Entra nel vivo il dossier relativo all’ingresso di un investitore finanziario di minoranza nella piattaforma che gestisce i diritti audiovisivi internazionali della Serie A. Il progetto, seguito direttamente dall’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo e dal presidente Ezio Simonelli, punta ad accelerare in maniera significativa lo sviluppo del massimo campionato italiano sui mercati esteri.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’obiettivo della Lega è quello di trasformare progressivamente la piattaforma in una vera e propria media company globale, sostenuta da un piano industriale su un orizzonte di dieci anni. Al centro della strategia ci sono l’aumento degli investimenti destinati allo sviluppo internazionale, una presenza più capillare nei mercati considerati strategici e soprattutto una forte crescita dei ricavi legati ai diritti televisivi fuori dall’Italia.
Serie A diritti esteri – L’obiettivo dei 500 milioni
Attualmente il portafoglio internazionale della Serie A genera tra i 250 e i 260 milioni di euro di ricavi, a fronte di un Ebitda nell’ordine dei 209 milioni. L’obiettivo è quello di portare progressivamente il valore dei diritti internazionali fino a 500-520 milioni di euro a stagione, sostanzialmente raddoppiando l’attuale livello di ricavi e superando dunque quota mezzo miliardo di euro.
Per costruire il percorso necessario a raggiungere questo target, la Lega ha affidato un mandato a JP Morgan, chiamata a valutare diverse possibili soluzioni finanziarie e industriali. Tra le alternative sul tavolo figurano un finanziamento attraverso operatori specializzati, la nascita di un’agenzia dedicata alla distribuzione internazionale dei diritti oppure, appunto, l’ingresso di un fondo con una quota di minoranza.
Parallelamente, la Lega vuole rafforzare la propria presenza fisica all’estero. Agli uffici già attivi in Nord America e Medio Oriente dovrebbero aggiungersi tre nuove strutture dedicate rispettivamente ad America Latina, Asia e Africa. Un modello che guarda anche a quanto costruito negli ultimi anni dalla Liga spagnola, che dispone di 11 uffici e 44 rappresentanti internazionali.
Serie A diritti esteri – I fondi interessati
L’operazione avrebbe attirato l’attenzione di alcuni dei maggiori operatori mondiali del private capital. Dopo una serie di incontri organizzati a Lissone, JP Morgan avrebbe infatti ristretto il perimetro della procedura a circa dieci soggetti o raggruppamenti, che hanno presentato le rispettive proposte finali. Tra i nomi figurerebbe General Atlantic, fondo statunitense specializzato in società ad alto potenziale di crescita, insieme a Bain Capital e Apollo, entrambi tra i principali operatori globali degli investimenti alternativi.
In corsa ci sarebbe anche Carlyle, che parteciperebbe alla procedura in partnership con l’italiana Nextalia, combinando così la presenza internazionale del gruppo statunitense con la conoscenza del mercato domestico da parte del partner italiano. Tra i pretendenti – come raccontato da Reuters – compare inoltre Oaktree, gruppo californiano che ha già un rapporto diretto con il calcio italiano attraverso il controllo dell’Inter.
Nel dossier sarebbero coinvolti anche lo svizzero Partners Group, l’imprenditore statunitense Mark Attanasio, cofondatore di Crescent Capital Group, Bright Path Sport Partners e l’italiana FSI, che aveva già valutato in passato operazioni legate al business della Serie A. Tra i nomi circolati figura inoltre Clessidra. Diversi operatori starebbero studiando l’operazione attraverso le rispettive divisioni dedicate al credito, elemento che lascia aperta la possibilità che il percorso individuato dalla Lega non si traduca necessariamente in una classica operazione di private equity.
Serie A diritti esteri – Una piattaforma valutata circa 4 miliardi
Uno dei punti centrali della trattativa riguarda inevitabilmente la valutazione della piattaforma. Secondo le indiscrezioni, il valore indicativo del 100% del veicolo sarebbe nell’ordine dei 4 miliardi di euro, mentre l’operazione dovrebbe riguardare una partecipazione compresa tra il 10% e il 15%.
La valutazione dipenderà anche dai multipli applicati al business. Le media company tradizionali vengono generalmente valorizzate oltre 10 volte l’Ebitda, mentre piattaforme particolarmente pregiate come quella legata ai diritti commerciali della Formula 1 possono spingersi verso multipli nell’ordine delle 20 volte, con un possibile riferimento intermedio attorno alle 15 volte l’Ebitda.
Non si tratterebbe inoltre di una partecipazione puramente finanziaria. L’investitore dovrebbe ottenere una minoranza qualificata, accompagnata da una presenza nel consiglio di amministrazione della piattaforma e quindi dalla possibilità di partecipare alle principali decisioni strategiche, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo commerciale nelle diverse aree geografiche.
Serie A diritti esteri – La decisione passa dai club
Il processo dovrebbe entrare nella sua fase conclusiva nelle prossime settimane, quando verrà individuato il soggetto con cui eventualmente proseguire in esclusiva. Considerando come unico raggruppamento la partnership tra Carlyle e Nextalia, i player effettivamente in corsa sarebbero nove, pur a fronte di dieci soggetti coinvolti nella procedura.
Resta però da capire quale delle diverse soluzioni allo studio sarà effettivamente scelta. JP Morgan dovrebbe presentare entro novembre ai club di Serie A il risultato del mandato esplorativo, mettendo a confronto le diverse opzioni finanziarie e industriali. L’ultima parola spetterà quindi all’assemblea della Lega Serie A. Per procedere con l’operazione non sarebbe necessaria l’unanimità: sarebbe sufficiente il voto favorevole di 14 club sui 20 del massimo campionato.
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