Techshop SGR ha completato il primo closing di Techshop II, il nuovo fondo di venture capital dedicato alle startup pre-seed e seed che sviluppano soluzioni B2B basate sull’intelligenza artificiale. La raccolta ha raggiunto 43 milioni di euro, superando il target previsto per questa prima fase, mentre l’obiettivo complessivo è arrivare a 100 milioni entro il 2027. Con il lancio del secondo fondo, la società fondata nel 2021 da Aurelio Mezzotero e Gianluca D’Agostino passa a una struttura multi-fondo e punta a raggiungere 150 milioni di euro di asset under management complessivi. La strategia resta concentrata sul software B2B early stage, con investimenti nelle fasi pre-seed e seed e una maggiore specializzazione nelle applicazioni di artificial intelligence destinate ai processi aziendali.
Una strategia focalizzata sul software AI per le imprese
Techshop II investirà in startup italiane ed europee impegnate nello sviluppo di soluzioni B2B software AI-driven. La tesi di investimento del fondo parte dall’ipotesi che l’intelligenza artificiale possa ampliare in modo significativo il mercato delle soluzioni SaaS business-to-business, favorendo la nascita di applicazioni verticali capaci di automatizzare attività, decisioni e flussi operativi. Gli ambiti indicati da Techshop comprendono consulenza, healthcare, finanza, software development, customer conversation, data management, applicazioni aziendali, robotica e processi produttivi. L’attenzione è quindi rivolta a startup che intervengono direttamente sul funzionamento delle organizzazioni, utilizzando l’AI per modificare processi fino a oggi gestiti attraverso software tradizionali o attività prevalentemente manuali. “Con Techshop II vogliamo diventare il fondo seed di riferimento per le startup europee che applicano l’AI ai processi B2B”, dichiarano i tre Partner di Techshop. Secondo il team, la nuova generazione di software potrebbe arrivare ad automatizzare interi processi aziendali, richiedendo investitori capaci di operare già nelle prime fasi di sviluppo delle società.
CDP Venture Capital è cornerstone investor
CDP Venture Capital è investitore di riferimento dell’operazione attraverso FoF VenturItaly II e il Fondo Digital Transition. Quest’ultimo utilizza risorse dell’iniziativa NextGenerationEU destinate al sostegno della transizione digitale delle filiere e delle piccole e medie imprese. Il commitment dei due veicoli potrà aumentare con l’avanzamento della raccolta presso altri investitori. Al primo closing partecipano anche fondazioni bancarie, fondi di fondi italiani e un gruppo di investitori privati, tra i quali alcuni founder di società già finanziate da Techshop I. Per le prossime fasi di fundraising la SGR intende ampliare la base dei sottoscrittori coinvolgendo casse di previdenza, fondi pensione e investitori internazionali interessati al B2B tech. “Techshop ha dimostrato negli anni coerenza nella strategia di investimento in ambito seed e post seed, facendo scouting di giovani startup e accompagnandole nel loro percorso di crescita, anche internazionale”, ha dichiarato Cristina Bini, Direttrice Investimenti Indiretti di CDP Venture Capital.
Il track record di Techshop I
Il secondo fondo parte dai risultati ottenuti da Techshop I, che oggi conta 23 società in portafoglio. Tra le partecipate figurano Shop Circle, oggi Circeus, Smartness, hlpy, Qomodo, Tot, AxyonAI, GenomeUp, SylloTips e Allsides. A poco più di quattro anni dal lancio, Techshop I registra un MOIC, Multiple Over Invested Capital, pari a 1,8 e un TVPI, Total Value to Paid-In Capital, pari a 1,5. Secondo quanto riportato dalla SGR, si tratta di una performance tra le migliori in Europa fra i fondi avviati nello stesso periodo. I risultati del primo veicolo costituiscono la base per la nuova strategia, che mantiene il focus sull’early stage ma concentra maggiormente il deal flow sull’intersezione tra intelligenza artificiale, software e processi B2B.
Giovanni Strocchi entra come Partner
In parallelo al lancio di Techshop II, Techshop ha rafforzato il team con l’ingresso di Giovanni Strocchi come Partner, al fianco di Gianluca D’Agostino e Aurelio Mezzotero. Strocchi ha maturato esperienza in innovazione, intelligenza artificiale e sviluppo di imprese digitali attraverso attività svolte in McKinsey, Vodafone, ADmantx, Blacksheep ed Eden. Il suo ingresso rafforza l’impostazione “Founders-to-Founders” adottata dalla SGR, basata su un supporto operativo alle startup che va oltre l’apporto di capitale e interessa prodotto, validazione di mercato e crescita commerciale. Techshop conta oggi un team di dieci persone nella sede di Milano.
Una struttura pensata anche per fondi pensione e casse previdenziali
Techshop II è stato strutturato per rientrare nella definizione di Fondo di Venture Capital prevista dalla normativa vigente. L’obiettivo è destinare almeno il 70% dei capitali a imprese non quotate residenti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo con stabile organizzazione in Italia. Questa configurazione punta a rendere il fondo compatibile con le esigenze di investimento di casse di previdenza e fondi pensione interessati ai benefici previsti dalla normativa per gli investimenti nel venture capital. La struttura del fondo e la negoziazione degli accordi con gli investitori sono state seguite dagli avvocati Giovanni Meschia e Rodolfo Margaria dello studio legale Giovannelli e Associati.
I primi investimenti saranno annunciati nelle prossime settimane
Techshop ha già indicato le aree sulle quali si concentreranno le prime operazioni di Techshop II. I primi investimenti, attesi nelle prossime settimane, riguarderanno soluzioni di intelligenza artificiale applicate alle vendite, ai development tool e ai servizi di advisory. Per la SGR si apre così una nuova fase di investimento nel mercato europeo del B2B software, con un fondo costruito specificamente per intercettare startup AI native nelle primissime fasi di crescita e accompagnarle nello sviluppo del prodotto, nella validazione commerciale e nell’espansione internazionale.
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