In Politica le idee camminano sulle gambe degli uomini. Le manifestazioni culturali invece, molto spesso camminano sui finanziamenti. A Ceccano la cifra è 70mila euro. È la dote regionale che sostiene Vibrazioni – Le Feste di Ceccano”, il contenitore sul quale l’amministrazione del sindaco Andrea Querqui e l’assessore alle Politiche culturali Alessandro Ciotoli hanno deciso di puntare una parte importante della programmazione estiva. Adesso si entra nella fase decisiva.

Davanti ci sono gli appuntamenti di fine agosto e soprattutto settembre, quando Castel Sindici diventerà uno dei principali palcoscenici della programmazione. La vera domanda, dunque, non è più cosa si vuole fare: è vedere se e come funzionerà.

Il 28 agosto si accendono le candele

Concerto a lume di candela

La ripartenza è fissata per venerdì 28 agosto alle ore 21. Il quintetto Euphonia sarà protagonista di Candlelight, un concerto costruito sull’atmosfera: musica a lume di candela, una formula più intima rispetto al tradizionale spettacolo da piazza e pensata per creare un rapporto diverso tra pubblico, luogo e artisti.

Il giorno successivo cambia completamente il linguaggio. Il 29 agosto alle ore 21 arriva “Ulisse e l’occhio della maga Circe”, spettacolo teatrale della Nestor Theater Company dedicato al mito di Ulisse e alla figura della maga Circe.

Musica prima. Teatro poi. È un’alternanza con cui costruire un cartellone per a parlare a pubblici diversi. Ma la vera scommessa si chiama Periferie. Infatti il 4 e 5 settembre la temperatura, non solo culturale ma anche politica, potrebbe salire. Il Parco di Castel Sindici ospiterà “Periferie – Festival di Musica Urbana”, due giornate dedicate alla musica contemporanea, all’elettronica e alle culture urbane, pensate per far circolare idee, sonorità ed esperienze.

La differenza con il passato

Il concerto di Arisa a Ceccano

Non banda, non concerto da festa patronale, non spettacolo costruito attorno al nome televisivo da mettere in locandina. La differenza con il passato sta anche qui: per anni Ceccano ha puntato sul grande nome intorno al quale costruire la sua estate, portando tutta la città intorno ad un palco, con un effetto di richiamo che attraesse anche il pubblico dai centro vicini. La scelta dell’Estate 2026 è stata improntata alla parcellizzazione del calendario, la divisione in tanti eventi con lo scopo di accontentare tutti i palati e tutte le piazze. Se fosse meglio il grande nome da poter vantare su tutto il circondario o siano meglio i tanti eventi frammentati è risposta che solo il pubblico dei ceccanesi potrà dare.

L’esempio è proprio “Periferie – Festival di Musica Urbana”: qui si entra nel mondo dei dj set, delle nuove scene e di un pubblico soprattutto giovane. Tra i nomi annunciati figurano Future Nomadz, Alex Dolby ft Chris Blakey, Adivvi, Mifu, Alice, Duane b2b Kia, Everyperc, Fennec III b2b Mave, Flvxxx b2b Prest, Hemolymph, Her Nice Too b2b Yusept, Tresca Y Tigre, Dellarabbia e Luca Coi Baffi.

Alessandro Ciotoli con il sindaco Andrea Querqui

Ma potrebbe non essere finita qui. Le voci che circolano in città raccontano infatti che Ciotoli potrebbe sorprendere tutti con un nome di peso, capace di spostare davvero tanta gente e di alzare ulteriormente l’asticella della manifestazione. Forse è solo la nostalgia per i grandi nomi che nel passato caratterizzavano i pachi di Ceccano. O forse no. Per ora resta un’indiscrezione, di quelle che fanno parlare e alimentano l’attesa. Bisognerà capire se, quando e in quale forma arriverà questa sorpresa.

L’asse con IndieGesta e la regia di Americo Roma

Una linea di continuità con il passato c’è. Per mettere a terra un evento della portata di “Periferie”, il Comune ha scelto di affidare la parte più consistente della macchina organizzativa a professionisti e realtà che conoscono direttamente il mondo della musica e dell’intrattenimento. Cambiano i nomi ma il modello è rimasto lo stesso.

Americo Roma

In prima linea c’è Americo Roma, volto storico dell’intrattenimento locale ed ex dominus della discoteca Officine Utopia. Un nome che a Ceccano e nel territorio significa esperienza nell’organizzazione di eventi e conoscenza di quel pubblico al quale Periferie vuole parlare. E’ proprio intorno a quell’esperienza che potrebbe maturare anche una collaborazione con la stessa realtà di Officine Utopia.

Al suo fianco c’è IndieGesta, associazione che Alessandro Ciotoli ha presieduto fino al momento del suo ingresso nella Giunta Querqui, quando ha lasciato la guida del sodalizio. Oggi alla presidenza c’è Andrea Ciotoli. La collaborazione tra l’associazione e la macchina organizzativa dell’evento appare quindi strutturale, evidente e diretta.

Il meccanismo è rimasto lo stesso del passato ed è lineare: l’Amministrazione intercetta il finanziamento e definisce l’indirizzo culturale; sul campo entrano in gioco (in questo caso) Roma, IndieGesta e le professionalità necessarie a trasformare il progetto scritto sulla carta in un festival vero e proprio. È l’asse Ciotoli-Roma-IndieGesta sul quale poggia una parte importante della scommessa di Periferie. E sarà inevitabilmente anche uno degli elementi attraverso i quali, alla fine, verrà giudicata la riuscita dell’operazione.

I Comuni da soli non ce la fanno

Negli anni scorsi l’opposizione di centrosinistra gridava allo scandalo puntando il dito contro il coinvolgimento delle associazioni esterne. Ora la Ceccano del Centrosinistra e quella del Centrodestra si scopre che passano per lo stesso solco: perché questa è la realtà dei Comuni italiani. Le macchine amministrative sono spesso sottodimensionate. Gli uffici hanno personale ridotto e carichi di lavoro enormi. Organizzare oggi un evento di una certa portata significa affrontare piani di sicurezza, autorizzazioni, contratti, viabilità, Siae, rapporti con gli artisti, allestimenti, gestione dei flussi e una quantità di adempimenti che poco hanno a che fare con l’immagine romantica del semplice palco montato in piazza. Pensare che tutto possa essere gestito esclusivamente da qualche dipendente comunale è poco realistico. Per questo associazioni, imprese culturali e professionisti diventano sempre più spesso indispensabili.

La politica deve fissare gli obiettivi e controllare come vengono utilizzate le risorse pubbliche. Chi possiede competenze specifiche deve invece trasformare quelle scelte in eventi realizzabili. È la realpolitik degli enti locali. Senza quella collaborazione, molte idee rimarrebbero semplicemente sulla carta.

Altrettanto è vero che un primo tentativo di proporre un offerta musicale diversa e contemporanea c’era stato durante l’ultimo anno di centrodestra: l’esempio fu quello dell’iniziativa GreenLand voluta dall’allora assessore Riccardo Del Brocco. Anche in quell’occasione Americo Roma collaborò con l’amministrazione nella serata organizzata all’interno della villa comunale.

Settembre diventa il mese di Castel Sindici

Mauro Gizzi

Dopo Periferie, la programmazione non si ferma. Dal 15 al 26 settembre, sempre nel Parco di Castel Sindici, è prevista una serie di appuntamenti musicali realizzati insieme al Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone sotto la direzione del Maestro Mauro Gizzi (Direttore dello stesso conservatorio).

Qui cambia nuovamente il registro. Dalla cultura urbana si passa alla formazione musicale e al rapporto con una delle principali istituzioni culturali della provincia. È la seconda anima di “Vibrazioni”: da una parte la strada, dall’altra l’accademia. Due mondi che normalmente viaggiano su binari diversi e che Ceccano prova a mettere dentro lo stesso contenitore.

Il 19 e 20 settembre, alle ore 21, arriverà invece Cumbia Maconda. Un festival dedicato all’America Latina e soprattutto alla cumbia, la musica e danza tradizionale colombiana. L’operazione non nasce soltanto dalla volontà di portare sonorità sudamericane a Castel Sindici ma c’è un filo storico molto più profondo e quel filo si chiama Oreste Sindici.

Ceccanese, compositore, emigrato in Colombia, Sindici è l’autore della musica dell’inno nazionale colombiano. Cumbia Maconda prova a partire proprio da quella storia: usare la musica contemporanea per riannodare Ceccano ad un pezzo della propria memoria internazionale.

L’addio all’evento che nasce e muore in una sera

È questo il terreno sul quale Ciotoli sta costruendo la sua linea. Sulla quale edificare la differenza con gli eventi delle scorse amministrazioni. L’assessore lo ha detto più volte: l’obiettivo non è mettere in fila una serie di serate scollegate tra loro. Vuole format, manifestazioni che abbiano un nome, un’identità e soprattutto una seconda, una terza, una quarta edizione.

È la battaglia dichiarata contro quello che lui considera l’evento effimero: quello che riempie una piazza per una sera, produce fotografie, qualche migliaio di presenze e il mattino successivo non lascia nulla su cui costruire. La teoria funziona ma adesso deve superare la prova della pratica.

l finanziamento regionale sostiene l’intero contenitore di “Vibrazioni – Le Feste di Ceccano”, articolato in una serie di appuntamenti diversi tra loro per linguaggi, pubblico e impostazione. Il dato economico si inserisce inoltre in un bilancio che l’assessorato rivendica con forza: oltre 213mila euro di contributi regionali e ministeriali intercettati nel primo anno sul fronte culturale. Ed è questo uno dei risultati rivendicati da Alessandro Ciotoli: portare soldi esterni in un Comune che dispone di risorse proprie limitate significa ampliare enormemente le possibilità di programmazione.

Naturalmente vincere un bando è soltanto metà del lavoro. L’altra metà consiste nello spenderlo bene. Adesso parla il pubblico.


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