Non sono abusi, ma crimini sessuali


«Parlare di “abuso” sessuale è scorretto, perché abuso significa “uso eccessivo” della sessualità e rischia di sottendere che sia lecito farne un uso non eccessivo. Quando parliamo di minori il termine corretto da utilizzare è un altro: crimine sessuale». Parte da questa riflessione linguistica la tesi Questo è il nostro segreto. Vittime, abusatori e omertà con la quale Chiara Codardini ha ottenuto la licenza in scienze religiose all’Issr Onisto di Vicenza e che successivamente è stata pubblicata nella collana Theology Press della Facoltà teologica del Triveneto (la pubblicazione è scaricabile gratuitamente dal sito fttr.it), con presentazione e prefazione di don Flavio Marchesini (vicario episcopale della Diocesi di Vicenza e docente all’Issr di Vicenza) e Leopoldo Sandonà (direttore dell’Issr di Vicenza).

Lo studio di Chiara Codardini è preciso e approfondito. Riferimento continuo sono i documenti e le statistiche della Conferenza episcopale italiana pubblicati nel corso degli anni, segno che «l’attenzione all’argomento c’è, ma non è ancora diventata patrimonio comune e con il mio lavoro vorrei dare un contributo in tal senso» spiega l’autrice.

In primo luogo, Codardini inquadra il fenomeno statisticamente, con una precisazione doverosa: «È inopportuno parlare di pedofilia nella Chiesa, perché i casi di abuso che più si verificano al suo interno riguardano ragazzi e ragazze che hanno superato la pubertà. La pedofilia è una particolare parafilia che si manifesta nella preferenza sessuale verso i prepuberi. È interessante sapere che non tutti i pedofili commettono crimini, ma quando ciò avviene hanno molte vittime e spesso non si pentono. Più diffusa è l’attrazione verso i cosiddetti teenager. Ci si chiede se alla base non ci sia uno sviluppo psicoaffettivo incompiuto».

Un altro dato interessante che emerge è che «gli abusi su minori compiuti da presbiteri avvengono mediamente dopo undici anni dall’ordinazione». Un dato che, letto in combinato disposto con l’incompiutezza dello sviluppo psicoaffettivo, lascia supporre che qualcosa non funzioni nella formazione svolta all’interno dei Seminari.

«La stessa Cei ha redatto numerosi documenti che parlano di formazione, affettività e sessualità, con i contributi di studiosi quali Ugolini, Cencini e Deodato. Ma non si tratta di un problema dei Seminari in quanto tali. Il tema tocca anche gli ordini religiosi. Il comportamento del singolo non è mai disgiunto dalla struttura, perché dove c’è un abuso c’è sempre un contesto che permette, favorisce e nasconde l’abuso. Dentro e fuori la Chiesa».

Codardini a settembre discuterà la tesi di baccalaureato in Teologia e in ottobre inizierà a frequentare l’Istituto di antropologia della Pontificia Università Gregoriana, a Roma. «Si tratta di un corso di safeguarding (prevenzione, ndr) con persone provenienti da tutto il mondo. «Questo tema degli abusi, anzi, dei crimini sessuali, mi ha interrogato molto su cosa può fare la Chiesa. È vero che la maggior parte dei crimini avviene in ambito familiare, ma anche se i casi che si verificano nei contesti ecclesiali sono numericamente inferiori non si giustifica la scarsa considerazione. Ritengo sia necessario avviare indagini retrospettive indipendenti, come già hanno fatto alcune Conferenze episcopali o la Diocesi di Bolzano-Bressanone: solo così si mettono realmente al centro le persone vittime e si capiscono gli errori commessi per prevenirli in futuro».

La tesi di Chiara Codardini si conclude con una “Benedizione del corpo profanato”. «Se avviene un omicidio in una chiesa – spiega – questa deve essere riconsacrata. Anche un corpo profanato ha bisogno di cura spirituale».

Rapporto del Vaticano sugli abusi
Il 2° Rapporto della Pontificia commissione per la tutela dei minori, pubblicato a ottobre 2025, segna un nuovo passaggio nel cammino globale della Chiesa verso la verità, la giustizia e la riparazione. Il documento approfondisce il tema “Giustizia e conversione”, con attenzione alla riparazione come responsabilità della Chiesa di «accompagnare le vittime nel loro percorso di guarigione e risanamento». Lo studio ha raccolto «spunti dalle pratiche di riparazione esistenti nelle Chiese locali e dalle persistenti sfide per attuare una riparazione piena e totale», e che i contributi del gruppo di ascolto delle vittime hanno offerto approfondimenti essenziali. Il cuore operativo del Rapporto è il vademecum dedicato alle riparazioni, che individua sei ambiti: accoglienza, ascolto e cura; comunicazione: scuse pubbliche e private; sostegno spirituale e psicoterapeutico; sostegno finanziario; riforme istituzionali e disciplinari; iniziative di tutela all’interno della comunità ecclesiale.

Alcuni dati dalla Terza rilevazione territoriale sulla rete per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili in Italia (biennio 2023-2024)

Coinvolte 184 Diocesi su 194 in cui è presente un Servizio di tutela, 16 servizi regionali e 103 Centri di ascolto

Nel 2024: 
* sono stati segnalati 69 casi di presunto abuso, in parte relativi al passato e in parte recenti; 
* a essi sono associati 67 presunti autori: 44 chierici, 15 religiosi e 8 laici;
* la maggior parte delle segnalazioni riguarda l’ambito parrocchiale (27 casi);
* le presunte vittime sono in prevalenza minori maschi, con una concentrazione significativa nella fascia 10-14 anni;
* l’età media dei presunti autori è salita da 43 a 50 anni rispetto al biennio precedente;
* tra le richieste pervenute ai Centri, il 15,2 per cento proviene da persone che si identificano come vittime; il 35,4 per cento riguarda episodi di abuso in contesto ecclesiale

Facoltà teologica del Triveneto: oltre ad aver attivato un corso di safeguarding per docenti, studenti e personale, propone un corso sulla violenza nelle relazioni intime

La pubblicazione di Chiara Codardini si inserisce nel contesto di attenzione che la Facoltà teologica del Triveneto sta prestando al tema degli abusi. Nei mesi di marzo e aprile 2026, docenti, studenti e personale hanno seguito – tra le prime facoltà teologiche italiane – un corso di formazione promosso
dalla Pontificia Università Gregoriana in tema di safeguarding (prevenzione) che impegna tutti
nella creazione di spazi e relazioni sicure che rispettino la dignità, la libertà e lo sviluppo umano della persona.

Per l’anno accademico 2026-27, inoltre, il ciclo di licenza proporrà un corso online serale – aperto a tutti – dal titolo “L’autore di violenza nelle relazioni intime”. Il prof. Brian Vanzo affronterà innanzitutto le radici culturali della violenza maschile, con particolare attenzione alla costruzione sociale della maschilità, alle dinamiche di potere e al controllo coercitivo, evidenziando come norme simboliche e modelli relazionali contribuiscano alla legittimazione del dominio, anche nei contesti pastorali. Successivamente il fenomeno sarà collocato nel quadro della governance internazionale, analizzando gli strumenti sovranazionali promossi da Nazioni Unite e Consiglio d’Europa, nonché le ricadute nel sistema giuridico nazionale. Si approfondirà poi il profilo dell’autore sotto gli aspetti clinico e criminologico; l’ultima parte del corso sarà dedicata ai modelli di trattamento, con particolare attenzione alla responsabilizzazione e alla tutela della vittima. 

Il corso si terrà nel secondo semestre, al giovedì dalle 20 alle 22.15. Per informazioni sui corsi della Facoltà: fttr.it e 049-664116.


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