Marina Calderone si presenta all’appuntamento del Forum di Cernobbio forte dei dati sull’occupazione e, in un’intervista al Messaggero, mette in fila i risultati raggiunti dal governo: «24 milioni di occupati, un tasso di disoccupazione sotto la media europea e una crescita per oltre 1,3 milioni di posti stabili».
La ministra del Lavoro risponde anche a chi sostiene che la crescita degli occupati sia concentrata soprattutto tra gli over 50. «E io faccio una riflessione. La quota di giovani tra i 15 e i 26 anni che non studiano, non lavorano né seguono corsi di formazione era al 26 per cento, oggi è al 13 e continua a scendere».
Calderone cita anche i numeri delle nuove iniziative imprenditoriali: «Abbiamo già finanziato 5.377 domande per la creazione di start up, il 73% è di giovani che lanciano imprese al Sud e il 40% è femminile. Quindi risulta ardito dire il contrario».
Calderone al ‘Messaggero’: «Salari più alti e imprese competitive devono avanzare insieme»
Resta però uno dei grandi nodi del mercato del lavoro italiano: quello delle retribuzioni. Alla domanda del Messaggero sui lavoratori che, pur avendo un’occupazione, lamentano buste paga troppo basse, Calderone rivendica la scelta del governo di non introdurre un salario minimo legale.
«Con il decreto Primo Maggio abbiamo detto no al salario minimo fissato per legge e introdotto il Salario Giusto, adesso sono 100 i contratti di riferimento nei vari settori», spiega.
La strategia, sottolinea la ministra, punta a legare gli incentivi all’occupazione alla qualità del lavoro e della contrattazione: «Abbiamo creato connessioni tra sostegno all’occupazione e Salario Giusto, riformando gli incentivi per favorire assunzioni stabili e contrattazione di qualità».
E la retribuzione, precisa Calderone, non può essere valutata guardando esclusivamente al minimo tabellare. Bisogna considerare «tredicesima, quattordicesima, Tfr, welfare, permessi, formazione, sicurezza».
Per la titolare del Lavoro è questa la strada che può portare a un incremento strutturale delle retribuzioni: «È una strategia che alla lunga aumenta il livello dei salari, stabilizza i trend di crescita e rafforza la fiducia delle imprese, che investono e assumono a tempo indeterminato».
Il punto politico ed economico è netto: «Salari più alti e imprese più competitive devono avanzare insieme e la stabilità del governo è fondamentale: le aziende hanno fiducia e investono in talento».
Manovra, Calderone: «La priorità è intervenire sulle buste paga»
È soprattutto sulla prossima manovra che Calderone anticipa al Messaggero le intenzioni del governo. La linea è quella della continuità rispetto alle misure già adottate.
«Puntiamo a replicare il pacchetto lavoro del 2026 per dare continuità. La priorità è intervenire sulle buste paga, promuovere l’occupazione, valorizzare il dialogo sociale e la buona contrattazione».
La ministra indica quindi gli interventi sui quali si sta lavorando: «Detassazione degli incrementi derivanti dai rinnovi contrattuali, dei premi di produttività e delle componenti collegate al lavoro notturno, festivo e organizzato su turni».
Un pacchetto che punta dunque ad aumentare il reddito disponibile dei lavoratori premiando contemporaneamente produttività e contrattazione.
«Vogliamo sostenere la partecipazione dei lavoratori ai risultati delle imprese e il welfare aziendale», aggiunge Calderone. «L’obiettivo è concentrare le risorse dove generano più reddito, più produttività e più occupazione di qualità».
Bonus mamme, verso una revisione: «Una donna non deve scegliere tra maternità e lavoro»
Nell’intervista al Messaggero c’è spazio anche per il futuro dei bonus destinati alle madri lavoratrici, alcuni dei quali sono in scadenza.
Calderone annuncia un riordino degli strumenti: «Stiamo attuando una razionalizzazione delle misure oggi in essere, il sostegno alla maternità e al lavoro femminile non può essere episodico».
La ministra ricorda quanto fatto negli ultimi anni: «Abbiamo introdotto incentivi all’assunzione, decontribuzioni, sostegni economici e misure di conciliazione». Ora, aggiunge, «dobbiamo consolidare ciò che ha funzionato e rendere gli strumenti più semplici e accessibili».
La direzione indicata dal governo è quella di rendere più strutturale il sostegno alla famiglia e all’occupazione femminile. «Una donna non deve essere costretta a scegliere tra maternità e lavoro».
Calderone allarga però il ragionamento dalla maternità alla condivisione delle responsabilità familiari: «Ragionare in termini di genitorialità, più che di maternità, apre spazi per liberare i talenti femminili di cui l’Italia ha bisogno».
Intelligenza artificiale e lavoro: «Nessun lavoratore venga lasciato solo»
L’altra grande trasformazione riguarda l’intelligenza artificiale e il suo impatto sul mercato del lavoro. Anche in questo caso Calderone respinge due atteggiamenti opposti: il timore indiscriminato e l’ottimismo senza regole.
«Resteremmo indietro se l’affrontassimo soltanto con paura o entusiasmo privo di regole», afferma.
L’Osservatorio IA del ministero sta monitorando gli effetti dell’intelligenza artificiale «su professioni, competenze e organizzazione del lavoro», con un’attenzione particolare alla formazione continua, «perché nessun lavoratore venga lasciato solo», e alle piattaforme pubbliche per la ricerca di occupazione SIISL e AppLI.
Per Calderone ci sono alcuni principi che non possono essere sacrificati alla rivoluzione tecnologica: «Servono trasparenza degli algoritmi, responsabilità umana e tutela contro discriminazioni e controlli invasivi».
L’intelligenza artificiale, conclude la ministra, «non deve sostituire il valore delle persone, ma liberarle dalle attività ripetitive e accrescerne capacità e produttività». La vera sfida sarà quindi «fare in modo che l’innovazione generi lavoro migliore, autonomia, dignità e coesione sociale».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
