Farma Acquisition Holding – Farmacie Boots, spazio a test rapidi e servizi per l’antibiotico-resistenza



L’antibiotico-resistenza è un ambito in cui la sanità territoriale è chiamata già da tempo a rafforzare prevenzione, informazione, e corretto indirizzo delle persone. Sono numerose le iniziative sul territorio, che vedono il coinvolgimento della rete delle farmacie territoriali. È il caso di annoverare l’esperienza promossa da Farma Acquisition Holding – Farmacie Boots, in collaborazione con A. Menarini Diagnostics, orientata all’impiego di strumenti diagnostici rapidi in farmacia e alla valorizzazione del ruolo professionale del farmacista. L’iniziativa riguarda l’evoluzione della Farmacia dei servizi, con particolare attenzione alla standardizzazione dei percorsi, alla formazione degli operatori, e al collegamento con medici di medicina generale e rete territoriale. In un’intervista a FarmaciaVirtuale.it, viene illustrato il significato organizzativo e professionale del progetto, le condizioni necessarie per una sua eventuale estensione, e il contributo che le farmacie possono dare al Servizio sanitario nazionale.

Qual è il valore strategico che Farma Acquisition Holding – Farmacie Boots attribuisce a iniziative come questa nel percorso di evoluzione della farmacia da punti di dispensazione a presidio di orientamento sanitario sul territorio?

Per Farma Acquisition Holding – Farmacie Boots iniziative come questa rappresentano un passaggio concreto nell’evoluzione della farmacia territoriale verso un modello sempre più orientato ai servizi, alla prevenzione e alla prossimità assistenziale. La farmacia oggi non è più soltanto un luogo di dispensazione del farmaco, ma un presidio sanitario capace di accompagnare il cittadino lungo percorsi di salute più consapevoli e appropriati. In un contesto complesso come quello dell’antibiotico-resistenza, la possibilità di integrare strumenti diagnostici rapidi e standardizzati direttamente in farmacia permette di rafforzare il contributo del farmacista nell’orientamento sanitario e nella promozione dell’appropriatezza terapeutica. La collaborazione con A. Menarini Diagnostics va proprio in questa direzione: mettere a disposizione delle farmacie tecnologie e competenze in grado di supportare un modello evoluto di sanità territoriale. Crediamo che la Farmacia dei Servizi possa diventare un presidio sempre più centrale nella prevenzione e nella presa in carico precoce del paziente, contribuendo al tempo stesso alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e alla diffusione di una maggiore cultura sanitaria sul territorio.

Quali insegnamenti avete raccolto, sul piano organizzativo e professionale, dal coinvolgimento diretto delle farmacie e dei farmacisti in un progetto su un tema complesso come l’antibiotico-resistenza?

L’esperienza ci ha mostrato quanto la farmacia territoriale sia pronta ad assumere un ruolo sempre più attivo all’interno dei percorsi di sanità di prossimità, soprattutto quando può contare su strumenti affidabili, formazione specialistica e modelli operativi ben strutturati. Dal punto di vista organizzativo, uno degli aspetti più importanti è stato verificare l’efficacia di un approccio integrato tra tecnologia, supporto scientifico e attività quotidiana della farmacia. L’introduzione di sistemi diagnostici Poct ha dimostrato come sia possibile gestire attività di screening e orientamento sanitario in modo efficiente e standardizzato anche all’interno della rete territoriale. Sul piano professionale, il progetto ha rafforzato ulteriormente il ruolo consulenziale del farmacista. Il contatto diretto con il cittadino su temi come l’utilizzo appropriato degli antibiotici aumenta infatti il valore della relazione professionale e contribuisce a sviluppare una maggiore consapevolezza sanitaria.

Quanto è importante, per rendere sostenibili e credibili iniziative di questo tipo, costruire un dialogo più strutturato tra farmacia, medico di medicina generale, e sanità territoriale?

È un elemento fondamentale. Il tema dell’antibiotico-resistenza richiede necessariamente un approccio condiviso tra i diversi professionisti sanitari coinvolti nella gestione del paziente. La farmacia può offrire un contributo importante nell’ambito dello screening, dell’educazione sanitaria e dell’orientamento del cittadino, ma il valore di queste iniziative cresce ulteriormente quando esiste una collaborazione strutturata con il medico di medicina generale e con il sistema sanitario territoriale. Crediamo che il futuro della sanità territoriale passi proprio attraverso modelli collaborativi di questo tipo, nei quali ciascun professionista sanitario mantiene il proprio ruolo e le proprie competenze, contribuendo però a un obiettivo comune: migliorare la presa in carico del paziente, ridurre l’inappropriatezza terapeutica e rendere il sistema più sostenibile. Inoltre, la coerenza tra i diversi attori sanitari rafforza la fiducia del cittadino e contribuisce a costruire un modello di assistenza territoriale più integrato, vicino e sostenibile. È proprio attraverso questa sinergia che la Farmacia dei servizi può consolidare il proprio ruolo all’interno della sanità del futuro.

Dopo questa esperienza, ritenete che il modello possa essere esteso o replicato su scala più ampia, e quali condizioni sarebbero necessarie perché diventi un format stabile di servizio in farmacia?

Riteniamo che il modello abbia un forte potenziale di replicabilità, perché risponde a bisogni concreti della sanità territoriale: prevenzione, prossimità dei servizi e supporto all’appropriatezza terapeutica. L’esperienza maturata conferma che la farmacia può diventare un punto di accesso qualificato per attività di screening e orientamento sanitario, soprattutto quando dispone di strumenti diagnostici affidabili e processi operativi condivisi. Per rendere questo modello stabile e sostenibile nel tempo sarà importante continuare a investire su alcuni elementi chiave: formazione continua dei farmacisti, integrazione con il territorio, standardizzazione dei percorsi operativi e utilizzo di tecnologie validate scientificamente. In questo contesto, la collaborazione con partner come A. Menarini Diagnostics rappresenta un valore aggiunto fondamentale per garantire qualità, affidabilità e supporto tecnico-scientifico. Sarà inoltre importante sviluppare sistemi di monitoraggio e raccolta dati che consentano di misurare concretamente l’impatto di questa iniziativa sul territorio, sia in termini di prevenzione sia di sostenibilità sanitaria.


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