leggere in tempo reale i segnali fisiologici della pianta


La nuova piattaforma decisionale supporta le scelte agronomiche attraverso moduli dedicati a irrigazione, nutrizione e difesa del frutteto, integrando i dati fisiologici della pianta – raccolti tramite la sonda linfatica, ora autoinstallante – con quelli ambientali per favorire decisioni più consapevoli in campo

Pubblicato il 17 giugno 2026

Ascoltare la pianta e l’ambiente circostante per decidere meglio come gestire il frutteto. È da questa intuizione che nasce l’evoluzione di Plantvoice, scale-up agritech che ha sviluppato una tecnologia capace di leggere in tempo reale i segnali fisiologici della pianta attraverso l’analisi della linfa. Oggi quella tecnologia evolve in una piattaforma agronomica che integra i dati fisiologici interni alla pianta con le informazioni ambientali di suolo e meteo, trasformando il monitoraggio in supporto operativo alle decisioni in campo Agritech.

Le informazioni ambientali vengono raccolte attraverso un sistema integrato di strumenti di campo e fonti dati esterne, che possono includere: stazioni metereologiche, sensori di suolo, analisi NPK real-time e trappole per insetti. Questi dati vengono combinati con i segnali fisiologici della pianta, raccolti dalla sonda lanciata da Plantvoice nel 2023 (protetta da brevetto internazionale con copertura su mercati rappresentativi dell’85% della superficie agricola mondiale), per fornire un quadro più completo e contestualizzato a supporto delle decisioni agronomiche.

La tecnologia di Plantvoice

A differenza degli approcci basati esclusivamente su sensori ambientali o su pratiche standardizzate, Plantvoice parte da ciò che la pianta sta realmente vivendo integrandolo con ciò che avviene nell’ambiente. Un cambio di prospettiva che consente di intervenire in modo più tempestivo e mirato su irrigazione, nutrizione e difesa, migliorando l’efficienza nell’uso delle risorse, riducendo gli sprechi e contribuendo a una maggiore continuità nella qualità del frutto.

Un approccio che dà spazio al pensiero delle generazioni future in un dibattito che riguarda tutti.

«Negli ultimi anni abbiamo validato sul campo una tecnologia unica, dimostrando che entrare nella fisiologia della pianta consente di leggere segnali chiave per la gestione del frutteto», dichiara Matteo Beccatelli, CEO e Co-Founder di Plantvoice. «Oggi quella tecnologia evolve in una piattaforma agronomica capace di supportare la gestione intelligente del frutteto nel suo insieme. Abbiamo costruito un sistema scalabile, modulare e integrabile pensato per aiutare agricoltori e tecnici a decidere quando irrigare, come fertilizzare e quando intervenire, migliorando la qualità del frutto e riducendo costi e impatto ambientale».

Moduli agronomici per irrigazione, nutrizione e difesa

La piattaforma Plantvoice è accessibile via app mobile e web ed è strutturata in moduli agronomici specializzati e integrati, progettati per affrontare le principali leve decisionali della frutticoltura professionale. In questo modo tutti i dati necessari in campo convergono in un unico luogo, eliminando la necessità di gestire un’app diversa per ogni dispositivo installato e rendendo l’esperienza più semplice e intuitiva per agricoltori e tecnici.

Nel modulo dedicato all’irrigazione, Plantvoice utilizza il segnale fisiologici della pianta per intervenire solo quando il fabbisogno idrico è reale, superando un approccio basato su percezioni o pratiche standardizzate. Le applicazioni in campo hanno già dimostrato risparmi idrici fino al 40% in alcune aziende frutticole, tra cui il Gruppo Salvi, grazie a interventi calibrati sul reale stato fisiologico della pianta e non solo sulle condizioni ambientali.

Il caso applicativo

Il modulo nutrizione consente di ottimizzare la fertilizzazione sulla base della risposta fisiologica della pianta, riducendo interventi non necessari, mentre il modulo difesa supporta decisioni più mirate sui trattamenti, favorendo una gestione più sostenibile del frutteto. A completare l’ecosistema, un’agenda digitale per la raccolta strutturata delle informazioni di campo e un servizio di agronomi on-demand, che rende accessibile competenza specialistica anche a distanza e rafforza il legame tra dato, interpretazione e decisione operativa. I pacchetti includono inoltre call dedicate all’interpretazione dei dati e alla definizione di consigli pratici da applicare in campo sulla base dei risultati rilevati.

«Chi lavora ogni giorno in campo ha bisogno di strumenti affidabili, basati su ciò che la pianta sta realmente vivendo», spiega Tommaso Beccatelli, Co-Founder e Responsabile di produzione di Plantvoice. «Entrare nella fisiologia della pianta ci permette di supportare decisioni più tempestive e mirate. Capire cosa succede intorno alla pianta completa il quadro informativo. Questo ci permette di concentrarci sulla gestione intelligente del frutteto, per ridurre tentativi e sprechi e aiutare agricoltori e tecnici a lavorare con maggiore serenità».

Dalla validazione sul campo alla scalabilità

Negli ultimi due anni Plantvoice ha trasformato la fase di sperimentazione in adozione reale sul campo. I clienti sono passati da 27 a 105 aziende agricole, con 720 sensori installati su oltre 600 ettari su tutto il territorio nazionale, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia.

Tra le realtà che hanno adottato la tecnologia figurano alcune delle principali aziende del comparto ortofrutticolo e vitivinicolo italiano, tra cui Gruppo Salvi (entrato anche come investitore), Gruppo Rivoira, Joinfruit, cantina Maso Martis, cantina Arnaldo Caprai, Cantina Mezzacorona, CAVIT e Consorzio Agrario di Ravenna.

Ora in pipeline ci sono già nuovi 200 clienti solo in Italia.

Una crescita che sarà resa possibile dall’introduzione della nuova versione della sonda, progettata per essere installata direttamente dall’agricoltore, attraverso il supporto costante degli agronomi e tecnici Plantvoice, che guidano il cliente passo dopo passo. Un’evoluzione che semplifica l’adozione della tecnologia, riduce la complessità operativa e rende il modello Plantvoice realmente scalabile, aprendo la strada all’espansione sui mercati esteri, già avviata in Francia, Spagna, Germania e Polonia come primi clienti, con test di mercato in preparazione in Australia, Sud Africa, Sud America e Corea del Sud.

In Francia, l’espansione ha già prodotto un primo risultato concreto:

Plantvoice ha siglato un accordo con Alliance BFC, l’unione di cooperative agricole che riunisce Bourgogne du Sud, Dijon Céréales e Terre Comtoise, con sensori già in fase di installazione nel quadro di un progetto collaborativo dedicato alla gestione della salute delle colture. Un percorso di crescita che ha attirato l’attenzione anche a livello globale: Plantvoice è stata selezionata tra i 33 finalisti dei WIPO Global Awards 2026, scelti tra oltre 1.300 candidature provenienti da 126 Paesi.

“La nostra missione è ripristinare gli ecosistemi e dare potere agli agricoltori attraverso l’innovazione”, conclude Beccatelli. “Con questo sistema abbiamo creato una sorta di Intelligenza Vegetale, che permette di trasformare ogni dato in decisioni, ogni decisione in qualità, ogni qualità in valore”.


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