Riprendiamo la nostra inchiesta sul Progetto di “riqualificazione” del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone ad Abriola. Qui la prima partein cui abbiamo posto alcune domande riguardo ad alcune anomalie e criticità. In questa seconda parte, rileviamo altre criticità rispetto alle quali siamo certi il Comune di Abriola e le altre autorità coinvolte, non faranno mancare i chiarimenti necessari.

Lavori in corso alla SellataLavori Sellata

L’affidamento della redazione del Piano di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE)

Il 19 maggio 2026 l’Amministrazione Comunale formalizza sul Mercato elettronico l’affidamento diretto del Piano di Fattibilità Tecnico-Economica alla società Reti Srl di Vincenzo Fogliano per 135mila euro. Riscontriamo che lo stesso giorno il Rup adotta un provvedimento di validazione del medesimo Pfte per liquidare i contributi della Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca).

Il dubbio sorge per causa di questa coincidenza di data. In un solo giorno la società o il professionista incaricato avrebbe elaborato e redatto un progetto complesso, con 38 allegati, grafici, relazioni per un’opera da 6 milioni di euro. Nel contempo la stazione appaltante esamina e valida tutto nell’arco di un solo giorno, lo stesso giorno. Per carità, tutto è possibile, compreso il fatto che in Basilicata abbiamo, ma non lo sapevamo, ingegneri “Rambo” e stazioni appaltanti “speedy gonzales”.

Tuttavia sarebbe il caso si sciogliere un dubbio legittimo: per caso siamo di fronte a una finta? Cioè l’affidamento diretto eseguito tramite MePa (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione), è servito a salvare la forma per nascondere la sostanza? E quale sarebbe la sostanza? Regolarizzare una prestazione professionale già eseguita “per le vie brevi” al di fuori delle procedure di evidenza pubblica? Fateci sapere. E già che ci siamo, fateci anche sapere perché in giro non ci sono altri professionisti capaci di redigere un progetto da 6 milioni? Magari, se ci fossero, avreste potuto anche garantire il principio di rotazione, previsto dalla norma. Forse il fatto che non ci siano altri capaci, vi ha costretti ad affidare direttamente la progettazione allo stesso operatore che sarebbe stato già affidatario di servizi analoghi nel medesimo settore dei lavori pubblici dell’Ente?

La Conferenza di Servizi e la Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca)

La Conferenza di Servizi decisoria avente ad oggetto l’approvazione del progetto sarebbe stata formalmente chiusa dall’Amministrazione Comunale entro il termine di soli 23 giorni. Tale compressione temporale ha impedito agli altri Comuni dell’area e agli enti preposti alla tutela dei vincoli ambientali di istruire e verificare adeguatamente l’impatto sul territorio di un’opera dal valore di 6 milioni di euro in area montana vincolata. Sì, vincolata, perché a prescindere da ciò che è scritto nelle carte l’area insiste all’interno di un Parco Naturale. Ed è anche strano che l’ente Parco, l’unico soggetto interpellato, abbia dato parere favorevole in fretta a furia e avallato l’abbattimento di circa mille alberi. Tutto in fretta. Come è scritto nella prima parte dell’inchiesta, tutto si è chiuso con una semplice VinCa screening. Eppure c’è un precedente che ci ha incuriosito.

Per lo spettacolo pirotecnico organizzato dall’Associazione di Volontariato “Madonne delle Vergini” di Matera previsto il 31 maggio scorso, in contrada Murgecchia nella città dei Sassi, è stato necessario chiedere la Valutazione di incidenza ambientale. La Direzione Generale dell’Ambiente, Energia e Tutela del Territorio – Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata ha dato parere favorevole imponendo oltre una decina di prescrizioni, anche ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE. Per quanto riguarda l’intervento sul Monte Pierfaone, è bastata una VinCa in formato screening. (vedi prima parte dell’inchiesta). Davvero curioso, non vi pare?

Pare che la delibera della Giunta Comunale n. 27 di approvazione del quadro economico e dell’atto di indirizzo per la gara e la determina dirigenziale n. 152 di indizione della gara d’appalto sarebbero state inserite nell’albo pretorio in totale assenza dell’attestazione di copertura finanziaria e del relativo visto del Responsabile del Servizio Finanziario. È come se al momento della pubblicazione del bando sul mercato, l’Ente non avesse ancora impegnato le somme né verificato la capienza dei relativi capitoli di spesa, esponendo il Comune a obbligazioni verso terzi senza alcuna base contabile. È vero?

Ed è vero che l’Amministrazione avrebbe tentato di sanare tardivamente la carenza finanziaria e l’assenza originaria dei visti contabili adottando una variazione di bilancio d’urgenza con atto di Giunta n. 8 del 26 giugno 2026? In tal caso il provvedimento sarebbe intervenuto dieci giorni dopo la pubblicazione formale del bando di gara sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, avvenuta il 16 giugno 2026: variazione deliberata in assenza del preventivo parere dell’organo di revisione contabile del Comune? Santa fretta.

È vero che la Centrale Unica di Committenza (C.U.C.) di Tito, investita della gestione della procedura di gara in forza di apposita convenzione, avrebbe accertato l’unitarietà strutturale del progetto sul comprensorio “Sellata-Pierfaone” (stessa area geografica, medesima fonte di finanziamento, interconnessione funzionale tra opere edili e impianti a fune)? E che per questa ragione, la C.U.C. avrebbe formalmente vietato lo spezzettamento dell’intervento? Ed è vero che il Rup del Comune di Abriola avrebbe bypassato l’autorità di gara, procedendo autonomamente alla frammentazione dell’opera in tre lotti distinti (edile, impiantistico e fornitura materiali) assegnando tre diversi codici Cig? È possibile che in tal modo il Comune di Abriola avrebbe evitato i controlli centralizzati della C.U.C. consentendo così l’applicazione di procedure semplificate sotto-soglia?

Salvare la montagna lucana dalla speculazione significa proteggerla dal consumo di suolo, dal turismo di massa invasivo e dai grandi progetti impattanti (come impianti sciistici artificiali o colate cementizie). Tuttavia, fare domande è il nostro dovere. La ricerca della verità ci impone di interrogare il potere, verificare i fatti e dare voce ai cittadini. Siamo certi che il Comune di Abriola vorrà contribuire alla nostra doverosa ricerca. FINE SECONDA PARTE


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Michele Finizio

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