La Conf.A.I.L. esprime forte preoccupazione e ferma contrarietà rispetto alla Determinazione dirigenziale n. 881 del 10 agosto 2026 con la quale l’Azienda Calabria Verde ha disposto la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti di un gruppo di lavoratori in possesso dei requisiti previsti dall’art. 12, comma 11, del D.L. n. 25/2025, con decorrenza dal 1° settembre 2026.
La nostra organizzazione sindacale intende innanzitutto ribadire un principio fondamentale: il possesso dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata non trasforma il diritto alla pensione in un obbligo di pensionamento.
Il legislatore ha previsto, per gli anni 2025 e 2026, una facoltà per le Pubbliche Amministrazioni di procedere alla risoluzione unilaterale del rapporto nei confronti di determinati lavoratori che abbiano compiuto 65 anni e maturato i requisiti contributivi previsti dalla normativa. Si tratta, tuttavia, di una facoltà sottoposta a precise condizioni, tra cui la sussistenza di esigenze organizzative, il rispetto del limite massimo del 15% dei dipendenti potenzialmente interessati e, soprattutto, un preavviso di almeno sei mesi.
È proprio su questi aspetti che la Conf.A.I.L. chiede a Calabria Verde un immediato e puntuale chiarimento.
SEI MESI DI PREAVVISO: UNA GARANZIA CHE DEVE ESSERE RISPETTATA
La legge parla espressamente di un preavviso di almeno sei mesi.
Per questo non può essere considerata una questione meramente formale la circostanza che la determinazione del 10 agosto 2026 disponga la cessazione del rapporto dal 1° settembre 2026.
Se non è intervenuta, nei confronti dei lavoratori interessati, una precedente comunicazione individuale idonea a far decorrere il termine di preavviso previsto dalla legge, la Conf.A.I.L. ritiene necessario verificare con la massima attenzione la legittimità della procedura e gli effetti economici derivanti dall’eventuale mancato rispetto del termine.
Non è accettabile che una decisione destinata ad incidere profondamente sulla vita professionale ed economica di un lavoratore venga comunicata con un preavviso sostanzialmente incompatibile con quello stabilito dal legislatore.
IL DIRITTO ALLA PENSIONE NON PUÒ DIVENTARE UN OBBLIGO
La Conf.A.I.L. non mette in discussione il diritto dei lavoratori, una volta raggiunti i requisiti previdenziali, di scegliere liberamente di accedere alla pensione.
Contestiamo, invece, qualsiasi impostazione nella quale tale diritto venga trasformato, di fatto, in un obbligo imposto dall’Azienda, prescindendo dalla volontà del lavoratore.
Per molti dipendenti l’uscita anticipata dal lavoro può infatti comportare conseguenze economiche rilevanti sull’importo della pensione e sulla propria situazione familiare e personale.
È quindi necessario che una scelta di tale portata sia affrontata nel rispetto della volontà del lavoratore, delle garanzie previste dalla legge e attraverso un confronto sindacale vero e trasparente.
Se l’Azienda intende perseguire obiettivi di ricambio generazionale, non può farlo semplicemente scaricando sui lavoratori il costo delle proprie scelte organizzative.
QUALI CRITERI SONO STATI UTILIZZATI?
La Conf.A.I.L. chiede inoltre di conoscere in maniera chiara e documentata quali criteri siano stati utilizzati per individuare i lavoratori destinatari della risoluzione unilaterale.
Il limite del 15% previsto dalla normativa non può tradursi in una scelta discrezionale e non verificabile dei nominativi.
L’Azienda deve rendere conoscibili i presupposti organizzativi posti alla base della decisione, il numero complessivo dei dipendenti potenzialmente interessati, il calcolo della quota del 15% e i criteri concretamente utilizzati per individuare i lavoratori coinvolti.
In assenza di criteri trasparenti, oggettivi e verificabili, si pone inevitabilmente un problema di disparità di trattamento che la nostra organizzazione sindacale intende approfondire nelle sedi competenti.
UNA DECISIONE CHE APPARE IN CONTRASTO CON LA CARENZA DI ORGANICO
Vi è poi una evidente questione di coerenza nelle scelte dell’Azienda.
Da mesi, infatti, il confronto sindacale e istituzionale su Calabria Verde è caratterizzato dalla necessità di affrontare il ricambio generazionale, lo sblocco del turnover, la carenza di personale e la piena funzionalità delle strutture operative.
In questo contesto, appare quantomeno contraddittorio procedere all’uscita coatta di personale qualificato e con una lunga esperienza professionale senza contestualmente assicurare un adeguato ricambio.
Calabria Verde svolge funzioni fondamentali per la tutela e la salvaguardia del territorio calabrese. Le attività forestali, di prevenzione e di intervento sul territorio richiedono professionalità, esperienza e conoscenza diretta delle aree nelle quali si opera.
Privarsi improvvisamente di personale professionalmente formato, senza un adeguato ricambio, rischia di determinare un ulteriore indebolimento della capacità operativa dell’Azienda.
Ed è proprio questa possibile contraddizione che deve essere chiarita: come può essere conciliata una politica di svuotamento degli organici con la contemporanea esigenza di rafforzare la struttura e garantire la piena funzionalità e sicurezza delle squadre forestali?
LA CONF.A.I.L. NON RESTERÀ A GUARDARE
La nostra organizzazione sindacale non era presente alla riunione del 27 aprile 2026 e non ha sottoscritto alcuna nota o accordo relativo alla proroga e al conseguente differimento della data di cessazione dei lavoratori interessati.
Pertanto, intendiamo acquisire tutta la documentazione relativa alla procedura, verificare le modalità con le quali sono state individuate le persone interessate e accertare il pieno rispetto delle disposizioni normative in materia di risoluzione unilaterale e preavviso.
Ai lavoratori destinatari del provvedimento diciamo con chiarezza: andare in pensione è un vostro diritto, ma la tutela dei vostri diritti passa anche dalla possibilità di verificare che l’Amministrazione abbia rispettato tutte le condizioni previste dalla legge.
Alla dirigenza di Calabria Verde chiediamo di interrompere ogni tentativo di comprimere i diritti dei lavoratori e di aprire immediatamente un confronto con tutte le organizzazioni sindacali.
Questi lavoratori non sono semplicemente numeri da eliminare da un organico.
Sono persone che hanno maturato professionalità, esperienza e competenze e che per anni hanno contribuito, con abnegazione e senso del dovere, alla cura, alla manutenzione e alla salvaguardia del fragile territorio calabrese, contribuendo a prevenire e fronteggiare situazioni di rischio e calamità naturali.
La Conf.A.I.L. chiede pertanto a Calabria Verde di sospendere ogni effetto della procedura, aprire un confronto immediato con le organizzazioni sindacali e verificare, prima di qualsiasi cessazione, il rigoroso rispetto di tutti i requisiti previsti dalla legge.
I diritti dei lavoratori non possono essere considerati un ostacolo all’organizzazione dell’Azienda. Sono il presupposto di un’amministrazione corretta, trasparente e rispettosa delle persone.
Roma, 14.08.2026
Il Segretario Nazionale Organizzativo
Annunziato Zavettieri
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione Pianainforma.it
Source link










