Non è la prima volta che atlanticoquotidiano propone servizi provocatori come quello del professore Armando Simon (L’empatia suicida dei progressisti, 15.8.26, atlanticoquotidiano) Il professore fa una serie di esempi abbastanza eclatanti di comportamenti più o meno aberranti di persone vittime, quasi sempre catalogabili a sinistra, che per certi versi “perdonano” i loro “carnefici”, soprattutto se sono di carnagione scura. Questo atteggiamento viene definito stupido che deriva da un certo fanatismo che però, tende a dimezzare il quoziente intellettivo di una persona.
Il giornalista di atlantico, con un linguaggio abbastanza duro definisce gli esempi bizzarri, come casi di “empatia suicida”, una variante letale della sindrome di Stoccolma. Simon parte dal Sudafrica per arrivare a Ceuta. A suo tempo, una ragazza bionda americana, che frequentava i sobborghi sudafricani per sostenere il movimento antiapartheid, fu bersaglio di un lancio di pietre e mattoni; mentre fuggiva, inciampò e fu pugnalata a morte da quei “nobili” neri. Circolarono voci secondo cui l’avessero anche mangiata, sebbene la notizia sia stata contestata. Credete a ciò che volete. I genitori volarono poi in Sudafrica per abbracciare gli assassini della figlia, assicurando loro che non nutrivano rancore e continuavano a sostenere la loro lotta contro l’apartheid. Erano persone molto virtuose. I selvaggi furono condannati a 18 anni, ma beneficiarono di un’amnistia pochi anni dopo.
I genitori, insieme alle sorelle della vittima, sostennero l’amnistia e tennero persino una conferenza intitolata “Estendere i confini dei diritti umani”. Fondarono poi la Amy Biehl Foundation, grazie a un finanziamento di 500.000 dollari da parte dell’USAID, erogando contributi individuali da 5.000 dollari. I genitori assunsero due degli assassini affinché lavorassero per la fondazione. Erano, davvero, persone molto virtuose. Il racconto prosegue con esempi più recenti. Uno scippo commesso da un delinquente nero causò la morte di una donna. Il criminale ricevette una condanna a soli sette anni (in realtà meno, grazie all’inevitabile libertà condizionale).
La famiglia della vittima definì equa la sentenza, dichiarando: “Sappiamo che Jen non avrebbe voluto che una persona coinvolta nella sua morte, complice o meno, marcisse in prigione per decenni; ci conforta sapere che Ishmael ha la possibilità di riparare parte del danno causato”. Una donna bianca, membro fondatore della Commissione indipendente di controllo della polizia di Ann Arbor e impegnata nell’assistenza ai senzatetto – mossa dal desiderio di fare la differenza – è stata uccisa e ha subito violenza sessuale per mano di un ex detenuto nero. In Irlanda, un immigrato africano ha tentato di decapitare un uomo irlandese; la famiglia della vittima e altri hanno rassicurato tutti affermando che il vero pericolo non è costituito dal gruppo di persone che commette tali crimini, bensì dalla reazione ostile contro gli immigrati clandestini. Una donna bianca americana, sostenitrice della causa palestinese e contraria all’ICE, si trovava in Irlanda e pensava di dimostrare la propria virtù e apertura mentale frequentando un uomo palestinese, il quale l’ha poi picchiata a morte.
Un’anziana coppia bianca del Mississippi ha voluto dimostrare gentilezza e compassione ingaggiando per dei lavori un giovane delinquente nero con precedenti penali, il quale li ha uccisi; anche loro volevano fare la differenza. Una studentessa della NYU, già vittima di stupro in passato, ha dichiarato di ritenere che gli stupratori non debbano essere incarcerati. Passiamo a Ceuta, 60.000 musulmani hanno invaso improvvisamente la Spagna. Una donna bianca è stata ripresa mentre dava loro il benvenuto e li incoraggiava. In seguito, gli invasori hanno iniziato a fare irruzione nelle case e ad incendiare auto. Quando alcuni di loro sono stati espulsi, un gruppo di spagnoli, in prevalenza donne, ha distribuito cibo e bevande.
È risaputo che i musulmani odiano gli omosessuali e ne vogliono la morte. A Berlino, un musulmano ha guidato un’auto contro i partecipanti a un Pride. Diverse donne hanno sostenuto che il vero pericolo non fossero i musulmani ma gli uomini bianchi, mentre altre si sono dette rammaricate che il criminale fosse musulmano anziché un cristiano bianco. Ancora, una donna bianca, indignata perché riteneva esagerate le notizie sugli stupri ad Haiti, vi si è recata “decisa a preservare la dignità degli uomini neri in un mondo che li stereotipa costantemente come selvaggi violenti”.
È stata immediatamente stuprata, e in modo brutale (come disse Georg Hegel: “Se la teoria e i fatti sono in disaccordo, tanto peggio per i fatti”). Ha poi scritto un saggio attribuendo la responsabilità dello stupro subito a – avete indovinato – suprematismo bianco e patriarcato bianco, dichiarandosi inoltre grata per quell’esperienza. “Voglio ricordare loro [a tutti] i numerosi e grandi contributi che le persone di origine africana hanno dato a questo mondo”. Non ne ha citato nemmeno uno. Un immigrato clandestino messicano, “in cerca di una vita migliore”, ha ucciso una studentessa dell’Iowa che si opponeva alla deportazione degli immigrati illegali. Elizabeth “Pocahontas” Warren ha detto alla famiglia che avrebbero dovuto concentrarsi sui poveri migranti invece che sulla figlia. L’opinionista della Cnn Symone Sanders e Rekha Basu, indipendentemente l’una dall’altra, ha attribuito l’omicidio alla “mascolinità tossica. Una virtuosa famiglia tedesca, traboccante di compassione, ha accolto in casa propria un musulmano. Erano determinati a fare la differenza. Il musulmano ha poi urlato loro che quella era ormai casa sua, minacciandoli con un coltello. Nel video si vede il tedesco mantenere un atteggiamento gentile e virtuoso, cercando di ragionare con quel feroce selvaggio.
Una giornalista bionda olandese si recò in Afghanistan per curiosità, con l’intento di intervistare i Talebani. Fu stuprata più volte e tenuta in ostaggio a scopo di estorsione. Eppure, “mi hanno anche rispettata”, disse, sottolineando che “non sono dei mostri”. Dopotutto, a un certo punto le offrirono tè e biscotti: la prova inconfutabile che fossero brave persone. Sempre in Afghanistan, una coppia, lei una canadese incinta, il marito americano sono andati per diffondere buonumore e denunciare l’atteggiamento americano nei confronti dei talebani. Furono catturati e picchiati; la donna subì ripetuti stupri nell’arco di diversi anni, finché l’Intelligence Usa non informò le autorità pakistane, che provvidero a liberarli. A questi esempi c’è quello dell’avvocato italiano che giustifica l’africano che non sapeva che da noi le ragazze non si stuprano in spiaggia. Con gli esempi potremmo continuare.
Ideologia più forte dei fatti. Il filo conduttore di tutti questi casi dovrebbe essere evidente. Tuttavia, c’è qualcos’altro da considerare. Durante il periodo stalinista, vi furono moltissimi casi di comunisti leali i cui parenti vennero mandati nei gulag o giustiziati, o che essi stessi finirono nei gulag; Rimasero ferocemente leali al Partito e al “caro compagno Stalin”. Come i liberal di cui sopra, non erano in grado né disposti a riallineare le proprie convinzioni e la propria ideologia per adeguarle alla realtà, ai fatti. Come ha detto Gad Saad: “Mi stupisce la riluttanza delle persone a discostarsi dalla loro posizione iniziale, ben radicata, anche se le sommergo di prove del contrario”. Peraltro, Simon ho riscontrato la stessa identica mentalità in molti ebrei americani che sostengono i palestinesi e l’ingresso di musulmani in America, anche mentre questi ultimi invocano a gran voce la morte di tutti gli ebrei e la distruzione di Israele.
a cura di Domenico Bonvegna
L’articolo FRAMMENTI DI UN CONSAPEVOLE SUICIDIO DEL NOSTRO OCCIDENTE proviene da imgpress.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
roberto
Source link


