Perché senti un fischio costante nelle orecchie? Ecco il sintomo da non sottovalutare



Preferisci ascoltare il riassunto audio?

Ascolta su Spreaker.

Come si manifestano gli acufeni: segnali da non ignorare

Chi riferisce acufeni descrive in genere la percezione di un suono nell’orecchio o nella testa in assenza di rumori esterni. Il tipo di rumore può variare:

  • Fischio acuto continuo o intermittente
  • Ronzio simile a quello di un elettrodomestico
  • Sibilo o suono “elettrico”
  • Tintinnio tipo campanellini o metallo
  • Rumore ritmato, talvolta sincronizzato con il battito cardiaco

Il disturbo può interessare un solo orecchio oppure entrambe le orecchie, ed essere:

  • Saltuario, presente in momenti isolati
  • Ricorrente, con episodi che tornano nel tempo
  • Cronico, quando persiste per più di tre mesi

Perché spesso si avverte di più la sera o nel silenzio

Molte persone notano che l’acufene diventa più evidente:

  • quando ci si corica
  • in stanze molto silenziose
  • durante la lettura o altre attività tranquille

Nel silenzio, il cervello non è distratto da altri stimoli e amplifica la percezione interna del suono. Inoltre la stanchezza, l’ansia di fine giornata e il timore di “non riuscire a dormire per il rumore” possono rendere tutto più intenso.

Quando preoccuparsi e contattare il medico

Gli acufeni meritano sempre una valutazione specialistica, ma in alcuni casi è importante affrettare i tempi. È consigliabile rivolgersi rapidamente al medico (o al Pronto Soccorso) se l’acufene:

  • compare improvvisamente e si associa a perdita dell’udito
  • è accompagnato da vertigini importanti, difficoltà a stare in piedi o a camminare
  • si presenta con mal di testa molto forte e insolito, disturbi della vista, difficoltà nel parlare o debolezza a un lato del corpo
  • insorge dopo trauma cranico o colpo violento alla testa
  • è un rumore pulsante e ritmato, nuovo, soprattutto se localizzato da un solo lato

Sono situazioni che richiedono di escludere problemi vascolari, neurologici o patologie dell’orecchio più serie.

Da dove vengono gli acufeni: cause e fattori di rischio

L’acufene non è una malattia autonoma, ma in genere un sintomo legato a un’alterazione del sistema uditivo o, più raramente, di strutture vicine.

Acufene “soggettivo” e “oggettivo”

Si distinguono due grandi categorie:

Le cause più comuni

Tra i fattori e le condizioni più frequentemente associati agli acufeni rientrano:

  • Esposizione a rumori intensi (concerti, cuffie ad alto volume, ambienti di lavoro rumorosi) con possibile danno alle cellule uditive
  • Invecchiamento dell’udito (presbiacusia)
  • Tappi di cerume o corpi estranei nel condotto uditivo
  • Otiti o altre infiammazioni dell’orecchio
  • Alterazioni dell’orecchio interno, come nella malattia di Ménière
  • Alcuni farmaci ototossici (per esempio alcune categorie di antibiotici o chemioterapici, sempre sotto controllo medico)
  • Problemi vascolari locali che possono dare acufeni pulsanti
  • Disturbi della mandibola o del tratto cervicale che modificano il modo in cui il nostro corpo percepisce i suoni interni
  • Stress cronico, ansia e insonnia, che non sono sempre la causa primaria ma peggiorano nettamente la percezione del disturbo

Spesso diversi elementi si sommano: una leggera riduzione dell’udito, la tensione muscolare cervicale, un periodo di forte stress. Anche se non sempre è possibile identificare con certezza un’unica causa, la valutazione globale del quadro aiuta a orientare il trattamento.

Diagnosi: a chi rivolgersi e quali esami fare

Il primo riferimento di solito è il medico di base, che raccoglie i sintomi e indirizza allo specialista più adatto, in genere otorinolaringoiatra e/o audiologo. In presenza di segni neurologici, può essere coinvolto anche il neurologo.

Colloquio ed esame clinico

Durante la visita vengono indagati:

  • caratteristiche dell’acufene (tipo di suono, durata, lateralità)
  • circostanze di insorgenza (dopo infezioni, traumi, esposizione a rumore)
  • eventuale perdita di udito, vertigini, mal di testa, dolore auricolare
  • farmaci assunti, altre malattie, abitudini di vita (lavoro rumoroso, uso di cuffie, consumo di alcol e caffeina)

L’esame obiettivo dell’orecchio, del naso, della gola, della mandibola e della colonna cervicale può già evidenziare problemi evidenti, come un tappo di cerume o segni di infiammazione.

Esami strumentali più utilizzati

A seconda del quadro, possono essere richiesti:

L’obiettivo è duplice: escludere patologie importanti e, dove possibile, individuare un bersaglio su cui intervenire (infiammazione, problema vascolare, disturbo articolare, danno da rumore, ecc.).

Vivere con gli acufeni: trattamenti, gestione quotidiana e prevenzione

Non esiste un’unica cura valida per tutti. Il trattamento viene personalizzato in base alla causa, alla durata del disturbo, all’età e al livello di impatto sulla qualità di vita.

Cosa si può fare sul piano medico

Tra gli approcci medici e riabilitativi, singoli o combinati:

  • Rimozione della causa evidente, quando presente (per esempio eliminazione di un tappo di cerume, cura di un’otite, sospensione o modifica di un farmaco potenzialmente ototossico su indicazione del medico)
  • Trattamento delle patologie dell’orecchio interno con terapie specifiche, se diagnosticate
  • Protesi acustiche in caso di perdita uditiva: migliorare l’udito spesso riduce la percezione dell’acufene
  • Dispositivi di sound therapy (generatori di suono o rumore “neutro”) per abituare gradualmente il cervello a ignorare il fischio
  • Percorsi di tipo psicologico (come approcci comportamentali-cognitivi) per gestire ansia, insonnia e pensieri ossessivi legati al disturbo

Per quanto riguarda i farmaci, ad oggi non esiste un medicinale universale in grado di eliminare tutti gli acufeni. In alcuni casi vengono prescritti farmaci per:

  • trattare disturbi associati (ansia, depressione, insonnia)
  • migliorare la circolazione in specifici quadri vascolari
  • ridurre sintomi concomitanti (come vertigini)

Tutte le terapie farmacologiche devono essere discusse con il medico, valutando attentamente benefici e rischi.

Stile di vita e strategie pratiche di gestione

Alcune abitudini quotidiane possono attenuare la percezione del fischio e limitare il disagio:

  • Proteggere l’udito da rumori eccessivi (concerti, ambienti di lavoro rumorosi) con tappi adeguati
  • Evitare l’uso prolungato di cuffie ad alto volume
  • Limitare sostanze che in alcune persone peggiorano l’acufene, come caffeina, nicotina e alcol, soprattutto nelle ore serali
  • Curare il sonno: orari regolari, ambiente confortevole, riduzione di schermi luminosi prima di coricarsi
  • Utilizzare rumori di sottofondo (musica molto soft, rumore bianco, suoni naturali) in camera da letto per non rimanere nel silenzio assoluto
  • Praticare tecniche di rilassamento (respirazione profonda, meditazione guidata, attività leggere come lo stretching dolce) per diminuire tensione muscolare e stress

Una buona gestione dello stress non “cura” l’acufene alla radice, ma riduce in modo significativo la quota di attenzione che il cervello dedica al rumore interno, rendendolo più sopportabile.

Prevenire è possibile?

Non sempre si possono evitare del tutto gli acufeni, soprattutto quando legati all’invecchiamento dell’udito o a malattie specifiche. Tuttavia alcuni comportamenti aiutano a proteggere l’orecchio nel lungo periodo:

  • evitare rumori intensi e improvvisi quando possibile
  • usare dispositivi di protezione in ambiente di lavoro rumoroso
  • sottoporsi a controlli audiologici periodici se si ha familiarità per disturbi dell’udito o se si lavora abitualmente in contesti rumorosi
  • non assumere farmaci potenzialmente dannosi per l’udito senza stretto controllo medico
  • mantenere uno stile di vita sano (attività fisica regolare, controllo della pressione, alimentazione equilibrata), che protegge anche il sistema vascolare legato all’orecchio interno

Gli acufeni, soprattutto quando persistenti, possono mettere alla prova la pazienza di chi ne soffre. Sapere però che esistono percorsi diagnostici chiari, strategie di trattamento e strumenti per convivere meglio con il disturbo è il primo passo per non sentirsi in balia del “fischio” e tornare a concentrarsi sulla propria vita quotidiana. In presenza di dubbi o di sintomi nuovi è sempre consigliabile un confronto con uno specialista, per costruire un percorso davvero adatto alla propria situazione.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Team MyPersonalTrainer

Source link

Di