Il possesso degli immobili è soggetto all’IMU, mentre sulle partecipazioni non grava un’analoga imposta patrimoniale generale. Il diverso trattamento riapre il confronto sull’equità fiscale e sulle proposte di tassazione dei grandi patrimoni avanzate da Gabriel Zucman.
In Italia il possesso degli immobili è soggetto a un prelievo patrimoniale ricorrente, rappresentato principalmente dall’IMU, mentre sulle partecipazioni societarie non è prevista un’imposta generale commisurata periodicamente al loro valore.
Immobili e partecipazioni: due patrimoni trattati diversamente
Il sistema tributario italiano in generale è quantomeno strano, anche se la stranezza non viene sempre immediatamente percepita. O meglio, ci siamo tutti adeguati, nel tempo, e non facciamo più caso a certe possibili incongruenze o disparità.
Oramai si accetta del tutto passivamente che sia tassato il possesso di immobili, salvo poche esenzioni, e non si pensa che al loro posto, oppure insieme ad esse, avrebbero potuto essere tassate altre proprietà, diverse (partecipazioni e altri beni). Si dice in generale no all’imposta patrimoniale, non ricordando che le imposte sugli immobili (l’IMU e talvolta in parte anche l’IRPEF) colpiscono anche la sola proprietà, come pure sono oggi colpiti da una imposta patrimoniale, seppur in modo del tutto esiguo, i i prodotti finanziari detenuti tramite intermediari.
Le diverse forme di imposizione:
| Forma di ricchezza | Prelievo sul possesso | Tassazione dei redditi o guadagni |
|---|---|---|
| Immobili situati in Italia | IMU, salvo esenzioni e agevolazioni | Irpef o tassazione dei canoni, secondo i casi |
| Partecipazioni detenute direttamente | Nessuna imposta patrimoniale generale sul valore | Dividendi e plusvalenze |
| Prodotti finanziari presso intermediari | Imposta di bollo, secondo i presupposti di legge | Rendimenti e plusvalenze |
| Attività finanziarie estere | IVAFE, secondo i presupposti di legge | Redditi e plusvalenze |
Quali imposte colpiscono il possesso degli immobili
Le imposte patrimoniali in Italia sono diffuse, pur se di solito non sono molto pesanti, e colpiscono anche patrimoni immobiliari esigui. Il possesso diretto di partecipazioni non è invece soggetto, in via generale, a un’imposta patrimoniale periodica commisurata al loro valore. Quasi che gli immobili possano costituire un indicatore di ricchezza superiore a quello rappresentato da singole partecipazioni sociali. E’ di tutta evidenza che così non è. (comunque senza dimentaicare che restano tassati i dividendi, le plusvalenze e, ricorrendone i presupposti, i prodotti finanziari detenuti presso intermediari o all’estero).
Perché le partecipazioni non subiscono un prelievo patrimoniale analogo
In una società che ha sempre più difficoltà a reperire risorse, ove, come è notorio, una quota rilevante del gettito Irpef è sostenuta dai redditi di lavoro dipendente e di pensione, un po’ stupisce osservare, anche se in effetti non dovrebbe stupire affatto, che il possesso di beni facilmente individuabili (anche se non sempre) come le partecipazioni (azioni e quote) sia invece del tutto escluso da ogni forma di tassazione, al contrario degli immobili, per i quali c’è un apposito catasto.
E nessuno appunto se ne stupisce. Anzi, si accetta passivamente che il semplice possesso di immobili (e gli italiani sono per la gran parte proprietari di immobili) sia tassato, ed invece il semplice possesso di partecipazioni (sicuramente meno diffuso) non assoggettato a un’imposta patrimoniale generale e periodica. Se taluno osa solo parlare di questa possibilità, si grida allo scandalo. E’ evidente come, a stretto rigor di logica, non appare immediatamente giustificabile una differenza così netta di trattamento tra possesso di immobili e possesso di partecipazioni. Anzi, verrebbe da dire proprio il contrario.
Una patrimoniale sulle partecipazioni è davvero possibile?
IIl valore delle partecipazioni potrebbe essere assunto come base di un prelievo patrimoniale, secondo modalità e soglie da definire, similmente a quanto accade con gli immobili oppure, meglio, in alternativa alla tassazione degli immobili.
La prima osservazione critica che viene avanzata è che così facendo si colpiscono le aziende, che sono il sistema produttivo del paese. Il che però non è vero; le imposte colpiscono il socio, non la società, che rimane del tutto inalterata. E il reperimento delle relative risorse, problematica che in ogni caso per la tassazione del possesso degli immobili nessuno si è mai posto, potrà avvenire da risorse proprie del socio o dalla vendita di una piccola percentuale della partecipazione.
La proposta Zucman per i grandi patrimoni
In questo senso l’economista francese (chissà come mai sono sempre francesi, gli economisti che si occupano delle diseguaglianze, come ad esempio Thomas Piketty) Gabriel Zucman nel suo saggio “I miliardari non pagano l’imposta sul reddito”, Giulio Einaudi Editore, 2025.
La tesi propugnata è un’imposta minima del 2% sui patrimoni superiori a 100 milioni di euro.
Viene evidenziata la situazione in Francia, caratterizzata da una scarsissima progressività. Redditi bassi, medi ed elevati alla fine pagano quasi le stesse percentuali. La stima fatta dall’economista Zucman è di un gettito mondiale stimato dall’autore nell’ordine di alcune centinaia di miliardi di possibile imposta planetaria, di cui 67 miliardi a livello europeo. Proposta inizialmente approvata dalla Assemblea Nazionale francese nel febbraio 2025, ma poi cassata dal Senato. E in Francia le famiglie con patrimoni superiori a 100 milioni sono circa 1.800.
Imposte patrimoniali ed equità: il vero tema del confronto
In conclusione, non si propugna di certo l’introduzione di una imposta patrimoniale sulle partecipazioni sociali, ma si è voluto illustrare quanto si sia oramai assuefatti ad un’imposizione patrimoniale sul possesso di immobili. Quasi che fosse una cosa del tutto normale, giusta, equa. Gli immobili sono un bene come tanti altri, e a dire il vero è anche il bene che dovrebbe essere maggiormente tutelato, rispetto ad altre realtà. Ed invece il suo possesso è tassato, al contrario di altri beni, esclusi senza una particolare motivazione logica.
In conclusione
Il punto, dunque, non è necessariamente introdurre una nuova imposta sulle partecipazioni, ma interrogarsi sulla coerenza del sistema. Se il possesso di un immobile può giustificare un prelievo periodico indipendente dal reddito prodotto, occorre comprendere perché la medesima logica non trovi applicazione nei confronti di altre forme di ricchezza, talvolta di valore assai superiore. Una riflessione sull’equità fiscale dovrebbe partire proprio da questa diversa considerazione dei patrimoni, evitando di trattare come naturale una scelta che è, prima di tutto, politica.
Giuseppe Rebecca
mercoledì 9 settembre 2026
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📌 BOX OPERATIVO tassazione patrimoniale
L’IMU è un’imposta periodica collegata al possesso dell’immobile e prescinde, in linea generale, dal reddito effettivamente prodotto dal bene. Le partecipazioni societarie, invece, non sono soggette a un’imposta generale calcolata annualmente sul loro valore, ferma restando la tassazione di dividendi e plusvalenze.
🔎 FOCUS TECNICO tassazione patrimoniale
Affermare che le partecipazioni sono “esenti” sarebbe improprio. Se detenute tramite determinati rapporti finanziari, possono concorrere alla base dell’imposta di bollo; se detenute all’estero, può trovare applicazione l’IVAFE. La disparità esaminata riguarda quindi l’assenza di un prelievo patrimoniale generale analogo all’IMU.
✅ CONCLUSIONI OPERATIVE imposte patrimoniali
Il confronto tra immobili e partecipazioni deve separare tre livelli: tassazione del possesso, tassazione dei redditi e tassazione delle plusvalenze. Soltanto il primo evidenzia una differenza strutturale: gli immobili sono ordinariamente soggetti all’IMU, mentre le partecipazioni non scontano un’imposta periodica generale sul valore.
❓FAQ tassazione patrimoniale
Le partecipazioni societarie sono completamente esenti da imposte?
No. Possono essere tassati i dividendi, le plusvalenze e, in determinate condizioni, il valore dei prodotti finanziari o delle attività detenute all’estero.
L’IMU è un’imposta patrimoniale?
Sì. Colpisce il possesso qualificato degli immobili sulla base del loro valore, indipendentemente dalla produzione di un reddito effettivo.
Esiste in Italia una patrimoniale sulle partecipazioni?
Non esiste un’imposta generale e periodica, analoga all’IMU, applicata direttamente al valore di tutte le partecipazioni societarie.
Una patrimoniale sulle partecipazioni sarebbe semplice da applicare?
Non necessariamente. Per le società non quotate sarebbe necessario stabilire criteri di valutazione affidabili e affrontare i problemi di liquidità dei soci.
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