chi deve evitare assolutamente le lampade



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In breve: il lato nascosto dell’abbronzatura artificiale

L’abbronzatura ottenuta con lampade e lettini solari non è un semplice “make-up” di luce: è il risultato di radiazioni ultraviolette che stimolano i melanociti esattamente come fa il sole, con gli stessi potenziali danni.

L’uso di apparecchi abbronzanti è stato classificato come cancerogeno certo da organismi internazionali che si occupano di ricerca sui tumori. Tradotto in pratica: l’esposizione ripetuta a questi dispositivi aumenta il rischio di tumori della pelle, incluso il melanoma, la forma più aggressiva. Alcune stime indicano migliaia di casi di melanoma e centinaia di migliaia di altri tumori cutanei l’anno, solo tra Nord America, Europa e Australia, collegati a questa abitudine.

Un punto spesso frainteso: l’abbronzatura da lampada non crea uno “scudo” protettivo affidabile.

Anche con un bel colorito si possono avere:

  • scottature se l’esposizione è intensa o prolungata
  • fotoinvecchiamento accelerato (rughe precoci, perdita di elasticità, macchie)
  • danni al DNA delle cellule cutanee, che nel tempo possono favorire la comparsa di tumori della pelle

In più, alcuni macchinari possono emettere livelli di UV molto intensi, anche paragonabili o superiori al sole di mezzogiorno in estate, soprattutto se non vengono adeguatamente mantenuti.

“Abbronzatura di base” per proteggersi? Perché non funziona

Un mito duro a morire è l’idea della lampada “pre-vacanza” per non scottarsi al mare. In realtà, il colorito ottenuto non sostituisce minimamente la protezione solare:

  • la melanina prodotta offre una difesa parziale e variabile, spesso insufficiente
  • l’esposizione precedente aggiunge ulteriore carico di UV cumulativo sulla pelle
  • una falsa sensazione di sicurezza porta spesso a esporsi di più, aumentando ancora il rischio

La regola resta la stessa: anche dopo lampade o lettini, se ci si espone al sole bisogna usare creme con SPF adeguato, quantità generose e riapplicazione regolare.


Per approfondire:
Pelle che si spella e abbronzatura che sbiadisce subito? Il segreto per un colorito dorato non è solo la protezione solare

Chi dovrebbe dire “no” al solarium

Non tutte le pelli reagiscono allo stesso modo ai raggi UV. Per alcune persone, l’uso di lampade abbronzanti è particolarmente rischioso e andrebbe evitato del tutto, anche per singole sedute occasionali.

Fasce di età e condizioni per cui è vietato o sconsigliato

Studi internazionali hanno rilevato che iniziare a usare lampade in giovane età è associato a un aumento marcato del rischio di melanoma. Proprio per questo, in Italia è in vigore un decreto che vieta l’accesso a lampade, docce e lettini solari a:

  • minorenni
  • donne in gravidanza
  • persone che hanno avuto o hanno neoplasie
  • chi si scotta facilmente anche con brevi esposizioni

Queste categorie non dovrebbero sottoporsi ad abbronzatura artificiale, neppure in centri estetici autorizzati.

Tipi di pelle e situazioni a maggiore rischio

Al di là dei divieti di legge, la pelle di alcune persone è biologicamente più vulnerabile. Sono particolarmente esposti a effetti avversi dei raggi UV (solari o da lampada) chi:

In questi casi, l’esposizione artificiale aggiuntiva può rappresentare un rischio non trascurabile. Un controllo periodico dei nei dal dermatologo diventa ancora più importante, anche se non si usano lampade.

Se non si vuole rinunciare: come limitare i danni

L’opzione più sicura per la pelle resta quella di rinunciare a lampade e lettini. Per chi, però, non è ancora pronto a eliminarli, è fondamentale adottare alcune cautele per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulla salute cutanea.

Scegliere con attenzione la struttura

Non tutti i centri sono uguali. Per ridurre i rischi è fondamentale:

  • preferire strutture autorizzate, che dichiarano chiaramente il rispetto delle normative europee di sicurezza
  • accertarsi che sia presente personale formato, in grado di valutare il fototipo e la storia di pelle del cliente
  • chiedere informazioni sulla manutenzione delle apparecchiature: lampade vecchie o non controllate possono emettere radiazioni non conformi
  • diffidare di promozioni aggressive, pacchetti con sedute troppo ravvicinate o messaggi che minimizzano i rischi

La presenza di lampade in palestre, centri fitness o spa può dare l’illusione che si tratti di un servizio “light” o addirittura salutare. In realtà, il potenziale danno per la pelle resta lo stesso.

Protezione e frequenza: le regole minime

Anche sotto una lampada, la pelle ha bisogno di protezione esattamente come in spiaggia. Alcuni accorgimenti di base:

  • applicare una crema solare ad ampio spettro (UVA e UVB) con SPF adeguato al proprio fototipo
  • rispettare le tempistiche consigliate e non prolungare la seduta oltre i limiti indicati
  • evitare assolutamente di fare più sedute a breve distanza, soprattutto se la pelle è ancora arrossata
  • non utilizzare profumi o cosmetici potenzialmente fotosensibilizzanti prima della lampada
  • monitorare nel tempo eventuali nuove macchie, nei che cambiano aspetto, lesioni che non guariscono

Se compaiono bruciore, prurito intenso o arrossamento prolungato dopo la seduta, è opportuno sospendere e valutare un consulto dermatologico.

L’autoabbronzante come alternativa smart (e i trucchi per un effetto naturale)

Per chi ama il colorito ambrato ma vuole proteggere la salute della pelle, i prodotti autoabbronzanti rappresentano l’opzione più intelligente. In crema, mousse, gocce o spray, donano una tonalità dorata senza esporre la pelle ai raggi UV.

Gli attivi più utilizzati sono molecole come la dihydroxyacetone (DHA), che reagiscono con gli amminoacidi presenti nello strato più superficiale dell’epidermide, creando una colorazione temporanea. Non si tratta di vera melanina, ma di una “tinta” superficiale che svanisce progressivamente con il rinnovamento cellulare.

Cosa possono fare (e cosa no)

I vantaggi principali degli autoabbronzanti:

  • regalano colore uniforme già dopo poche ore
  • non aggiungono dose di radiazioni UV alla pelle
  • consentono di modulare l’intensità del tono con applicazioni ripetute
  • sono disponibili per viso e corpo, spesso con texture specifiche per pelli secche, miste o sensibili

Un punto da ricordare: la pelle non diventa più resistente al sole. L’effetto è puramente estetico, quindi servono comunque:

Guida pratica per un effetto “pelle di vacanza”

Per evitare macchie, stacchi e accumuli di prodotto, l’applicazione richiede un minimo di rituale. Una routine tipo:

  • la sera prima, fare uno scrub delicato su viso e corpo per eliminare le cellule morte
  • idratare con una crema leggera le zone più secche (ginocchia, gomiti, caviglie, mani) per evitare che il prodotto si depositi in modo irregolare
  • applicare l’autoabbronzante su pelle perfettamente asciutta, con movimenti circolari e continui
  • usare un guanto apposito per il corpo, che aiuta a distribuire il prodotto in modo omogeneo e protegge i palmi
  • sfumare bene su caviglie, polsi, attaccatura dei capelli per evitare linee nette
  • lavare le mani subito dopo, insistendo tra le dita e intorno alle unghie
  • attendere il tempo di asciugatura indicato prima di vestirsi, per non creare aloni sui tessuti

Per il viso, molte formule in gocce da miscelare alla crema abituale permettono di ottenere un effetto molto naturale, personalizzando l’intensità semplicemente aumentando o riducendo il numero di gocce.

Come integrare l’autoabbronzante nella skincare

Per mantenere il colorito e, allo stesso tempo, prendersi cura della pelle:

  • alternare i giorni di autoabbronzante con serate dedicate solo a idratazione e riparazione
  • preferire detergenti non troppo aggressivi, che non “cancellino” il colore in modo irregolare
  • inserire nella routine ingredienti lenitivi e antiossidanti, come niacinamide, vitamina E, aloe, per sostenere la barriera cutanea
  • programmare uno scrub leggero una volta a settimana per far svanire gradualmente il tono e ricominciare in modo uniforme

In questo modo si ottiene un’abbronzatura cosmetica gestibile, rinnovabile e modulabile, senza sottoporre la pelle allo stress delle radiazioni.

Prendersi cura della propria bellezza significa anche proteggere il “tessuto” su cui si lavora ogni giorno con skincare e make-up. Valutare con lucidità i rischi delle lampade e scegliere alternative più sicure permette di avere una pelle luminosa non solo in foto, ma anche negli anni.


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