Perché i gruppi crypto cercano di bloccare la tassa dell’Illinois?
La Blockchain Association e il Crypto Council for Innovation chiedono a un tribunale dell’Illinois di bloccare la nuova tassa dello stato dello 0,2% sulle transazioni in asset digitali prima che entri in vigore il 1° gennaio 2027, inasprendo una battaglia legale che potrebbe influenzare l’approccio di altri stati alla tassazione delle criptovalute.
I due gruppi di settore hanno presentato mercoledì un’istanza di 34 pagine per un’ingiunzione preliminare presso il Circuit Court della contea di Sangamon. Sostengono che le società rappresentate dalle organizzazioni stanno già spendendo milioni di dollari per preparare i sistemi necessari a conformarsi a una tassa il cui ambito di applicazione resta poco chiaro.
Il governatore dell’Illinois JB Pritzker ha firmato il Digital Asset Tax Act durante l’estate, come parte della pianificazione del bilancio statale per l’anno fiscale 2027. I broker che svolgono attività su asset digitali con clienti dell’Illinois sarebbero tenuti a registrarsi, mentre l’obbligo di riscuotere l’imposta si applicherebbe una volta che un’azienda abbia una presenza fisica nell’Illinois oppure superi i 100.000 dollari di ricavi lordi generati nello stato.
La Blockchain Association e il Crypto Council for Innovation hanno citato in giudizio l’Illinois il 21 agosto, un mese dopo che The Digital Chamber aveva presentato un proprio ricorso contro la tassa presso lo stesso tribunale. I gruppi sostengono che la normativa federale prevalga sulla misura statale.
“I ricorrenti – due delle principali associazioni di categoria del settore degli asset digitali – e i loro membri sono costretti a spendere milioni di dollari per tentare di conformarsi alla legge in tempi accelerati, senza indicazioni chiare, e sotto la minaccia delle sanzioni penali previste dalla legge”, si legge nell’ultima istanza. “Anche se la conformità fosse possibile, il settore degli asset digitali subirebbe un danno irreparabile se la legge entrasse in vigore.”
Qual è l’argomentazione legale contro la tassa dello 0,2%?
I gruppi di settore contestano la misura su diversi fronti, incluse le accuse secondo cui l’Illinois tratterebbe in modo scorretto le transazioni in asset digitali rispetto ad attività finanziarie comparabili.
L’istanza sostiene che l’Illinois generalmente non impone tasse sulle transazioni relative agli asset finanziari, al di là delle imposte sul reddito e sulle plusvalenze, mentre le norme sull’imposta sulle vendite e sull’uso escludono molte forme di proprietà personale immateriale. Il documento cita specificamente le esenzioni riguardanti il denaro e i metalli preziosi.
I gruppi sostengono inoltre che la tassa sia in conflitto con l’Internet Tax Freedom Act federale, che limita la possibilità per i governi statali e locali di imporre tasse discriminatorie sul commercio elettronico.
Il ricorso solleva inoltre obiezioni di natura costituzionale riguardo al trattamento differenziato applicato agli asset digitali. La questione immediata davanti al tribunale, tuttavia, è se all’Illinois debba essere impedito di applicare la legge mentre prosegue la più ampia battaglia legale.
Ji Hun Kim, CEO di CCI, ha dichiarato che alle aziende viene richiesto di investire in infrastrutture di conformità senza avere risposte a domande fondamentali su quali transazioni rientrerebbero nell’ambito della tassa.
“Alle aziende viene chiesto di spendere milioni per costruire sistemi per una tassa che viola i loro diritti costituzionali, senza risposte a domande basilari su cosa venga tassato e quando, il tutto sotto la minaccia di sanzioni penali”, ha detto Kim.
Cosa devono sapere gli investitori
Perché il settore vuole un’ingiunzione prima di gennaio?
L’argomentazione del settore si concentra in parte sui tempi. Le aziende potrebbero sostenere costi rilevanti prima che un tribunale stabilisca se la tassa in questione sia legittima, il che significa che un’eventuale vittoria successiva non recupererebbe necessariamente il denaro già speso per costruire i sistemi di conformità.
Summer Mersinger, CEO della Blockchain Association, ha sostenuto che ritardare l’attuazione della legge comporterebbe un costo relativamente basso per l’Illinois, dato che lo stato potrebbe non riuscire a utilizzare le entrate fiscali previste fino a quando il contenzioso non sarà risolto.
“Lo Stato perde molto poco aspettando. Tutti gli altri perdono moltissimo andando avanti”, ha dichiarato Mersinger.
Un’ingiunzione preliminare sospenderebbe l’applicazione della legge mentre il tribunale valuta le richieste dei ricorrenti. Senza di essa, le aziende interessate avrebbero meno di quattro mesi per prepararsi all’entrata in vigore del 1° gennaio, mentre resta l’incertezza su come verrebbero trattate le singole transazioni e i diversi modelli di business.
L’ufficio di Pritzker non ha fornito una risposta all’ultima istanza presentata dal settore.
Il caso dell’Illinois potrebbe influenzare le tasse sulle crypto in altri stati?
La controversia potrebbe diventare un primo test su quanto lontano possano arrivare i singoli stati nel creare regimi fiscali specifici per l’attività sugli asset digitali.
Per le società crypto, un’espansione stato per stato delle tasse sulle transazioni potrebbe creare un problema diverso rispetto alla regolamentazione federale. Le piattaforme che servono clienti a livello nazionale potrebbero trovarsi ad affrontare soglie, calcoli fiscali e requisiti di rendicontazione differenti in base a dove operano o forniscono i propri servizi.
Mersinger ha avvertito che l’Illinois potrebbe diventare un modello per altre giurisdizioni se la legge dovesse superare il ricorso legale.
“Se questa legge resterà in vigore, l’Illinois non sarà l’ultimo stato a provarci”, ha detto.
Questo rende la decisione sull’ingiunzione importante per un numero di società ben più ampio di quelle attualmente esposte all’Illinois. Una sentenza che consenta alla tassa di procedere potrebbe incoraggiare ulteriori proposte a livello statale, mentre una decisione che la blocchi per prevalenza della normativa federale o per motivi costituzionali potrebbe limitare la capacità degli stati di individuare le transazioni in asset digitali come oggetto di una tassazione separata.
L’attenzione immediata si sposta ora sul Circuit Court della contea di Sangamon e sulla possibilità che riconosca come i costi di conformità e l’incertezza legale giustifichino la sospensione della tassa prima che le aziende siano obbligate a iniziare a riscuoterla o a versarla a gennaio.
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