Samsung ha ufficializzato lo scorso 22 luglio la nuova serie Galaxy Z Fold8, e per la prima volta lo ha fatto con una gamma vera e propria: il formato inedito “a passaporto” del Fold8 standard, il compatto Flip8 e la variante di cui ci occupiamo in questa recensione, Galaxy Z Fold8 Ultra, erede diretta del Fold7 e pensata per chi non vuole rinunciare al formato pieghevole classico, stretto e allungato.
Lo abbiamo avuto in prova per diversi giorni, tra chiamate, sessioni di gioco, foto e la solita routine da smartphone principale, senza incontrare bug o comportamenti anomali. Il tempo � bastato per capire dove il suffisso Ultra sia pienamente giustificato e dove, invece, resti pi� che altro un’operazione di posizionamento.
Indice: Specifiche tecniche | Design | Software, hardware e prestazioni | Display | Autonomia | Fotocamera | Prezzo | Considerazioni finali
Specifiche tecniche
Sotto la scocca di Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra lavora il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy (Qualcomm SM8850-1-AD, litografia a 3 nanometri), abbinato a tagli di memoria che partono da 12 GB di RAM LPDDR5X e 256 GB di storage UFS 4.0, passano per il taglio intermedio da 512 GB e arrivano alla configurazione top con 16 GB di RAM e 1 TB di spazio.
Il pannello principale � un Dynamic AMOLED 2X da 8,0 pollici con risoluzione QXGA+ (2.504 x 2.256 pixel, 422 ppi) e refresh rate adattivo da 1 a 120Hz, affiancato dalla tecnologia Vision Booster per la leggibilit� sotto sole diretto. Il pannello esterno, da 6,5 pollici in formato FHD+ (1.080 x 2.520 pixel), condivide gli stessi 422 ppi del pannello principale e lo stesso refresh rate fino a 120Hz, pur restando pensato per interazioni pi� rapide e a una mano.
Il comparto fotografico posteriore ruota attorno al sensore principale Samsung ISOCELL HP2 da 200 megapixel (apertura f/1.7, stabilizzazione ottica, autofocus Quad Pixel, focale 24mm), affiancato da un ultra-grandangolare da 50 megapixel (Samsung ISOCELL JN3, f/1.9, campo visivo 120�) e da un teleobiettivo da 10 megapixel con zoom ottico 3x (Samsung S5K3K1, f/2.4, stabilizzazione ottica). Sul fronte trovano posto due sensori da 10 megapixel f/2.2, uno sul pannello esterno e uno su quello interno, entrambi con supporto HDR.
La batteria � una doppia cella al silicio-carbonio da 5.000 mAh (finalmente, per Samsung), con ricarica cablata a 45W e wireless a 20W, oltre al supporto Wireless PowerShare per ricaricare altri dispositivi. Completano il quadro la connettivit� 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, porta USB-C e il sistema operativo Android 17 vestito con One UI 9, il tutto racchiuso in una scocca con struttura Flex Titanium e certificazione IP48 per la resistenza all’acqua.
Design
A dispositivo chiuso, Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra si comporta come uno smartphone quasi tradizionale: nei giorni di prova, il confronto pi� immediato � stato con un Google Pixel 10 Pro XL, e la sorpresa � che il pieghevole di Samsung risulta persino meno largo, a fronte di uno spessore solo leggermente superiore. Aperto, invece, il corpo si assottiglia fino a 4,1 millimetri, un valore che resta tra i pi� bassi mai raggiunti in questa categoria di prodotto.
� esattamente questa doppia natura, sottilissimo da aperto e compatto da chiuso, a rendere Fold8 Ultra un oggetto piacevole nell’uso quotidiano: la sensazione, nell’arco di una giornata, � quella di avere due smartphone in uno, senza il compromesso di ingombro che caratterizzava le prime generazioni di pieghevoli.
La cerniera adotta la nuova struttura Flex Titanium, che aggiunge una piastra e una pellicola in lega di titanio sotto il pannello flessibile: il risultato pratico � un’apertura pi� fluida rispetto al Fold7, oltre a una piega centrale ridotta al minimo, percepibile al tatto solo passando consapevolmente il dito sullo schermo. Non siamo ancora alla piega pressoch� invisibile promessa da qualche concorrente, ma il passo avanti rispetto alla generazione precedente � davvero evidente.
Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra � disponibile nelle colorazioni Graphite, Cream, Violet Shadow e Green Shadow, a cui si aggiunge la tonalit� Lime riservata alla vendita online. La certificazione IP48 garantisce una buona resistenza a spruzzi e immersione accidentale, ma non equivale a una tenuta stagna contro la polvere, un compromesso che resta tipico dei meccanismi a cerniera.
Il capitolo pi� critico riguarda la gestione termica sotto sforzo prolungato. Nei giorni pi� caldi di questa estate, con temperature ambientali elevate, Fold8 Ultra si � scaldato in modo percepibile durante sessioni di utilizzo intenso.
� plausibile che l’incidenza della temperatura ambiente giochi un ruolo determinante: la sottigliezza estrema del corpo lascia comunque pensare a margini di dissipazione pi� ridotti rispetto a un flagship tradizionale.
Software, hardware e prestazioni
Nell’uso quotidiano lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy restituisce una fluidit� sempre elevata, dall’apertura delle app pi� pesanti al multitasking spinto reso possibile dal pannello interno. Nei nostri benchmark, Fold8 Ultra ha ottenuto 1.949 punti in Geekbench 6 Single-Core e 5.276 punti in Multi-Core, valori accompagnati da un punteggio Antutu 11 di 2.344.322 punti.

Sul fronte grafico il dispositivo ha totalizzato 4.391 punti in 3DMark Wild Life Extreme e 1.744 punti in 3DMark Steel Nomad Light, numeri che restano lontani da quelli di un flagship gaming non pieghevole come RedMagic 11S Pro (rispettivamente 8.053 e 3.192 punti), a conferma di quanto i vincoli termici di un corpo sottile meno di 4,1 millimetri incidano sulle prestazioni sostenute. Rispetto a Honor Magic V6, l’altro pieghevole presente nella nostra tabella comparativa, Fold8 Ultra vince su CPU (quasi il 40% in pi� nel Multi-Core) e storage, ma cede leggermente nei test grafici pi� pesanti. Anche lo storage UFS 4.0 conferma buone prestazioni, con 1.620 MB/s in scrittura sequenziale, 3.220 MB/s in lettura sequenziale e 10,98 GB/s di memory copy nel test CPDT.
Nell’uso ludico pi� intenso, titoli impegnativi come Genshin Impact possono generare qualche lieve incertezza dopo diversi minuti di sessione alle impostazioni grafiche pi� elevate, mentre giochi meno esosi girano senza increspature per periodi ben pi� lunghi. Il comportamento � coerente con quanto osservato anche nella gestione termica generale del dispositivo, capace di reggere carichi sostenuti ma non del tutto immune a un calo di prestazioni quando lo sforzo si protrae.
Sul fronte software, Fold8 Ultra debutta con Android 17 vestito da One UI 9, la versione dell’interfaccia Samsung che integra pi� a fondo l’intelligenza artificiale nel funzionamento quotidiano del telefono. La collaborazione strutturale con Google � un elemento portante dell’esperienza: alcune funzioni basate su Gemini, arrivano per la prima volta su un dispositivo Samsung dopo essere state per lungo tempo un’esclusiva dei dispositivi Pixel.
Now Brief e Now Nudge sono le due funzioni proattive tipiche dei flagship Samsung: analizzano localmente abitudini d’uso e conversazioni per suggerire azioni successive, dall’inserimento automatico di un appuntamento in calendario al salvataggio di un luogo citato in una chat. Pi� articolato � Gemini Notebook, uno spazio di lavoro persistente in cui trascinare note, file, immagini e registrazioni in modalit� Split View per generare automaticamente report, infografiche o riassunti audio: il servizio di Google basato sull’IA � probabilmente la funzione pi� utile per chi sfrutta Fold8 Ultra come strumento di produttivit� reale, pi� che come semplice smartphone.
� proprio sul fronte del multitasking che il pannello da 8 pollici rende davvero l’idea di quello che un pieghevole di grandi dimensioni pu� offrire. La modalit� split screen affianca due applicazioni, ciascuna con una superficie equivalente a quella di un pannello da 6,5 pollici, mentre la vista a finestre mobili (pop-up view) consente di lavorare in un contesto pi� vicino a un desktop tradizionale che a un telefono.
La Flex mode resta disponibile piegando parzialmente lo schermo: la met� inferiore si trasforma in un vero e proprio trackpad per scorrere, cliccare e ingrandire i contenuti nella met� superiore, un’idea semplice ma efficace per guardare video o videochiamare tenendo il telefono appoggiato come un piccolo laptop. Nell’uso reale, passare da un’app all’altra o ridimensionare le finestre non genera mai incertezze percepibili, merito tanto della potenza bruta del SoC quanto dell’ottimizzazione software ormai matura di questa modalit�.
Sul fronte sicurezza, Samsung Knox continua a gestire la protezione hardware e software del dispositivo, affiancato dal Personal Data Engine e da una nuova dashboard che centralizza il controllo delle operazioni svolte in background dagli agenti di intelligenza artificiale, una scelta che va nella direzione della trasparenza pi� che della pura funzionalit�. Samsung conferma inoltre l’impegno a garantire sette anni di aggiornamenti del sistema operativo e delle patch di sicurezza, un valore che resta tra i pi� generosi del mercato Android.
Display
Il pannello interno di Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra � un Dynamic AMOLED 2X da 8,0 pollici con risoluzione QXGA+ (2.504 x 2.256 pixel) per una densit� di 422 ppi, refresh rate adattivo compreso tra 1 e 120Hz e tecnologia Vision Booster per aumentare la leggibilit� sotto la luce solare diretta.
A protezione della superficie flessibile, Samsung ha introdotto la struttura Flex Titanium, che abbina una piastra e una pellicola in lega di titanio per irrobustire sia il pannello sia la cerniera, riducendo la visibilit� della piega centrale rispetto alla generazione precedente.
Il risultato � ottimale: la piega risulta invisibile ad angoli di visione naturali, ed � solo vagamente percepibile se la si va a cercare con parecchia decisione.
Il pannello esterno misura 6,5 pollici in formato FHD+ (1.080 x 2.520 pixel, rapporto 21:9), condivide gli stessi 422 ppi del pannello principale e lo stesso refresh rate fino a 120Hz: � pensato per le interazioni rapide a una mano, dal controllo delle notifiche alla fotocamera, pi� che per la fruizione prolungata di contenuti.
L’analisi dei display � stata condotta con il colorimetro X-Rite i1Display Pro abbinato alla suite software HCFR, calibrato tramite lo spettrofotometro X-Rite i1 Pro 2.
Del pannello esterno abbiamo misurato la luminosit� massima, ch si ferma a 1422 nit con APL 100%. Il pannello interno, quello su cui si concentra l’uso quotidiano, tocca invece 3088 nit con APL 15%, valore che emerge quando la componente luminosa dell’immagine occupa una porzione ridotta dello schermo, per scendere a 1476 nit con APL 100% a schermo pieno bianco. Il distacco tra i due valori, pi� del doppio, conferma una gestione energetica tipica degli AMOLED pi� recenti: il pannello privilegia il picco su porzioni ridotte di superficie, mentre sostiene un valore pi� contenuto quando l’intero schermo � acceso a piena luminosit�.

Trattandosi di un pannello AMOLED, il rapporto di contrasto resta di fatto pi� o meno illimitato: ogni subpixel si spegne autonomamente per restituire il nero assoluto, senza il bleeding tipico dei pannelli LCD con retroilluminazione. Il vantaggio si traduce in una resa pi� profonda sui contenuti scuri e in un impatto visivo superiore su HDR e materiale OLED-friendly.
| . Gamut misurato | Copertura | Rapporto |
|---|---|---|
| . REC BT.709 | 99.90% | 131.50% |
| . DCI P3 D65 | 96.50% | 96.94% |
| . Adobe RGB | 86.81% | 97.48% |
| . BT.2020 | 69.52% | 69.55% |
La modalit� Naturale � quella con il DeltaE medio pi� basso (2,12 sulle 18 patch cromatiche del Macbeth Color Checker) e va quindi considerata la resa pi� fedele del pannello interno. Lo standard di riferimento pi� adatto � il DCI-P3, dato che la copertura raggiunge il 96,5%, valore che indica l’area del triangolo misurato rispetto a quella di riferimento: il gamut ricalca quasi integralmente lo spazio colore usato in ambito cinema e streaming HDR. Il bilanciamento del bianco resta saldamente ancorato ai 6500K del punto D65 lungo l’intera scala di grigi, con valori compresi tra 6432 e 6517K, segno di una calibrazione di fabbrica accurata nonostante un verde lievemente dominante.
Sui toni del Macbeth le uniche derive percettibili riguardano le tonalit� arancioni (Orange a 4,57, Orange Yellow a 4,22), mentre verdi, blu e viola restano sotto l’unit� di DeltaE. Anche su primari e secondari puri la precisione � buona: Rosso, Verde e Giallo restano tutti sotto l’1,1 di DeltaE, mentre Ciano e Magenta, pur contenuti, sono le tinte con lo scarto pi� marcato (rispettivamente 2,45 e 2,47).
| . Luminanza misurata |
|---|
| . Gamma standard 2.2 |
| Rapporto di contrasto: ∞ : 1 |
La modalit� Vivida � invece quella con il gamut pi� esteso: l’area del triangolo dei primari misurati supera il 103,2% rispetto allo standard DCI-P3, a conferma di una saturazione spinta volutamente oltre il riferimento per restituire colori pi� accesi. Il compromesso si paga in fedelt�, con il DeltaE medio che sale a 2,53, rimanendo comunque ben al di sopra della soglia che rappresenta un’ottima immagine: la deriva pi� marcata si registra ancora sulle tonalit� arancioni, con Orange che tocca 7,45 e Orange Yellow 5,43, mentre viola, azzurro e magenta restano ben calibrati sotto l’1,2.
Il punto di bianco si sposta verso toni pi� freddi, stabilizzandosi tra 6879 e 6945K, quindi circa 400-450K sopra il riferimento D65. Sui primari puri il Blu � quello che si allontana di pi� dal target (DeltaE 2,73), mentre Verde e Giallo restano solidi, rispettivamente a 0,63 e 0,78.
| . Luminanza misurata |
|---|
| . Gamma SMPTE2084 HDR |
| Rapporto di contrasto: ∞ : 1 |
| . Gamut misurato | Copertura | Rapporto |
|---|---|---|
| . REC BT.709 | 100.00% | 154.48% |
| . DCI P3 D65 | 100.00% | 113.88% |
| . Adobe RGB | 98.04% | 114.52% |
| . BT.2020 | 81.66% | 81.70% |
In modalit� HDR il pannello interno mostra un comportamento estremamente preciso per quanto riguarda la progressione tonale della scala dei grigi, con la curva di gamma che � fedele fino all’80%, soglia dopo la quale si appiattisce su un plateau di circa 1460-1461 nit fino al 100% dello stimolo. � un chiaro segnale di tone mapping applicato nelle zone di massima luminosit�: il pannello rinuncia a inseguire linearmente la curva PQ (SMPTE ST 2084) oltre una certa soglia, verosimilmente per contenere consumi e stress termico, mantenendo comunque coerenza con il picco di 1476 nit rilevato su schermo pieno.
La copertura del gamut rispetto al DCI-P3 sale al 114%, con una saturazione ulteriormente spinta oltre lo standard rispetto alle modalit� SDR. Il DeltaE medio Macbeth si attesta a 2,35, con le derive pi� evidenti sul versante verde-ciano (Bluish green a 4,93, Blue sky a 4,21), mentre gialli e arancioni restano estremamente contenuti, sotto l’1,3 di DeltaE. Il bilanciamento del bianco si mantiene leggermente pi� caldo del riferimento D65, oscillando tra 6240 e 6474K.
Autonomia
Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra ha ottenuto un punteggio di 560 minuti nel nostro test “overall”, eseguito con luminosit� del display impostata a 200 nits e uno script che simula interazioni umane su pagine web, streaming video e sessioni alternate di benchmark CPU e GPU.
Il dato colloca il dispositivo nella parte bassa della nostra tabella comparativa tra gli smartphone di fascia alta con batteria da 5.000 mAh: Galaxy S26 Ultra (sempre 5.000 mAh, ma con display sensibilmente pi� picolo) tocca 615 minuti e Galaxy S26+ (4.900 mAh) sale fino a 660 minuti.
� un risultato che conferma quanto la gestione energetica di un corpo pieghevole, con due pannelli da alimentare e un profilo termico pi� delicato, resti uno dei compromessi pi� difficili da risolvere per Samsung.
La batteria � una cella al silicio-carbonio da 5.000 mAh, in crescita rispetto ai 4.400 mAh del Fold7: un incremento reale, anche se non sufficiente a colmare del tutto il divario con la concorrenza cinese, che su formati simili propone spesso capacit� ben superiori. La ricarica cablata sale a 45W (dai 25W della generazione precedente) e quella wireless a 20W, con supporto Wireless PowerShare per condividere energia con altri dispositivi compatibili.
Fotocamera
Il comparto fotografico di Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra � capace e affidabile nella maggior parte delle situazioni, ma fatica a giustificare fino in fondo il suffisso Ultra quando il confronto si sposta sulla concorrenza pi� specializzata in questo segmento. Il merito della buona resa complessiva va soprattutto all’elaborazione software di Samsung, solida su esposizione e bilanciamento tra luci e ombre, con un’anteprima che restituisce con buona fedelt� il risultato finale.
Il sensore principale da 200 megapixel (Samsung ISOCELL HP2, f/1.7, con stabilizzazione ottica) resta il fulcro del sistema: gli scatti diurni sono dettagliati e con colori tendenzialmente neutri, anche se in alcune condizioni la nitidezza applicata in post-elaborazione risulta un po’ eccessiva. Va segnalata una certa facilit� a ottenere scatti leggermente mossi in condizioni di luce scarsa se non si tiene ben fermo il telefono durante lo scatto.

L’ultra-grandangolare da 50 megapixel rappresenta il salto generazionale pi� netto rispetto al Fold7, che si fermava a 12 megapixel: gli scatti risultano pi� dettagliati e puliti, con una distorsione ai bordi molto pi� contenuta del precedente modello.
Il vero punto debole, in relazione ai cameraphone specifici, resta il teleobiettivo da 10 megapixel con zoom ottico 3x: il sensore da 1/3,94 pollici raccoglie relativamente poca luce, restituisce una profondit� di campo poco convincente nei ritratti e perde rapidamente qualit� superato lo zoom nativo, con un effetto “pittura a olio” evidente man mano che si spinge il crop digitale. Per un modello che porta il nome Ultra, � l’area su cui Samsung dovrebbe investire con pi� decisione nella prossima generazione, magari con un vero teleobiettivo a periscopio.
La coerenza cromatica tra i tre moduli posteriori non � perfetta: il sensore principale tende a restituire tonalit� leggermente pi� calde rispetto agli altri due, mentre il teleobiettivo, in particolare, produce colori pi� freddi e meno vivaci quando si scatta in modalit� automatica.
In notturna, l’algoritmo di elaborazione tiene aperto l’otturatore per un paio di secondi prima di restituire uno scatto a fuoco, con risultati che non esagerano sulla luminosit� n� sulla saturazione, mantenendo un’atmosfera credibile. In alcuni casi la nitidezza applicata in post-produzione resta comunque percepibile, con una resa leggermente artificiosa nei dettagli pi� fini.
Sul fronte selfie, Fold8 Ultra monta due sensori identici da 10 megapixel con apertura f/2.2, uno sul pannello esterno e uno su quello interno, entrambi con supporto HDR: la qualit� � nella norma per la categoria, sufficiente per videochiamate e selfie occasionali senza pretese particolari.
Prezzo
Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra debutta sul mercato italiano a partire da 2.299 euro per il taglio base da 12/256 GB, fino ad arrivare ai 2.899 euro della configurazione pi� generosa, con 16 GB di RAM e 1 TB di storage.
Si tratta del prezzo pi� alto mai chiesto da Samsung per un pieghevole della famiglia Fold, e supera nettamente anche i 2.099 euro d’ingresso del nuovo Galaxy Z Fold8 non Ultra, la cui differenza principale riguarda il formato (pi� largo e compatto) e un sensore principale meno spinto.
Il foldable top di gamma di Samsung � pensato per essere un prodotto di nicchia anche all’interno della categoria pieghevoli: rispetto a concorrenti come Honor Magic V6, che offre una batteria pi� capiente a un prezzo generalmente pi� aggressivo, Samsung punta pi� sull’ecosistema software, sulla longevit� degli aggiornamenti e sulla solidit� costruttiva che su un rapporto qualit� prezzo aggressivo.
Considerazioni finali
Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra si fa apprezzare sia nella sostanza sia nella forma, questo � indiscutibile. Il salto generazionale rispetto al Fold7 non stravolge l’impostazione complessiva, ma affina praticamente ogni aspetto, dalla cerniera pi� solida alla batteria finalmente pi� capiente, passando per un pannello interno che si avvicina sempre di pi� all’idea di schermo senza compromessi.
Il form factor resta il punto di forza assoluto: pochi dispositivi al mondo riescono a comprimere in appena 4,1 millimetri da aperto e 215 grammi un pannello da 8 pollici (e un’altro da 6,5 pollici dall’altra parte), restituendo allo stesso tempo un utilizzo da chiuso che si avvicina a quello di uno smartphone tradizionale.
Restano per� alcuni nodi irrisolti, ed � proprio su questi che il nome Ultra dovrebbe fare la differenza: il teleobiettivo continua a essere l’anello debole del comparto fotografico, l’autonomia si posiziona nella parte bassa della sua fascia di prezzo, e la gestione termica sotto sforzo prolungato, specie in condizioni ambientali calde, lascia margine di miglioramento.
Chi arriva da un Fold7 trover� un aggiornamento incrementale pi� che dirompente, mentre chi possiede modelli pi� datati o si affaccia per la prima volta al formato pieghevole classico trover� in Fold8 Ultra uno dei dispositivi pi� completi e rifiniti mai realizzati da Samsung (e non solo) in questa categoria, al netto di un prezzo che resta molto, forse troppo, importante.
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