Tre macroaree affidate ad altrettanti gestori, raccolta porta a porta estesa a tutti i Comuni, tariffa calcolata anche sulla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto e una nuova rete di impianti pubblici.

È il modello disegnato dal Piano d’Ambito dei rifiuti della Regione Calabria, che prevede concessioni ventennali per un valore complessivo superiore a 8,1 miliardi di euro e punta a portare la raccolta differenziata dall’attuale 57,54% all’80,24% entro il 2030.

È quanto emerge dalla Sintesi non tecnica predisposta dall’Autorità Rifiuti e Risorse idriche della Calabria. Il Piano riguarda tutti i 404 Comuni e divide il territorio in tre aree omogenee: Nord, coincidente con la provincia di Cosenza; Centro, comprendente Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia; Sud, corrispondente alla Città metropolitana di Reggio Calabria.

 

Ogni macroarea sarà affidata a un unico concessionario, sotto la regia di Arrical, mentre un distinto gestore si occuperà del termovalorizzatore di Gioia Tauro.

Per Catanzaro sono previsti interventi specifici. L’attuale Tmb (Trattamento meccanico-biologico) sarà riconvertito in una stazione di trasferenza destinata a servire 57 Comuni, mentre nell’area di Alli dovrebbero sorgere o essere potenziati tre impianti pubblici: una linea per il trattamento di 22.500 tonnellate annue di frazione organica, un impianto per il multimateriale da 28mila tonnellate e, soprattutto, il polo unico regionale per la preselezione del vetro, dimensionato per 65mila tonnellate all’anno.

 

Anche Lamezia avrà un ruolo rilevante nel nuovo assetto della macroarea centrale: il Piano indica la conversione dell’ex Tmb in stazione di trasferenza al servizio di 24 Comuni, un impianto per l’organico da 90mila tonnellate annue e una linea per il multimateriale da 15mila tonnellate.

La Sintesi non tecnica non fornisce dati separati per la sola provincia di Catanzaro, ma fotografa complessivamente l’Area Centro. Il bacino formato dalle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia conta 658.784 abitanti e produce 274.700 tonnellate di rifiuti urbani all’anno. La produzione pro capite è pari a 416,98 chilogrammi, il valore più alto tra le tre macroaree calabresi. A regime, la raccolta differenziata dell’Area Centro dovrebbe raggiungere l’80,64%.

 

Il valore ventennale della concessione per la macroarea centrale è stimato in 2,862 miliardi di euro, a fronte degli 8,120 miliardi previsti per l’intero territorio regionale. Il quadro economico indica per l’Area Centro investimenti iniziali per circa 325,6 milioni, mentre i costi complessivi nell’arco della concessione, al netto dei ricavi, vengono quantificati in circa 2,45 miliardi.

 

Il modello scelto da Arrical è quello della «gestione integrata completa», individuato con deliberazione del Consiglio direttivo d’Ambito del 26 febbraio 2026. L’intero ciclo sarà sottoposto a una regia unitaria pubblica, comprendendo anche la selezione e la valorizzazione di carta, cartone, plastica, metalli e vetro. I vecchi impianti di trattamento meccanico-biologico saranno progressivamente riconvertiti in stazioni di trasferenza, mentre il rifiuto residuo non riciclabile sarà destinato al recupero energetico nel termovalorizzatore di Gioia Tauro.

 

La Calabria produce attualmente 740.923 tonnellate di rifiuti urbani all’anno, pari a una media di 399,34 chilogrammi per abitante. Il 42,87% è ancora costituito da rifiuto urbano residuo. Nel 2030 il Piano stima una produzione complessiva di 807.910 tonnellate, delle quali 648.227 avviate a raccolta differenziata. L’indifferenziato dovrebbe quasi dimezzarsi, passando dalle attuali 314.596 a circa 159.683 tonnellate annue.

 

La principale novità per i cittadini sarà l’introduzione della tariffa corrispettiva, la Taric. La bolletta non sarà più determinata soltanto sulla base della superficie dell’immobile, ma terrà conto anche degli svuotamenti effettivi del contenitore dell’indifferenziato, rilevati attraverso microchip Rfid. L’obiettivo dichiarato è applicare il principio del «chi inquina paga», premiando chi differenzia correttamente e produce meno rifiuto residuo.

 

Il sistema sarà accompagnato da ecosportelli territoriali, applicazioni per prenotare i ritiri e segnalare i disservizi, censimento georeferenziato delle utenze e controllo satellitare dei mezzi. Sono previste anche squadre ispettive per contrastare l’abbandono dei rifiuti e individuare le utenze non censite.

 

Secondo le stime del Piano, il nuovo assetto dovrebbe ridurre il costo medio regionale del servizio da 247,94 a 218,84 euro annui per abitante. Si tratta di una previsione legata al raggiungimento degli obiettivi, all’entrata in funzione degli impianti e ai ricavi derivanti dal recupero dei materiali e dalla produzione energetica, stimati complessivamente in circa 65 milioni di euro all’anno.

 

Il Piano punta inoltre a colmare la carenza di strutture di prossimità. Attualmente soltanto 154 Comuni calabresi dispongono di un Centro comunale di raccolta e i Centri del riuso sono appena 12. Nell’Area Centro risultano 56 centri di raccolta esistenti, ai quali dovrebbero aggiungersene 59, e due Centri del riuso, con la previsione di realizzarne altri 25.

 

Un capitolo specifico riguarda il personale. A regime vengono stimati 3.732 addetti in tutta la Calabria. Per la macroarea centrale il fabbisogno è quantificato in 1.379 lavoratori: 714 nella raccolta e nel trasporto, 497 nello spazzamento e 168 nei poli impiantistici. Il documento prevede l’obbligo per i concessionari subentranti di garantire l’«integrale riassorbimento del personale» attraverso la clausola sociale.

 

Il percorso si articolerà in più fasi. Tra il 2026 e il 2027 sono previste l’approvazione del Piano, la progettazione dei servizi e l’aggiudicazione delle concessioni. Dal 2028 al 2030 dovranno essere consolidati i nuovi sistemi di raccolta, mentre la realizzazione e l’adeguamento degli impianti proseguiranno fino al 2036.

La piena entrata a regime del modello è prevista nella fase successiva, con l’obiettivo di ridurre il ricorso alle discariche, superare i trasferimenti fuori regione e raggiungere l’autosufficienza del ciclo calabrese dei rifiuti.




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Maria Rita Galati

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