Tra storia e rilancio del turismo. Il sindaco: «Nel nostro territorio abbiamo tutte le scuole dal nido alle medie, un servizio importante alle famiglie per un Comune che conta 1.100 abitanti e che è nato nel 1940»
«Mille e cento abitanti con tre parrocchie di cui due sotto la Diocesi di Padova, San Pietro e Pedescala e una, Forni, sotto Vicenza e con tutte c’è una bella sintonia e collaborazione. Tre sono le pro loco di Valdastico, una per ciascuna delle tre comunità». Esordisce così Claudio Sartori, sindaco di Valdastico. Il Comune è stato costituito nel 1940 riunendo il territorio censuario degli ex Comuni di Forni e Casotto e delle frazioni di San Pietro e Pedescala già appartenenti al Comune di Rotzo. Sotto il profilo storico, i paesi che formano il Comune di Valdastico hanno sempre goduto di una autonomia politica e di una certa rilevanza economica derivante dalla favorevole posizione geografica, essendo posti lungo l’antica “strada per la Germania”, oggi strada statale n. 350.
Come ricorda il primo cittadino «Tra 19° e 20° secolo, la popolazione, in continuo aumento, ha preso la via dell’emigrazione e, prima come lavoratori stagionali nelle grandi opere stradali e ferroviarie, poi con l’apertura di nuovi orizzonti, molti sono partiti per le Americhe dove si sono stabiliti colonizzando quelle fertili terre anche fondando delle città come Encantado nel Rio Grande do Sul (Brasile) che oggi è gemellata con Valdastico, mentre il parco dell’Emigrante testimonia la storia recente del nostro paese». Con lo scoppio della Prima guerra mondiale l’intera Valle dell’Astico finisce in rovina sotto il controllo degli austriaci. Anche la Seconda guerra mondiale colpisce direttamente con nuove tragedie la popolazione di Valdastico. Ancora il sindaco: «Ricordo la strage di Pedescala in cui vennero uccise 63 persone dalle truppe dell’esercito tedesco a cui erano aggregati alcuni italiani. A memoria dell’eccidio, viene conferita al Comune di Valdastico la medaglia d’oro al valore partigiano». Il successivo spopolamento dovuto al Secondo conflitto mondiale non ha però frenato la nascita di nuove attività economiche che hanno permesso la crescita della popolazione.
Un ruolo importante lo riveste la Casa di Riposo comunale con i suoi 52 ospiti e circa 60 dipendenti. Il sindaco Sartori, al secondo mandato ottenuto nel 2024, ma con una solida e pluriennale esperienza amministrativa, si è distinto per un preciso utilizzo dei Fondi Odi assegnati ai Comuni di confine con la Provincia autonoma di Trento come Valdastico: «Avremo a disposizione 1,5 milioni di euro che ci consentiranno una ristrutturazione e ampliamento della nostra Rsa, ma in queste settimane abbiamo ultimato anche la ristrutturazione di piazza Roma e della adiacente via Santa Barbara a San Pietro. Entro il 2026 circa 350 mila euro saranno destinati alla messa in sicurezza della curva e dello svincolo di Ponte Maso sulla strada provinciale 350», sottolinea Claudio Sartori.
Grazie alla sua posizione in valle e all’estensione montana del territorio comunale, numerose sono le attività sportive e le escursioni che si possono svolgere a Valdastico. Nel parco alpinistico Anelli delle Anguane è possibile effettuare sei escursioni ferrate su vie attrezzate che variano in base alla difficoltà: escursionistico, alpinistico, aereo, impegnativo e atletico. A breve verrà realizzata anche una palestra di roccia per contribuire allo sviluppo turistico della zona.
«Nel nostro territorio abbiamo tutte le scuole dal nido alle medie, un servizio importante alle famiglie» conclude il sindaco.
Il parroco: «Il vero cuore pulsante della valle si esprime nella quotidiana “rete di buon vicinato”, una forma di mutuo aiuto non istituzionale, ma spontanea e capillare»
Due comunità ben integrate
Nel cuore della Collaborazione Pastorale Astico, le comunità di San Pietro Valdastico e Pedescala testimoniano una fede viva, capace di superare i confini geografici e diocesani per farsi vicinanza concreta. A guidare questo cammino, dal 2017, è il parroco don Sergio Stefani, che accompagna le due parrocchie in un percorso di profonda sinergia, dove le forze si uniscono per mantenere accesa la vita cristiana e civile del territorio. Questa spinta all’unità trova una sponda importante anche nella bella collaborazione con l’amministrazione comunale, un’alleanza preziosa per promuovere il bene comune e sostenere le necessità di comunità piccole, San Pietro ha 600 abitanti e Pedescala circa 200. L’integrazione tra le due comunità è ormai una realtà consolidata.
«Il cammino di iniziazione cristiana per i bambini, che sono circa una ventina, viene svolto interamente unendo i piccoli di entrambe le parrocchie», racconta il parroco. Per i ragazzi delle scuole medie, invece, l’esperienza si allarga ulteriormente con il “tempo della fraternità”. «Questo percorso viene vissuto insieme alle parrocchie di Casotto e Forni; si tratta di una collaborazione fluida e fruttuosa, particolarmente significativa nel caso della parrocchia di Santa Maria Maddalena a Forni», aggiunge don Sergio. Questa comunità, infatti, si trova a tutti gli effetti all’interno del territorio comunale di Valdastico, ma appartiene storicamente alla Diocesi di Vicenza. Una vicinanza geografica che si fa pastorale, a dimostrazione di come la comunione ecclesiale sappia superare i confini amministrativi e diocesani in favore dei giovani.
L’anno in corso riveste un significato storico particolare per la comunità di Pedescala, che celebra il centenario dell’apertura della sua chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Antonio da Padova. L’edificio, la cui costruzione iniziò prima della Grande guerra e fu completata negli anni Venti, custodisce una memoria di fede che oggi si proietta nel futuro. Nel frattempo, la chiesa di San Pietro Apostolo, capoluogo comunale, continua a essere il fulcro storico della valle. «In questo contesto – sottolinea don Stefani – la liturgia è particolarmente curata in entrambe le parrocchie grazie alla presenza attiva e appassionata dei rispettivi cori parrocchiali». Nel ministero, don Sergio si avvale del prezioso aiuto di don Armando Lorenzi, sacerdote che, con grande generosità, offre la sua costante disponibilità. Le due comunità guardano al domani anche attraverso l’impegno nel percorso biennale di discernimento per i ministeri battesimali.
Il tessuto umano del paese si distingue per un volontariato vivace e silenzioso. Ancora il parroco: «Molti cittadini si dedicano con costanza al servizio degli ospiti nella casa di riposo comunale, ma il vero cuore pulsante della valle si esprime nella quotidiana “rete di buon vicinato”. Si tratta di una forma di mutuo aiuto non istituzionale, ma spontanea e capillare, che intercetta i bisogni degli anziani e delle persone sole, offrendo risposte nate dalla prossimità. Vi è ancora il gruppo Pensionati Valdastico che, avvalendosi di un mezzo messo a disposizione dal Comune, accompagna le persone anziane negli ospedali del territorio per visite ed esami e rappresenta davvero un’altra bella realtà». Infine, durante la stagione estiva, quando vi è anche una maggior presenza di persone non residenti in paese, vengono organizzate specifiche attività estive pensate per mantenere il paese dinamico, offrendo occasioni di incontro a residenti e visitatori.
Un grande evento ogni due anni, il prossimo nel 2027
Ogni due anni un grande evento richiama migliaia di persone non solo da Veneto e Trentino. è “Il ritorno dal bosco”, tre giorni in cui il bosco è scenario e protagonista, in cui le voci degli uomini si intrecciano con il passo degli animali, il suono delle cornamuse.
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Andrea Canton
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