Nel corso di un evento istituzionale a Roma, Chiesi Italia ha ribadito l’importanza della necessità di quadro regolatorio stabile e armonizzato per favorire la transizione ambientale e industriale del settore farmaceutico. L’azienda, con sede a Parma e parte del Gruppo Chiesi, ha evidenziato come la traiettoria verso prodotti e processi a minore impatto ambientale, inclusa la conversione dei dispositivi inalatori con gas propellenti a ridotto impatto, richieda ulteriori standard condivisi. Tra questi, il protocollo Pas 2090:2025, approvato dalla Federazione europea Epfia, utile per misurare gli impatti ambientali dei farmaci e dimostrare il legame tra sostenibilità ed efficacia.
Peso delle malattie respiratorie e l’approccio One Health
Durante l’iniziativa, intitolata “Respiriamo il Futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria”, è emerso che in Italia asma e Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (Bpco) coinvolgono circa quattro milioni di persone. Si tratta di patologie con le principali cause di mortalità e assorbono significative risorse sanitarie, con un trend in aumento legato all’invecchiamento della popolazione e a disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure. Per affrontare l’emergenza, è stato messo in luce come sia necessario adottare un approccio sistemico e integrato, coerente con il paradigma One Health, che riconosce il legame tra salute umana, ambiente e contesto socio-economico.
Ruolo delle istituzioni e la necessità di collaborazione pubblico-privato
Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, ha ricordato che «proteggere i polmoni significa proteggere la vita: un obiettivo che richiede politiche pubbliche efficaci e un accesso equo alle cure. Le malattie respiratorie rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica e rendono sempre più urgente investire in innovazione, prevenzione e sostenibilità. In questo contesto, Chiesi rappresenta un esempio di come l’industria possa coniugare tutela della salute, competitività e responsabilità ambientale, sviluppando soluzioni innovative e a basso impatto. Il governo è impegnato a sostenere le imprese che investono in ricerca, innovazione ed efficienza, promuovendo al tempo stesso un dialogo costante tra istituzioni, industria e pazienti. Respirare meglio è un diritto e costruire un futuro più sano e sostenibile è una sfida che dobbiamo affrontare insieme».
Innovazione sia occasione concreta per chi ne ha bisogno
Andrea Costa, già sottosegretario alla Salute e consigliere del ministro Schillaci per le Strategie di attuazione del Pnrr, ha sottolineato che «sicuramente questa è la dimostrazione dei grandi risultati che la ricerca è in grado di produrre. Si aprono nuove opportunità e il compito della politica è creare le condizioni affinché queste innovazioni diventino un’occasione concreta per chi ne ha bisogno. Credo che questo sia anche un esempio concreto di come il concetto di One Health possa essere applicato realmente. Ci troviamo, infatti, di fronte a uno strumento che fornisce risposte importanti in termini di sanità e salute, ma che al tempo stesso garantisce anche il rispetto dell’ambiente. Si tratta, quindi, di un approccio che tutela la salute del pianeta e che, di conseguenza, contribuisce a migliorare il benessere delle persone. È una grande iniziativa e una grande opportunità. Ribadisco, però, che c’è bisogno di una politica capace di allineare i tempi delle decisioni, rendere attuabili queste innovazioni e fare in modo che siano realmente messe a disposizione dei cittadini e di chi ne ha bisogno».
Malattie respiratorie hanno impatto rilevante sul Ssn
Secondo Elena Murelli, Commissione Affari sociali, Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, «quando un cittadino fatica a respirare, si trova di fronte a un problema grave: le malattie respiratorie hanno un impatto rilevante sul Servizio sanitario nazionale e richiedono interventi tempestivi. Considerando la crescita della popolazione, l’inquinamento e le sfide ambientali, è fondamentale garantire una continuità assistenziale. Non possiamo limitarci a intervenire solo nelle fasi più gravi della malattia, ma dobbiamo puntare sulla diagnosi precoce e sul monitoraggio costante. Dobbiamo, quindi, rafforzare la rete territoriale del Servizio sanitario nazionale per assicurare la sostenibilità delle cure, puntando sulla capillarità dell’assistenza e sulla sua efficacia, in particolare nelle aree interne dove i servizi sono meno accessibili, soprattutto per i pazienti più fragili e gli anziani».
«Sfide sanitarie e ambientali che oggi affrontiamo richiedono un approccio integrato»
Presente anche Raffaello Innocenti, Ceo & Managing Director di Chiesi Italia, secondo cui «le sfide sanitarie e ambientali che oggi affrontiamo richiedono un approccio integrato, in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità delle cure, mettendo al centro i bisogni delle persone. Per questo in Chiesi investiamo nello sviluppo di soluzioni a ridotto impatto ambientale, attraverso il progetto Carbon minimal inhaler (Cmi), espressione di un impegno continuo in ricerca e sviluppo e di investimenti industriali orientati all’innovazione, anche nel nostro Paese, come la riqualificazione del sito di Nerviano, un polo produttivo e tecnologico dedicato allo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative»
Apparato respiratorio ha contatto diretto con l’ambiente
Paola Rogliani, presidente della Società italiana di pneumologia, ha osservato che «l’apparato respiratorio ha un contatto diretto con l’ambiente, per cui sarebbe sbagliato disgiungere la salute respiratoria dalla salute ambientale. L’apparato respiratorio rappresenta benissimo il paradigma del concetto One health, cioè dell’interazione tra salute e ambiente. Questo ci impone di avere un atteggiamento omnicomprensivo nell’approccio alle condizioni respiratorie che partono sicuramente dalla prevenzione e dall’attenzione all’ambiente»
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
4
Source link


