruzione.
Ogni società riceve quindi una valutazione composita. Un piazzamento alto indica un buon equilibrio fra i tre fattori, non l’eccellenza assoluta in ognuno di essi. Anche i risultati delle aziende italiane vanno letti con questa cautela: il ranking esprime una performance comparabile secondo il metodo scelto da TIME e Statista, non un giudizio universale sulla qualità del lavoro o sulla sostenibilità delle singole imprese.
In cima alla classifica mondiale c’è Nvidia, società statunitense attiva nei semiconduttori e nelle tecnologie per l’intelligenza artificiale, con 97,51 punti. Alle sue spalle si trovano Cigna, Apple, Meta Platforms e AstraZeneca. La top ten comprende anche Microsoft, Deutsche Telekom, Accenture, McKesson e Advanced Micro Devices.
Generali, prima tra le italiane, è dunque fuori dal podio globale, ma occupa una posizione di grande visibilità.
Le quattro italiane nella top 100 mondiale
Generali è il nome italiano più alto in classifica, con il 18° posto. Il gruppo assicurativo triestino precede Leonardo, 25ª, attiva nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza. Per Leonardo il risultato segnala anche uno dei progressi più marcati tra le aziende italiane: nell’edizione 2025 occupava il 126° posto.
Intesa Sanpaolo si colloca al 61° posto e porta una banca italiana nella fascia alta del ranking. Prada chiude il quartetto al 99° posto. Il gruppo della moda e del lusso è l’unica società italiana appena dentro il limite delle prime cento.
Già da queste quattro posizioni emerge la varietà del risultato nazionale: compaiono i servizi finanziari, l’industria avanzata e un grande marchio del lusso:
| Posizione 2026 | Azienda italiana | Settore prevalente |
| 18ª | Generali | Assicurazioni |
| 25ª | Leonardo | Aerospazio e difesa |
| 61ª | Intesa Sanpaolo | Banche e servizi finanziari |
| 99ª | Prada | Moda e lusso |
La presenza italiana non si esaurisce nella top 100. Dalla 101ª alla 1000ª posizione si concentra la parte più ampia del gruppo nazionale: aziende industriali, utility, imprese alimentari, società tecnologiche e altre realtà del settore finanziario.
Le 30 aziende italiane e le rispettive posizioni
L’elenco completo, ordinato dalla posizione mondiale più alta a quella più bassa, è questo:
- Generali, 18ª posizione;
- Leonardo, 25ª posizione;
- Intesa Sanpaolo, 61ª posizione;
- Prada, 99ª posizione;
- Webuild, 112ª posizione;
- Maire, 118ª posizione;
- Poste Italiane, 134ª posizione;
- Ferrari, 137ª posizione;
- Unipol Assicurazioni, 145ª posizione;
- BPER Banca, 177ª posizione;
- FinecoBank, 183ª posizione;
- Prysmian, 193ª posizione;
- UniCredit, 205ª posizione;
- Ferrovie dello Stato Italiane, 214ª posizione;
- Saipem, 226ª posizione;
- Banca Mediolanum, 238ª posizione;
- De’Longhi, 247ª posizione;
- Banco BPM, 256ª posizione;
- Ferrero, 271ª posizione;
- Amplifon, 452ª posizione;
- Campari Group, 474ª posizione;
- Pirelli, 489ª posizione;
- Banca Monte dei Paschi di Siena, 512ª posizione;
- Terna, 536ª posizione;
- A2A, 578ª posizione;
- Eurospin, 781ª posizione;
- Iren, 807ª posizione;
- Cassa Depositi e Prestiti, 839ª posizione;
- Mapei, 914ª posizione;
- Oniverse, 999ª posizione.
Nella parte bassa del ranking si incontrano aziende molto diverse per attività e struttura. Amplifon, specialista nei servizi e negli apparecchi acustici, è presente per il quarto anno consecutivo e occupa il 452° posto.
Oniverse, il nome assunto dall’ex Gruppo Calzedonia, chiude il gruppo italiano al 999° posto. Il conglomerato opera soprattutto nel tessile, ma ha attività anche nella distribuzione, nel settore immobiliare, nel vino e nelle imbarcazioni.
La finanza è il settore più rappresentato
Il confronto tra i settori restituisce un quadro diverso da quello che si ricava osservando soltanto le prime cento posizioni. Le realtà finanziarie presenti sono almeno sei: Generali, Intesa Sanpaolo, Unipol Assicurazioni, FinecoBank, Banca Mediolanum e Cassa Depositi e Prestiti.
Generali e Unipol appartengono al comparto assicurativo. Intesa Sanpaolo, FinecoBank e Banca Mediolanum operano invece nel sistema bancario e nei servizi finanziari, con modelli distinti. Intesa è un grande gruppo bancario; Fineco unisce banca e piattaforma d’investimento; Mediolanum combina attività bancarie, assicurative e gestione del risparmio.
Cassa Depositi e Prestiti è l’istituzione finanziaria controllata dallo Stato che sostiene investimenti e infrastrutture attraverso strumenti di finanziamento e partecipazioni.
Il primato numerico della finanza non significa che tutte le posizioni migliori siano occupate da società di questo comparto. Nella top 100 italiana, infatti, sono presenti Generali e Intesa Sanpaolo insieme a Leonardo e Prada: il gruppo comprende quindi finanza, industria avanzata e lusso. La conclusione riguarda la numerosità nell’intero elenco delle trenta imprese, dove il settore bancario-assicurativo e finanziario ha la rappresentanza più ampia:
| Raggruppamento settoriale | Aziende conteggiate | Società |
| Finanza, banche e assicurazioni | 6 | Generali, Intesa Sanpaolo, Unipol, FinecoBank, Banca Mediolanum, Cassa Depositi e Prestiti |
| Industria e ingegneria | 4 | Webuild, Maire, Prysmian, Mapei |
| Infrastrutture e servizi pubblici | 3 | Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane, Terna |
| Automotive, moda e lusso | 3 | Ferrari, Prada, Oniverse |
Industria e ingegneria: quattro presenze
Con quattro società, il comparto industriale e dell’ingegneria è il secondo blocco per consistenza nella classificazione adottata. Webuild, 112ª, realizza grandi opere e infrastrutture. Maire, 118ª, lavora nell’ingegneria e nelle tecnologie destinate alla trasformazione industriale ed energetica. Prysmian, 193ª, produce cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni; Mapei, 914ª, sviluppa materiali chimici per l’edilizia.
Mercati e prodotti sono differenti, così come i clienti di riferimento. A unire queste imprese è soprattutto la componente tecnica, spesso legata a commesse industriali o a progetti di grandi dimensioni. Quattro presenze confermano il peso della manifattura specializzata e dell’ingegneria, senza raggiungere però la numerosità della finanza.
Infrastrutture pubbliche e grandi reti
Poste Italiane, Ferrovie dello Stato Italiane e Terna formano un gruppo legato ai servizi di rete, alla mobilità e alle infrastrutture pubbliche o strategiche. Poste Italiane è 134ª, Ferrovie dello Stato Italiane 214ª e Terna 536ª.
Le tre aziende svolgono attività essenziali per famiglie, imprese e amministrazioni, ma presentano modelli organizzativi diversi da quelli di banche e assicurazioni.
Nel perimetro più ampio dell’energia e delle utility rientrano anche Saipem, 226ª, A2A, 578ª, e Iren, 807ª. Nel confronto principale non sono state sommate al gruppo delle infrastrutture pubbliche: la graduatoria le riconduce infatti ad attività energetiche, ingegneristiche o multiutility. La distinzione impedisce di allargare artificialmente il peso di un settore usando categorie troppo estese.
Automotive, moda e consumi: tre nomi ciascuno
Nel raggruppamento considerato, automotive, moda e lusso raccolgono Ferrari, Prada e Oniverse, tre società collocate rispettivamente al 137°, al 99° e al 999° posto. Ferrari rappresenta l’automobile sportiva e di lusso; Prada il segmento alto della moda; Oniverse una realtà tessile e retail con attività distribuite in più ambiti.
Il Made in Italy presente nella classifica è però più ampio di questo conteggio. Pirelli, 489ª, appartiene alla componentistica automobilistica. De’Longhi, 247ª, opera nei piccoli elettrodomestici; Ferrero, 271ª, nel largo consumo alimentare; Campari Group, 474ª, nelle bevande. Nessuna di queste società è stata inserita nel gruppo automotive-lusso, perché la sua attività prevalente appartiene a un altro settore.
Dott. Marco Castagna
Il Dott. Marco Castagna � un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up…
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