La pista inesplorata
Durante le indagini per l’omicidio del professore Bottari i magistrati, Vincenzo Barbaro e Salvatore Laganà subentrati al collega Carmelo Marino, promosso ad altro incarico – nominarono come Consulente Tecnico, Gioacchino Genchi, all’epoca Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, il quale si sarebbe dovuto occupare, grazie a un software di sua progettazione, dell’analisi e della elaborazione del traffico telefonico avvenuto sulla cella radiale relativa al luogo di esecuzione dell’omicidio per il giorno 15 Gennaio 1998, mezz’ora prima e dopo l’omicidio.
Ciò per individuare tutti gli apparati cellulari che, in quell’arco di tempo, avevano impegnato la cella (il ripetitore telefonico radio) di zona.
Inoltre, il consulente fu incaricato di effettuare l’analisi dei tabulati di traffico delle utenze cellulari dei soggetti che sarebbero emersi in corso di indagine o su indicazione del nostro ufficio.
L’enorme mole di dati acquisiti dai vari gestori del traffico telefonico, fu necessariamente elaborata in tempi non brevi e le prime risultanze dell’analisi del team di Genchi giunsero quando le indagini della polizia si stavano concentrando, quasi del tutto, sull’acquisizione di elementi di responsabilità a carico dei soggetti indagati e poi arrestati nell’Operazione Panta Rei.
Come detto, all’epoca, fu percorsa l’ipotesi investigativa che il movente del grave fatto di sangue risiedesse nei contrasti tra il Bottari e Longo e che questi, stante le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e delle risultanze acquisite in corso di indagine, avesse la capacità criminale e di rapporti personali per poter richiedere l’aiuto ad “amici” calabresi per portare a termine il suo disegno criminoso che vedeva l’eliminazione del collega.
A seguito della rilettura degli atti, è parere di alcuni investigatori che alcune circostanze emerse in corso di indagine, purtroppo apprese quando il personale della Squadra Mobile stava dedicando il massimo sforzo investigativo nell’indagine “Panta rei”, naturale prosecuzione di quella dell’omicidio Bottari, con tutti i suoi uomini impegnati nelle varie attività investigative, dalla redazione degli atti, all’ascolto di una decina di intercettazioni telefoniche, una mezza dozzina di intercettazioni ambientali, pedinamenti e appostamenti quotidiani.
Per doverosa ricostruzione, appare necessario rammentare che Roberto Bocca, dopo aver brillantemente avviato l’attività di indagine, raccogliendo sulla sua persona eventuali critiche o rischi, fu promosso dal Ministero e quindi trasferito.
Al suo posto fu destinato Francesco Barbagallo, sotto la cui Direzione, la Squadra Mobile inanellò una serie di positivi risultati mai raggiunti prima, grazie anche alla fattiva collaborazione dello stesso Bonaccorso.
Ipotesi investigativa
Tornando a quella complessa e articolata di attività d’indagine, poteva facilmente accadere, come in effetti è avvenuto, che qualche particolare o qualche circostanza non venisse adeguatamente analizzata proprio per l’impossibilità materiale a farla, o perché il personale fu distratto da altri accadimenti che in quei frangenti sembrarono più importanti. Infatti, qui di seguito si esporranno delle circostanze che, forse, andavano meglio approfondite all’epoca dell’omicidio, perché facevano risaltare la presenza nella città di Messina, di una squadra di soggetti calabresi, vicina al Longo, che la sera dell’omicidio Bottari effettuò uno strano numero di conversazioni telefoniche, proprio in corrispondenza del grave fatto di sangue.
In particolare, già con l’Informativa di reato del 27/05/1998, con la quale la Squadra Mobile illustrava al P.M. gli elementi probatori a carico del prof. Longo e dei vertici dell’ateneo messinese, che ne determinarono il suo successivo arresto del 24/06/1998 per associazione mafiosa, furono illustrati significativi contatti telefonici tra il gastroenterologo messinese e due giovani fratelli calabresi, facenti parte l’organizzazione criminale sopra evidenziata, a nome Pannuti Domenico e Pellegrino, nipoti dei più volte nominati Stelitano Pietro e Felice.
Pannuti Domenico di Luigi e di Pangallo Cecilia Virginia, nato il 18/06/1971 a Melito Porto Salvo (RC), residente a Roghudi (RC) in Via dei Gelsomini n. 9, domiciliato a Bova (RC) in Via Borgo n. 6. Domiciliato a Messina in via C. Citarella n. 35. Lo stesso era utilizzatore dell’utenza cellulare 0330360…, intestata al padre Luigi, utilizzata nel 1998 e fornita in occasione della presentazione della lista A.U.S. per l’elezione studentesca di quell’anno. Inoltre, ha attivato la scheda 0335664…, a lui intestata, attivata il 24/12/1997, recapito telefonico di base 090719… intestata a Garufi Alessandro, Via Scite n.2 Messina, in uso a tale “Marzia”, verosimilmente la fidanzata dal Pannuti Domenico (Vedasi Agenda sequestrata alla moglie di Stelitano Felice Finocchiaro Patrizia).
Pannuti Pellegrino di Luigi e di Pangallo Cecilia Virginia, nato a Melito Porto Salvo (RC) l’01/04/1970, residente a Bova (RC) in via Borgo n. 6, domiciliato a Messina in via C. Citarella n. 35, studente universitario, responsabile della lista A.U.S. presentata in occasione delle elezioni universitarie del 1998. Egli era usuario e intestatario dell’utenza cellulare 0338823…, attivata il 23/08/1996 e cessata il 28/01/1998 (guarda caso dopo due settimane dall’omicidio Bottari), nonché usuario dell’utenza 09066… intestata a Studio Commerciale del Dr. Russo Giuseppe ubicato in Via Cesare Battisti 167 (Utenza lasciata come recapito in Messina all’autosalone Siracusano), mentre l’utenza fissa dei genitori era la 0965762…, intestata al padre Pannuti Luigi Via Borgo 6 di Bova (RC).
Il loro nucleo familiare era così composto:
Padre PANNUTI Luigi di Pellegrino e di Pannuti Angela, nato a Roghudi il 29/08/1937, ivi residente in Via dei Gelsomini n. 9, operaio;
Madre PANGALLO Cecilia Virginia di Angelo e di Maesano Giovanna, nata a Roghudi il 22/09/1946, casalinga;
La nonna materna Maesano Giovanna, già sposata con Pangallo Angelo, si è poi unita con Stelitano Oreste Domenico con il quale ha procreato alcuni figli tra cui Stelitano Pietro e Felice. Tramite tale relazione parentale i Pannuti Domenico e Pellegrino sono nipoti degli Stelitano.
Infatti, la prima elaborazione dei flussi di traffico fatta da Genchi, relativa al periodo 01/01/1998 sino al 31/01/1998, del telefono cellulare avente nr.0337/958…, intestato alla C.P.Z. Srl Via A. Moro nr.14 di Bruzzano Zeffirio (RC) e in uso al prof. Longo Giuseppe, consentì di accertare che il predetto docente universitario, in data 02 Gennaio 1998, aveva effettuato o ricevute le seguenti telefonate:
- ore 10.09, il prof. Longo riceveva una telefonata dal cellulare avente numero 0335/6645.., intestato a PANNUTI Domenico, Via Borgo nr.6 Bova (RC), con codice fiscale PNN DNC 71H18 F112X dalla cui analisi si ricava il luogo e la data di nascita per Melito P. Salvo il 18.06.1971, studente in Medicina;
- ore 12.53, il prof. Longo, dal suo telefono cellulare, componeva lo 0330/360…, intestato a PANNUTI Luigi, Via Borgo nr.6 Bova (RC), abbinato all’utenza fissa 0965/762009 installata all’indirizzo di cui sopra, con codice fiscale PNN LGU 37M29 H489A dalla cui analisi si ricava il luogo e la data di nascita per Roghudi (RC) il 29.08.1937;
- il prof. Longo Giuseppe, alle ore 13.42 e alle ore 16.18, veniva chiamato dal cellulare nr.0337/420…, risultato intestato a STELITANO Felice, zio dei predetti germani.
Va specificato che dalla Consulenza di Genchi, si evidenziò che il prof. Longo aveva assidui rapporti di frequentazione proprio con lo Stelitano Felice, il Rosaniti Alessandro e il Morabito Giovanni più volte menzionato.
Lo Stelitano Felice, all’epoca dei fatti, risultava essere comproprietario, nonché Amministratore della “NOVAMEDICA s.n.c. del Dr. Rosario Costa & C.”, con sede legale in Messina Via dei Mille is.88 nr.265, tra i cui soci risulta essere, oltre il Dr. COSTA Rosario, nato a Messina il 07.0.1956 e ivi residente in Vill. Annunziata C.da Citola coop. “Metti la prima pietra”, anche il già menzionato Rosaniti Alessandro, medico dentista, defunto qualche anno addietro, con precedenti di polizia.
Per meglio lumeggiare la figura dei germani Pannuti, appare utile specificare che Pannuti Domenico, in data 07.02.1998, presentò presso il locale ateneo universitario, quale responsabile della lista A.U.S., l’elenco dei candidati, per l’allora imminenti elezioni studentesche.
Lo stesso Pannuti Domenico lasciava come recapito Via dei Gelsomini nr.9 Roghudi (RC) e tel. 0330/360… e cioè lo stesso telefono cellulare intestato al padre Pannuti Luigi.
Mentre, particolarmente significativa appare la circostanza che il fratello Pellegrino, in data 09.07.1996, fu denunziato alla Procura della Repubblica di Messina, in stato di libertà, perché ritenuto responsabile, in concorso con Arena Fausto, di minacce e violenza privata in danno del prof. Romeo Giovanni, titolare della cattedra di Chimica Organica alla Facoltà di Farmacia, al fine di ottenere la promozione di un candidato precedentemente respinto.
A comprovare tale rapporto di parentela, si rappresenta che dall’archivio PATX del Ministero dell’Interno risultano i sottoelencati controlli a carico dei citati Pannuti:
- il 23.06.1990, alle ore 17.34, in Villa S. Giovanni (RC) il PANNUTI Pellegrino veniva controllato mentre si trovava in compagnia di STELITANO Pietro, nato il 27.05.1956 in provincia di Reggio Calabria, pregiudicato per reati concernenti le sostanze stupefacenti, e IAMONTE Vincenzo, nato il 22.06.1933 in provincia di Reggio Calabria, pluripregiudicato con precedenti per associazione per delinquere di stampo mafioso;
- il 29.12.1994, in Condofuri, venivano controllati, mentre si trovavano insieme sull’autovettura targata RC 5083…, PANNUTI Luigi, nato a Roghudi (RC) il 29.08.1937, PANNUTI Pellegrino nato a Melito Porto Salvo (RC) l’01.04.1970 e residente a Roghudi (RC) Via dei Gelsomini nr.9, e PANNUTI Domenico, nato a Melito P. Salvo il 18.06.1971;
A seguito della perizia di Genchi, i rapporti telefonici emersi tra il prof. Longo, i fratelli Pannuti e Stelitano Felice, in corrispondenza dell’omicidio Bottari, furono, già all’epoca, considerati dalla Squadra Mobile di particolare valenza investigativa, perché risultò evidente che il prof. Longo disponeva, sostanzialmente, di amicizie con soggetti che, probabilmente, erano capaci di porre in essere un agguato come quello che è stato realizzato la sera del 15/01/1998, qualora lo avesse richiesto.
L’attenzione degli inquirenti su tale circostanza andò via via scemando quanto più stavano dedicandosi agli indizi che gli permisero di rinvenire elementi di responsabilità per gli imputati della Panta Rei, tra cui lo stesso prof. Longo.
Per tali ragioni, non fu data particolare valenza investigativa a quelle circostanze emerse, quando il citato Consulente presentò la prima parziale analisi relativa al traffico telefonico avvenuto, in data 15/01/1998, giorno dell’uccisione del Matteo Bottari.
Infatti, la menzionata consulenza tecnica poneva in evidenza che, nei tre giorni a cavallo dell’omicidio Bottari, i fratelli Pannuti, Domenico e Pellegrino, nipoti dei germani Stelitano Felice e Pietro, avevano avuto un anomalo numero di contatti, rispetto ai giorni precedenti, con altri cellulari, parte dei quali con due giovani a nome Raspone Giuseppe e Pinto Francesco, le cui figure non furono adeguatamente approfondite.
Il primo dei due soggetti di cui sopra, Raspone Giuseppe, oggi ausiliario scolastico nel nord Italia, venne descritto da Morabito Leo, uno degli arrestati della “Panta Rei”, durante l’interrogatorio del 20.10.2000 innanzi al G.I.P., quale candidato dalla lista A.U.S. per il C. di A. dell’ateneo nelle imminenti elezioni universitarie, e che lo stesso veniva appoggiato proprio da Arena Fausto.
Tale appoggio si giustificava anche dalla circostanza che il Raspone era ed è compaesano dell’Arena, entrambi erano residenti nel paesino del vibonese di San Costantino Calabro.
Appare utile specificare che, nel 2009, il Raspone è rimasto coinvolto nell’Operazione di polizia denominata “Magna Grecia” sulla presunta compravendita di esami universitari presso l’università di Catanzaro.
Certamente più interessanti appaiono le risultanze emerse sul conto del Pinto Francesco, alcune delle quali erano già emerse nel 1998 e che qui di seguito si riassumono:
- Nell’annotazione, datata 16/12/1998, dei colleghi Stornante Gaetano e Russo Gaetano, relativa al servizio di osservazione espletato quello stesso giorno a carico di Arena Fausto, gli stessi segnalavano che quel pomeriggio l’osservato si intratteneva con alcuni giovani presso l’America Bar, sito in Messina Via T. Cannizzaro, i quali poi si allontanavano a bordo dell’autovettura Y10 targata PZ 3445…, intestata a Pinto Francesco, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 02.08.1974 e residente a Potenza in via Tirreno s.n.c. pal. Finanza;
- Dall’interrogatorio del menzionato Morabito Leo, del 20.10.2000, innanzi al G.I.P., l’arrestato riferiva che tale Ciccio Pinto, a suo dire nipote di Felice Stelitano, era il Presidente dell’A.U.S.;
- Sempre quello stesso il 20.10.2020, fu interrogato dal G.I.P. anche Stelitano Felice il quale, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, riferì di avere un nipote, oltre ai fratelli Pannuti, a nome Pinto che aveva fatto il concorso di ammissione alla facoltà di medicina nel 1995 ed era stato bocciato.
- In data 29/12/1997, alle ore 11.27, presso il Piazzale Anas di Reggio Calabria, Pannuti Domenico fu controllato unitamente al fratello Pannuti Pellegrino e a Pinto Francesco, nato il 02/08/1974.
Oggi Pinto Francesco svolge la professione di medico presso l’ASL di Potenza e riveste la carica di Revisore dei Conti presso l’Ordine dei Medici di Potenza.
Per comprendere il particolare traffico telefonico intrattenuto dai fratelli Pannuti nei giorni 13, 14 e 15 Gennaio 1998, si riporta una sintetica tabella relativa all’insieme del traffico cellulare delle loro utenze cellulari:
| DATA | ORARIO | CHIAMANTE | CHIAMATO | Cella aggancio | durata |
| 13/01/1998 | 18.09.03 | 0335664… Pannuti Domen. | 03374208… Stelitano Felice | CT1 | 18s |
| 13/01/1998 | 18.15.21 | 033566… Pannuti Domen. | 0347330.. Musolino Ant. | CT1 | 00s |
| 13/01/1998 | 18.15.38 | 03356…
Pannuti Domen. |
0347330… Musolino Ant. | CT1 | 48s |
| 13/01/1998 | 22.31.10 | 033036…
Pannuti Luigi |
034723…
Trimboli Kat. |
ME09 | 19s |
| 14/01/1998 | 09.53.03 | 0330360…
Pannuti Luigi |
096576…
Pannuti Luigi |
ME14 | 9s |
| 14/01/1998 | 10.54.06 | 033566…
Pannuti Domen. |
033036…
Pannuti Luigi |
CZ1 | 28s |
| 14/01/1998 | 10.55.35 | 03356…
Pannuti Domenico |
09655…
Barcello Maria |
CZ1 | 102s |
| 14/01/1998 | 10.59.07 | 03356…
Pannuti Domen. |
0967220…
Corapi dr. Umb.
|
CZ1 | 102s |
| 14/01/1998 | 12.02.56 | 03356..
Pannuti Domen. |
033036
Pannuti Luigi |
CZ1 | 40s |
| 14/01/1998 | 12.24.29 | 033566..
Pannuti Domen. |
033036…
Auto C srl Circosta |
CT1 | 146s |
| 14/01/1998 | 14.37.45 | 03356 Pannuti Domen. | 09067… Musolino Pasquale | CT1 | 11s |
| 14/01/1998 | 15.07.42 | 033566… Pannuti Domen. | 09071 Giuliano Francesco | CT1 | 02s |
| 14/01/1998 | 16.05.38 | 033742… Stelitano Felice | 033566… Pannuti Domen. | ME09 | 23s |
| 14/01/1998 | 18.30.17 | 033036 Pannuti Luigi | 033566 Pannuti Domen. | ME09 | 06s |
| 14/01/1998 | 19.09.21 | 033566 Pannuti Domen. | 09029 Siracusano Automobili Srl | CT1 | 09s |
| 14/01/1998 | 19.09.43 | 033566 Pannuti Domen. | 09029 Siracusano Automobili Srl | CT1 | 116s |
| 14/01/1998 | 19.11.52 | 033566 Pannuti Domen. | 090293 Siracusano Automobili Srl | CT1 | 19s |
| 14/01/1998 | 20.42.56 | 033036 Pannuti Luigi | 0347231 Trimboli Kat. | ME14 | 77s |
| 14/01/1998 | 20.44.45 | 033036 Pannuti Luigi | 034723 Trimboli Kat. | ME14 | 15s |
| 14/01/1998 | 20.43.34 | 033882 Pannuti Pellegrino | 090 293 Raffa Pasquale | CT1 | 660s |
| 14/01/1998 | 20.57.17 | 03388 Pannuti Pellegrino | 090 2931 Raffa Pasquale | CT1 | 303s |
| 14/01/1998 | 21.47.38 | 03388 Pannuti Pellegrino | 0965762 Pannuti Luigi | CZ1 | 05s |
| 15/01/1998 | 10.47.28 | 03356 Pannuti Domen. | 0965 Barcello Maria | CZ1 | 57s |
| 15/01/1998 | 11.53.39 | 03356 Pannuti Domen. | 090293 Siracusano Automobili Srl | CZ1 | 49s |
| 15/01/1998 | 11.54.43 | 033566 Pannuti Domen. | 09029 Siracusano Automobili Srl | CZ1 | 46s |
| 15/01/1998 | 12.25.26 | 033566 Pannuti Domen. | 0330360 Pannuti Luigi | CZ1 | 35s |
| 15/01/1998 | 13.08.19 | 033566 Pannuti Domen. | 033036 Pannuti Luigi | CT1 | 06s |
| 15/01/1998 | 13.42.31 | 033566 Pannuti Domen. | 034733 Musolino Antonino | CT1 | 13s |
| 15/01/1998 | 14.39.46 | 033036 Marino Francesco | 0330360 Pannuti Luigi | ME09 | 27s |
| 15/01/1998 | 14.59.45 | 03307 Pinto Salvatore | 03303 Pannuti Luigi | ME14 | 13s |
| 15/01/1998 | 15.29.10 | 033070 Pinto Salvatore | 03303 Pannuti Luigi | ME14 | 11s |
| 15/01/1998 | 15.29.15 | 033070 Pinto Salvatore | 033036 Pannuti Luigi | RC01 | 03s |
| 15/01/1998 | 15.59.38 | 033566 Pannuti Domen. | 0906626 Studio Comm.le Russo Giuseppe | CT1 | 224s |
| 15/01/1998 | 17.51.06 | 03356 Pannuti Domen. | 0902936 Siracusano Automobili Srl | CZ1 | 167s |
| 15/01/1998 | 18.21.04 | 033566 Pannuti Domen. | 033070 Pinto Salvatore | CT1 | 15s |
| 15/01/1998 | 20.13.36 | 03356645 Pannuti Domen. | 0338291 Moschella Bernardo | CT1 | 23s |
| 15/01/1998 | 20.32.04 | 03388234 Pannuti Pellegrino | 096576 Pannuti Luigi | CT1 | 141s |
| 15/01/1998 | 21.16 | OMICIDIO | MATTEO | BOTTARI | |
| 15/01/1998 | 21.24.46 | 033822 Raspone Giuseppe | 0330360 Pannuti Luigi | CT1 | 47s |
| 15/01/1998 | 21.27.15 | 0338226 Raspone Giuseppe | 0335664 Pannuti Domen. | CT1 | 18s |
| 15/01/1998 | 21.28.32 | 033036 Pannuti Luigi | 0335664 Pannuti Domen. | ME09 | 21s |
| 15/01/1998 | 21.39.53 | 033882 Pannuti Pellegrino | 0330360 Pannuti Luigi | CT1 | 05s |
| 15/01/1998 | 21.44.09 | 033822 Raspone Giuseppe | 0335664 Pannuti Domen. | CT1 | 33s |
| 15/01/1998 | 22.42.34 | 03303 Pannuti Luigi | 0335664 Pannuti Domen. | ME12 | 14s |
| 15/01/1998 | 22.45.31 | 0330360 Pannuti Luigi | 033070 Pinto Salvatore | ME11 | 04s |
| 15/01/1998 | 23.18.34 | 0338823 Pannuti Pellegrino | 09657620 Pannuti Luigi | CT1 | 19s |
| 16/01/1998 | 08.49.28 | 033566 Pannuti Domen. | 0347330 Musolino Antonino | CT1 | 02s |
| 16/01/1998 | 08.51.24 | 03356645 Pannuti Domen. | 03473300 Musolino Antonino | CT1 | 33s |
| 16/01/1998 | 09.06.34 | 0335664 Pannuti Domen. | 033037 Arena Fausto | CT1 | 09s |
| 16/01/1998 | 10.16.45 | 033070 Pinto Salvatore | 033036 Pannuti Luigi | ME12 | 27s |
| 16/01/1998 | 11.02.18 | 033742 Stelitano Felice | 033036 Pannuti Luigi | ME23 | 14s |
| 16/01/1998 | 11.04.13 | 0335664 Pannuti Domen. | 033036 Pannuti Luigi | CT1 | 19s |
Appare certamente interessante, dal punto di vista investigativo, la circostanza che il Raspone Giuseppe, nella mezzora successiva all’omicidio del povero Bottari, chiamò per ben tre volte i fratelli Pannuti. Cos’aveva di così importante da comunicargli o da conoscere?
Le suesposte circostanze permettevano di far emergere che i fratelli Pannuti, Pellegrino e Domenico, nel Dicembre 1997 e nel Gennaio 1998 avevano rapporti di frequentazione, oltre che con l’Arena Fausto, con il cugino Pinto Francesco, e con il Raspone Giuseppe, entrambi all’epoca domiciliati in Messina.

La mancata attenzione rivolta dagli investigatori al Raspone e al Pinto non gli consentì di accertare, tra il Dicembre 1997 e il Gennaio 1998, il loro esatto domicilio in Messina, mentre ciò non accadde proprio per l’Arena e i Pannuti, nonché per gli altri indagati in seno alla “Panta Rei”.
Gli abitanti del quartiere Lombardo
Perché un capitolo su un rione di Messina?
Presto svelato, perché è opinione degli autori che la mancata adeguata attenzione da parte degli investigatori ad alcune circostanze che riguardavano proprio questo territorio, possa aver contribuito al fallimento delle indagini sull’omicidio.
Abbiate pazienza di finire il capitolo e capirete il perché.
Il 18 Ottobre 2000, data di esecuzione dell’Operazione “Panta Rei”, i fratelli Pannuti erano domiciliati a Messina in un immobile ubicato in una traversa del Viale San Martino e più precisamente in Via Citarella n.35, quasi all’incrocio con il Viale Europa, mentre, al tempo dell’omicidio de qua, gli stessi abitavano nel vicino quartiere Lombardo.
Infatti, gli stessi, come si è appreso recentemente da fonte fiduciaria, tra il 1997 e il 1998, risiedevano a circa 500 metri più in basso di Via Citarella e cioè presso l’isolato n.51, edificio delimitato dalle vie G. La Farina, Via G. Buganza, Via Reggio Calabria e Via A. Salandra.
Mentre ancora più in là nel passato, tra il 1988 e il 1989, il più grande dei due germani, a nome Pellegrino, risiedeva sempre nello stesso quartiere ma a un centinaio di metri dall’isolato n.51.
A tal riguardo, di particolare significato investigativo, sulle attività illecite condotte da Pannuti Pellegrino e sul luogo di suo domicilio, furono le circostanze riferite dal collaboratore di giustizia Vitale Giovanni, il quale, dichiarò di aver conosciuto il Pellegrino Pannuti e che questi era dedito allo spaccio di stupefacenti.
Il giovane calabrese, alla fine degli anni ‘80, abitava in un appartamento ubicato a Messina in Via Salandra is. 38 n. 19 sc. I, a circa 100 metri dal domicilio di cui sopra.
La circostanza riferita dal collaborante sul domicilio del Pannuti Pellegrino fu riscontrata il 23/12/1998 dagli Ispettori Salvatore Zanghì e Gaetano Stornante, i quali, a seguito di sopralluogo eseguito con la presenza del Vitale Giovanni e del suo difensore di fiducia, redissero dettagliata annotazione in cui affermarono che l’abitazione del giovane calabrese fu riconosciuta dal pentito in quella sita a Messina in Via Salandra is. 38 n. 19 sc. I, isolato delimitato dalla via Giolitti, via Lazio – da cui si può accedere come secondo ingresso – e via Napoli.
Il reticolo di vie delimitate dal Viale San Martino, Viale Europa, Via G. La Farina, e Via Roma, ricade, come detto, su quello che è conosciuto come Rione Lombardo, sito questo che, da più mezzo secolo, è luogo di residenza di molti studenti universitari fuori sede, specie calabresi, e questa particolarità era presente anche nel periodo dell’omicidio Bottari.
Infatti, il menzionato Rione, oltre a essere stato il domicilio dei due germani Pannuti, fu il luogo di domicilio, fino alla fine degli anni ’80, dei fratelli Stelitano Pietro e Felice (vedasi dichiarazioni di Ferrara Carmelo e dei testi interrogati), del “grifo” Zavettieri Pietro Bonaventura e di tanti altri studenti della sponda reggina dello Stretto.
A tal riguardo, si rammenta che, il giorno dell’esecuzione dell’Operazione “Panta Rei”, il ricercato Arena Fausto Domenico non venne rintracciato presso il suo domicilio dell’epoca, sito in Messina Via Catania n. 74, ma questi si consegnò poi spontaneamente negli uffici della Mobile.
Come si accertò all’epoca, l’Arena, fino a qualche mese prima, era domiciliato sempre in Messina ma in Via Roma is. 32 n. 8 int. 90, in un appartamento di sua proprietà, ove era installata l’utenza fissa, a lui intestata, a numerazione 090/695…, attivata il 06/10/1995 e intestata al medesimo giovane.
Inoltre, va ricordato, come appreso da personale della Mobile, che presso l’appartamento dell’Arena erano soliti soggiornare, allorquando venivano a Messina, Rosaniti Leonardo Salvatore e anche Rosaniti Domenico Salvatore, rispettivamente fratello e cugino del defunto Rosaniti Alessandro, tutti e tre, come l’Arena, arrestati nella menzionata operazione “Panta rei”
Ma la circostanza particolarmente significativa, in relazione al summenzionato appartamento dell’Arena, cioè quello identificato con il n. 90 dell’isolato 32, fu che il medesimo è adiacente a quello avente numerazione int. 89, il quale risultò essere di proprietà di Talia Maria, nata il 04/10/1934, moglie del citato boss Morabito Giuseppe, soprannominato “Tiradritto“, ove era installata l’utenza telefonica 090/2921… a lei intestata.
Dalle risultanze degli atti d’indagine emerse che l’abitazione della Talia era utilizzata dal di lei figlio Giovanni, nei suoi spostamenti a Messina, nonché dalla nipote Carrozza Domenica durante i suoi studi presso l’ateneo messinese. Continuando a essere utilizzata dai numerosi nipoti del “tiradritto” fino ai giorni nostri.
Peraltro la citata Carrozza Domenica è la giovane per la quale la zia Morabito Francesca chiese notizie al marito Pansera Giuseppe, nel loro colloquio del 18/07/1998, sulla sua materia d’esame all’Università di Messina, dal cui colloquio venne fuori la loro conoscenza del prof. Longo Giuseppe.
A pochissima distanza dall’appartamento dell’Arena, della Talia e dei fratelli Pannuti, vi erano anche l’appartamento occupato da altri due indagati dell’operazione “Panta Rei” e cioè Rosaci Antonio, all’epoca studente universitario.
Alla luce di quanto sopra descritto, può affermarsi che a cavallo del 1997 e del 1998, nel piccolo quadrilatero in esame e nelle sue adiacenze, risiedevano i fratelli Pannuti, Fausto Arena, il figlio e i nipoti del “tiradritto”, Rosaci Antonio e probabilmente anche Pinto Francesco e Raspone Giuseppe, nonché, saltuariamente, il fratello e il cugino di Rosaniti Alessandro.
A questo punto bisogna rammentare che quando personale della Mobile interrogò il proprietario della Fiat Uno, rinvenuta in Via Pola, e verosimilmente utilizzata dai killers per compiere l’omicidio de qua, il proprietario dell’autovettura, Gugliotta Gaetano, riferì che l’autovettura in argomento gli era stata asportata, tra le ore 10.15 del 16 e le ore 06.15 del 17 Novembre 1997, in questa Via Giolitti angolo Via Salandra, proprio nel quadrilatero sopra menzionato, abitato dai sopra nominati soggetti calabresi.
Pertanto, nel quartiere Lombardo di Messina, alla data del Gennaio 1998, erano presenti le seguenti circostanze:
- nel suo territorio erano ubicate la casa dei Pannuti, dell’Arena, del Rosaci, della famiglia Morabito;
- a circa 100 metri dall’abitazione dei soggetti calabresi, vi era l’armeria che, molto probabilmente, ha venduto il munizionamento utilizzato per l’omicidio Bottari;
- a meno di 200 metri dalle stesse abitazioni vi è il luogo ove è stata rubata l’autovettura utilizzata per l’omicidio de qua.
Una coincidenza rimane sempre una coincidenza, ma tre coincidenze devono essere considerati veri e propri indizi.
Accertato quanto sopra, cioè la capacità e la possibilità che i giovani calabresi potessero aver comprato il munizionamento e rubato l’auto utilizzati per l’omicidio, era necessario, stante la pista investigativa percorsa, collegare detti giovani al prof. Longo.
I rapporti tra il prefato docente e i menzionati giovani calabresi erano emersi già in corso di indagine tanto che:
- il defunto prof. Longo è stato denunziato, in complicità con l’Arena Fausto, per le minacce ai professori Purello e Bagnato;
- che i Pannuti erano in rapporti quantomeno telefonici con il Longo e che il loro zio aveva saldi rapporti di amicizia con il gastroenterologo;
- i fratelli Pannuti furono denunziati insieme all’Arena quali componenti della stessa associazione per delinquere per la commissione di attività illecite all’università.
Esistevano quindi rapporti circolari, tra i soggetti sopra menzionati.
Rammentando sempre che questi ragazzi calabresi risiedevano a pochi metri dall’armeria che ha verosimilmente venduto la cartuccia utilizzata per il grave fatto di sangue e che la loro dimora era a pochissima distanza dal luogo ove è stato perpetrato il furto dell’auto utilizzata per l’omicidio.
Volendo ripercorrere l’ipotesi investigativa sulla possibilità che il prof. Longo possa essere stato il mandante dell’omicidio del prof. Bottari, per le ragioni evidenziate in precedenza, appare evidente che i giovani calabresi a lui vicini, alla luce delle inedite circostanze sopra illustrate, potevano ben reperire l’auto e il munizionamento utilizzato per eseguire il grave fatto di sangue in argomento e, quindi, meritevoli, all’epoca, di una più accurata attività investigativa a loro carico.
CONTINUA…
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roberto
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