Nel 2008, per tre anni, la città aveva già dimostrato di saper vivere il suo centro senza le automobili. Oggi quella scelta va riconquistata e resa stabile.
Il ritorno dell’isola pedonale nel centro storico di Catanzaro, a partire dal prossimo 15 settembre e seppur in un solo tratto del corso, non dovrebbe essere considerato una semplice misura di disciplina del traffico. È, prima di tutto, una scelta di civiltà.
E lo diciamo con ancora maggiore convinzione perché Catanzaro questa conquista l’aveva già fatta.
Basta guardare una fotografia del 2008, quella allegata, quando l’Amministrazione guidata da Rosario Olivo istituì la pedonalizzazione di Corso Mazzini. Una conquista fortemente voluta dal movimento civico Catanzaro nel Cuore. Quell’immagine racconta più di tante discussioni: persone che tornano a riappropriarsi del cuore della città, famiglie, giovani, anziani, cittadini che camminano e vivono uno spazio che fino a poco prima era dominato dalle automobili.
E attenzione: questa foto (estrapolata dal sito Catanzaro informa.it) non è stata scattata in occasione di una manifestazione, ma in un giorno qualsiasi!
Quella scelta, inizialmente accompagnata – come spesso accade – da discussioni e resistenze, fu progressivamente metabolizzata dalla città. L’isola pedonale divenne una consuetudine, uno spazio di socialità, un luogo nel quale incontrarsi e vivere il centro storico.
Cara Catanzaro si batté allora perché il cuore antico della città venisse restituito ai cittadini. Sostenevamo che Corso Mazzini non potesse essere considerato una qualsiasi strada urbana e che la sua vocazione fosse quella di essere vissuto dalle persone, non attraversato continuamente dalle automobili.
Era una battaglia che guardava al futuro.
E proprio per questo è difficile comprendere come, dopo quella esperienza positiva, Catanzaro abbia potuto tornare indietro.
Con il cambio di amministrazione, infatti, quella scelta venne cancellata e la città tornò a concedere maggiore spazio alle automobili. Si fece, a nostro giudizio, un passo indietro.

Oggi, però, abbiamo l’opportunità di riprendere quel cammino.
C’è poi un aspetto sul quale riteniamo necessario aprire una riflessione franca: i commercianti dovrebbero essere i primi a essere felici del ritorno dell’isola pedonale, dovrebbero esserne i protagonisti principali.
Un centro storico pieno di persone è una ricchezza per le attività commerciali. Una strada dove si può passeggiare, fermarsi davanti alle vetrine, incontrarsi, sedersi, assistere a iniziative e vivere gli spazi pubblici è molto più attrattiva di una strada nella quale il principale protagonista è il traffico automobilistico.
Comprendiamo naturalmente le preoccupazioni degli esercenti e siamo convinti che l’Amministrazione debba ascoltarle, affrontare i problemi concreti e trovare soluzioni per le esigenze di carico e scarico, accessibilità e approvvigionamento.
Ma una cosa è rappresentare legittimamente le proprie esigenze; altra cosa è fare terrorismo psicologico sull’isola pedonale, descrivendola come una minaccia per il commercio e per la vita del centro storico.
Questo atteggiamento rischia di produrre esattamente l’effetto contrario a quello desiderato: allontanare le persone anziché attirarle.
Se diciamo continuamente ai cittadini che il centro è irraggiungibile, che l’isola pedonale è un problema, che le attività commerciali sono destinate a soffrire e che andare in centro è diventato complicato, finiamo per convincere le persone a non andarci.
Il messaggio dovrebbe invece essere completamente diverso: venite in centro, vivetelo, passeggiate, fate acquisti, incontratevi.
E per questo i commercianti possono e devono essere protagonisti.
Ma anche l’amministrazione deve fare la sua parte promuovendo iniziative e agevolando quelle private. Non basta istituire l’isola pedonale: occorre contribuire a renderla attrattiva.
Vetrine curate, dehors dove consentiti, iniziative, eventi, collaborazioni tra attività, illuminazione, animazione e una maggiore attenzione all’estetica del tratto pedonalizzato possono trasformare Corso Mazzini in un luogo nel quale le persone abbiano voglia di venire e soprattutto di restare.
L’isola pedonale, insomma, non dovrebbe essere vista come una sottrazione: toglie le automobili, ma aggiunge persone.
E sono proprio le persone la vera ricchezza di un centro commerciale naturale.
Catanzaro non torni indietro
Una città moderna non misura la propria qualità sulla quantità di automobili che riesce a far transitare nel proprio centro storico. La misura sulla qualità degli spazi che riesce a restituire ai cittadini.
Un centro storico senza automobili è più bello, più sicuro, più vivibile.
Favorisce le passeggiate, la socialità, la fruizione dei monumenti e degli spazi culturali e crea condizioni migliori anche per le attività commerciali.
Per questo Cara Catanzaro saluta positivamente la decisione di ripristinare l’isola pedonale dal 15 settembre.
Ma ci auguriamo che questa volta non sia una parentesi, né una sperimentazione destinata a essere rimessa in discussione alla prima difficoltà.
Occorre avere il coraggio di guardare alla città del futuro e non a quella del passato.
E il futuro di Catanzaro non può essere rappresentato da un Corso Mazzini trasformato in una strada di attraversamento automobilistico.
La fotografia del 2008 che oggi riproponiamo dovrebbe ricordarci una cosa semplice: Catanzaro quella strada l’ha già percorsa.
L’isola pedonale era stata istituita, la città l’aveva fatta propria e il centro storico aveva dimostrato di poter vivere benissimo senza il continuo passaggio delle automobili.
Poi siamo tornati indietro.
Oggi abbiamo l’opportunità di riprendere quel cammino.
Perché restituire Corso Mazzini alle persone non è una concessione: è una conquista di civiltà.
E i commercianti, insieme alle istituzioni e a tutti i cittadini, possono essere i protagonisti di questa nuova stagione.
Catanzaro non deve avere paura di essere una città moderna. Deve avere il coraggio di diventarlo.
Cara Catanzaro ODV
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Roberto Tolomeo
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