Il 25 maggio scorso, papa Leone ha presentato la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas. All’inizio del suo discorso, il papa ha detto «ringrazio di cuore coloro che hanno organizzato l’incontro odierno, e in particolare coloro che hanno condiviso la loro competenza e la loro esperienza nelle diverse relazioni che abbiamo ascoltato. In modo particolare desidero ringraziare il signor Olah per avere accettato il nostro invito. A mia volta, a nome della Chiesa, accetto il suo invito a camminare insieme, ad ascoltare e a parlare insieme per trovare il cammino per l’umanità in questo tempo dell’intelligenza artificiale. Che grande segno di speranza il fatto che, con le nostre differenze, possiamo ascoltarci gli uni gli altri. Questo scambio indica chiaramente la gravità del momento, nonché la convinzione che, insieme, possiamo discernere le questioni più importanti del nostro tempo e, quindi, il futuro dell’umanità».
Non pochi sono stati sorpresi della presenza di Christopher Olah a fianco del papa. Olah è un ricercatore canadese esperto di reti neurali – quelle che permettono l’apprendimento automatico dei computer – tra i fondatori di Anthropic, una delle aziende leader nel settore. Olah ha spesso manifestato il suo ateismo, e allora che ci faceva a fianco del papa durante la presentazione di una enciclica? è stato invitato perché non hai mai fatto mistero del suo interesse a sviluppare sistemi di intelligenza artificiale che favoriscano la società e non che la controllino. Una linea di pensiero condivisa da Anthropic, che ha rifiutato di offrire i suoi servizi a programmi militari tesi al controllo della popolazione. Durante l’incontro in Vaticano, Olah ha sottolineato il pericolo che l’IA venga usata per massicci interventi sociali che porterebbero alla drastica riduzione del lavoro per le persone e ad approfondire il solco tra ricchi e poveri nel mondo. Olah sostiene che molti sviluppatori di Ia non si interessano del bene pubblico, e ha suggerito l’importanza che istituzioni religiose, studiosi e società civile facciano da supervisori etici degli sviluppi di queste tecnologie.
Le convinzioni di Olah sono in netto contrasto con quelle di Peter Thiel che, assieme a Elon Musk, fu il fondatore di PayPal, la compagnia di pagamenti online. Fu anche uno dei primi a credere nella piattaforma Facebook e il suo primo investitore esterno. Con i soldi ricavati dalla vendita di PayPal, Thiel ha fondato Palantir technologies, compagnia che produce software di sorveglianza e che si occupa anche di Ia. Thiel si definisce un libertario e basa le sue convinzioni sul lavoro di Ayn Rand, filosofa e fondatrice della corrente dell’oggettivismo. Al centro delle teorie di Rand c’è l’individuo totalmente sovrano. L’individuo è importante, la sua libertà è fondamentale, tutto ciò che è collettivo, tutto ciò che è sociale è male perché sacrifica l’individuo per i propri scopi. Ayn Rand si dichiarava atea e contraria a tutte le religioni organizzate. Uno dei suoi ultimi saggi, Requiem for Man, fu una critica fondamentale e radicale della Populorum progressio, una delle più importanti encicliche sociali della chiesa Cattolica.
Un’altra grande influenza viene da René Girard, filosofo cattolico fondatore del pensiero mimetico. Girard, che ancora oggi influenza la teologia del mondo tedesco, sosteneva che il desiderio umano non è spontaneo, ma nasce per imitazione (mimesi). Gli esseri umani desiderano un oggetto solo perché vedono qualcun altro (il “modello”) desiderarlo, il che genera inevitabilmente rivalità e conflitti. La soluzione di tali conflitti spinge la società a trovare un capro espiatorio.
Sballottato da queste idee contrastanti, Thiel teorizza che solo l’IA potrà salvare l’umanità e permettere un salto tecnologico benefico per il mondo. Ecco perché egli ha investito ingenti capitali – assieme al socio Alexander Karp – per fondare Palantir. Il nome è tratto dal famoso libro Il Signore degli Anelli di Tolkien, e si riferisce alle pietre veggenti che permettevano di conoscere eventi a grande distanza. Palantir usa l’IA per sviluppare sistemi di sorveglianza utilizzata da forze militari, nonché dalla famigerata Ice (il servizio immigrazione statunitense). Questo non dovrebbe sorprendere, visto che Thiel è un sostenitore di Trump, un’apparente contraddizione per chi sostiene di essere un libertario.
Thiel non è l’unico architetto dell’Ia. Tutti i grandi gruppi tecnologici sono impegnati nello sviluppare sistemi basati sull’IA. Le Big Tech statunitensi hanno i capitali, le infrastrutture di calcolo e i dati necessari per innovare in questo settore. Bill Gates è diventato il principale partner di OpenAI, tra i cui fondatori si trova Elon Musk che è anche presente sul mercato con Grok, e una serie di reti neurali che usa nei suoi progetti industriali e aerospaziali. I fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, hanno dato vita a DeepMind, che produce Gemini e altri prodotti guidati da IA. Jeff Besoz ha la sua azienda di Ia (Q) e controlla la più grande infrastruttura cloud, usata dal suo sistema di vendita online, ma anche da quasi tutte le nascenti aziende di programmazione che lavorano sull’IA. Mark Zuchenberg controlla alcuni programmi di IA come Llama, che offre gratuitamente per scopi commerciali e di ricerca.
Queste aziende hanno chiari interessi commerciali e producono programmi di controllo della popolazione usati dalle loro stesse aziende, da militari e forze dell’ordine. In una direzione diversa si muovono aziende come Anthropic, tra i cui fondatori spicca Dario Amodei. Anthropic ha rifiutato di dare i propri prodotti all’esercito Usa e di sviluppare programmi specifici per il governo statunitense.
È chiaro che l’IA viene sbandierata come un passo avanti per l’umanità, ma che allo stesso tempo è usata per avere una presenza pervasiva nel mondo. Molte nostre azioni quotidiane avvengono grazie a sistemi computerizzati. Tutto ciò lascia una traccia di dati che non sempre sono controllabili da noi. E usando questi dati, le aziende di IA sono in grado di tracciare le nostre scelte, i nostri programmi futuri, ciò che acquistiamo, le relazioni che abbiamo con altre persone. I dati che, anche involontariamente, lasciamo nel mondo digitale permettono una vera e propria schedatura della persona, e pongono le basi per un controllo economico, politico e militare della popolazione. Le compagnie che raccolgono questi dati – a partire dai messaggi elettronici che mandiamo ogni giorno – vendono queste informazioni a imprese di vario genere. Invece che utilizzare queste nuove conoscenza per il bene della comunità, tutto è trasformato in guadagno o interesse pilotato a favore di pochi.
La prima enciclica di papa Leone parla della custodia della persona umana nell’era dell’Intelligenza artificiale. Non è – come qualcuno l’ha definita – un documento sull’IA, ma è chiaro che papa Leone prende una posizione molto chiara sul ruolo dell’IA nella vita odierna. Dopo aver rivisitato i fondamenti della Dottrina Sociale della Chiesa, il papa nota come «in molti casi nel contesto digitale, il controllo delle piattaforme, delle infrastrutture, dei dati e della capacità di calcolo non è appannaggio degli Stati, ma di grandi attori economici e tecnologici che fissano le condizioni di accesso, le regole della visibilità e le possibilità stesse di partecipazione. Quando un potere di tale portata si concentra in poche mani, tende a farsi opaco e a sfuggire al controllo pubblico, e cresce il rischio di uno sviluppo distorto che genera nuove dipendenze, esclusioni, manipolazioni e disuguaglianze». (#95).
Nell’enciclica spicca la sottolineatura riguardante la giustizia e il rapporto con il creato: Leone ricorda che «affidare a un algoritmo il potere di selezionare chi merita e chi no, senza che nessuno si assuma più il peso della decisione, significa affidargli il compito di ridefinire i confini delle possibilità umane. Ciò che viene meno, in questo processo, non è solo l’empatia verso l’escluso, ma la responsabilità politica, perché lo scarto dei deboli viene ammantato di neutralità e oggettività, davanti alle quali è impossibile protestare.
L’impatto ambientale dell’Ia nell’enciclica
Non meno seri sono i risvolti sull’impatto ambientale: gli attuali sistemi di IA richiedono grandi quantità di energia e acqua, incidono sulle emissioni di anidride carbonica e consumano risorse.
Il papa rivendica indipendenza di pensiero
Leone XIV non è contro l’IA, la tecnologia, lo sviluppo di nuove metodologie. La proposta del papa è di rifarsi ai principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa, che ci aiutano a leggere questa nuova realtà. Con Magnifica Humanitas papa Leone ha finalmente rivelato il suo pensiero, un pensiero che è in piena continuità con il magistero di Francesco. L’enciclica, e le prese di posizione degli ultimi mesi a riguardo di temi sociali, mostrano che papa Leone non teme di porsi in contrasto con le visioni geopolitiche statunitensi e di altre superpotenze. Rivendicando l’indipendenza di pensiero e di azione, papa Leone ci dona un segno forte: la missione della Chiesa nel mondo è di testimoniare la verità, difendere i diritti dei più deboli, proporre uno sviluppo umano che rispecchi il diritto e la giustizia. Tutto questo conservando un sano realismo e un’apertura al dialogo politico con tutte le forze esistenti nel mondo.
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Andrea Canton
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